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Da Organizzatori

Jolanda di Savoia. Prende il via domani(giovedì 17 agosto) la 22esima edizione delle “Giornate del Riso” di Jolanda di Savoia. Un’edizione ricchissima di eventi, convegni, spettacoli e manifestazioni con il coinvolgimento di associazioni di volontariato, ma anche agricole e ci categoria. Ovviamente grande protagonista sarà sua maestà il riso che sarà servito nello stand gastronomico che ogni sera sarà aperto a partire dalle ore 19. Le Giornate del riso che prenderanno il via giovedì 17 agosto si concluderanno il 27 agosto.
Cominciamo con il programma del giorno dell’inaugurazione. Alle ore 18.30 ci sarà il taglio del nastro con la partecipazione straordinaria della squadra di calcio della Spal. Ovviamente, poiché domenica prossima prenderà il via il campionato di Serie A, che dopo ben 49 anni vedrà ai nastri di partenza la Spal, è naturale che ci sarà una rappresentanza dei giocatori e della società, ma si tratta anche della prima presenza ufficiale ad appena tre giorni dal via del campionato e quindi ci sarà grande attesa da parte dei tifosi.
Sempre alle 18.30 presso il centro culturale, intestato al compianto giornalista e studioso di storia locale, Walter Matteucci, ci sarà l’apertura delle mostre che resteranno allestite per tutto il tempo della manifestazione. Alle 19, come si diceva, aprirà il “RistoRiso – Smart stand”, con menù a base di riso Igp del Delta del Po. Lo stand, che proporrà menu a base di riso, dall’antipasto al dolce, sarà aperto tutte le sere dal 17 al 27 agosto e anche a pranzo le domeniche 20 e 27 agosto. Lo stand è collocato in piazza Giovanni Paolo II. In via Kennedy, invece, nel cortile delle scuole, tutte le sere di saranno spettacoli dal vivo. Si comincia giovedì 17 agosto con l’esibizione delle “Sisters and friends”, un gruppo di nove voci, tutte al femminile, molto bravi ed apprezzate nella nostra provincia, diretto e coordinato da Rossano Scanavini.
Le Giornate del riso sono un evento sostenuto e promosso dal Comune di Jolanda di Savoia, che per la parte organizzativa si avvale della collaborazione di Made Eventi di Ferrara.
Molto ricco anche il programma di venerdì 18 agosto con due appuntamenti di carattere culturale alle ore 18 e alle ore 20, e alle ore 21.30 una serata di ballo con musiche degli anni Settanta e Ottanta, organizzata dal Comitato Olimpico di Jolanda di Savoia.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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