13 Dicembre 2020

Santa Lucia

Costanza Del Re

Tempo di lettura: 7 minuti

Regali bambini, festività, Santa Lucia

Il 13 Dicembre è Santa Lucia.
Una santa particolare per i Pontalbesi e per i Lombardi in generale. Lucia porta i regali ai bambini “buoni” ed è più importante di Babbo Natale e della Befana.  La grande festa dei bambini è questa. Santa Lucia arriva la notte tra il 12 e il 13 dicembre “con un asinello alato e un carretto fatato e deposita regali e doni a tutti i bimbi buoni”. Ai bambini cattivi porta il carbone, ma questo di fatto non succede mai, non esistono bambini sempre e solo cattivi.

Qualche settimana prima i bambini scrivono una lettera a Santa Lucia nella quale elencano i regali che vorrebbero e i genitori si incaricano di consegnarla direttamente alla Santa oppure a un postino che recapiterà la missiva. Insieme ai regali arrivano caramelle, pasticcini  e cioccolato. Tra i dolci ci sono quasi sempre: i fruttini di zucchero duro, il marzapane, i mandarini di caramello trasparente, le gelatine di frutta, i torroncini e  la liquirizia.

Ci sono diverse poesie della tradizione popolare lombarda che servono a celebrare la Santa e ad aumentarne il fascino e l’aspettativa. La più conosciuta recita più o meno così:
Santa Lucia Bella/dei bimbi sei la stella,/per il mondo vai e vai e non ti stanchi mai. Porti regali e doni/a tutti i bimbi buoni/col tuo cestin dorato/ e l’asinello alato./
Santa Lucia bella, dei bimbi sei la stella,/tu vieni a tarda sera/quando l’aria si fa nera./ Tu vieni con l’Asinello/al suon del campanello,/e le stelline d’oro/che cantano in coro.”

La tradizione vuole che Santa Lucia sia cieca perché le sono stati estirpati gli occhi. Se ne va in giro di notte, vestita di bianco candido, con un piattino in mano dove sono depositati i suoi poveri occhi velati.
In realtà, Lucia di Siracusa, conosciuta come Santa Lucia, è stata una martire cristiana vissuta all’inizio del IV secolo a.c. durante la persecuzione ai cristiani voluta dall’imperatore Diocleziano.  E’ venerata come santa sia dalla chiesa Cattolica che da quella Ortodossa. E’ una delle sette vergini menzionate nel canone romano ed è considerata protettrice della vista per l’etimologia latina del suo nome (Lux, luce). Le sue spoglie mortali si trovano nel santuario di S. Lucia a Venezia. Un luogo di culto molto conosciuto è anche la chiesa di Santa Lucia al Sepolcro a Siracusa.

Enrico ha  messo nella sua lista di Santa Lucia: una pista per le macchine, un robot, un pupazzo, i pennarelli, la plastilina e … un cane vivo. Ha proprio specificato “vivo”. Si sa mai che la Santa fraintendesse e gliene portasse uno di pezza.
Devo dire che questa ultima richiesta mi ha molto divertito, non altrettanto vale per mia sorella (sua madre).
Gli ho chiesto:
“Enrico perché vuoi un cane?”
“Perché un cane è mooorbido!”
“Mooorbido con tante o?”
“Si con tante o!”
“Non so se Santa Lucia ha cani vivi, magari ti porta la pista per le macchinine che è bella lo stesso” gli dico.
“No, tu dille che preferirei il cane. Lo voglio marrone, con il pelo riccio, la lingua lunga e rosa così mi lecca. Gli do da mangiare io, può dormire nel mio letto, tanto io sono piccolo, ci stiamo tutti e due.”

Aiuto. Abbiamo una “gatta da pelare”. Cosa diciamo adesso alla Santa?  Sia mai che Lucia gli porti davvero un cane vivo. Cosa facciamo? Abbiamo già tre gatte arancioni che abitano da noi da diversi anni e che considerano casa nostra il loro territorio d’adozione. Dormono d’estate sulla catasta di legna e d’inverno sul divano della cucina. Amano miagolare sul tetto insieme agli altri gatti di via Santoni e sonnecchiare sul tappeto, oppure giocare con i gomitoli di lana di mia madre. Amano anche stare nell’orto sotto il pesco, oppure arrampicarsi sui suoi rami e guardare il mondo da lassù. Insomma casa nostra è anche casa loro. Cosa farebbero se arrivasse un cane?

Credo si debba trovare il modo di comunicare a Santa Lucia di soprassedere su questa storia del cane vivo. Almeno per quest’anno. Dobbiamo pensarci con calma e, eventualmente, organizzarci, non so esattamente come.
“Dai Enrico, sei piccolo, magari la Santa ti porta il cane il prossimo anno”
“Noooo tu devi convincerla a portarmi il cane. Io lo voglio. Anche Angelo lo vuole (Angelo è un suo amichetto dell’asilo, devono aver condiviso il desiderio di questa impresa ultraterrena).”
Non resta che cambiare discorso, per questa via non ho alcuna possibilità di arrivare a una soluzione pacifica della questione. Se continuo a digli di no, fra un po’ si mette a piangere.

Santa Lucia arriva di notte con il carretto pieno di regali trascinato da un asinello. L’Asinello fa tanta fatica a consegnare tutti quei doni e quindi bisogna rifocillarlo. Ogni bambino prepara un mazzetto di fieno che depone davanti alla porta di casa e  che l’animale mangerà intanto che la Santa entra in casa e sistema i doni sul tavolo della cucina. A volte al fieno si aggiungono carote e mele o qualche altra vivanda più bizzarra. Poi si mette una ciotolina d’acqua. Metti caso che l’asino abbia sete. La mattina seguente di tutto questo non resta niente. Quell’asino fa, in una notte sola, una scorpacciata degna di una balena.
Provo a distrarre Enrico con la storia del fieno.
“Enrico dobbiamo preparare un bel mazzetto di fieno per l’asinello alato”
“Si prepariamolo, io voglio metterci anche i biscotti e il succo di frutta alla pera. Sono buoni. Io voglio daglieli.” Dice.
“Va bene ci possiamo pensare”.

Ci sono anche varianti sceniche, pittoresche e fantasiose, che mi hanno sempre divertito: ad esempio in alcuni casi la Santa lascia il suo autografo. Scrive il suo nome con dei brillantini luccicanti incollati su un foglio da disegno e lo deposita sul tavolo insieme ai doni. Oppure lascia una striscia di polvere bianca che va dal tavolo alla porta dalla quale è entrata. La polvere che usa sembra farina bianca, ma in realtà è una polvere magica che solo lei possiede, è fatta con i resti di una nuvola.

Guardo Enrico ma non gli dico più nulla. Speriamo stia pensando al fieno.
Enrico che è seduto su una sedia, si alza, si toglie le scarpe e poi si accovaccia e comincia a muoversi per la stanza a quattro zampe.
“Ma Enrico, alzati. Sporchi tutta la tuta appena messa!”. Niente, lui imperterrito se ne va in giro a quattro zampe. Si sposta sotto il tavolo, si ferma, alza un braccio e si gratta un orecchio. Poi si rannicchia, mette la testa nascosta sotto le braccia e gira un po’ la faccia in modo da vedermi almeno con un occhio. E poi fa: “Bau bau”.
Il cane. Sta facendo un cane. Cosa faccio ora? Provo a far finta di non capire.
“Ma Enrico alzati da lì, sembri una delle nostre gatte!”
“Non sono una gatta, sono un cane!. Lo vedi come sono bravo? Puoi dire a Santa Lucia che se mi porta un cane io con lui sarò buonissimo. Sarò come suo fratello. Lo vedi che sono capace?”.
Oddio, non ne usciamo più. Bisogna prendere tempo. Ci ripenseremo per il prossimo anno, con calma.

 

 



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Costanza Del Re

E’ una scrittrice lombarda che racconta della vita della sua famiglia e della gente del suo paese, facendo viaggi avanti e indietro nel tempo. Con la Costanza piccola e lei stessa novantenne, si vive la storia di un’epoca con le sue infinite contraddizioni, i suoi drammi ma anche con le sue gioie e straordinarie scoperte.
Costanza Del Re

Ti potrebbe interessare:

  • LA SALUTE DEL NOSTRO MARE
    Goletta verde è arrivata a Porto Garibaldi

  • Vertenza ex Gkn.
    Tavolo istituzionale a un’impasse

  • Diario di un agosto popolare
    6. FINCHÉ C’É LA SALUTE

  • mare

    Per certi versi
    La vita è come il mare

  • frammenti terracotta tegole

    ERNESTO BALDUCCI: UNA TESTIMONIANZA
    “Guardare con speranza ai segni del tempo”

  • Gli azzeccagarbugli servi dei padroni dell’energia

  • conchiglie mare sabbia

    PRESTO DI MATTINA
    Il pellegrino e la conchiglia

  • CHI TOCCA UNA TOCCA TUTTE

  • CI SIAMO ANCHE NOI …
    Save The Park, dove migliaia di uccelli hanno la loro casa

  • Cos’è la destra, cos’è la sinistra
    Il boomer, il ragazzo e il bambino senza memoria

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi