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STANDING OVATION: I PIU’ ACCLAMATI SPETTACOLI TEATRALI DEL XXI SECOLO
“Le smanie per la villeggiatura” diretto e interpretato da Elena Bucci, Stefano Randisi, Marco Sgrosso ed Enzo Vetrano, Teatro Comunale di Ferrara, dal 9 all’11 aprile 2005

E siamo giunti all’ultimo spettacolo in programmazione. Si conclude stasera, con il goldoniano “Le smanie per la villeggiatura”, la stagione di prosa 2004-05 del Teatro Comunale. L’autore, Carlo Goldoni (1707-1793), si dedicò dopo una giovinezza abbastanza turbolenta e scapestrata all’attività di commediografo a partire dal 1747. Ma già in precedenza aveva composto alcuni dei suoi capolavori, quali: “Momolo cortesan” (1738), “La donna di garbo” (1743), “Arlecchino servo di due padroni” (1745). In seguito maturò la cosiddetta ‘riforma goldoniana’, sostituendo con commedie provviste di un vero e proprio copione quelle ‘a soggetto’ (munite semplicemente di un canovaccio), e scrisse fra le tante opere le celeberrime: “La locandiera” (1752), “Il campiello” (1756), “Le baruffe chiozzotte” (1761), la “Trilogia della villeggiatura” (1761); per poi trasferirsi alla corte di Versailles a Parigi, città in cui compose negli ultimi anni di vita i poco conosciuti “Mémoires” (1784-87).
“Le smanie per la villeggiatura”, commedia originariamente in tre atti, venne rappresentata la prima volta nell’ottobre 1761 al Teatro San Luca di Venezia. La vicenda è sinteticamente la seguente. Come ogni anno, la buona società livornese è indaffarata nei consueti preparativi per le vacanze a Montenero: una sorta di obbligo sociale a cui nessuno può sottrarsi, nemmeno quando non può permetterselo, com’è il caso del protagonista Leonardo; il quale, innamorato di Giacinta e a lei promesso, conduce un’esistenza molto al di sopra dei propri mezzi. E infatti Leonardo, constatata la ferma decisione presa da Giacinta di partire per Montenero, per di più in compagnia di Guglielmo, di cui egli è gelosissimo, afferma per ripicca di rimanere a casa guadagnandosi così i rimproveri di Giacinta, offesa dall’ingiustificata gelosia: chiaro indizio della mancanza di stima di lui nei suoi confronti. Da qui si innescano intricati espedienti e ambigui raggiri allo scopo di tutelare la propria reputazione e immagine pubblica, fino all’epilogo acquietato dalla saggezza di Giacinta.
L’allestimento di stasera, frutto della collaborazione tra Compagnia le belle bandiere – Diablogues – Teatro degli incamminati, è diretto e interpretato da Elena Bucci, Stefano Randisi, Marco Sgrosso ed Enzo Vetrano; le luci sono di Maurizio Viani, i costumi di Andrea Svanisci.

Foto di Tommaso Le Pera

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