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Saldi: andamento pressochè stabile nelle prime due settimane, non percepito effetto del “Bonus” sugli stipendi

Tempo di lettura: 3 minuti

da: ufficio stampa Ascom Ferrara

Vendite complessivamente in tenuta rispetto all’anno precedente (per il 55 % degli esercizi commerciali intervistati) e grande attenzione alla qualità da parte dei consumatori: questi in estrema sintesi i dati di andamento delle prime due settimane dei saldi estivi – partiti lo scorso 5 luglio e che si concluderanno il prossimo 2 settembre – raccolti a Ferrara, da Ascom Confcommercio attraverso l’ indagine condotta da Federazione Moda Italia su tutto il territorio nazionale.
Secondo l’indagine il 45% degli intervistati dichiara a Ferrara , infatti un andamento pressoché stabile delle vendite del periodo rispetto allo scorso anno e solo un 10% parla di un più 2% nelle vendite rispetto all’anno passato.

“Ci troviamo in un contesto difficile a Ferrara – commenta il presidente provinciale Ascom Giulio Felloni che ricopre anche l’incarico di consigliere nazionale di Federazione Moda Italia – come dimostrano i dati pesanti di disoccupazione della nostra provincia. I saldi rappresentano una piccola boccata d’ossigeno per le nostre imprese, che rispondono con un’attenzione ancora maggiore alla clientela e con servizi di qualità. Bisogna fare dei distinguo – prosegue il presidente Felloni -: tengono abbastanza i centri storici mentre arrivano segnali di difficoltà dalle periferie . D’altro canto gli stessi consumatori, condizionati ovviamente dalla crisi, evitano sempre più l’acquisto di impulso e verificano sempre gli acquisti in modo mirato e razionale. Insomma l’effetto del “Bonus” di 80 euro sugli stipendi, al momento, non ha sortito le conseguenze sperate nell’accelerare i consumi. Quindi in questo quadro complesso e che non autorizza facili entusiasmi bisognerà lavorare perché i saldi in un’ottica futura possano diventare un’occasione da integrare in una logica turistica, dove la città ed il suo territorio hanno forti potenzialità: dalla natura all’enogastronomia, all’arte ad uno shopping di qualità e convenienza, puntando sul Made in Italy. Siamo contrari ad una deregulation sui saldi perché questi alla lunga finirebbe solo per danneggiare sia gli operatori che gli stessi consumatori: questi ultimi di fronte ad una stagione allungata a dismisura dei saldi – che attualmente durano i classici 60 giorni – potrebbero rischiare di acquistare capi non esattamente di stagione.” conclude Felloni

Tra i prodotti più venduti si segnalano t-shirt, magliette e abiti estivi; le scarpe sportive di marca sono il prodotto-moda dell’estate. In accordo con i dati rilevati, il 45% degli operatori indica in aumento le vendite di prodotti di fascia media. La spesa media pro-capite durante i saldi, si attesta in media appena sotto gli 80 euro e li supera di qualche unità per l’abbigliamento e calzature: considerando che il nucleo medio familiare è composto intorno ai 2,2 componenti la spesa per famiglia durante questi saldi si attesta tra i 170 ed i 180 euro. Più in generale l’Emilia Romagna con Lombardia e Trentino sono le uniche tre regioni che non presentano un segno negativo.

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