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Scoperta una nuova estinzione di massa alle origini del mondo di oggi. Unife nel team internazionale autore della ricerca

Tempo di lettura: 2 minuti

Da: Ufficio Stampa Università di Ferrara

Una grande estinzione di massa , avvenuta circa 233 milioni di anni fa, causata da un cambiamento climatico di portata globale. E’ appena stato scoperto l’ Episodio Pluviale Carnico , l’evento paleontologico che ha avuto effetti dirompenti sul nostro pianeta, tanto da rivoluzionarne gli ecosistemi e dare origine al mondo che conosciamo oggi.

I dettagli della scoperta sono stati pubblicati il 16 settembre sulle pagine della rivista Science Advances. Tra gli autori, insieme ai ricercatori delle Università di Padova, del CNR, del MUSE – Museo delle Scienze di Trento e del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige, anche il professor Piero Gianolla del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara.

 “In questo studio abbiamo esaminato prove geologiche e paleontologiche raccolte in decenni di rilievi sul campo, analisi di laboratorio e modellizzazioni. Così abbiamo ottenuto un quadro completo delle cause, delle dinamiche e degli effetti dell’Episodio Pluviale Carnico” spiega il professor Piero Gianolla.

Dai dati sedimentari e paleontologici raccolti, sembra che l’Episodio Pluviale Carnico sia coinciso con le eruzioni vulcaniche nella provincia di Wrangellia, di cui abbiamo oggi testimonianze in Canada occidentale e in Alaska. 

L’improvviso cambiamento climatico causò una grave perdita di biodiversità negli oceani e sulle terre emerse. Subito dopo l’evento di estinzione nuovi gruppi fecero la loro comparsa o si diversificarono rapidamente, come ad esempio i dinosauri: 

Molti gruppi di piante e animali si diversificarono in questo momento, tra cui alcune delle prime tartarughe, i coccodrilli, le lucertole, i primi mammiferi e le prime moderne foreste di coniferesottolinea Jacopo dal Corso, professore della China University of Geosciences e coordinatore dello studio.

L’Episodio Pluviale Carnico ebbe un profondo impatto anche sulla vita marina e nella chimica degli oceani. Questo è documentato, per esempio, nelle Dolomiti, dove la crisi del Carnico è visibile in modo spettacolare nella morfologia del paesaggio, con le celebri pareti di dolomia che vengono interrotte da rocce poco resistenti che si sono deposte proprio durante questo evento, quando gli ecosistemi collassarono” aggiunge Piero Gianolla.

Comprendere le complesse dinamiche che regolano le interazioni tra il vulcanismo e i cambiamenti biologici e ambientali avvenuti durante l’Evento Pluviale Carnico potrebbe rivelare informazioni fondamentali sulla transizione dal Mesozoico all’era moderna e potrebbe darci insegnamenti utili per fronteggiare la crisi ambientale che stiamo vivendo oggiconclude il professore Piero Gianolla dell’Università di Ferrara.

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