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Seggi deserti: riflesso di una politica spoglia

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Finalmente un Masaniello vs un Rivoluzionario, un duello che ci coinvolgerà per i prossimi anni e non è detto che non incontreranno rischi e sorprese se il quadro d’insieme del Paese resterà avvolto nella conservazione ed in mano ai mille cespugli del vecchio regime del ‘900.
La via Emilia elettorale non è più intasata, in moltissimi sono rimasti a casa, si sono viste solo le nomenclature, con parenti, affini, lobby e vicini.
Hanno vinto le regionali solo i piccolissimi numeri inseriti nelle urne semivuote; ormai il modello del passato, anche recente, si sta sciogliendo e rimane solo il nobile tentativo delle piazze.
Non si è capito, fino in fondo, la drammaticità della crisi, la svolta inevitabile per la discontinuità nel Pd, l’impoverimento ulteriore del Paese e che a pagare sono ancora i più deboli.
Dobbiamo leggere ed entrare nei numeri, quelli assoluti, abbandonando le percentuali: tendenzialmente 3 elettori su 4 restano a casa.
Ormai siamo immersi in un nanismo, che va anche oltre la linea che attraversa la regione, ossia di quei pezzi del ferrarese dove l’alto è ormai distaccato dalla bassa e anche dal medio-alto del territorio provinciale.
Non brindano più nemmeno i candidati vincitori, ormai dimezzati dal residuale consenso, le saracinesche del Pd sono ancora abbassate. Il dramma è vincere dentro una sconfitta e le rassegne stampa risultano zeppe di ricette astiose degli irriducibili giapponesi ed anche di analisti improvvisati e curvi; per la Lega nord il dato è storico.
Ormai i cespugli sono spogli, le foglie del comunismo sono rinsecchite, il cattolicesimo democratico cosa d’altri tempi, i liberali e le destre solo linguaggi, il centro moderato non si capisce cos’è, ed il cambiamento ormai pare l’unico fatto per guardare i primi tratti di futuro.
Si accantonano le ragioni di due legislature regionali interrotte perché travolte da scandali, da sperperi, da arricchimenti, da privilegi, da condanne, dal prolificare delle burocrazie dei mandarini, da costi impropri, da rivoli di concessioni poco trasparenti.
Siamo di fronte all’emergere di un nuovo status istituzionale pregno di troppi vizi (dalle mutande verdi ai sexy shop) che hanno preso, nel complesso, ormai tutto il sistema regionale e locale delle amministrazioni pubbliche.
In molti ci si è chiesti come vengono percepite le regioni dai cittadini italiani, e cosa si trova se si vanno a digitare su Google le parole “scandalo fondi regionali”, o anche semplicemente ascoltando la gente lungo le corsie dei Centri commerciali.
Attendiamo che l’Istituto Cattaneo di Bologna ci aiuti a capire di più, anche se ormai il tenzone ci coinvolgerà un po’ tutti: un rivoluzionario, un masaniello, un suo versus.

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