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Studio Disinfettanti biologici

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Da: Ufficio Stampa, Comunicazione Istituzionale e Digitale

“Disinfettanti biologici” a base di microrganismi non patogeni (probiotici) per sconfiggere le infezioni ospedaliere.Puliscono pavimenti e superfici dei reparti scacciando i germi pericolosi. È quanto emerge dai risultati di uno studio multicentrico SAN-ICA coordinato dall’Università di Ferrara e condotto in alcuni ospedali italiani, inclusa la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, e pubblicato sulla prestigiosa rivista “PlosOne”.

“Disinfettanti biologici” a base di microrganismi non patogeni, simili ai probiotici che si assumono per ristabilire l’equilibrio della flora intestinale, rappresentano una soluzione alla pulizia dei reparti in ospedale, alternativa ai disinfettanti tradizionali contro cui i germi più pericolosi stanno divenendo via via resistenti: sono in grado, infatti, di “scacciare” questi germi multiresistenti da pavimenti e superfici di ogni genere. Sono inoltre ecologici ed economici.Lo dimostra uno studio multicentrico denominato SAN-ICA e coordinato dal Laboratorio Interdipartimentale CIAS dell’Università di Ferrara, che ha visto coinvolta anche la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, oltre al Consorzio Futuro in Ricerca di Ferrara, alle Università di Udine, Pavia, Messina e all’Università Bocconi e alle Aziende USL di Ferrara, Feltre e Tolmezzo; lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale “PlosOne”.
Negli ultimi anni si sono notevolmente diffusi i germi patogeni resistenti a uno o più antibiotici; la loro presenza può portare a pericolose e anche letali infezioni nei pazienti ricoverati”. Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) coinvolgono fino al 15% dei pazienti nel mondo. In Europa 3,2 milioni di pazienti acquisiscono un’ICA ogni anno, 37 mila muoiono come diretta conseguenza di tali infezioni. I sistemi oggi in uso per sanificare i reparti ospedalieri funzionano sempre meno bene perché questi germi stanno imparando a resistere anche ai tradizionali disinfettanti. Per gli operatori addetti alle pulizie l’utilizzo dei probiotici non comporta l’applicazione di sistemi molto diversi da quelli abituale: si impiegano infatti panni pre-impregnati con una soluzione contenente i microrganismi non patogeni (anziché il disinfettante a base di ipoclorito di sodio o di altri principi attivi) per la sanificazione dei pavimenti, e formulazioni spray per gli arredi e le superfici verticali.
“Questo studio contribuisce a sottolineare il ruolo della rimodulazione del microbiota ambientale nella sanificazione delle strutture sanitarie – dichiara il prof. Sante Mazzacane, coordinatore del gruppo di studio SAN-ICA e docente presso l’Università degli Studi di Ferrara – introducendo la possibilità di un approccio ecologico di elevata efficacia nelle strategie di Infection Control and Prevention, contribuendo alla riduzione delle infezioni ospedaliere e dei costi”.
“L’impiego dei probiotici per la sanificazione è già utilizzato da alcuni anni in alcune strutture sanitarie – spiega il dott. Filippo Berloco, Responsabile UOS Servizio radioprotezione e igiene ospedaliera, UOC Igiene ospedaliera, Direzione Sanitaria, Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS – Università Cattolica. Lo studio SAN-ICA, cui la Fondazione ha aderito insieme ad altre strutture sanitarie italiane, ha rappresentato la prima ricerca condotta su larga scala per verificare l’efficacia di un protocollo di sanificazione in termini di riduzione delle infezioni ospedaliere”.

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