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Un ferrarese fra le stelle

L’atterraggio su Marte del lander sonda InSight della Nasa, che dovrà studiare l’interno del Pianeta Rosso, è avvenuto con successo tra il plauso in diretta del mondo intero, dopo il fallimento di numerose missioni e con costi finanziari considerevoli. Un’impresa che va a confermare l’umana brama di scoperta, la necessità di spaziare oltre il conosciuto, il bisogno di risposte su forme di vita extraterrestri o universi paralleli o, in termini molto più speculativi, nuovi spazi da colonizzare.

Tra i nomi di coloro che si dedicarono allo studio dell’ignoto, sfidando nei tempi passati l’ostracismo dei contemporanei, l’indifferenza e lo scetticismo dell’opinione pubblica e l’ostilità del mondo scientifico, c’è anche quello di un ferrarese, Alberto Perego, il Console che negli anni Cinquanta, quando iniziò a occuparsi di questi studi, svelò ciò che aveva appreso sull’esistenza e la presenza degli Ufo, in un’epoca di pregiudizio e chiusura su un fenomeno neonato agli albori. Un antesignano nell’osservazione dei fatti e nello studio di questa materia; il ritratto, a modo suo, dell’indagatore tenace e coraggioso nel periodo storico controverso del Dopoguerra e della Guerra fredda, dove sospetti, ombre e giochi di potere dominavano la scena. Non è un caso che in uno dei suoi libri, Perego manifestasse la sua convinzione che dovesse esserci una relazione tra le date in cui si verificavano gli avvistamenti misteriosi e gli eventi politici mondiali, in quel contesto storico di grande tensione militare tra Usa e Urss.

Alberto Perego nasce a Ferrara nel 1903, si laurea in giurisprudenza e intraprende la carriera diplomatica in piena riforma mussoliniana, che potenziava gli incarichi del corpo diplomatico, lasciando però svincolata la diplomazia dall’apparato politico e amministrativo nazionale. Si susseguono i viaggi e soggiorni di rappresentanza all’estero: Brasile, Urss, Cecoslovacchia, Santa Sede, Ungheria, Tunisia, Romania. Riceve direttamente da Galeazzo Ciano, Ministro degli Esteri, la nomina di console generale a Singapore, dove Perego prende parte a una vera e propria operazione di intelligence nella sottrazione dei documenti riservati dalla base inglese di Singapore, a beneficio dei giapponesi. Una vita avventurosa, quindi, in tempo di guerra, non priva di vicende a tinte noir, come il coinvolgimento di Perego e sua moglie nel caso di Ettore Grandi, suo amico diplomatico, accusato nel 1938 di aver assassinato la sua giovane compagna Vincenzina Virando, sposata da appena da cinque mesi. Il Console continuerà a difendere l’amico in un percorso penale che durerà tredici anni.
La carica diplomatica termina con la fine della guerra, con i processi e le epurazioni, istituiti dalle commissioni antifasciste, in un quadro politico nazionale ormai mutato. Nel cambiamento generale, la vita di Perego trova altri risvolti e l’ormai ex console assumerà le mansioni e i ruoli professionali più disparati.

E’ proprio qui che comincia la sua inconsueta avventura umana che lo condurrà alla scoperta di tematiche mai considerate prima. Quando si ritrova a essere testimone diretto di una serie di esperienze riguardanti gli Ufo, racconta la sua biografia, tutto il suo scetticismo e le sue certezze pragmatiche di uomo realista vengono sradicati, lasciando il posto a curiosità e voglia di approfondimento. Nel suo libro-inchiesta ‘Gli extraterrestri sono tornati’ egli afferma di aver assistito all’aviazione elettromagnetica da altri pianeti per ben 56 volte in Italia, 8 in Sardegna, 5 in Corsica, 3 nello stretto di Suez, 1 a Panama, 1 Australia, 2 Brasile. Il 1954 è un’annata eccezionale senza precedenti in fatto di avvistamenti nel nostro Paese e Perego ricorda in particolare il verificarsi di uno di questi a Roma, quando si trovò in presenza di “una macchina volante della forma insolita e dal comportamento rivoluzionario”. Un avvistamento straordinario a cui assistette molta gente, un gioco di movimenti nel cielo sopra il Vaticano, che confluì nella figura di una grande croce greca in soli 3 minuti, per poi sparire. “Da dove vengono? Cosa vogliono? Mi propongo di rispondere a questi interrogativi. A me interessa relativamente conoscere la struttura di questi apparecchi. Non compete a me questa indagine. Mi interessano però le ripercussioni politiche della presenza di questa aviazione intorno alla terra”, scriveva.

Alberto Perego raccoglie e studia in quegli anni tutto il materiale disponibile sull’argomento degli oggetti volanti non identificati, confrontandosi con studiosi stranieri, pubblicando anche ricerche, rapporti, dossier, rivolgendosi e facendo pressione in Parlamento, affinchè questo tipo di studi venga preso seriamente in considerazione. Nessuna forza politica, di fatto, se l’è sentita di assumersi l’onere di affrontare istituzionalmente e fattivamente il problema. “Tra circa trent’anni la popolazione della terra sarà raddoppiata. Come è possibile pianificare, prevedere, decidere se non si ‘vuole’ considerare che non siamo ‘soli’ nell’Universo? Come si può parlare di disarmo atomico se non si ‘vuole’ sapere che un’aviazione esterna ci controlla?”, scriveva come replica Perego. Lo studioso fonda a Roma nel 1958 il Cisaer, Centro Italiano per gli Studi dell’Aviazione Elettromagnetica, con lo scopo di studio e divulgazione delle scoperte e del materiale prodotto; un progetto che lo tenne impegnato per oltre tredici anni, tra enormi sacrifici economici e personali e contò sull’adesione di un centinaio di corrispondenti in tutto il mondo, e sulla collaborazione di studiosi, ufficiali delle forze armate, giornalisti e semplici cittadini. Alberto Perego si dedica in solitudine ai suoi studi anche negli ultimi anni prima della sua morte nel 1981, esasperato e incompreso per le sue teorie forse troppo avveniristiche. Un pioniere che anticipa e precorre i tempi, un animo libero che ha saputo guardare oltre l’attualità e che non ha raccolto tutto ciò che si aspettava; un esempio, nel suo modo di pensare ed agire, di modernità e libertà intellettuale.

Possiamo aderire o meno alle ipotesi o convinzioni di Perego e numerosi altri studiosi, accogliendo o respingendo interpretazioni ed elaborazioni sul tema, ma accanto alle definizioni di ‘idealista’ e ‘utopista’ che gli sono state attribuite nel corso della sua vita, rimane il fatto che fu un uomo coerente che seppe mettere in discussione certezze andando controcorrente in tempi storici di staticità e supponenza.

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