I Don’t Want to Know (Muki, 2000)

Le illusioni volano via come il fumo di questa sigaretta.
La musica rende dolce questo mio esser solo.
La tua pelle, nuova come i tuoi sogni.
I tuoi occhi curiosi, maliziosi, confondono i miei sensi.
Ubriacato dal tuo ricordo che persiste nel tempo, sempre, ogni momento.
Come ora.

E rimani sempre tu a farmi compagnia, nonostante la mia età, la mia rassegnazione.
Il corpo della mia chitarra, come i tuoi fianchi. La tua pelle tesa, come queste sue corde.
Due dita le sfiorano provocando vibrazioni. Altre dita le premono togliendole il respiro.
Così la chitarra comincia a suonare. Lieve, poi più forte e ancora di più.
Il volume è costante ma aumentano i toni. Il ritmo è variabile come l’umore.
Poi tutto tace, poi riprende lento e di nuovo veloce. Un crescente coito armonico…
Sedotto dalla mia Stratocaster, e ancora mi sorprendo a titillarla e farla urlare.
Gemiti elettrici, suoni liquidi, argentini, si sciolgono tra i polpastrelli indaffarati, arrivano al cuore.
Fossi tu questa chitarra, che ti farei di più e meglio? Certo non raggiungeresti questi acuti di diamante…
Non potresti!
Non sarai mai la mia schiava e nemmeno lo vorrei… Non come la mia chitarra!
Abbracciato al suo corpo di frassino, faccio sesso con la musica.
Mani esperte, addestrate. Si muovono tra memoria e istinto.

L’unico omaggio che posso farti, coi miei troppi anni e i tuoi troppo pochi, è questo assolo di chitarra.
Accontentati, mia giovane, profumata rosa d’autunno… e sii felice.

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