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Sabato 24 ottobre apertura della 10ma edizione di Bologna Jazz Festival col concerto di Ron Carter

Tempo di lettura: 5 minuti

da: Ufficio Stampa Bologna Jazz Festival

Alle 21:15 di sabato prossimo concerto d’apertura dell’edizione 2015 del Bologna Jazz Festival con Ron Carter e i suoi Foursight

Un esordio sulle note di una icona del jazz moderno: Ron Carter, che fu il pilastro ritmico del quintetto di Miles Davis nella sua più sensazionale incarnazione, quella degli anni Sessanta, e che da allora ha continuato a bazzicare l’Olimpo del jazz. Sabato 24 ottobre al Teatro Arena del Sole (inizio alle ore 21:15), sarà dunque la sontuosa sonorità del contrabbasso di Carter ha far pulsare l’avvio della decima edizione del Bologna Jazz Festival, che proseguirà poi con la sua lunga maratona di concerti sino al 26 novembre. Tra i teatri di grandi dimensioni, i club che fanno tendenza nella jazz life bolognese e le uscite a Ferrara e San Lazzaro, il festival arriverà a mettere in scena 38 concerti, oltre a numerose iniziative collaterali.
E intanto, si decolla con gli abbaglianti cromatismi di Ron Carter e i suoi Foursight (Renee Rosnes al pianoforte, Payton Crossley alla batteria e Rolando Morales-Matos alle percussioni), mentre in seconda serata (alle ore 23) si può fare un salto al Take Five Genuine Music Club per un concerto ’round midnight organizzato dall’Arci Bologna con il trio del sassofonista Barend Middelhoff.
Il Bologna Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Bologna in Musica in convenzione con Comune di Bologna e con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo, Gruppo Unipol e del main partner Gruppo Hera.
I Foursight sono la più recente incarnazione di una delle due formazioni con cui Ron Carter da molti anni predilige esibirsi: il quartetto senza fiati, che lascia alle sue dita gran parte del lavoro solistico (l’altro organico ‘feticcio’ è il trio con chitarra e pianoforte). Ogni esibizione live di questo gruppo andrebbe riascoltata al rallentatore, per apprezzare pienamente la ricchezza di spunti tematici, di trame ritmiche, di citazioni che si intrecciano come in un vasto affresco. I dettagli hanno una densità tropicale, resa quasi impercettibile dalla finezza esecutiva che conferisce alla musica una grande ariosità.
Detto ciò, presentare Ron Carter è sin troppo facile, dato che siamo di fronte a uno dei massimi contrabbassisti della storia del jazz moderno. Nato a Ferndale (Missouri) il 4 maggio 1937, Ronald Levin Carter iniziò lo studio del violoncello all’età di dieci anni. Dovette però abbandonare questo strumento nel 1954, cedendo alle pressioni razziali dell’ambiente filarmonico. Passò al contrabbasso e, dal 1959, prese la via del jazz a scapito della musica classica. In fondo, questa fu la sua fortuna. Dopo le prime, e già cospicue, collaborazioni (Chico Hamilton, Eric Dolphy, Randy Weston, Thelonious Monk, Cannonball Adderley…), nel 1963 Carter entrò a far parte del quintetto di Miles Davis e, con esso, di una delle pagine più memorabili della storia del jazz: gli altri membri della band erano Herbie Hancock, Tony Williams e Wayne Shorter. Carter rimase con Davis fino al 1968, incidendo album epocali come Seven Steps to Heaven, My Funny Valentine, E.S.P., Miles Smiles, Nefertiti, Miles in the Sky e Filles de Kilimanjaro. Durante questo periodo, Carter divenne il contrabbassista più richiesto della scena jazz, nonché quello più registrato della storia, con oltre mille (alcuni sostengono quasi duemila) dischi a suo credito: con Wes Montgomery, Aretha Franklin, Sonny Rollins, McCoy Tyner, Cedar Walton, Jim Hall…
Dal 1972 in poi Carter ha lavorato frequentemente con formazioni proprie, sperimentando soluzioni ritmico-melodiche e sonorità fuori dal comune. Pur avendo guidato anche delle big band, Carter ha manifestato una predilezione per i piccoli gruppi, nei quali il contrabbasso può assurgere al ruolo di protagonista in situazioni espressive raffinate e cameristiche.
A chiedergli di Miles Davis, Carter ha per molti anni, semplicemente, taciuto. Ora invece dedica un intero concerto alla sua memoria e alle sue musiche: sublime gesto di chi è talmente grande da non temere l’inevitabile confronto con un tanto ingombrante ex leader.
Teatro Arena del Sole: Via Indipendenza 44, Bologna
Informazioni:
Associazione Bologna in Musica, tel.: 334 7560434, e-mail: info@bolognajazzfestival.com – www.bolognajazzfestival.com
Presidente: Federico Mutti
Direttore artistico: Francesco Bettini
Biglietti:
Ron Carter “Foursight”: da 20 a 36 euro. I biglietti sono soggetti a diritto di prevendita
Riduzioni:
Gli studenti del Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna e del Liceo Musicale “L. Dalla” di Bologna possono accedere agli spettacoli al prezzo speciale di € 10.
Sconto* del 10% riservato a soci Touring Club, dipendenti Gruppo HERA**, possessori abbonamento annuale Tper Bologna 2015, giovani fino a 26 anni
Tutti i biglietti soggetti a riduzione sono acquistabili esclusivamente presso le biglietterie dei teatri presentando il titolo che dà diritto alla riduzione*.
* Le scontistiche non sono cumulabili / Info: ticket@bolognajazzfestival.com
** I dipendenti del Gruppo Hera che vogliono avvalersi della riduzione del 10% sul prezzo dei biglietti dovranno esibire alla biglietteria del teatro il proprio badge aziendale.
Bologna Jazz Card:
Socio Giovane (fino a 26 anni) – 10 euro
Socio Ordinario – 25 euro
Socio Sostenitore – 50 euro
acquistabile o rinnovabile sul sito www.bolognajazzfestival.com
Vantaggi esclusivi per i Soci possessori della Bologna Jazz Card:
– sconto del 20% sull’acquisto di singoli biglietti presso le biglietteria dei teatri
– speciali convenzioni con i jazz club affiliati al Festival.
Prevendite:
– sul sito www.vivaticket.it e su tutto il circuito Viva Ticket (accessibile anche con link dal sito del festival)
– nelle biglietterie dei teatri Arena del Sole e Duse
Club:
Si consiglia la prenotazione. Rivolgersi direttamente al locale di riferimento.

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