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Sana 2014: cresce in Emilia-Romagna il biologico. Rabboni: “con il nuovo Psr più risorse per il settore”

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Tempo di lettura: 5 minuti

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Sana 2014 – Nel 2013, 3771 aziende bio (+ 1,4%). Emilia-Romagna prima per trasformazione e commercializzazione. Rabboni: “Possiamo e dobbiamo crescere ancora. Con il nuovo Psr 100 milioni per gli aiuti a superficie e sostegno alla nascita di filiere 100% bio.” Tra il 2007 e il 2013 il 30% dei fondi Psr 2007-2013 è andato al biologico. Tutti i dati per provincia

Bologna – L’Emilia-Romagna é regione leader nel biologico ma può crescere ancora. Alla fine del 2013 erano 3771 le imprese di produzione e trasformazione bio (+ 1,4% sull’anno precedente). Di queste 798 sono imprese di trasformazione e commercializzazione, il numero più alto a livello nazionale. Un primato amplificato dalla leadership esercitata da molte di queste imprese sui mercati nazionale ed internazionale. L’Emilia-Romagna è inoltre la prima regione del nord Italia per superfici coltivate con tecniche biologiche. Le aziende agricole biologiche sono 2.973, in aumento dell’1,7%. Nel 2013 sono cresciuti anche gli allevamenti biologici: sono 624 le imprese che conducono l’allevamento di almeno una specie con il metodo biologico. L’allevamento per le uova biologiche è il più importante a livello nazionale con 15 imprese di allevamento per una consistenza produttiva di circa 500 mila ovaiole biologiche. Sono i dati illustrati oggi a Bologna, in occasione della presentazione dell’edizione 2014 di Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale, dall’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. “”L’agricoltura biologica in Emilia-Romagna è cresciuta grazie soprattutto alle scelte compiute dalla Regione – ha sottolineato Rabboni – il Programma di sviluppo rurale che si sta concludendo ha destinato alle produzioni biologiche il 30% di tutte le risorse disponibili a fronte di un’incidenza delle superfici agricole biologiche dell’ 8% e ad una percentuale di imprese bio sul totale del 4%. Una priorità dettata dalla volontà di ridurre gli impatti dell’agricoltura sull’ambiente e promuovere modelli di produzione effettivamente sostenibili. Per i prossimi anni ci poniamo l’obiettivo di un’ulteriore crescita delle superfici e dei volumi di produzione. Lo faremo aumentando gli aiuti diretti a superficie, che passeranno da 12 a 15 milioni all’anno per una cifra complessiva superiore ai 100 milioni di euro e soprattutto incentivando gli agricoltori a partecipare a filiere produttive e commerciali per soddisfare la crescente domanda di prodotti biologici certificati. Nei primi 5 mesi del 2014 gli acquisti di prodotti biologici in Italia sono aumentati del 17%. Purtroppo parte di questa produzione è oggi importata dall’estero. Ecco allora che il bio italiano può e deve crescere. Per questo il nostro nuovo Psr 2014-2020 finanzierà le reti di impresa bio, gli investimenti e i progetti di filiera dell’agroalimentare biologico, le iniziative commerciali e la promozione dei prodotti, l’abbattimento dei costi di certificazione, i gruppi per la vendita diretta.”
“Fondamentale – ha aggiunto Rabboni – sarà anche l’esito del confronto sul nuovo Regolamento europeo del biologico, che dovrà entrare in vigore nel 2017 e che attualmente presenta un quadro di luci e ombre. Come Emilia-Romagna solleciteremo l’impegno delle altre Regioni oltre che del Ministero per introdurre modifiche che lo rendono uno strumento di crescita reale del settore. ”

Emilia-Romagna prima per produzione di uova biologiche. Nel 2013 +18% le aziende in conversione. Forlì-Cesena si conferma la provincia più bio

A fine 2013 sono 3771 le imprese che producono e trasformano prodotti biologici in Emilia-Romagna, con una crescita dell’1,4%. Di queste 798 sono imprese di trasformazione e commercializzazione, il numero più alto a livello nazionale, in sostanziale consolidamento rispetto al 2012 (+0,5%) e tra le quali figurano grandi marchi di livello nazionale. Le aziende agricole biologiche sono 2.973, in aumento dell’1,7%. E’ rilevante la quota di quelle che si trovano oggi nella fase di conversione (+18%) perché entrate recentemente nel settore dell’agricoltura biologica, grazie soprattutto ai recenti bandi del Psr 2007-2013. Il 10 % delle aziende agricole svolge anche l’attività di trasformazione, a riprova della particolare dinamicità delle aziende biologiche rispetto alle tradizionali. L’allevamento avicolo regionale per la produzione di uova biologiche è il più importante a livello nazionale: in regione sono presenti 15 imprese di allevamento per una consistenza produttiva di circa 500 mila ovaiole biologiche.

Forlì-Cesena si conferma anche nel 2013 la provincia più bio della regione con 645 aziende di produzione, trasformazione e commercializzazione, seguita da quella di Parma con 585 , Modena con 524, Bologna con 502.

I quasi 3000 agricoltori biologici conducono una superficie biologica complessiva che supera gli 85.000 ettari, in aumento del 4% rispetto al 2012 pari a quasi l’8% della superficie agricola totale regionale. Il numero di aziende agricole condotte con il metodo biologico rappresentano circa il 4% delle aziende agricole totali. La zona collinare è quella più vocata (44% del totale della superficie agricola biologica). Le produzioni ortofrutticole biologiche interessano l’8% del totale delle superfici coltivate. Le colture agricole biologiche più importanti si confermano ancora le foraggere ed i prati pascoli (più del 70% del totale) che insieme ai cereali (16%) costituiscono la base alimentare per le produzioni zootecniche regionali.

In crescita anche gli allevamenti biologici: sono 624 le imprese che conducono l’allevamento di almeno una specie con il metodo biologico: più di un’azienda agricola biologica su 5 alleva almeno una specie animale con il metodo biologico. L’allevamento più importante è quello bovino, con circa 380 imprese; importante anche l’allevamento apistico biologico (più di 100 imprese); sono 6 le imprese di acquacoltura bio (vallicoltura per la produzione di pesci e impianti off-shore per la produzione di mitili), un settore con interessanti prospettive di sviluppo.

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