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Sisma, 500mila euro dal Fondo sociale regionale per persone in situazione di disagio

Tempo di lettura: 2 minuti

da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

Sisma: 500mila euro dal Fondo sociale regionale per persone in situazione di disagio. Presentato in Commissione consiliare lo schema di delibera per l’assegnazione dei fondi a sette Comuni terremotati. Le dichiarazioni della vicepresidente Gualmini e dell’assessore Costi

Prestiti d’onore, tirocini formativi, contributi per pagare l’affitto o le utenze. Saranno i Comuni di Cento, Cavezzo, Concordia, Mirandola, Novi di Modena, San Felice sul Panaro e San Possidonio a decidere in che modo utilizzare le risorse –500 mila euro in tutto – provenienti dal Fondo sociale regionale che la giunta intende destinare come sostegno a persone in situazione di forte disagio dopo terremoto. Persone che vivono tutt’ora in soluzioni abitative provvisorie (i Map) e che non riescono a tornare in condizioni di vita normali. La quota verrà quindi ripartita tra i sette Comuni sulla base dei nuclei familiari alloggiati nei Map (468 quelli ancora abitati, ma in costante diminuzione). “E’ un intervento di gestione ordinaria nell’ambito delle politiche sociali, in particolare di contrasto alla povertà e alla marginalità” ha spiegato oggi Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione e assessore al Welfare e alla politiche abitative, durante la seduta della Commissione consiliare Politiche per la Salute e Politiche sociali, cui la giunta ha chiesto di esprimere il parere (e l’ha ottenuto all’unanimità) sullo schema di delibera che assegna le risorse.  “Un conto è gestire l’emergenza, altro – ha proseguito Gualmini – è un’azione che, con il coinvolgimento dei Comuni, va incontro ai bisogni dei cittadini”. Saranno quindi i Comuni a decidere come utilizzare le risorse; “noi vogliamo dare un accompagnamento – ha concluso la vicepresidente – , una ‘spinta’ per svuotare i Map entro dicembre 2015”. Per Palma Costi, assessore regionale alla Ricostruzione post sisma, queste risorse “rappresentano uno strumento che la giunta ha messo in atto per dare una conformazione diversa, a tre anni dal sisma, all’assistenza alla popolazione, e chiudere entro l’anno i Map. Questa – ha concluso Costi – è una misura di tipo sociale; presto ci saranno anche altre ordinanze sul tema della disponibilità degli alloggi”.

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