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Un modulo di Amazon Ring permette alla polizia di ottenere i miei dati senza mandato

di Sean Hollister – The Verge
Fonte: The Verge 14 luglio 2022
Tradotto da Veronica Cartolano per PeaceLink

 

Ecco qualcosa che non sapevo quando ho acquistato le fotocamere Amazon Ring e Amazon Echo Dots:
c’è una pagina web in cui le forze dell’ordine possono compilare un modulo, dire che c’è una grave emergenza e ottenere l’accesso ai tuoi dati senza il tuo consenso, un’ingiunzione del tribunale o qualsiasi tipo di mandato.
Non c’è scritto nulla nei Termini di servizio al riguardo e la società ha sostenuto per anni di aiutare prima la polizia a ottenere il consenso, ma la situazione non è cambiata.

Solo negli ultimi sette mesi, Amazon ha fornito video privati ​​di Ring alle forze dell’ordine 11 volte, ha detto la società al senatore Edward Markey (Partito Democratico del Massachusetts) in una lettera datata primo luglio e spedita alla stampa questa settimana.

Ring ha dichiarato che non condividerà le “informazioni sui clienti” con le forze dell’ordine senza il consenso, un mandato o una circostanza “urgente o di emergenza”.

Di seguito le domande di Markey e le risposte di Amazon su questo in particolare:

Ed Markey: Si prega di spiegare in dettaglio le specifiche politiche interne di Ring in merito a ciò che costituisce una circostanza “urgente o di emergenza”.
Amazon: Come indicato nelle linee guida di Ring per l’applicazione della legge, Ring si riserva il diritto di rispondere immediatamente alle richieste urgenti di informazioni da parte delle forze dell’ordine in casi che comportano un pericolo imminente di morte o di gravi lesioni fisiche per qualsiasi persona. Le richieste di divulgazione di emergenza devono essere accompagnate da un modulo di richiesta di emergenza compilato. Sulla base delle informazioni fornite nel modulo di richiesta d’emergenza e delle circostanze descritte dall’agente, Ring determina in buona fede se la richiesta soddisfa il noto standard, basato sulla legge federale, che prevede l’imminente pericolo di morte o di gravi lesioni fisiche per qualsiasi persona che richiede la divulgazione di informazioni senza indugio.Ed Markey: Quante volte Ring ha condiviso le registrazioni di un utente con le forze dell’ordine a causa di una circostanza “urgente o di emergenza”?
Amazon:
 Finora quest’anno, Ring ha fornito video alle forze dell’ordine in risposta a una richiesta di emergenza solo 11 volte. In ogni caso, Ring ha stabilito in buona fede che c’era un pericolo imminente di morte o di gravi lesioni fisiche a una persona che richiedeva la divulgazione delle informazioni senza indugio.

Markey si concentra su Ring, che ha il suo modulo specifico (pdf) che le forze dell’ordine possono compilare, ma abbiamo scoperto che la società madre Amazon ha la stessa politica e un sito di richiesta proprio. Mentre i prodotti più noti di Ring sono fotocamere rivolte verso l’esterno delle abitazioni, sia Ring che Amazon vendono gadget che si possono vedere e ascoltare all’interno di casa.

Le risposte di Amazon ti sembrano ragionevoli? È possibile che ognuna di queste 11 volte nel 2022 (e comunque molte volte nel 2021 o prima) fosse una legittima emergenza pericolosa per la vita, la polizia lo sapeva, Amazon lo sapeva e forse l’azienda potrebbe persino aver salvato delle vite così facendo. Ma ciò richiede che tu ti fida del fatto che sia la polizia che alcuni dipartimenti sconosciuti all’interno di Amazon abbiano a cuore gli interessi di tutti. 

[Negli Stati Uniti, Ndr.] la fiducia nella polizia e nei loro strumenti di sorveglianza non è alta in questi giorni per ovvi motivi – e il senatore Markey suggerisce che anche Amazon ha perso il beneficio del dubbio. “Questa rivelazione è particolarmente preoccupante dato che la società ha precedentemente ammesso di non avere politiche che limitino il modo in cui le forze dell’ordine possano utilizzare i filmati degli utenti di Ring, nessun requisito di sicurezza dei dati per quest’ultimi che dispongono dei filmati degli utenti e nessuna politica che gli vieti di conservare a tempo indeterminato i filmati degli utenti di Ring”, ha detto Markey a The Intercept.

Sembra che la legge federale consenta ad Amazon di fornire questo tipo di informazioni a un’agenzia governativa “se il fornitore, in buona fede, ritiene che un’emergenza che comporti pericolo di morte o gravi lesioni fisiche per qualsiasi persona richieda la divulgazione senza indugio.” Questa è una citazione diretta da 18 US § 2702 (b) (8). Ma dice che i fornitori “possono” farlo, non che debbano farlo, e non è chiaro se qualcosa impedirebbe ai cattivi attori di Amazon o delle forze dell’ordine di abusare di un sistema che non ha una supervisione evidente.

A oggi, non è chiaro se i proprietari sapranno mai che il filmato della telecamera Ring, per esempio, è stato consultato dalla polizia e potenzialmente salvato per mesi o anni dopo.
Verranno informati in seguito? Non sappiamo chi, all’interno di Amazon, possa prendere queste decisioni in buona fede, né se i dipendenti Amazon guardino il filmato o si fidino semplicemente delle forze dell’ordine.

Abbiamo posto queste domande, ma la portavoce di Amazon Mai Nguyen ha detto che non potevano rispondere, scrivendo invece che “Non è affatto vero che Ring offra a chiunque un accesso illimitato ai dati o ai video dei clienti” – qualcosa che non abbiamo detto – mentre ribadiamo la convinzione dell’azienda di essere autorizzata a fornire queste informazioni se ritiene che ci sia un’emergenza potenzialmente mortale o la minaccia di lesioni gravi.

Amazon si è sempre più avvicinata alle forze dell’ordine degli Stati Uniti con i suoi videocitofoni Ring, un tempo utilizzando le forze dell’ordine come strumento di marketing per venderne di più. Ad oggi Amazon ha collaborato con 2.161 forze dell’ordine, oltre ai vigili del fuoco. Non è affatto chiaro se l’ottenimento di filmati di Ring abbia effettivamente aiutato le forze dell’ordine: nel 2020, un’indagine di NBC News ha suggerito che in gran parte non l’avessero fatto.

Se disponi di una videocamera Ring cablata, puoi attivare la crittografia end-to-end dell’azienda per i tuoi flussi video, ma Amazon non offre questa funzione sui suoi modelli alimentati a batteria e si rifiuta anche di rendere la crittografia end-to-end predefinita per le sue telecamere Ring. “Ci impegniamo a offrire ai clienti opzioni in modo che possano scegliere l’esperienza Ring più adatta a loro” – scrive Brian Huseman, vicepresidente delle politiche pubbliche di Amazon – come se l’esclusione dalla crittografia anziché l’attivazione offrisse in qualche modo alle persone meno opzioni.

Per quanto riguarda Echo / Alexa, se vorrai essere prudente, dovrai scegliere di eliminare le tue registrazioni. Apple, nel frattempo, si è impegnata nel 2019 a non conservare più le registrazioni di Siri per impostazione predefinita.

Tradotto da Veronica Cartolano, revisione di Giacomo Alessandroni per PeaceLink. Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte (PeaceLink) e l’autore della traduzione.
Cover: Photo by Dan Seifert / The Verge

Uomini che odiano le donne

racconto di Patrizia Benetti

Eri la donna ideale: bella, con quel sorriso dolce che mi faceva impazzire. Eri una compagna deliziosa, mi dedicavi gran parte del tuo tempo. Presto però sei cambiata e la favola è finita.
Fredda, scostante, non eri più la stessa.
“Ho incontrato un altro”, mi hai detto scrollando le spalle.
No, cara mia, io non l’accetto. E non guardarmi con quella faccia da santarellina. La rabbia mi assale, mi scoppia la testa. La pagherai cara.
Credevi di farmi fesso e farla franca? Non sei che una cagna in calore. Ti assicuro che non sarai più desiderabile.
Arretri impaurita, mi scongiuri di non farlo. È troppo tardi.
Urli mentre l’acido brucia da morire e ti corrode la carne fino all’osso.
Ora sei solo un’orrenda maschera e nulla più.

Cornflake Girl (Tori Amos, 1994)

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“Ostacola i concorrenti”: anche Google accusata di abuso di posizione dominante

Dopo Microsoft, Bruxelles si è dimostrata pronta a procedere legalmente verso un altro colosso del web. Google, noto motore di ricerca, attualmente gestisce il 90% circa delle ricerche a livello europeo, vantando un totale di 60 trilioni di pagine web indicizzate dal suo dominio.
E’ proprio il gigante di Mountain View il protagonista della nuova procedura di obiezione, emessa dall’organismo Garante della concorrenza e del mercato della Commissione europea, dove è stata formalmente espressa l’accusa di abuso di posizione dominante in riferimento sia al motore di ricerca, sia al sistema operativo Android, acquisito dallo stesso diversi anni prima. L’accusa, dunque, si fonderebbe sul fatto che la forte attrazione che i prodotti dell’azienda attirano su di sé consente di detenere un potere di mercato enorme, cosa che di per sé non rappresenta un abuso, ma il fatto che grazie a questo abbiano potuto trarne un vantaggio sì.
Autopubblicizzandosi o assicurando visibiltà ai suoi prodotti, Google avrebbe recato danno ai consumatori, ingannandoli, e ai concorrenti immettendo delle barriere all’entrata, veri e proprio ostacoli alla partecipazione in quel segmento di mercato. Inoltre, si parla di impatto negativo sull’innovazione che avrebbe potuto impedire l’affermazione di nuovi mercati, processi o prodotti tramite un meccanismo di occlusione. Insomma l’azione di Bruxelles avrebbe come obiettivo principale quello di garantire il libero mercato; in attesa di una sentenza definitiva, però, si apre spazio per nuove riflessioni.
L’accezione di bisogno ha sempre rappresentato il punto di partenza di un’idea economica: fin dall’antichità, infatti, le imprese nascono per soddisfare i bisogni delle persone; col passare del tempo però, i bisogni sono stati smembrati e divorati, rendendo difficile concepirne di nuovi. L’informazione e la conoscenza allora, hanno cominciato a svolgere il ruolo di variabili economiche, sostituendo i bisogni primari, premiando chi le detiene con una sorta di capacità di plasmare e guidare il mercato.
In questo senso, la vicenda risulta emblematica, se si pensa alla quantità di informazioni che Google possiede sulle persone che lo usano, sui loro interessi, il loro stile di vita ed i loro desideri: un mercato talmente smisurato da sembrare “dominante”.

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