22 Agosto 2022

STORIE IN PELLICOLA /
Viaggio nello scompartimento n.6

Simonetta Sandri

Tempo di lettura: 5 minuti

 

Un treno, di quelli su cui difficilmente si vorrebbe viaggiare, per le sue comodità assenti, il buio e l’odore che emana, per il suo vagone angusto e uno strano, irritante, scontroso e ombroso compagno di viaggio all’apparenza molesto e un po’ minaccioso (nonché misogino). Immaginare di dover passare ore con quel vicino insofferente e rumoroso appare subito un preludio a una sorta di incubo.

Il viaggio è lungo in quello spazio ristretto e angusto: da Mosca a Murmansk, lungo rotaie sferraglianti e claudicanti, con nelle narici l’odore dei sottaceti, delle uova sode, del tabacco di sigarette e del thè fumante dal samovar in fondo alla carrozza, lo scuro della notte abbagliato dal candore della neve, il freddo assiderante, le fermate che non terminano mai, personaggi generosi che bevono vodka.

Mi domando se continuare a vedere il film, le prime scene mi indispettiscono un attimo, mi mettono un poco a disagio, le scene mi sembrano un poco claustrofobiche e cupe (la cuccetta non ha spazio), ma poi continuo, sarà una meravigliosa scoperta, un vero invito a rovesciare le apparenze.

Avevo letto il libro cui la pellicola si ispira (di fatto ne è un adattamento), attirata sia dal viaggio in treno che dalla destinazione nel nord della Russia, Murmansk, che ho visitato in passato: l’omonimo romanzo, Scompartimento n.6, di Rosa Liksom (pseudonimo di Anni Ylävaara). Mi era piaciuto, eccomi allora a cercare il film, ben diverso.

Il film del finlandese Juho Kuosmanen è Grand Prix Speciale della Giuria del Festival di Cannes 2021. Del tutto meritato, direi.

I personaggi di questa storia? La studentessa finlandese di archeologia, Laura (Seidi Haarla) e il minatore russo Ljoha (Yuriy Borisov): lei, delusa dall’amante moscovita Irina (un’elegante e colta professoressa, circondata da agio e benessere), timida e taciturna si reca a Murmansk per visitare alcune strutture rupestri (gli antichi petroglifi), lui va a lavorare e beve, beve.

Le incisioni ritrovate, Foto museo dei petroglifi di Kanozero

Di fronte allo spettatore ci sarà presto un treno che pare più una lotta per la sopravvivenza che un viaggio: si passa dalla sensazione di una possibile minaccia sessuale a una goffa amicizia che non ha alcun senso, ma che sorprendentemente funziona. Personaggi alla fine teneri che il regista pare sempre voler abbracciare, indifesi e spaventati, quasi intrappolati da timori e sentimenti.

Una strana coppia che ci accompagna fino alla fine, li seguiamo incuriositi fin all’arrivo a Murmansk, dove ognuno prende i suoi bagagli e via, arrivederci, magari non ci si vedrà mai più, accade spesso ai viaggiatori che percorrono insieme tratti di viaggio, scambiandosi magari mille confidenze e storie, come solo fra sconosciuti si riesce a fare.

Laura resta una sognatrice con strade amore per la storia e la vita, Ljoha è avvezzo al carcere e ai campi di correzione, ma pire lui è animato da un’irriducibile passione per la vita di chi si aggrappa agli istinti bruti per non cedere all’immenso vuoto che lo circonda.

Sullo sfondo, Murmansk (nel libro, Laura va a Ulan Bator, in Mongolia), città di mare al nord del circolo polare artico, città di luce e di freddo dove, secondo il regista, è facile respirare, perché quella storia non è fatta da un luogo ma dal viaggio. E il respiro conta.

Altra differenza con il libro è l’epoca: la storia era ambientata in epoca sovietica, qui è spostata avanti in quella russa degli anni ‘90. La cornice geografico-politica avrebbe distratto, dice Kuosmanen in un’intervista, ancora una volta l’attenzione è su due esseri umani, persone vere, imperfette e a tratti goffe, non su un luogo e un tempo.

Girato nella modalità apparentemente arcaica del 35 millimetri (poi trasferito in digitale, chi accetta oggi la pellicola?), è molto bella e importante la morbida fotografia, soffusa, a tratti sfuocata, come se si guardasse da un finestrino un po’ appannato bagnato di rugiada o di neve. Neve che non manca, freddo e gelo palpabili. Molto interessante il contrasto fra il movimento del treno e l’immobilità dei personaggi.

Nostalgia di un tempo che fu, duro realismo che ha però molta poesia. Volti che cambiano con i sorrisi, alla ricerca di sé stessi, ritrovando un’umanità calorosa, un’accettazione delle differenze. Perché la solitudine può essere condivisa.

Un road movie quasi onirico-sonnambulo, dal finale dolce. Consigliat(o)issimo.

“Per conoscere te stesso, devi conoscere il tuo passato”, ci ricorda spesso Laura.

Romanzo: Rosa Liksom, Scompartimento n.6, Iperborea, 2014, 256 p.

Film: Scompartimento n.6, di Juho Kuosmanen, con Seidi Haarla, Yuriy Borisov, Yuliya Aug, Lidia Kostina, Tomi Alatalo. Finlandia, Estonia, Germania, Russia, 2021, 107 minuti.

 

Trailer 

 

 

 

 

In copertina e nel testo: immagini dal web, alcuni screenshot dal film


Commenti (2)

  • Non ho capito che cosa ti ha fatto cambiare idea dopo le prime scene. Io sono rimasta indispettita e a disagio per quasi tutto il film. Solo verso la fine ha cambiato colore e spessore. Ma non mi ha convinto. Troppa cupezza per risollevarsi nel finale

  • Dopo un pò ho cominciato a riconoscere luoghi e atmosfere di una Russia in cui ho vissuto.
    La tenerezza fra i due protagonisti è unica e va aldilà di ogni spazio e tempo, lo si intuisce quasi subito.
    Il finale, poi, è speciale. Commovente e dolce. Ma è il mio umile sentire.
    Murmansk è esattamente come la ricordo. Ne rammento il colore del cielo e le nubi fantasiose.
    La Russia è un rebus avvolta in un mistero che sta dentro a un enigma, diceva Winston Churchill. Questo film va in questa direzione e, sulle ali di tale mistero, due anime si sfiorano. Opinabile sicuramente ma questa la mia percezione. Grazie comunque per la tua lettura e opinione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Da sempre appassionata di scrittura e letteratura, ha pubblicato su riviste italiane e straniere, è autrice del romanzo, “Il Francobollo dell’Avenida Flores”, ambientato fra Città del Messico, Parigi e Scozia e traduttrice dal francese, per Curcio Editore, di La Bella e la Bestia, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Ha collaborato con BioEcoGeo, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, Mosca Oggi, eniday.com e coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma. Scrive su Meer (ex Wall Street International Magazine).
Simonetta Sandri

Ti potrebbe interessare:

  • Don Giovanni va in Corea

  • Svastiche e scritte antisemite a Genova: dopo il negozio di Marassi, tocca al liceo Cassini

  • UNA STORIA DIMENTICATA
    Cadde nella ghisa incandescente e sparì: ecco cosa rimane dell’Operaio Ignoto

  • Parole a capo
    Arianna Vartolo: “Domenica” e altre poesie

  • UNA BOTTA DI VITA
    Aver le idee chiare…

  • Incontro con l’autore: VERDE ELDORADO di Adrián N. Bravi
    7 ottobre, ore 21

  • Mahsa Amini

  • GUERRA e PACE

  • graffito murales poesia

    Sabato 8 ottobre “Ultimo Rosso”: la poesia unica protagonista
    Piazza Municipale ore 10 / Parco del Montagnone ore 15,30

  • PAROLE e FIGURE /
    Bruttina a chi? A me no di certo…

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi