24 Aprile 2015

SALUTE & BENESSERE
Il trauma del parto
dalla parte del neonato

Nuccio Russo

Tempo di lettura: 6 minuti

osteopatia-nascita

Ritorno su un argomento a cui, come osteopata, tengo tantissimo: la nascita. La nascita è l’evento più stressante della nostra vita in quanto, venendo spinto contro le pareti del canale vaginale, il neonato viene sottoposto ad enormi forze. Il neonato deve ruotarsi e torcersi, mentre viene compresso tra le ossa della pelvi nel suo viaggio breve ma altamente stressante, verso il mondo esterno.
Il cranio del neonato ha la capacità notevole di assorbire questi stress durante un parto naturale; per ridurre le dimensioni della testa, le morbide ossa si sovrappongono, piegano e “deformano” mentre il neonato discende. Le disfunzioni osteopatiche nel neonato sono abbastanza frequenti: possono instaurarsi sin dalla vita intrauterina (utero patologico e asimmetrie del bacino materno, gravidanze gemellari, contrazioni premature, impegno precoce). Schemi di deformazione all’interno delle parti evolutive di occipite, sfenoide e temporali, appaiono significative nella produzione di svariati sintomi, in relazione alle strutture vitali ad esse strettamente collegate. Di seguito un elenco delle principali disfunzioni osteopatiche e relative cause:

Esito da parto traumatico, parto cesareo, parto con ventosa, nascite premature: al momento della nascita l’ossificazione delle ossa craniali non è completa; nel neonato la scatola cranica è particolarmente morbida e da un lato questo permetterà alla struttura del cranio del nascituro una maggiore adattabilità durante il travaglio, mentre dall’altro lo renderà più vulnerabile alle compressioni meccaniche che in questa fase si possono produrre. Nel parto cesareo, ad esempio, vi è una notevole pressione all’interno della pancia ed una pressione pressoché nulla nell’ambiente esterno, pertanto, il feto, durante il passaggio diretto dall’ambiente fetale al mondo esterno, è sottoposto ad una forza come di trazione del cranio in senso trasversale ed una successiva difficoltà di adattamento alle nuove pressioni.

Torcicollo congenito: a causa di sofferenze fetali o cordone ombelicale attorcigliato.

Deformazioni del cranio e del viso: a causa di un difficile travaglio capita che molti neonati abbiano un cranio allungato, il naso più schiacciato, un occhio più chiuso, un orecchio a sventola. Tuttavia, le deformazioni prodotte sul cranio durante l’espulsione nel tempo vengono riassorbite completamente. Tale processo però non si verifica in maniera completa se la nascita è stata difficoltosa, causando alterazioni della mobilità di alcune ossa craniche che porteranno allo sviluppo di disfunzioni a carico del sistema visivo ed occlusale).

Difficoltà di suzione, deglutizione, stitichezza, reflusso gastroesofageo, rigurgito, coliche, vomito: l’occipite è l’osso che più spesso viene compromesso durante la nascita e dove è frequente riscontrare lesioni intraossee: la presenza di questo tipo didisturbi è legata a tensioni o compressioni delle suture o dei tessuti membranosi intracranici che tendono a creare un’irritazione delle strutture nervose alla base del crani, in particolare del nervo vago. Questo non significa che la compressione a livello delle ossa della base del cranio del neonato rappresenti l’unico fattore eziologico responsabile di questi sintomi, un esame osteopatico precoce potrebbe essere un valido aiuto per il neonato e per i suoi genitori.

Disturbi del sonno, irrequietezza, pianto incontrollabile: sintomi nervosi come l’ipertonia ovvero bambini che faticano a dormire per interessamento del midollo allungato.

Difficoltà di apprendimento cognitivo e motorio, deficit di concentrazione, dislessie e disfonie: la presenza di ritardi nello sviluppo psicomotorio, intellettuale e dell’apprendimento, agitazione ed irritabilità legata a traumi da parto ovvero tensioni o compressioni suturali o membranose intracraniche che tendono a creare un’irritazione di strutture nervose alla base del cranio come ad esempio il nervo vago.

Disfunzioni posturali: squilibri che si manifestano già nelle prime settimane di vita possono condurre a lesioni osteopatiche del bambino (come ad esempio il piattismo della volta plantare o il valgismo delle ginocchia), dell’adolescente (vizi posturali e scoliosi), e dell’adulto. Le alterazioni a carico della colonna e del sacro possono dare luogo a manifestazioni posturali che si evidenzieranno durante la crescita come scoliosi, dismetrie e dimorfismi degli arti inferiori, come il ginocchio varo o valgo o le alterazioni dell’arco plantare).

Alcuni neonati fanno fronte con serenità ed in maniera eccellente a dure e fissate modellature e compressioni del loro cranio. Per altri il percorso è diverso e manifestano svariati problemi, che l’osteopatia in ambito craniale è in grado di individuare e risolvere, riportando alla giusta mobilità e funzione d’alcune parti osteoarticolari del corpo che tra l’altro spesso possono portare ad una serie di problemi:

– posturali: es. scoliosi e le sue conseguenze;
– respiratori: es. asma;
– all’encefalo: es. paralisi cerebrale, spasticità;
– di sviluppo: es. ritardo nello sviluppo fisico e intellettuale,
– comportamentali: es. difficoltà nell’apprendimento;
– infettivi: es. otiti e riniti e faringiti ricorrenti;
– urinari: es. enuresi notturna.

L’approccio osteopatico verso i neonati è particolarmente indicato ed efficace. Si tratta infatti di un trattamento non invasivo e privo di effetti collaterali. E’ particolarmente delicato e ben accettato dai bambini, dai quali si ottengono ottimi risultati. Viene applicato anche sugli adolescenti.
Nei bambini lo stress meccanico del corpo può essere, insieme ad altri, un fattore importante del ritardato sviluppo del bambino. Ritardo nella parola, difficoltà nell’educazione e nell’apprendimento, problemi nella coordinazione e nello sviluppo psichico che non avrebbero nessuna ragione di esistere, possono molto spesso avere origine da cattivi movimenti e da cattive posture del corpo. Molti di questi casi sono stati risolti mediante il ricorso al trattamento osteopatico. L’obiettivo dell’osteopata infatti è riequilibrare la sfera cranica, strutturale e addominale del neonato e del bambino affinché esse possano lavorare secondo la fisiologia, eliminando le disfunzioni ed evitando che queste si possano manifestare in futuro.
Durante lo sviluppo, nell’adolescenza, il corpo viene sottoposto a numerosi cambiamenti. In questo caso l’osteopata, con il suo sviluppato senso tattile, può aiutare il corpo ad assumere la giusta posizione richiesta dalla sviluppo. Spesso, trascurare questi piccoli problemi può condurre a serie problematiche nel corso della vita adulta; l’osteopata può contribuire alla buona salute e alla forma fisica del ragazzo. Le cure osteopatiche possono, inoltre, aiutare a prevenire i rischi i e i traumi correlati all’attività sportiva.

Instaurare un rapporto di collaborazione fra la figura professionale dell’osteopata e le altre – quella dell’ortopedico, fisiatra, ginecologo, pediatra, ostetrica, odontoiatra, oftalmologo, otorinolaringoiatra, neuropsichiatra infantile, logopedista e psicologo – sarebbe particolarmente proficuo al fine di poter intervenire in maniera preventiva, arrestando per tempo l’insorgere di determinate disfunzioni nei neonati, nei bambini e negli adolescenti.


Nuccio Russo è osteopata, esercita a Trapani e a Ferrara

nucciorusso@hotmail.com



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L’autore

Nuccio Russo

È osteopata ed esperto in tecniche ergonomiche e posturali, studioso e ricercatore in anatomia craniale per lo studio delle cefalee. E’ nato e risiede in Sicilia, opera come consulente in diverse città fra le quali Ferrara, ed è conferenziere internazionale in Biofisica informazionale. Ama lo sport e la cucina macrobiotica.
Nuccio Russo

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