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Salute. L’assessore Venturi: “Pizza ha passato il segno. Ha avviato un procedimento disciplinare nei miei confronti per una delibera adottata dalla Giunta regionale oltre due anni fa, un atto amministrativo che ovviamente proposi come assessore e che non ha niente a che fare con la deontologia medica. Così trascina l’Ordine dei medici nella disputa politica”

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Da: Regione Emilia Romagna

Salute. L’assessore Venturi: “Pizza ha passato il segno. Ha avviato un procedimento disciplinare nei miei confronti per una delibera adottata dalla Giunta regionale oltre due anni fa, un atto amministrativo che ovviamente proposi come assessore e che non ha niente a che fare con la deontologia medica. Così trascina l’Ordine dei medici nella disputa politica”

La delibera del maggio 2016 con la quale si davano indicazioni alle Aziende sanitarie sulla composizione e sulle competenze del personale sanitario sulle ambulanze, da cui vennero definite le indicazioni operative condivise con tutte le professioni sanitarie. L’assessore regionale andrà comunque all’audizione disciplinare: “Lo faccio per rispetto al Consiglio dell’Ordine dei medici di Bologna, che non è formato dal solo Pizza, e confidando che la ragione e il diritto prevalgano su divergenze politiche o, peggio, contrapposizioni personali, che dovrebbero riman ere del tutto estranee a quel consesso. È chiaro che stiamo parlando di una vicenda priva di qualunque base giuridica, fatta con intenti che non hanno a che fare con il merito della questione”

Bologna – “Chi mi conosce sa che non amo la polemica, perché il ruolo che ricopro – e la delicatezza della responsabilità che mi è stata affidata – sono incompatibili con il batti e ribatti delle dichiarazioni. Qui, però, si è passato il segno. Anche perché chi mi muove accuse dovrebbe avere consapevolezza della funzione istituzionale della carica che ricopre”.
Lo dice l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi. E il contesto rispetto al quale esprime il suo pensiero è la delibera della Giunta regionale, che risale a maggio 2016, con la quale si davano indicazioni alle Aziende sanitarie sulla composizione e sulle competenze del personale sanitario sulle ambulanze.
“Apprendo- spiega Venturi- che il presidente dell’Ordine dei medici di Bologna, Giancarlo Pizza, di cui pochi giorni fa è uscita una sua prefazione a un libro fortemente critico sulla legge che prevede l’obbligo vaccinale, tema sul quale la Regione Emilia-Romagna ha fatto da apripista a livello nazionale, dopo oltre due anni decide di sottopormi a un procedimento disciplinare. Il tema è la proposta che feci in Giunta per assumere un provvedimento – e sto parlando delle competenze degli infermieri e dei medici sulle ambulanze – che poi è diventato delibera formale”.
“Ma il gioco dei ruoli- sottolinea – non è un dettaglio del quale ci si possa dimenticare. Se io in Giunta faccio una proposta, mi pare ovvio che la faccio come assessore, non come medico. Se quindi l’Ordine dei medici, o dovrei dire il suo presidente, mi chiede conto di ciò, prende una decisione chiaramente illegittima, sulla quale lavoreranno i miei legali. Anche perché a un atto della Giunta ci si oppone facendo ricorso al Tribunale amministrativo, cosa mai avvenuta: come mai Pizza dopo, ripeto, oltre due anni promuove un procedimento disciplinare?”.
“Ho comunque deciso- continua l’assessore- di presentarmi nei prossimi giorni all’audizione disciplinare. Per rispetto al Consiglio dell’Ordine dei medici di Bologna, che non è formato dal solo Pizza, e confidando che la ragione e il diritto prevalgano su divergenze politiche o, peggio, contrapposizioni personali, che dovrebbero rimanere del tutto estranee a quel consesso”.
“Non mi voglio sottrarre al confronto- prosegue- ma c’è un problema preliminare e pregiudiziale, che chiarisce come si sia di fronte ad una evidente infondatezza e illegittimità. E vorrei aggiungere anche strumentalità, per quanto riguarda il procedimento disciplinare: mi si contesta una violazione per un atto che, lo ribadisco, non è di esercizio della professione medica ma è un atto politico-amministrativo.Chiaramente non di competenzadi un organismo quale è un Ordine professionale”.
“E questo è un fatto grave- riflette Venturi- perché in questo modo il presidente Pizza sembra ignorare che la delibera regionale è un atto collegiale: se si dice che essa costituisce una violazione deontologica, si censura l’operato della intera Giunta regionale. E questo non è tollerabile, perché trascina i medici rappresentati dal loro presidente in una contesa politica. Peraltro, con la minaccia di sanzioni disciplinari all’assessore regionale, dalla sospensione fino alla radiazione, che esercita pubbliche funzioni nell’interesse generale, che quindi si trova in una posizione costituzionalmente tutelata da ingerenze indebite”.
“Vuole questo il presidente dell’Ordine di Bologna? Da medico- conclude Venturi- confidando che la ragione e il diritto prevalgano su divergenze politiche o peggio, su contrapposizioni personali, credo proprio di no”.
La vicenda
Il presunto rilievo mosso all’assessore regionale da parte dell’Ordine dei Medici di Bologna, il solo in Emilia-Romagna che ha ritenuto farlo, si riferisce alla delibera della Giunta regionale 11 aprile 2016, n. 508 che è stata adottata in applicazione di norme statali sulla valorizzazione delle professionalità di tutto il personale della sanità e di un Atto di intesa intervenuto tra lo Stato e tutte le Regioni italiane.
La delibera assegna agli infermieri compiti applicativi e riserva ai medici tutte le funzioni decisorie. É un atto, spiegano i tecnici, che ha carattere di indirizzo, e rimette ai professionisti della sanità tutti gli atti di indicazione dei presupposti di applicazione, delle procedure e metodi di applicazione.
Prima che le decisioni diventassero operative, la Regione comunque ha attivato tavoli di lavoro e di consultazione, con la partecipazione dei rappresentanti del mondo delle professioni sanitarie.
Un lavoro complesso, articolato – chiarisce la Regione – e nei due anni trascorsi dalla data di adozione formale della delibera non sono stati proposti ricorsi né altri mezzi di contestazione alla delibera, che si è dunque consolidata divenendo inoppugnabile.

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