COMUNICATI STAMPA
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La notizia del giorno, per me, è senza dubbio questo scandalo olio da 7000 tonnellate.
Lo scandalo è venuto a galla – proprio come l’olio, vedi te come torna tutto – grazie a un’innovativa tecnica di riconoscimento del dna dell’olio.
Il corpo forestale ha agito su delega della Dda di Bari arrivando a scoprire queste 7000 tonnellate di solo olio falsificato fra Fasano, Grumo, Appula e Monopoli.
In sostanza era olio proveniente da Tunisia, Marocco, Siria e Turchia venduto con l’etichetta 100% italiano.
Tutto sequestrato.

Brano: “Feed The Hungry” dei The Pop Group Album: “For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder?” del 1980

Brano: “Feed The Hungry” dei The Pop Group
Album: “For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder?” del 1980

Boh.
Vorrei sapere che fine farà quell’olio.
Spero almeno che non lo buttino via.
Ho capito che non è 100% italiano ma farà così schifo?
Sarà comunque meglio di quello per friggere, no?
Boh.
Un po’ però mi viene da ridere perché sicuramente qualcuno avrà fatto l’intenditore a tavola menandola con il vero olio della Puglia.
Mi dispiace anche un sacco perché per oggi ci stavano di brutto gli Impact con Solo Odio ma me li sono già bruciati un’altra volta.
Quindi, sperando davvero che non buttino 7000 tonnellate di olio, via con un classico del Pop Group.

Ogni giorno un brano intonato alla cronaca selezionato e commentato dalla redazione di Radio Strike.

Selezione e commento di Andrea Pavanello, ex DoAs TheBirds, musicista, dj, pasticcione, capo della Seitan! Records e autore di “Carta Bianca” in onda su Radio Strike a orari reperibili in giorni reperibili SOLO consultando il calendario patafisico. xoxo <3

Radio Strike è un progetto per una radio web libera, aperta ed autogestita che dia voce a chi ne ha meno. La web radio, nel nostro mondo sempre più mediatizzato, diventa uno strumento di grande potenza espressiva, raggiungendo immediatamente chiunque abbia una connessione internet.
Un ulteriore punto di forza, forse meno evidente ma non meno importante, è la capacità di far convergere e partecipare ad un progetto le eterogenee singolarità che compongono il tessuto cittadino di Ferrara: lavoratori e precari, studenti universitari e medi, migranti, potranno trovare nella radio uno spazio vivo dove portare le proprie istanze e farsi contaminare da quelle degli altri. Non un contenitore da riempire, ma uno spazio sociale che prende vita a partire dalle energie che si autorganizzano attorno ad esso.

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