Tag: aggressione

CHI TOCCA UNA TOCCA TUTTE

  di 

Soverato, una delle località turistiche più ambite sulla costa ionica in Calabria, una giovane lavoratrice di 25 anni, Beauty, originaria della Nigeria, è stata aggredita verbalmente e fisicamente, picchiata dal suo datore di lavoro a cui chiedeva di essere retribuita per il lavoro effettuato all’interno dello stabilimento balneare dove prestava servizio come lavapiatti, in condizioni di sfruttamento e fuori dagli sguardi delle persone che frequentano lo stabilimento balneare.

La donna ha ripreso con un video, diventato ormai virale, in diretta Instagram, sia la richiesta del pagamento, irrisorio, sia l’aggressione verbale e fisica del gestore dello stabilimento. La diretta social ha permesso di conservare il video, visto che il cellulare è stato rotto dall’aggressore.

Lo sfruttamento di persone immigrate nelle diverse stagioni sia turistiche che agricole è una triste piaga del nostro paese. Troppe persone lavorano in condizioni a volte di estremo rischio e per tempi molto più lunghi di quanto previsto dai contratti di categoria, ricevendo compensi esigui.

La triste storia di Soverato fa emergere in modo evidente il gravissimo problema delle violenze associate allo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici ed è gravissimo che tutto ciò sfugga ai necessari controlli.

Non basta richiedere il salario minimo, non basta garantire contratti collettivi nazionali più favorevoli, c’è la piaga del lavoro nero, spesso unica possibilità di lavoro per molte persone, e del mancato intervento per contrastare lo sfruttamento a cui sono sottoposte soprattutto le persone immigrate..

Esprimiamo, come associazione femminista, piena solidarietà alla giovane vittima di questa aggressione e invitiamo chi si impegna nella campagna elettorale a fare propria la lotta politica contro le nuove forme di schiavitù.

Bologna. Aggressione nazi-fascista a una militante politica

La notte del 4 maggio una ragazza di 22 anni è stata vittima di un’aggressione e tentativo di violenza sessuale da parte di esponenti ucraini legati a gruppi di estrema destra. L’aggressione, di matrice nazi-fascista, per fortuna è stata limitata nei danni grazie alla pronta risposta della ragazza, e lo stupro sventato.

Gli aggressori, due uomini e una donna, hanno pedinato la giovane tra le vie del centro cittadino di Bologna, mentre questa rientrava da una serata con gli amici. Nessun tentativo di furto e nessuna parola proferita tra i tre dimostrano come questa vile aggressione fosse mirata a danneggiare la ragazza. La giovane attivista, appartenente a Cambiare Rotta Organizzazione giovanile comunista, non è stata una vittima casuale.
L’episodio, già preoccupante se preso singolarmente, si inserisce in un quadro molto più allarmante .

Infatti le provocazione cominciano il 23 aprile in occasione del festival popolare “Oltre il Ponte”. Durante la giornata di festa organizzata nel quartiere Bolognina dal Circolo Granma e partecipata da tante realtà, si è verificata una gravissima provocazione da parte di alcuni Ucraini Banderisti. Nel tardo pomeriggio, in brevissimo tempo, un gruppo di circa quaranta uomini e donne ucraini si sono presentati alla festa e impegnati nel tentativo di contestare violentemente un banchetto del Comitato Ucraina Antifascista. Fortunatamente la pronta risposta degli organizzatori è riuscita a impedire la minaccia. Nonostante saluti romani e bandiere naziste atti a provocare, la situazione è stata gestita senza l’uso della forza, e gli aggressori fascisti allontanati.
Durante l’aggressione alla festa i provocatori hanno acclamato il ruolo di Stepan Bandera, leader dell’Organizzazione di Nazionalisti Ucraini, come eroe, e hanno definito la strage degli ebrei ucraini come un fatto giusto e necessario alla costruzione della patria.
Dopo le provocazioni arrivano le minacce. Gli uomini hanno minacciato di ammazzare e sgozzare chi si era posto in difesa del banchetto e della festa. Durante le ore di tensione gli aggressori hanno più volte intonato il coro “slava Ukraini”, slogan nazionalista utilizzato dal nazismo di Bandera. Hanno inoltre rivendicato all’appartenenza al gruppo paramilitare di estrema destra Pravy Sector.

Esponenti di questo gruppo si sono presentati anche nei giorni successivi.

Gruppi poco numerosi si sono presentati sia per la manifestazione per il 25 aprile, sia per la piazza organizzata da USB per il 1 maggio. In tali occasioni non hanno provocato fisicamente ma si sono limitati a fare foto e video alle facce di chi, appena pochi giorni prima, aveva impedito il loro tentativo di violenza.
Nella stessa notte del 1 maggio sono state tagliate le ruote di una macchina utilizzata per lo scarico dei materiali durante la giornata. C’è stato il tentativo di forzare la porta del Barnaut, bar che ha partecipato alla giornata e ritrovo di molti degli organizzatori.

Un’escalation di provocazioni e minacce culminata nella vile aggressione del 4 maggio.

Quanto avvenuto in queste settimane non è casuale, ma arriva contestualmente all’escalation bellica nell’est Europa. All’interno delle nostre città cresce sempre più un clima guerrafondaio e interventista, in cui azioni squadriste da parte di banderisti ucraini sono legittimate e passano inosservate. L’invio di armi in Ucraina e l’appoggio a gruppi neo-nazisti quali Pravyj Sectron e il Battaglione Azov legittima l’espansione e l’operato di gruppi di estrema destra in tutta Europa. In Italia, dove la comunità Ucraina è molto forte, la propaganda di guerra esalta quegli elementi che ora adducono a una caccia al nemico interno.

Questa situazione allarmante e pericolosa minaccia l’agibilità democratica e politica nelle nostre città, minaccia la libertà di chiunque di noi. È una diretta conseguenza di una politica guerrafondaia e di una retorica di minaccia che giornali e telegiornali portano avanti da mesi. Queste organizzazioni di stampo nazi-fascista stanno prendendo piede nel nostro paese come in molti altri in Europa.

I fatti di Bologna non sono isolati, si inseriscono in un quadro di tensione che prende tutto il paese. Ricordiamo ad esempio il lancio di molotov contro l’abitazione di una coppia di russi a Livorno, o ancora la propaganda razzista comparsa sui muri di Napoli, o le provocazioni a Senigallia durante un’iniziativa di Potere al Popolo contro la guerra.

Di seguito lasciamo la conferenza stampa tenuta da USB- Unione Sindacale di Base, Potere al Popolo e Cambiare Rotta sui fatti accaduti a Bologna: [qui]

7 giugno 2021: Erdogan bombarda i curdi

Pubblichiamo questo breve articolo appena inviatoci da Hazal Koyuncer, rappresentante della comunità curda di Milano, che denuncia la ripresa dell’aggressione armata dell’esercito turco contro le libere comunità curde. Nei prossimi giorni, affrontando i gravi rischi che è possibile immaginare, Hazal Koyuncer si recherà nelle zone di guerra insieme ad un gruppo di osservatori internazionali. Come Ferraraitalia cercheremo di mantenere i contatti con lei, informando i nostri lettori e sostenendo la resistenza del popolo curdo.
[Francesco Monini]
di Shorsh Surme
Kurdistan, 7 giugno 2021 – Mentre la comunità internazionale celebra la giornata dell’Ambiente, l’esercito turco continua a tagliare gli alberi e distruggere i boschi nel Kurdistan dell’Iraq, nel silenzio totale dei media.
Con questo comportamento la Turchia del “sultano – presidente” Recep Tayyp Erdogan ha violato per l’ennesima volta il diritto internazionale oltrepassando i confini della Regione Federale del Kurdistan Iracheno.
La cosa più grave è che l’esercito turco ha costruito delle fortezze sulle montagne nella provincia di Dohuk e nella zona di Barzan, nella provincia di Erbil: il governo di Ankara vorrebbe creare un’altra Cipro, ed ormai occupa da anni molti villaggi curdi sono stati evacuati e la popolazione costretta a lasciare le loro case.
Proprio oggi tre persone hanno perso la vita a causa di un attacco aereo turco vicino al campo di Makhmour, ed infatti mercoledì scorso Erdogan aveva dichiarato alla TRT statale che il prossimo obiettivo dopo Qandil è Makhmour.
Il campo di Makhmour ospita più di 12mila rifugiati curdi fuggiti dalla persecuzione dello stato turco, principalmente negli anni ’90. Si trova in aree contese tra Erbil e Baghdad. Il piano di Erdogan è molto chiaro, e cioè di occupare la città curda di Kirkuk, ricca di giacimenti di petrolio. Così facendo realizzerebbe il suo sogno di ricostruire una sorta di Impero Ottomano.

Le bestie di Erdogan

Questa volta non c’è una foto specifica, un’immagine in particolare, no.
No, perché di immagini ce ne sono già tantissime, troppe. In rete, nelle agenzie, nei giornali, nelle tv. Ho deciso di metterne una tra tante modificandola per non riconoscerne le facce, perché queste facce non meritano fama, non meritano nulla e troveranno solo l’oblio delle ombre, questione di tempo.
Queste facce… Dire che sono bestie non è abbastanza. Uccidono chiunque, perché chiunque incontrano sulla loro strada è un bersaglio. Infieriscono sui civili inermi, li schiavizzano, li torturano, li massacrano. Sgozzano, lapidano, stuprano… Senza cuore, senza pietà, e tutto in nome di Allah!
Sono questi gli eroi dell’Islam? No, sono solo bestie, anzi peggio: sono esseri disumani, fanatici, immorali, miserabili assassini, bugiardi, ladri, ricattatori, vigliacchi, infami!
Sono peggio perché le bestie non scelgono il bene o il male, scelgono soltanto di sopravvivere.
Questi impostori, che qualcuno chiama soldati, hanno scelto il male nascondendosi dietro una religione e una bandiera! Non sono bestie, sono diavoli, dannati diavoli viventi. Camminano sulla terra come noi, respirano l’aria come noi, mangiano, parlano… e uccidono con sommo piacere chi è più debole e innocente.
La loro sola esistenza avvelena il mondo!

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi