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Riordino istituzionale, via libera dalla prima commissione al testo di legge

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Tempo di lettura: 2 minuti

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

L’assessore Petitti: “Tappa importante. Grazie per il contributo di istituzioni, forze politiche, sociali ed economiche e degli amministratori. Ora il passaggio in aula”. La consigliera Zappaterra: “In commissione è stato fatto un lavoro straordinario nei tempi e nei modi di discussione”

Bologna – Via libera della prima commissione regionale al progetto di legge sul riordino istituzionale presentato dalla Giunta regionale.
“Un’altra tappa importante è stata raggiunta”, sottolinea l’assessore regionale a Bilancio e riordino istituzionale Emma Petitti. “Ringrazio la prima commissione e le forze politiche per il contributo dato e per gli approfondimenti che sono stati fatti, anche grazie alle audizioni che si sono svolte, che ci hanno consentito di arrivare ad un testo che, pur mantenendo l’impianto strategico condiviso con gli amministratori locali e le forze sindacali, ha visto dei miglioramenti. Importante è stata anche la grande condivisione delle forze sociali ed economiche. Ora ci attende il passaggio in Assemblea legislativa – conclude Petitti – che ci permetterà di avere una legge che potrà indirizzare i territori verso una prospettiva strategica, più snella e innovativa, per i prossimi anni”.
“Con questa legge in pochi mesi garantiamo posti di lavoro e un sistema istituzionale che funziona assumendoci la responsabilità di andare oltre l’abolizione delle province”, spiega la consigliera e relatrice di maggioranza del progetto di legge Marcella Zappaterra. “Oggi in commissione è stato fatto un lavoro straordinario nei tempi e nei modi di discussione dei numerosi emendamenti presentati che hanno arricchito il testo già condiviso con gli amministratori dei territori, le forze economiche e sindacali maggiormente rappresentative e il Comitato Autonomie Locali con molte proposte emerse in udienza conoscitiva. Va dato atto ai gruppi assembleari di non aver scelto la strada dell’ostruzionismo, ma quella del confronto, peccato che qualcuno abbia deciso di chiamarsi fuori. Naturalmente il parere della commissione è solo una tappa del percorso che si concluderà in aula nelle prossime sedute che ci auguriamo sia proficuo nell’interesse delle comunità che attendono soluzioni e una riforma efficace sul riassetto istituzionale”.

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