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BORDO PAGINA
Serata in ricordo di Vitaliano Teti, regista e videomaker: intervista ad Alberto Squarcia

Martedì 5 dicembre alle ore 21,00 al Cinema Boldini di Ferrara, proiezione del film ”Inseguendo il cinema che spacca i cuori” in omaggio al regista e fondatore della Ffc Vitaliano Teti, scomparso a maggio di quest’anno.
Intervista ad Alberto Squarcia, Presidente Ferrara Film Commission, curatore dell’evento.

Alberto, il 5 dicembre il primo ricordo ufficiale in memoria di Vitaliano Teti, un approfondimento della serata?
Vitaliano Teti è stato al mio fianco non solo per la più recente Ferrara Film Commission, ma negli anni della gestione della Porta degli Angeli. Eravamo 6 associazioni riuniti in una Rta (Rete Temporanea di Associazioni). Sono stati anni belli e intensi nei quali abbiamo presentato complessivamente 58 mostre d’arte con performance, danza, video arte, musica e teatro.
Una bella esperienza che si è interrotta quando i rapporti con alcune associazioni della Rta si sono logorati e quando, finito il mandato, la Porta degli Angeli è passata dalla Circoscrizione al Comune.
Dopo un periodo di “meditazione” ho pensato che a Ferrara mancava una associazione libera e indipendente che si occupasse di cinema e dato che il vero amore di Vitaliano era l’arte del cinema, il cinema d’autore e la video arte, ha subito aderito al mio progetto. Vitaliano Teti insegnava infatti video arte e tecniche di comunicazione all’Università di Ferrara e presiedeva un’ associazione che si chiama “Ferrara Video & Arte”.
Abbiamo fondato quindi tre anni fa insieme ad altri soci fondatori la Ferrara Film Commission.
Vitaliano ha combattuto a lungo contro la grave malattia che lo aveva colpito; nel frattempo non ha mai smesso di creare, pensare e realizzare cinema e il suo ultimo prodotto insieme al fraterno amico Alessandro Raimondi è stato proprio il docu-film che andremo a presentare il 5 dicembre al cinema Boldini: Inseguendo il cinema che spacca i cuori.
Un film che nasce da una intervista a Gabriele Caveduri che ha percorso in prima persona tutte le vicende del cinema e delle sue sale a Ferrara. Racconta la propria vita di cinefilo iniziata negli anni ’70 alla Sala Estense con l’Arci, fino alla gestione del mitico cinema Manzoni in via Mortara. Una vita per il cinema indipendente intercalata con viaggi anche curiosi e divertenti ai grandi festival come Cannes e Venezia; conoscenze di grandi star del cinema e rassegne importanti a Ferrara che hanno segnato la fantasia e la cultura di chi era giovane in quegli anni, si intercalano nel film, che merita essere visto perché racconta la nostra città, il cinema e il declino delle piccole sale…..un’alchimia che è adattabile a qualsiasi città della provincia italiana.
Massimo Maisto, vice Sindaco e assessore alla Cultura di Ferrara con Paolo Micalizzi, noto critico cinematografico e Presidente onorario della Ffc, Anna Teti, sorella di Vitaliano, Alessandro Raimondi co-regista e per ultimo Gabriele Caveduri, ci introdurranno al film e a come è stato realizzato. Il ricordo di Vitaliano, che ci ha lasciato a maggio, si farà più intenso con la proiezione extra di un breve corto in cui lo si può ammirare nei suoi momenti migliori e felici.
Il grande progetto di Vitaliano Teti fu un festival di Video Arte “The Scientist”, arrivato alla sua VIII edizione dal 2007 al 2015).
La Ferrara Film Commission sarà lieta di collaborare con le persone che hanno realizzato con Vitaliano il festival “The Scientist”. Pensiamo che il festival di video arte ideato da Vitaliano debba continuare, o con noi o senza di noi ….Vitaliano lo voleva e la Video Arte che lui amava, praticava e insegnava ha visto in lui, come pochi altri in città, un sostenitore e un divulgatore.
Abbiamo saputo durante la conferenza stampa che si è tenuta in Comune, che l’Università di Ferrara dedicherà a Vitaliano Teti la bellissima aula piena di computer e di tecnologia dove lui insegnava ai giovani e futuri registi e tecnici della comunicazione come realizzare corti, documentari e film e dove trasmetteva con passione e amore la sua conoscenza.

info
Vitaliano Teti biografia
The Scientist Video Festival Internazionale

Ferrara-PortaDegliAngeli

L’INTERVISTA
Alberto Squarcia: un ferrarese per l’arte a 360 gradi

Da molti anni protagonista a Ferrara e non solo, Alberto Squarcia è art director è promotore di numerose iniziative artistico-culturali: uno zoom retrospettivo?
Con l’attività dello Studio Archeo900 (www.archeo900.com) ho portato mostre in tutto il mondo, in particolare sulla storia del design italiano dagli anni Cinquanta in avanti, ma anche di arte e grafica. Le mostre che ho ideato e curato sono state esposte in molte città italiane e a Bangkok, Ankara, Salonicco, Hong Kong, Shanghai, Taipei, Montreal, Cracovia, Varsavia, Belgrado, Wroclaw e Praga. In particolare ha avuto grande successo “Italian Light” (www.italian-light.eu) al Tfam, il museo di arte moderna di Taipei, con oltre 70.000 visitatori, sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Rappresentanza Italiana Economica e Diplomatica Permanente a Taiwan.
Un’altra importante esperienza è stata l’organizzazione di sei associazioni culturali e qui a Ferrara, tramite un bando, la gestione per quattro anni e mezzo della bellissima Porta degli Angeli con 58 mostre d’arte e una miriade di eventi collaterali quali danza, poesia, teatro, video-arte e musica. Questa esperienza lunga, faticosa, ma bella e costruttiva, ha avuto un grande successo di pubblico e partecipazione negli anni; purtroppo rimossa e dimenticata in breve tempo con la chiusura delle circoscrizioni e il nuovo bando, questa volta oneroso. In quel lungo periodo di gestione della Porta degli Angeli, la Circoscrizione e i suoi dirigenti ci diedero un grande sostegno e gliene siamo ancora grati.
Ancora per pochi giorni sarà possibile visitare il sito www.portadegliangeli.org perchè, essendosi sciolta la rete di associazioni, il sito verrà chiuso e sarà purtroppo cancellato dai gestori del server.

Tra avanguardia e arte contemporanea, il focus essenziale, esatto? L’avanguardia oggi?
Mi sono sempre interessato sia di arte moderna che di arte contemporanea fino alle avanguardie. Purtroppo a Ferrara l’avanguardia, la sperimentazione, le performances, la site-art, non sono ancora ben capite e apprezzate. La nostra città sembra molto concentrata sul passato (il Palio, la Corte Estense e l’arte rinascimentale) e sull’arte moderna con i sempre presenti De Pisis e Boldini fino ad arrivare alla Metafisica e all’arte storicizzata del XX secolo. I giovani artisti, la sperimentazione, l’arte povera, l’arte astratta e informale, la light art e l’avanguardia, generano spesso incomprensione. Sarebbe compito di curatori e operatori culturali portare in città le nuove tendenze dell’arte contemporanea. A Ferrara il sisma del 2012 ha determinato la chiusura delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, ma ancor più del terremoto il danno è stato arrecato con la chiusura di ogni esperienza museale innovativa degli ultimi venti anni: mi riferisco al Museo Antonioni, al Museo della Metafisica, al Museo dell’Illustrazione, al Museo Nazionale di Architettura, alla Fondazione Hermitage. Le motivazioni addotte sono state scarso pubblico, mancanza di personale e di fondi e non mala gestione, fatto a cui molto probabilmente bisognerebbe far riferimento.

Tra le iniziative quali secondo te le più rilevanti?
Tra le mostre che ho realizzato a Ferrara, la più stimolante è stata la mostra collettiva sulla Light Art, in collaborazione con l’artista e curatore Vincenzo Biavati alla Porta degli Angeli, fatta con associazione culturale Stileitalico. Inoltre, nel 2014 ho ideato e realizzato una mostra nazionale di scultura con tema caro a Ferrara, “San Giorgio, il Drago e la Principessa”, che ha visto la partecipazione di oltre quaranta artisti con opere di grandi dimensioni nelle vie e nelle piazze della città e con opere di piccole dimensioni a Palazzo Turchi di Bagno dell’Università di Ferrara. In contemporanea è stato allestito un simposio di sculture in legno scolpite direttamente nel Giardino delle Duchesse.
Una mia appassionante scoperta è stata la produzione pittorica di un artista scomparso di Ro, Erto Zampoli. Un personaggio davvero curioso che, nella sua vita paesana ai bordi del grande fiume Po, realizzò solo disegni su cartoni di riciclo regalategli dalla merciaia del paese e che in vita non mostrò mai a nessuno la sua arte. Erto Zampoli ha prodotto centinaia di disegni di una freschezza e cromaticità stupefacenti, che lo possono a pieno titolo far rientrare nelle avanguardie artistiche del XX secolo con un genere personalissimo e unico che si potrebbe definire post-cubo-futurismo.
Desidero ricordare anche la recentissima mostra nel Salone d’Onore del Palazzo Comunale sulla grafica e le copertine realizzate negli anni Trenta da Mimì Quilici Buzzacchi per la “Rivista di Ferrara” in stile futurista-metafisico: sono state in esposizione le riviste originali e le copertine ristampate in grande formato per una maggiore comprensione, in questo periodo tutto è stato riallestito nel museo della Delizia del Belriguardo a Voghiera.

Proprio per Ferrara, una grande mostra retrospettiva sul futurismo storico….
Dopo la scoperta e le relative mostre su Erto Zampoli, post-futurista ferrarrese o per meglio dire roese, e una sull’arte postale futurista presentata negli Istituti Italiani di Cultura a Cracovia e Varsavia in Polonia, sarebbe interessante esporre in città una rassegna sul primo e secondo Futurismo e su quello odierno, che annovera artisti di valore e meritevoli di essere conosciuti.
In gran misura la damnatio memoriae dell’arte futurista, accusata di essere funzionale al regime fascista e invece in gran misura utilizzata impropriamente dallo stesso, ma sicuramente arte rivoluzionaria e internazionale, è superata. Potrebbe essere il momento per portare anche a Ferrara, come è avvenuto in tutti i musei e città più importanti del mondo, una rassegna su questa corrente che seppe davvero rompere con le accademie e con il passato, rinnovando la concezione dell’arte nel mondo.

Attualmente stai lanciando altri grandi eventi per il cinema, un approfondimento?
Dopo l’esperienza delle mostre all’estero e di Porta degli Angeli, con le sue numerosissime iniziative e mostre, mi sono concentrato su un nuovo ambizioso e complesso progetto: la Ferrara Film Commission, nata da un’idea che elaboravo da anni e che mancava a Ferrara e provincia. Un’associazione culturale e di promozione sociale, indipendente, che si potesse relazionare con il Comune, la Regione e con altre associazioni, allo scopo di valorizzare la città e il territorio attraverso le produzioni cinematografiche locali e nazionali, attraverso la formazione professionale specializzata e con mostre ed eventi inerenti il cinema, la sua arte, i suoi registi, i suoi attori, con forte attenzione alla sua potenzialità come volano promozionale del turismo e dell’economia locale. Un grande evento già in fase di preparazione per il 2016 è il Ferrara Film Festival, in collaborazione strettissima con la Società Perpetuus di Maximilian Law con sede a Los Angeles, con il Comune di Ferrara e di Vigarano Mainarda e con la Fondazione Rambaldi (dedicata al tre volte premio Oscar Carlo Rambaldi, mito del cinema e degli effetti speciali, creatore di ET, King Kong e Alien).
Stiamo inoltre pensando concretamente a eventi dedicati a Pasolini, ad Abbado, alla musica da film e alla fotografia nel cinema. La Ferrara Film Commission è nata da pochi mesi, ma sta raccogliendo consensi di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo con soci fondatori, ordinari e sostenitori, ma anche con soci onorari come Folco Quilici, Giuliano Montaldo, Victor Rambaldi, Paolo Micalizzi, Dova Cahan, Simonetta Sandri, Fabio Mangolini, Mario Piva, don Massimo Manservigi, il vicesindaco di Ferrara Massimo Maisto e il sindaco di Vigarano Mainarda, Barbara Paron.

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Alberto Squarcia

Alberto Squarcia, ferrarese da molte generazioni, è nato nel 1949, studente alla Facoltà di Architettura a Venezia nel periodo della contestazione studentesca, dal 1968 fino al 1975, anno della laurea. Esperienze teatrali giovanili con Andrea Barra e Paolo Natali e con il Die Spieler, fino a partecipare come attore a un evento di teatro politico radicale e regia collettiva: lo spettacolo “Non Consumiamo Marx” con musiche originali di Luigi Nono. Organizzatore di concerti e spettacoli che portarono a Ferrara negli anni Settanta gli Area, Edoardo Bennato, Toni Esposito, la Comuna Baires, Dacia Maraini e altri artisti e intellettuali con il Circolo Culturale Ottobre. Grande rapporto di partecipazione e collaborazione con il Teatro Nucleo nel periodo della sua nascita ed esordio ferrarese, con momenti importanti come il primo esperimento di teatro-terapia all’interno dell’Ospedale Psichiatrico, che in quel periodo fu aperto sulla base delle grandi trasformazioni determinate da Basaglia e Slavic. Appassionato ed esperto di arte e design del XX secolo, fino a farne ragione di lavoro e di vita e ideatore e organizzatore di mostre ed eventi culturali in Italia e in tutto il mondo. Molto no profit e…. poco profit, ma l’amore per l’arte e per la cultura oltre che per Ferrara lo spingono a non mollare mai i progetti iniziati e ad avere sempre pronte nuove idee nel cassetto mentale, quelle idee che un amico definì in maniera emblematica “psicoricambi culturali”.
Presidente della Ferrara Film Commission: www.ferrarafilmcommission.it
Per visionare le mostre realizzate e per accedere al web album delle foto digitare sul motore di ricerca Google: Picasa Alberto Squarcia

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Il ritorno al futurismo della nuova Ferrara

Bellissima iniziativa lanciata in questi giorni dal quotidiano cartaceo La Nuova Ferrara, a cura dell’associazione culturale StileItalico: ovvero il noto animatore culturale Alberto Squarcia, comitato scientifico Renzo Orsini e Arianna Fornasari [vedi].
Da domenica scorsa fino al 14 giugno, destinata poi a culminare in una mostra in municipio, retrospettiva sul futurismo storico ferrarese, nello specifico focalizzata sulla “Rivista di Ferrara” a suo tempo (anni’ 30) Ferrara, caratterizzata dalle splendide cover, 35 tavole realizzate e-o curate dal 1933 al 1935 da Mimì Quilici Buzzacchi di esplicita matrice futurista. Ogni giorno inserto delle copertine su La Nuova Ferrara. Della serie, anche nella Ferrara città metafisica, eppur si muove, anche a livello istituzionale: il futurismo è tornato alla ribalta internazionale con la grande mostra retrospettiva al Guggenheim Museum di New Work, nel 2014, a cura di Vivien Green. In micro StileItalico riflette anche in Italia la nuova ormai conclamata attenzione e recupero della memoria e dell’antitradizione futurista, in progress dallo stesso Centenario del 2009 e dopo decenni di revisioni critiche creative del Futurismo storico.
Soprattutto in Italia, invero, tutt’oggi restano sacche acritiche ancora fissate sulla vecchia equazione futurismo-fascismo, parzialmente almeno sconfessata dalla moderna critica d’arte sul futurismo. Più nello specifico, la stessa mostra e iniziativa in questione riflette il cosiddetto secondo futurismo (definizione pure oggi contestata dai critici più recenti), quello più – si diceva – colluso con il ventennio, che coincise storicamente con il trasferimento del futurismo anarchico rivoluzionario delle origini e di Marinetti stesso, in certo senso, come geopolitica ante litteram e sede ufficiale, da Milano a Roma. Invece, il secondo futurismo stesso (Depero, Tato, Fillia, Prampolini, Diulgheroff, Delaunay, Thayat, Benedetta Cappa, Enzo Benedetto, Peruzzi, Delle Site, persino Sironi e nella fase finale lo stesso Fontana, Belloli, ecc.), oggi è giustamente interpretato come la fase in certo senso costruttiva e strettamente estetica del movimento: con particolare attenzione alla nascente cultura di massa, dalla moda alla pubblicità all’illustrazione alla radio alla fantascienza ecc. Il futurismo da arte d’avanguardia rivoluzionaria a avanguardia di massa, solo in parte colluso con il cosiddetto regime e comunque secondariamente, pur in non esorcizzabili evocazioni simboliche nella stessa produzione artistica pittorica e architettonica, ecc.
D’altra parte, chi scrive ha spesso sottolineato nello specifico: specularmente… che facciamo, bruciamo il capolavoro poetico di Majakowsky, “Lenin” o certo suprematismo/costruttivismo Malevjc- Tatlin ecc., per l’evocazione comunista sovietica dichiarata? Negli anni della rivista stessa focalizzata da StileItalico, inoltre, si ricorda il passaggio nel 1929 (pare l’unico) di Marinetti a Ferrara per le celebrazioni su Ludovico Ariosto, quarto centenario, con una memorabile rilettura del poeta sulla Mura degli Angeli, quasi postmoderna (poi nel volume in merito “L’Ottava d’oro“, Mondadori edito per le celebrazioni complessive, testo di Marinetti da chi scrive parzialmente riprodotto nel nostro “Il Futuro del Villaggio”, Liberty House, 1991), come sottolineato recentemente dallo stesso Antonio Saccoccio, promotore contemporaneo con il sottoscritto del futurismo (si veda “Marinetti 70. Sintesi della critica futurista“, Armando editore, 2015, a nostra cura , tra gli autori G. B. Guerri, E, Crispolti, G. Antonucci, G. Di Genova, M. Duranti, G. Carpi e altri).
E sempre in quegli anni, non a caso a Ferrara, fu lanciata dallo stesso Nello Quilici con Italo Balbo, il Corriere Padano, oggi assai meno, con il senno di poi, un foglio di regime che un esempio della complessità stessa della fu rivoluzione/dittatura fascista. Quotidiano che coagulò all’epoca la migliore intellighenzia letteraria nazionale, fascista culturale o meno. Sul fascismo anche come Cultura, non solo Regime, si vedano i diversi volumi del celebre storico insospettabile Emilio Gentile oltre al ben noto Renzo De Felice; sul futurismo storico anche tecno anarchico di sinistra, si veda Riccardo Campa, sociologo della scienza, autore di “Trattato di filosofia futurista“, Avanguardia 21, 2012.
Più nello specifico, Alberto Squarcia da diversi anni si occupa, in Italia e all’estero del futurismo, come collezionista e animatore culturale e artista d’avanguardia, mail art e video, azioni performative, curatore di Porta degli Angeli, ecc. Nel 2009 partecipò inoltre a Futurismo Live, centenario convegno video svoltosi a Ferrara, curato dal sottoscritto con l’associazione Ferrara Video e Arte di Vitaliano Teti, segnalato poi in “Il Futuro del futurismo-palco e retropalco” (Rai due) di F. Cappa, tra le principali celebrazioni [vedi].
Renzo Orsini, critico d’arte e curatore di eventi, collaborazioni anche internazionali, stesso è stato protagonista nel 2007 nella stessa anteprima del Centenario, mostra al Bar Tiffany, “Futurismo Renaissance“, a cura sempre del sottoscritto: nell’omonimo video, sua l’ampia nota critica, video poi proiettato a Roma a un festival del Cinema indipendente a cora di Consequenze, sempre nel 2007 [vedi]. Arianna Fornasari è storica d’arte e scrittrice, autrice di una recente biografia documentaristica sul noto scultore novecentesco Giuseppe Virgili. Sul piano storico pubblicistico, infine, il principale esperto sul futurismo ferrarese, è certamente il critico d’arte Lucio Scardino, con diverse mostre su artisti specifici che hanno almeno attraversato il futurismo storico, non ultimo con il suo libro “Elettriche linee estensi. Piccolo dizionario del futurismo ferrarese” (Liberty House, 1995) [vedi]. Oltre, naturalmente a varie celebrazioni su Corrado Govoni, negli anni ’80, un noto convegno, ricordiamo i contributi di Antonio Caggiano e nel 1996 per il trentennale il volume poetico, tributo contemporaneo a cura del sottoscritto e della rivista Poeticamente di Lamberto Donegà, “Elettriche Poesie” (Librit edizioni, nel volume gli stessi Riccardo Roversi e Marco Tani).

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