Home > ALTRI SGUARDI > Romafilmcorto, Muroni a un passo dal successo: “Portare al cinema i temi sociali e uscire dall’anestesia”

Romafilmcorto, Muroni a un passo dal successo: “Portare al cinema i temi sociali e uscire dall’anestesia”

romafilmcorto-muroni

Ha vinto due premi su tre Tommaso, il film diretto da Vincenzo Mascolo in concorso a Romafilmcorto interpetrato da Monica Guerritore, Giulio Brogi e Stefano Muroni, iperattivo attore di Tresigallo, selezionato a concorrere come migliore attore al festival romano, uno tra i più accreditati dai critici cinematografici. “Anche se non ce l’ho fatta, la soddisfazione è stata grandissima, partecipare da candidato significa essere stati apprezzati per il lavoro svolto a fianco di attori di consolidata esperienza”, racconta rientrando a Tresigallo, dove oggi pomeriggio alle 17.15 è in scena al teatro cittadino insieme agli studenti del Centro preformazione attoriale con Siamo nati proprio adesso! (1943 – 1945: un piccolo paese nella grande pianura della memoria. La guerra, la lotta, la vita), omaggio alle 23 vittime uccise 70 anni fa esatti nel bombardamento piovuto sulla città. “Tommaso si è aggiudicato il Colosseo D’Argento e Monica Guerritore il premio come migliore attrice – spiega – Credo sia un ottimo inizio per un corto legato a un tema di grande attualità come l’eutanasia, trattato finora solo da Marco Bellocchio ne La bella addormentata”. Ancora una volta richiama l’attenzione sui temi sociali del nostro tempo sui quali il cinema dovrebbe aprire nuove e importanti riflessioni. “Temi come l’eutanasia, la precarietà e la sicurezza sul lavoro, trattati da Terremotati il film appena girato a Mirabello, dovrebbero essere un marchio di fabbrica – continua –

romafilmcorto

Stefano Muroni sulla sinistra

La nostra generazione deve parlare dei problemi che la riguardano se vuole lasciare un segno del proprio passaggio e lo deve fare dando alle proprie opere una visibilità intelligente”. Le sue dichiarazioni suonano come un invito ai giovani artisti a difendere il proprio ruolo di protagonisti strappandolo all’anestesia patinata di storie vuote da “telefoni bianchi del XXI secolo” come ama ripetere Stefano, che recitando in “Tommaso”, nato da una sua idea poi messa a punto e sceneggiata da Carla Gravina (nella foto), ha provato emozioni davvero forti. “Lavorare fianco a fianco con Monica Guerritore e Giulio Brogi è stato come realizzare un sogno – racconta – Il sogno di un ragazzino partito da Tresigallo per fare l’attore”. Così è, perché la stoffa dell’attore c’è eccome. E c’è anche la voglia di migliorare, di mettersi alla prova, di vivere la sua professione con determinazione e impegno. “Quest’esperienza mi ha dato tantissimo – conclude – Ho imparato molto, da come si trucca un viso, ai tempi da usare per dare maggior efficacia a una battuta. I consigli di Monica sono stati fondamentali”. E il sogno continua.

Commenta

Ti potrebbe interessare:
Su una panchina rossa, in bilico fra amore e violenza
LA CITTA’ DELLA CONOSCENZA
Cittadinanza italiana alla laicità
Oltre la bufera: il film su don Minzoni fra storia e poesia
In quelle lettere… L’ultimo grido

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi