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Si è chiusa ieri sera “Professione Genitore” con una riflessione sui soldi e sul valore del guadagno nei giovani

Tempo di lettura: 2 minuti

da: ufficio stampa Confartigianato

Con la psicoterapeuta Maria Rita Parsi, che ha parlato di ‘Come educare i nostri figli a gestire il danaro fin da piccoli’, si è chiusa mercoledì sera, al Teatro Comunale, Professione Genitore, diretta dallo psicoterapeuta Paolo Crepet e realizzata dalla Confartigianato col patrocinio di Comune, Resto del Carlino e Carice Main Sponsor. Partendo dalla sollecitazione del direttore Carice, Ivan Damiano, che nei saluti introduttivi ha spiegato l’importanza di dare del danaro una testimonianza di ‘valore’, la Parsi ha letto una carrellata di definizioni fornite dai giovanissimi sull’argomento ‘soldi’, evidenziando così come i ragazzini introitano in famiglia il peso delle difficoltà o il ‘lusso’ scontato della ricchezza. Condizioni che si traducono in malessere o benessere dei rapporti all’interno del nucleo. Su questo presupposto, la Parsi ha sviscerato la necessità, per gli adulti, di raggiungere una alfabetizzazione virtuale, così da poter seguire i figli sui social e sul web. Tanto più «perché non è lontano il giorno in cui le ‘spese’ verranno effettuate quasi esclusivamente dal cellulare. Il rapporto col danaro, quindi, per loro, non passerà più per le ‘mani’». In un’ottica di prevenzione – evitare le dipendenze – e lungimiranza, «già alle scuole elementari bisognerebbe fare agli studenti lezioni di economia ed educazione civica – ha sostenuto la psicoterapeuta – , perché ogni giorno sentono parlare di ‘crisi’ in tv. Ma devono avere la possibilità di comprendere bene che ciò che stanno ascoltando li tocca direttamente. Solo così da adulti saranno dotati di un sano concetto di spesa, debito, investimento». A piccoli ed adolescenti che spesso ricevono la ‘paghetta’ – «che devono imparare a gestire per i loro bisogni, i loro desideri, i loro interessi, con la consapevolezza che se si vuole una cosa, spesso, si deve rinunciare a un’altra» – va spiegato che «il valore del guadagno – ha chiuso la Parsi – passa per il merito, la fatica, il sacrificio».

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