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E’ un’estate questa che sembra fare un po’ i capricci e farci stare ancora in attesa.
Eppure ieri è stato l’ultimo giorno di scuola e in tanti sono già pronti per le spiagge. E allora proviamo a richiamarla all’ordine attraverso uno dei fiori più semplici e più caldi dei nostri campi.
Cosa ricorda maggiormente l’estate di un campo di grano dorato e dei rossi papaveri, proprio come cantava De Andrè?

“Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi”

Per gli amanti della classicità, invece, il papavero è legato al mese di giugno perchè nato dall’amore di Plutone per Proserpina. Tutti sanno il mito di Proserpina, bellissima figlia di Giove e Demetra, che in un giorno di giugno, mentre coglieva fiori in un prato di Sicilia, fu rapita dal dio degli Inferi Plutone, che voleva farla sua sposa.
Quando Demetra venne a sapere che la figlia avrebbe trascorso il resto dell’esistenza nel mondo sotterraneo si disperò e chiese a Giove di intervenire. Giove però tentò di convincere Demetra della felice sorte che aveva avuto la loro figlia, divenuta regina. Ma Demetra, presa dal suo dolore, cessò di occuparsi della Terra, tanto che presto ogni cosa avvizzì. Giove, allora, cominciò a temere per la vita delle creature e pregò Demetra di tornare a compiere il suo dovere. In cambio avrebbe convinto Plutone a lasciare tornare sulla terra Proserpina per almeno sei mesi ogni anno. Così fu e quando Proserpina tornò alla luce del sole, i prati si coprirono di erbe e fiori e tra le spighe di grano sbocciarono i papaveri, il cui caldo colore doveva ricordare a Proserpina la passione dello sposo che l’aspettava.

OGGI – IMMAGINARIO BOTANICO
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Foto di Raffaele Giordani

Foto di Raffaele Giordani

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