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da: ufficio stampa giunta regionale Emilia-Romagna

L’Emilia-Romagna punta sulle start up con un bando che stanzia oltre 6 milioni di euro per avviare quelle innovative e con un programma in Silicon Valley.

Bologna – Fino al 30 settembre è possibile partecipare al bando promosso dalla Regione – finanziato nell’ambito del Programma operativo regionale Fesr 2014-20 – che mette a disposizione oltre sei milioni di euro per avviare o consolidare start up innovative ad alta densità di conoscenza. Mentre sono 10 i posti che la Regione e Aster mettono a disposizione per partecipare gratuitamente, entro il 30 marzo 2016, alla selezione alla seconda edizione di TVLPx May in Silicon Valley dall’8 al 16 maggio 2016 e 3 per il TVLP Spring 2016 in Silicon Valley dal 19 giugno al 6 luglio (candidature entro il 10 aprile).
«Investire sulle start up – ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi – è importante in un sistema produttivo come il nostro che vuole favorire la nascita di nuove imprese e rafforzare quelle esistenti. E poi confermiamo, con la seconda edizione del programma in Silicon Valley, il nostro supporto a start up della Emilia-Romagna che vogliono internazionalizzare il proprio mercato, cercare nuovi finanziamenti e accrescere le proprie competenze».
Start up innovative
Il bando vuole favorire la nascita e la crescita di start up tecnologiche per sviluppare i risultati di attività di ricerca, start up digitali dell’industria creativa, del wellness e dell’innovazione sociale e dei servizi ad alta densità di conoscenza.
Con una dotazione finanziaria di 6.028.065 euro, il bando si rivolge alle piccole e micro imprese regolarmente costituite come società di capitali, incluse Srl, uninominali, consorzi, società consortili, cooperative.
Le domande possono essere presentate esclusivamente online, tramite l’applicativo disponibile sul sito Por Fesr 2014-2020 http://www.regione.emilia-romagna.it/fesr/.
Formazione in Silicon Valley
Sono 10, invece, i posti che la Regione Emilia-Romagna e ASTER mettono a disposizione per partecipare alla selezione della seconda edizione di TVLPx May in Silicon Valley dall’8 al 16 maggio 2016 e 3 per il TVLP Spring 2016 in Silicon Valley dal 19 giugno al 6 luglio. Due percorsi di formazione per giovani imprenditori per scoprire la mecca dell’imprenditorialità e dell’innovazione e far crescere il proprio progetto imprenditoriale nel luogo più stimolante del mondo, con l’aiuto di riconosciuti docenti, investitori e imprenditori della Silicon Valley.
TVLPx May è un programma intensivo della durata di 10 giorni dedicato ad aspiranti imprenditori e startup dell’Emilia-Romagna.
TVLP Spring 2016, invece, è un programma più strutturato, della durata di 3 settimane al quale, insieme ad imprenditori provenienti da altre parti del mondo, possono partecipare 3 startup costituite dell’Emilia-Romagna. Entrambi sono strutturati in tre momenti: lezioni teoriche in inglese con i docenti delle più prestigiose università, mentoring, visite a startup, incubatori e tech companies della Silicon Valley.
Le candidature al TVLPx May scadono il 30 marzo, quelle al TVLP Spring il 10 aprile, ma per entrambi i programmi le domande saranno valutate per ordine di arrivo. Per informazioni www.emiliaromagnastartup.it e www.aster.it .

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REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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