Home > IL QUOTIDIANO > Su una panchina rossa, in bilico fra amore e violenza

Su una panchina rossa, in bilico fra amore e violenza

Tempo di lettura: 2 minuti

di Lorenza Cenacchi

La Panchina rossa, il concept musical contro la violenza alle donne della Compagnia Sole Luna di Andrea Bregoli, è andato in scena la scorsa settimana al Teatro 900 di Tresigallo. Sul palcoscenico in primo piano due panchine, una bianca e una rossa, richiamo al progetto, avviato nel novembre 2017 in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che consiste nel dipingere di rosso alcune panchine dislocate in luoghi pubblici, in ricordo delle donne vittime di femminicidio. Lì sopra, seduti, si alternano donne e uomini, in dialoghi che svelano tutta la fragilità dei pregiudizi e degli stereotipi, su cui si fondano le discriminazioni di genere. Dialoghi tra donne di generazioni diverse: le lotte per il femminismo, che hanno modificato il ruolo della donna nella famiglia, nel lavoro, nella società, ma che lasciano ancora qualcosa di incompiuto… la libertà della donna di essere se stessa.
Poi il dialogo tra uomo e donna su un caso di femminicidio nei confronti di un’amica comune: l’amore che diventa ricatto, violenza, possesso, gelosia da un lato e paura, sottomissione dall’altro, che “diventa un groviglio stretto, dove non passa l’aria”. L’amore come forma di riappropriazione dell’altra, che cerca di fuggire per ritrovarsi, per essere libera e che porta, in nome dell’amor, a gesti estremi, quegli stessi di cui parlano ogni giorno i giornali. Il mostro, l’assassino, il violento, è l’uomo che non ha compreso il significato di amare, che si nutre della paura. E’vittima o carnefice? Le donne subiscono ingiustizie anche nel lessico…? Perché le parole declinate al femminile hanno un significato diverso? E se le parole fossero l’affermazione dei pensieri? Le canzoni che fanno da cornice allo spettacolo cercano di attenuare la tensione emotiva che coinvolge lo spettatore, che non ottiene risposta alle numerose sollecitazioni ricevute, bensì un invito al dialogo tra donne giovani e adulte (la creazione di reti di solidarietà e aiuto) e tra donna e uomo, alla scoperta della comune radice di esseri umani.

Ti potrebbe interessare:
LO STESSO GIORNO
La rivolta delle operaie della Val Bisenzio
TEATRO EX VERDI
Vedere la guerra in periodo di guerra: con “Due ieri fa” Roberta Pazi rappresenta l’oggi
Friedensstatue donne vittime
Donne vittime di guerra
9 aprile ore 17 al Fienile di Baura
Antonio Viganò presenta il libro “𝗟𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi