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Sulla via di Damasco

DSCN3478Oggi vorremo provare a parlarvi solo con le immagini. E con le sensazioni.

La Siria, quella che era la città di Damasco, la bella, la serena, la colorata.

Nel 2007, la capitale siriana aveva suk variopinti e vocianti, moschee e chiese che si specchiavano, odore di spezie, profumo di incenso, gente che chiacchierava e andava a zonzo per la città. C’erano i suoi giardini verdi, i suoi fiori eleganti, le sue stoffe lucenti, i suoi smeraldi grezzi, i suoi antiquari raffinati, i suoi libri colti, i vocii dei suoi bambini che correvano lungo strade e piazzette animate. I merletti di alcuni edifici occhieggiavano da vie affollate, qualche casa traballante faceva sorridere il turista che camminava tranquillo.

A Damasco c’erano artisti, letterati, scrittori, poeti, medici e ingegneri, a Damasco c’era la vita. Quella che oggi se ne è andata, scappata, scacciata, tramortita, terrorizzata, martoriata. Noi vogliamo ricordarla cosi, con queste immagini di serenità e normalità quotidiane, Damasco la bella, Damasco l’educata, Damasco la colta.

Fotografie di Simonetta Sandri

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