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“Passato il santo, passata la festa” recita un detto. Ma non è festa gioiosa, ma ferita ancora aperta fatta di morte e sofferenza. A che valgono i proclami se il risultato stride con le promesse? Ci si stringe, si parla, si lotta e si risorge, ma i segni lasciati sono indelebili come l’inchiostro sulla carta. Nel frattempo l’acqua scorre lenta e cade giù ma non lava via le colpe, le rende solo più chiare e visibili.

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