Tag: abbado

bosco-abbado

IMMAGINARIO
Giornata degli alberi. Un bosco in città.
La foto di oggi…

Sul limitare del bosco, si esita qualche istante col respiro sospeso per poi immergersi: il canto degli uccelli e il fruscio delle foglie ti precedono e accompagnano, suonando una musica meravigliosa…

Martedì 17 novembre alle 11.30 nella sala degli Arazzi della residenza municipale si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa “21 novembre 2015. Giornata Nazionale degli alberi – Un Bosco in Città per Claudio Abbado“. All’incontro con i giornalisti saranno presenti il sindaco Tiziano Tagliani, l’assessore ai Lavori pubblici Aldo Modonesi, la presidente del Garden Club Ferrara Giulia Vullo, il progettista del Bosco Claudio Abbado Manfredi Patitucci, l’ingegnere capo Luca Capozzi e i tecnici comunali del Servizio Verde.

Sabato 21 novembre, distribuzione gratuita di alberi e arbusti alla cittadinanza  
per l’iniziativa “Un albero per ridurre la CO2” alla Palazzina dei Bagni Ducali di Viale Alfonso I d’Este 17, dalle 9.30 alle 16.00.

Leggi l’articolo correlato “Un bosco per Abbado. Storia di un’idea” di Stefania Andreotti

Leggi le informazioni sulla Giornata degli alberi a Ferrara

Immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

GERMOGLI
Cultura.
L’aforisma di oggi

Distruggere storia e cultura significa annientare un’energia vitale.
Un uomo che si strappa l’anima.

abbado-pace-ferrara
Claudio Abbado nel marzo 2003 per protesta contro la guerra in Iraq espone la bandiera della pace sul palco

“La cultura è un bene comune primario come l’acqua; i teatri, le biblioteche, i cinema sono come tanti acquedotti” (Claudio Abbado)

 

 

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la giornata…

claudio-abbado

Berlino-Ferrara, sulle tracce di Claudio Abbado

 

Corina Kolbe, fotoTedesca residente a Berlino, Corina Kolbe, giornalista, ama la musica classica e ne scrive su prestigiose riviste e quotidiani in Germania, Svizzera e Italia, “dove – dice – mi sento a casa”. A Claudio Abbado, con cui di intervista in intervista divenne amica occupandosi di alcuni suoi progetti musicali – oltre che di altri, meno conosciuti, la tutela del verde e dell’ambiente – , Corina riconosce l’intuizione di un concetto di arte come “espressione di profonda umanità e parte integrante della vita”. E ad Abbado e al fil rouge che ha legato il Maestro a Berlino e a Ferrara – che dopo la sua scomparsa, a gennaio 2014, gli ha intitolato il Teatro Comunale – ha dedicato un servizio, di prossima uscita sulla rivista Il Nuovo Berlinese, che nei giorni scorsi l’ha condotta di nuovo qui, nella città estense, a raccogliere testimonianze.

Qual rapporto lega Abbado a Berlino e Ferrara?
Nel 1989 Abbado succedette a Herbert von Karajan sul podio dei Berliner Philharmoniker. Poco dopo, il 31 marzo 1990, venne con l’orchestra a suonare nel vostro Teatro Comunale. Nel corso degli anni tornò più volte, anche con la Chamber Orchestra of Europe e la Mahler Chamber Orchestra. Molti musicisti dei Berliner ricordano ancora con piacere i concerti a Ferrara e il pubblico caloroso. Nel 1996, in occasione della mostra in corso a Palazzo dei Diamanti su Max Klinger, Abbado si esibì con i Berliner al Comunale, nell’ambito di una serie di concerti dedicati al rapporto tra l’artista e la musica. Con tali manifestazioni cercò di associare la sua esperienza berlinese dei cicli a tema, che univano la musica e altre arti, alle iniziative culturali di Ferrara. Il fatto che il Comune abbia di recente approvato il progetto Un bosco per la città, tra via Padova e Barco, ideato dal paesaggista Manfredi Patitucci in omaggio ad Abbado, significa che gli è stato riconosciuto anche l’impegno personale oltre il podio.

Che sensazione ha ricavato, durante le ricerche, sulla percezione che la città ha di Abbado?
Anche se non tutti lo hanno conosciuto, o hanno avuto l’opportunità di assistere ai suoi concerti, ho percepito una sensazione di vicinanza e profondo rispetto. Di gratitudine anche. Non dimentichiamo che all’indomani del terremoto del 2012, si impegnò a cercare fondi per la ristrutturazione del teatro.

E Abbado a Berlino?
Attualmente mi sto impegnando per fare conoscere alcuni film su di lui, per molto tempo dimenticati, come Abbado in Berlin. The First Year , un documentario sul suo primo anno con i Berliner, che il prossimo 4 giugno sarà presentato all’Istituto Italiano di Cultura di Berlino. Il 26 giugno, giorno del suo compleanno, sarà proiettato invece La casa dei suoni, tratto dall’omonimo libro, in cui Abbado racconta la sua infanzia, in una scuola elementare italo-tedesca a Berlino.

Corina Kolbe al Tiffany
Corina Kolbe al Tiffany

E lei, Corina, che idea si è fatta della nostra città?
L’ho visitata la prima volta più di vent’anni fa. Prima di venire, l’ho conosciuta leggendo i libri di Bassani e studiando la pittura metafisica, in particolare Giorgio De Chirico. Ci torno sempre volentieri. Ferrara ha un ricchissimo patrimonio storico-artistico che non si conosce mai abbastanza.

 

La foto di copertina che ritrae Claudio Abbado è di Marco Caselli Nirmal

caselli-foschini

IMMAGINARIO
I volti del teatro.
La foto di oggi

marco_caselli
Marco Caselli Nirnal

In attesa dell’inaugurazione della mostra fotografica di Marco Caselli Nirmal “Claudio Abbado-Fare musica insieme”, prevista per domani alle 19.30, all’Opera di Firenze [leggi], nella rotonda Foschini del teatro Comunale di Ferrara intitolato proprio al grande direttore d’orchestra scomparso lo scorso anno, si possono ammirare nelle foto di Caselli Nirmal alcuni dei volti più noti della scena teatrale italiana che hanno calcato il palcoscenico estense e che con la nostra città hanno stretto legami di grande familiarità. Molti purtroppo sono scomparsi. Fra questi Luca Ronconi, Mariangela Melato, Giorgio Gaber…

OGGI IMMAGINARIO FOTOGRAFIA

caselli-foschini
La Rotonda Foschini del teatro Comunale Abbado di Ferrara

L’installazione fotografica di Marco Caselli Nirmal nella rotonda Foschini  [clic sulla foto per ingrandirla]

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

 

 

claudio-abbado-teatro-comunale-ferrara-marco-caselli-nirmal

Abbado in mostra, note di vita nelle foto di Caselli Nirmal

Venticinque anni fa il primo incontro. E’ il 31 marzo del 1990 e Marco Caselli Nirmal si trova con la sua macchina fotografica in mano davanti a Claudio Abbado. Gli spazi sono quelli del Teatro comunale di Ferrara, dotati della nuova camera acustica per l’attesissimo concerto con Abbado alla guida dei Berliner Philharmoniker.

E’ un’intesa immediata, una folgorazione. L’occasione e l’emozione li racconta lui, fotografo teatrale che ha immortalato tanti artisti e momenti-chiave della storia della musica e dello spettacolo contemporanei. E che, dopo quel incontro lì, diventa il fotografo ufficiale del maestro Abbado.

Ora Marco Caselli Nirmal torna protagonista accanto al maestro nella mostra “Claudio Abbado-Fare musica insieme” che si inaugura sabato 28 marzo, ore 19.30, all’Opera Firenze.

Più della metà delle immagini esposte vengono dall’archivio ferrarese di Marco, che le ha scattate nell’arco di ventitré anni, dal giorno del primo incontro con il grande direttore fino alla sua scomparsa. Sue sono 117 delle 200 immagini esposte lungo gli spazi del nuovo Auditorium, inaugurato proprio da Claudio Abbado con la nona sinfonia di Gustav Mahler. E’ il dicembre 2011 e Claudio ancora una volta è lì, al suo fianco, dietro all’obiettivo.

Ora, nella sede teatrale fiorentina, la possibilità di vedere il lungo racconto per immagini di una carriera artistica che ha segnato la storia della musica e di farlo attraverso lo sguardo dei molti fotografi che lo hanno incontrato. “Per ogni immagine, dove è stato possibile – spiega il curatore della mostra – è indicato il brano, l’opera eseguita in quel momento e in quella data, rintracciato tramite i programmi di sala, il ricordo e le indicazioni dei fotografi. Immagine dopo immagine, il percorso espositivo (organizzato in ordine cronologico) mostra l’intensa sintonia che il maestro aveva con i professori d’orchestra, le suggestive immagini di concerti eseguiti anche in luoghi non convenzionali come le fabbriche e palasport, il rapporto con attori e cantanti e con le tante orchestre da lui fondate. Ogni immagine racconta momenti di condivisione profonda e rende evidente quel ‘fare musica insieme’ che ha contraddistinto la carriera di Abbado”. Un modo di lavorare e di valorizzare i talenti reciproci che ora dà il titolo all’esposizione, che ancora una volta mette insieme cose e persone, aspetti diversi che uniti – come in un’orchestra che si allarga oltre quella degli strumenti musicali – fanno l’opera. Come racconta Marco, infatti, “architettura, musica e fotografi trovano qui un alto momento di fusione”.

La mostra è organizzata da Opera di Firenze-Maggio musicale fiorentino e Contrasto, che ne ha fatto un libro-catalogo, in collaborazione con la Fondazione Claudio Abbado. Gli oltre 200 scatti esposti occupano ogni spazio percorribile dal pubblico all’Opera di Firenze e portano la firma, oltre che di Caselli, di altri grandi fotografi come Gianni Berengo Gardin, Peter Fischli, Roberto Masotti, Ferdinando Scianna.

Claudio Abbado/Fare musica insieme” a cura di Alfredo Albertone. Fino al 28 giugno, ingresso libero durante gli spettacoli, piazza Vittorio Gui nel centro di Firenze, info allo 055 2779309.

[clic su un’immagine per ingrandirla e vedere tutta la galleria]

claudio-abbado-teatro-comunale-ferrara-marco-caselli-nirmal
Claudio Abbado fotografato da Marco Caselli Nirmal
claudio-abbado-teatro-comunale-ferrara-marco-caselli-nirmal
Il maestro a Ferrara nel 2011 dietro l’obiettivo di Marco Caselli Nirmal
claudio-abbado-teatro-comunale-ferrara-marco-caselli-nirmal
Claudio Abbado con la Mahler Chamber orchestra al Teatro comunale di Ferrara (foto di Marco Caselli Nirmal)
claudio-abbado-teatro-comunale-ferrara-marco-caselli-nirmal
Il maestro fotografato da Caselli Nirmal con la Mahler Chamber orchestra al Teatro comunale di Ferrara nel 2011
arnoldo foà - ferrara - nascita - anniversario

LA PROPOSTA
In memoria di Arnoldo Foà. E di Florestano Vancini

Dedicare ad Arnoldo Foà la sala della Musica, nel complesso monumentale del chiostro di san Paolo. “Potrebbe essere una buona idea”, riconosce il vicesindaco con delega alla Cultura, Massimo Maisto. Foà era attore, ma anche uomo di impegno civile. E la sala della Musica si è qualificata in questi anni come pubblico spazio di intervento e di confronto. Quindi un vero palcoscenico cittadino, al quale il nome dell’artista ferrarese si potrebbe opportunamente associare.
Foà, attore, regista, scrittore, doppiatore, avrebbe oggi 99 anni. Nato a Ferrara da una famiglia di origine ebraica è stato per questo vittima di discriminazioni razziali in epoca fascista.
Ha recitato a teatro sotto la regia di Visconti, Ronconi, Strehler; al cinema con Blasetti, Welles, Damiani, Scola; alla radio e in tv (celebre la sua interpretazione del Corsaro Nero). Inconfondibile il suo timbro di voce, impagabile l’espressività, il suo sarcasmo e il fine umorismo. Nel 1994, dopo la vittoria di Berlusconi alla elezioni, emigra: “Non sono mai stato comunista – dichiarò alla Stampa – ma mi esiliai alle Seychelles quando ho rivisto i fascisti al governo”. Quattro mogli, quattro figlie, ha vissuto un’esistenza piena.
Il mese scorso, con tutti gli onori, si è celebrato l’anniversario della scomparsa di Claudio Abbado, cui la città di Ferrara ha intestato il proprio teatro. Di Arnoldo Foà, le cui ricorrenze (99 dalla nascita, uno dalla scomparsa) sono entrambe in gennaio, ci si è dimenticati e quelle date sono scivolate nel sostanziale silenzio (Ferraraitalia ha dedicato a Foà il proprio immaginario del 22 gennaio, vedi qua).
“Ho di recente incontrato la vedova di Foà – riferisce Maisto – che mi ha comunicato l’intenzione della famiglia di ricordare l’attore con una mostra itinerante che nel 2016 dovrebbe essere allestita a Roma, Firenze e Ferrara. Hanno foto, locandine, video, reperti sonori, insomma tutto quel che serve per onorare degnamente una figura importante come la sua. Ma ho presente anche un altro grande ferrarese cui è doveroso che la città riservi il proprio tributo. Parlo di Florestano Vancini (il celebre regista scomparso nel 2008 a 82 anni, ndr). Strade significativa da dedicare ormai non ce ne sono più. Quindi bisognerà individuare un luogo o un degno contenitore culturale. Credo che nel 2016, in concomitanza con la mostra per Foà che si sta cercando di realizzare, dovremmo trovare il modo di rendere omaggio a entrambi”.

claudio-abbado-direttore-orchestra-teatro-ferrara-marco-caselli-nirmal

IMMAGINARIO
Abbado giardiniere.
La foto di oggi…

“Un giardiniere prestato alle note”. E’ il titolo del primo incontro di un ciclo che la città di Ferrara dedica a Claudio Abbado nel primo anniversario della scomparsa. Il direttore d’orchestra è morto un anno fa, il 20 gennaio 2014. E proprio oggi Ferrara gli dedica un incontro, che prende spunto da un’immagine con cui Abbado amava descriversi: quella di giardiniere di sinfonie, coltivatore di orchestre e giovani talenti musicali. Tra questi “giardini” c’era senz’altro la Mahler Chamber Orchestra , l’orchestra composta da musicisti di tutt’Europa che ogni anno ha trascorso a Ferrara lunghi periodi di studio e attività concertistica. Appuntamento oggi alle 17 nel Ridotto del teatro, corso Martiri della libertà 5. A cura di Garden club Ferrara e Fai regionale con Comune di Ferrara, Fondazione teatro comunale di Ferrara e Ferrara Musica.

OGGI – IMMAGINARIO MUSICA

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic su una foto per ingrandirla e vedere tutta la gallery]

claudio-abbado-direttore-orchestra-teatro-ferrara-marco-caselli-nirmal
Claudio Abbado direttore d’orchestra in due momenti della sua carriera a Ferrara (foto Marco Caselli Nirmal)
andrei-tarkovskij-sacrificio-claudio-abbado
Una scena verde di “Sacrificio” (1986) di Andrei Tarkovskij, amico e ispiratore di Claudio Abbado
claudio-abbado-direttore-orchestra-teatro-ferrara-marco-caselli-nirmal
Il maestro Abbado al Teatro comunale di Ferrara (foto Marco Caselli Nirmal)
gioco-vita

Un gioco da ragazzi, tanto serio quanto la vita

Il palcoscenico del Teatro comunale Claudio Abbado come “spazio ludico, allo stesso tempo indeterminato e regolamentato”, nove “adolescenti kamikaze” che rispondono in diretta a un corpus di quesiti, condividendo un inventario di comportamenti, ma senza sapere in base a quali parametri di selezione verranno chiamati in gioco: “ciascuno risponde in diretta autodefinendosi”. Questo è la performance ideata da Francesca Pennini e Angelo Pedroni di CollettivO CineticO insieme ai nove ragazzi che sono andati in scena ieri sera: Tilahun Andreoli, Samuele Bindini, Thomas Clavez, Marco Calzolari, Camilla Caselli, Jaques Lazzari, Matteo Misurati, Emma Saba, Martina Simonato.
Ma in realtà c’è di più perché, partendo dal concetto di indeterminazione e di sperimentazione caratteristico del grande compositore, diventa un percorso, un processo alla ricerca della definizione e dell’autodefinizione del sé, anche in relazione agli stimoli che provengono dal contesto esterno.

gioco-vita
Quadro, La competizione

I nove adolescenti che abitano il palco hanno memorizzato una serie di gesti associati a stati d’animo, conformazioni emotive e comportamenti e viene loro chiesto di “rappresentarli” a comando. In un angolo giace, infatti, quello che diventa una sorta di principio generatore: un computer portatile, che Angelo usa per proiettare le istruzioni ai performers. L’habitat viene costruito gradualmente, Angelo si procura gli oggetti necessari e li dispone sul palcoscenico dopo averli mostrati per qualche secondo al pubblico, rendendo evidente il meccanismo teatrale, ‘mettendolo in scena’ tramite la sua composizione in tempo reale davanti agli occhi degli spettatori. I ragazzi poi siedono muti sulle panche, si alzano a turno o in gruppo per andare a occupare il palco eseguendo i gesti imparati dai propri corpi, rispondendo in maniera diretta alle istruzioni proiettate sul fondale, fino a che Angelo non suona un gong che determina il passaggio al quadro successivo.

age-sfrontata-fragilità-adolescenza
Quadro, La costruzione

Come nelle pagine di un bestiario medievale, con l’aria sulla quarta corda di Bach in sottofondo, gli spettatori vedono aprirsi davanti ai loro occhi una sorta di inventario umano diviso in tre capitoli. Il primo capitolo è quello delle descrizioni degli “esemplari”: esemplari pessimisti, logorroici, che parlano da soli o che sanno mentire. Gli adolescenti che si riconoscono nella descrizione si alzano in piedi e stanno fermi per qualche secondo davanti al pubblico, fino al suono del gong che li manda a sedere. Il secondo capitolo si intitola “comportamento”: gli esemplari egocentrici sono chiamati al comportamento di salto, quelli disorganizzati al comportamento in codice e quelli stitici al comportamento di canto, oppure ancora gli esemplari arrapati – naturalmente tutti maschi – al comportamento lisergico. Infine nel terzo capitolo tutti e nove compongono azioni coreografiche: dall’addestramento all’equilibrio, dall’allarme alla transumanza alla competizione, dalla costruzione alla decostruzione, quando ciascuno prende un oggetto dell’habitat portandolo fuori dalla scena.

age-sfrontata-fragilità-adolescenza
Quadro, La competizione

“Age”, spiega Francesca Pennini seduta fra i ragazzi di entrambi i cast – quelli del 2014 e quelli del 2012, che non hanno voluto perdere la tappa ferrarese del loro spettacolo – nell’incontro con il pubblico al termine dello spettacolo, non è uno spettacolo sull’adolescenza ma gioca con la capacità degli adolescenti “di reagire a una situazione mutevole, non predeterminata, come in fondo è la vita che si sta costruendo”. Porta quindi in scena contemporaneamente il coraggio e la sfrontatezza, ma anche tutta la fragilità di quella delicatissima fase della vita che è l’adolescenza, in cui attraverso la continua sperimentazione della propria identità in divenire il gioco si trasferisce dalla fantasia alla realtà: questi nove ragazzi, come tutti i propri coetanei, non sanno cosa li aspetterà nello spettacolo proprio come non sanno cosa li aspetta nella vita. Allo stesso tempo, questi giovani sulla scena sono estremamente sicuri: nascondono l’emozione, sanno come affrontare la sfida, anche grazie al lungo percorso di ‘addestramento’ attraverso cui Francesca e Angelo li hanno guidati. Sembra che voglia dirci anche questo: l’incertezza può essere affrontata dotandosi degli strumenti della conoscenza e dell’allenamento.

Per leggere l’intervista a Francesca Pennini pubblicata su ferraraitalia [vedi]

La foto in evidenza e la prima nel testo sono di ©Marco Caselli Nirmal

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi