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Sea Watch: chi la finanzia?

Tempo di lettura: 2 minuti

Da: Giorgio Fabbri

Giorgia Linardi,portavoce (retribuita) della ONG che finanzia la nave “Sea Watch” ha dichiarato che il principale finanziatore dell’organizzazione è la chiesa luterana tedesca.
Se è così vorrei sapere perchè la chiesa luterana tedesca non si fa avanti per prendere in carico i 43 naufraghi, invece di lasciarli sulle spalle degli Italiani.
Osservo inoltre che la nave – battente bandiera olandese – ha “gironzolato” per 14 giorni nel Medierraneo. Ebbene, in due settimane avrebbe avuto tutto il tempo di andare e tornare dall’Olanda (o dalla Germania). Perchè non lo ha fatto? E perchè, in alternativa, non ha puntato su Malta, sulla Grecia o sulla Spagna? E’ evidente che la decisione di puntare sull’Italia è tutta politica e non ha nulla di umanitario.La “Capitana” – che non è una volontaria ma è regolarmente retribuita – ha scelto di violare le leggi italiane. Ora non ci venga a raccontare che lo ha fatto per il bene dei naufraghi, se no la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo le avrebbe dato ragione.
Ricordo infine che Emma Bonino, allorchè ricoprì l’incarico di Ministro degli Esteri, rammentò che secondo il diritto internazionale una nave costituisce territorio dello Stato di cui batte bandiera. Per tale motivo, applicando il Trattato di Dublino, sarebbe l’Olanda – paese di primo sbarco – a doversi far carico dei 43 disgraziati. Ma i Paesi Bassi se ne fregano…
Domanda mia : come mai nessuno riprende l’argomentazione giuridica della Bonino?

Da: Giorgio Fabbri

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