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Stop all’illegalità nell’agroalimentare con la fondazione per la lotta contro i crimini nel piatto

Tempo di lettura: 2 minuti

da: ufficio stampa Coldiretti

Mercoledì 19 marzo nella sede della Confederazione Nazionale Coldiretti a Roma, presentata la “collezione” dei più scandalosi prodotti agroalimentari venduti in tutto il mondo con nomi che richiamano episodi e personaggi della criminalità organizzata per fare business a danno del nostro Paese e del dolore delle vittime. Promossa da Coldiretti al via la Fondazione contro “la mafia nel piatto”.

Un censimento mai realizzato prima che sarà presentato come atto di denuncia pubblica per chiedere l’intervento delle Istituzioni su casi concreti in occasione della nascita in Italia della Fondazione ’“Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare” promossa dalla Coldiretti con la presidenza del Comitato Scientifico del procuratoreGiancarlo Caselli che interverrà mercoledi’ 19 marzo dalle ore 9,30 al Centro Congressi Rospigliosi via XXIV Maggio 43 a Roma, insieme al Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e al presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara, rispettivamente presidente e vice presidente dellaFondazione, con la partecipazione del Ministro della Giustizia AndreaOrlando e di quello delle Politiche Agricole Maurizio Martina. L’iniziativa si svolge alla vigilia dell’incontro del Santo Padre con le vittime delle mafie il 21 marzo, nella “Giornata della memoria delle vittime innocenti delle mafie” promossa dalla Fondazione “Libera”.
Nell’occasione verrà presentata la prima sconvolgente indagine su come è cambiato l’atteggiamento degli italiani nei confronti della malavita a seguito della crisi: dalla possibilità di accettare un lavoro fino a quella di mangiare in un locale “a rischio” ma anche della disponibilità a pagare di piu’ prodotti ottenuti da aziende confiscate e tornate alla legalità, realizzato da Coldiretti/Ixe’, nell’ambito dell’analisi aggiornata al 2014 sull’entità e diffusione della criminalità organizzata nelle diverse aree del Paese e all’estero, sulle modalità con cui opera e su come condiziona la vita quotidiana della persone.
La criminalità organizzata trova infatti terreno fertile nel tessuto economico indebolito dalla crisi con l’agroalimentare che è diventato nel 2014 un’area prioritaria di investimento della malavita che ne comprende la strategicità perché del cibo, anche in tempi di difficoltà, nessuno potrà fare a meno, ma soprattutto perché consente di infiltrare in modo capillare la società civile, dai campi ai banchi dei supermercati fino a ristoranti e pizzerie.

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