Home > IL QUOTIDIANO > Sotto il ponte
(in memoria di Bruno Rizzieri)
Tempo di lettura: < 1 minuto

Sono qua vigliacchi, venite a prendermi,
sono sotto il ponte, finite il vostro sporco lavoro.
Il mio compagno giovinetto è oramai in salvo,
sarà lui a raccontare il mio ultimo respiro.

Lo sento il rumore dei vostri stivali
lordi di sangue, vi avvicinate,
ho sparato il mio ultimo colpo nel petto di un traditore,
un altro è disteso a terra in attesa di satanasso.

Siete giunti finalmente, sono ferito,
la mia pistola è inceppata,
sparate dunque, massacrate le mie carni,
ma il vostro destino è segnato.

Vedo le fiamme uscire dalla vostre armi,
non sento dolore,
mi sto allontanando dal mio corpo riverso a terra,
sento l’acqua nera scorrermi accanto.

Perdonatemi madre per il dolore che vi causerò,
trasformate i vostri singhiozzi in orgoglio,
quel pomeriggio di primavera,
quando la Brigata che porterà il mio nome entrerà in città

Viva la trentacinquesima Brigata Garibaldi,
viva Ferrara liberata,
e voi posteri ricordatevi,
il nostro sangue è stato versato per liberarci dagli oppressori.

Ed i fascisti sono gli oppressori,
e i partigiani i liberatori.
Ora e sempre.

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