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In difesa dell’art. 9

Comincia con la scelta forte di questa locandina la collaborazione dell’Associazione KoraKoinè con Ferraraitalia. La locandina si riferisce alla manifestazione pubblica organizzata per oggi a Roma in difesa dell’articolo 9, per chiedere al governo Renzi di ritirare le leggi che mettono in pericolo il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione.

La bellezza non salverà proprio nulla, se noi non salveremo la bellezza“.
(Salvatore Settis)

Per ulteriori informazioni sulla manifestazione clicca qui.logo-korakoinè

*KoraKoinè è un’Associazione di promozione sociale e culturale nata a Ferrara nel 2014. Tra le finalità, quella di promuovere iniziative volte alla sensibilizzazione e diffusione della cultura del territorio, in accordo con l’art.9 della Costituzione italiana, che tra i principi fondamentali riconosce la tutela del patrimonio culturale e del paesaggio della nazione.

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Vecchio fienile in aperta campagna

L’EVENTO
Il Paesaggio percepito, un nuovo modo di pensare i luoghi

a cura dell’Associazione ferrarese di promozione culturale Korakoinè

Il paesaggio è la grande opera, monumentale e collettiva, entro cui scorre il filo della storia. In esso, fin dai tempi più antichi, natura e cultura si sono intrecciate, disegnando un gigantesco mosaico in cui si riflette l’abitare umano, fatto di necessità e sopravvivenza, di abilità e ingegno, di una tenace e operosa volontà di incidere e modellare il proprio ambiente di vita.

Tale consapevolezza è diventata valore fondamentale con la Convenzione Europea del Paesaggio del 2000 (ratificata nel nostro Paese qualche anno dopo), che afferma e tutela una nuova idea di bene paesaggistico, identificando in esso quella “parte di territorio così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azioni di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”.

Questa nuova concezione del paesaggio, che apre le porte a nuove riflessioni sull’abitare i luoghi, sarà approfondito dalla geografa bolognese Paola Bonora, nell’incontro dal titolo “Il paesaggio percepito. Un nuovo modo di pensare i luoghi. L’approdo alla Convenzione Europea del Paesaggio“, in programma a Palazzo Bonacossi il 6 aprile prossimo alle 17.15, organizzato dall’Associazione culturale Korakoinè. Come scrive Bonora in una delle sue più recenti pubblicazioni, questa prospettiva è straordinariamente interessante perché“ pone al centro il senso di appartenenza degli abitanti che sono chiamati a partecipare alla costruzione della qualità della vita collettiva e dei territori”.

E’ un approccio che stravolge l’idea stessa di paesaggio: non più inteso soltanto come i ristretti spazi di pregio e di eccellenza, ma “territori nella loro interezza, senza distinzioni estetiche o di eccezionalità”. Diventano così “paesaggio” anche i luoghi della vita quotidiana e con essi quelli degradati e delle periferie, in quanto contesti di vita e di storia delle popolazioni locali. Alla base di questa rinnovata ed estesa definizione di paesaggio, c’è il riconoscimento che ogni individuo e ogni comunità possiede un legame identitario con il proprio paesaggio, e la comprensione che ciascuno “porta in sé dei paesaggi di elezione legati a sentimenti di appartenenza, condivisione, emozione”, al di là dell’aggiuntivo valore estetico.

Questa idea, in cui il paesaggio sembra diventare finalmente un bene di tutti, implica un profondo cambiamento di rotta nella cultura del vivere comune e nelle politiche di governo dei territori. Esige, come afferma la geografa, anche una nuova convinzione: quella di sentire che le risorse fondamentali per le nostre società “non sono soltanto i costrutti materiali o i servizi”, ma ugualmente preziosi sono “le atmosfere, le percezioni, gli stati d’animo e le tensioni emotive”; tutto ciò che il paesaggio continua ancora ad assicurarci.

Nel corso dell’incontro sarà proiettato il documentario “Quando il Po è dolce” di Renzo Renzi, con la collaborazione
di Sergio Zavoli, 1951. Il filmato fornisce un quadro delle condizioni di vita nelle Valli del Delta negli anni del dopo-guerra: dai bunker tedeschi nel Bosco della Mesola usati come abitazioni, all’analfabetismo dilagante, al lavoro scarso e mal pagato, e ai curiosi aspetti di costume, come quello di sposarsi dopo la nascita dei figli e soltanto quando si era in grado di mantenerli.

*Il filmato è stato concesso dal Centro di documentazione cinematografica del Delta del Po.

Paola Bonora è stata docente ordinario di Geografia e comunicazione del territorio, alla Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Bologna. E’ membro del Comitato scientifico della società dei territorialisti, Onlus che promuove la valorizzazione dei luoghi come base della conoscenza e dell’azione territoriale.

Conferenza pubblica “Il paesaggio percepito. Un nuovo modo di pensare i luoghi. L’approdo alla Convenzione Europea del Paesaggio” organizzata dall’Associazione ferrarese di promozione culturale Korakoinè
Luogo: Palazzo Bonacossi, Via Cisterna del Follo 5, Ferrara
Orario: 17.15

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Il ritorno al futurismo della nuova Ferrara

Bellissima iniziativa lanciata in questi giorni dal quotidiano cartaceo La Nuova Ferrara, a cura dell’associazione culturale StileItalico: ovvero il noto animatore culturale Alberto Squarcia, comitato scientifico Renzo Orsini e Arianna Fornasari [vedi].
Da domenica scorsa fino al 14 giugno, destinata poi a culminare in una mostra in municipio, retrospettiva sul futurismo storico ferrarese, nello specifico focalizzata sulla “Rivista di Ferrara” a suo tempo (anni’ 30) Ferrara, caratterizzata dalle splendide cover, 35 tavole realizzate e-o curate dal 1933 al 1935 da Mimì Quilici Buzzacchi di esplicita matrice futurista. Ogni giorno inserto delle copertine su La Nuova Ferrara. Della serie, anche nella Ferrara città metafisica, eppur si muove, anche a livello istituzionale: il futurismo è tornato alla ribalta internazionale con la grande mostra retrospettiva al Guggenheim Museum di New Work, nel 2014, a cura di Vivien Green. In micro StileItalico riflette anche in Italia la nuova ormai conclamata attenzione e recupero della memoria e dell’antitradizione futurista, in progress dallo stesso Centenario del 2009 e dopo decenni di revisioni critiche creative del Futurismo storico.
Soprattutto in Italia, invero, tutt’oggi restano sacche acritiche ancora fissate sulla vecchia equazione futurismo-fascismo, parzialmente almeno sconfessata dalla moderna critica d’arte sul futurismo. Più nello specifico, la stessa mostra e iniziativa in questione riflette il cosiddetto secondo futurismo (definizione pure oggi contestata dai critici più recenti), quello più – si diceva – colluso con il ventennio, che coincise storicamente con il trasferimento del futurismo anarchico rivoluzionario delle origini e di Marinetti stesso, in certo senso, come geopolitica ante litteram e sede ufficiale, da Milano a Roma. Invece, il secondo futurismo stesso (Depero, Tato, Fillia, Prampolini, Diulgheroff, Delaunay, Thayat, Benedetta Cappa, Enzo Benedetto, Peruzzi, Delle Site, persino Sironi e nella fase finale lo stesso Fontana, Belloli, ecc.), oggi è giustamente interpretato come la fase in certo senso costruttiva e strettamente estetica del movimento: con particolare attenzione alla nascente cultura di massa, dalla moda alla pubblicità all’illustrazione alla radio alla fantascienza ecc. Il futurismo da arte d’avanguardia rivoluzionaria a avanguardia di massa, solo in parte colluso con il cosiddetto regime e comunque secondariamente, pur in non esorcizzabili evocazioni simboliche nella stessa produzione artistica pittorica e architettonica, ecc.
D’altra parte, chi scrive ha spesso sottolineato nello specifico: specularmente… che facciamo, bruciamo il capolavoro poetico di Majakowsky, “Lenin” o certo suprematismo/costruttivismo Malevjc- Tatlin ecc., per l’evocazione comunista sovietica dichiarata? Negli anni della rivista stessa focalizzata da StileItalico, inoltre, si ricorda il passaggio nel 1929 (pare l’unico) di Marinetti a Ferrara per le celebrazioni su Ludovico Ariosto, quarto centenario, con una memorabile rilettura del poeta sulla Mura degli Angeli, quasi postmoderna (poi nel volume in merito “L’Ottava d’oro“, Mondadori edito per le celebrazioni complessive, testo di Marinetti da chi scrive parzialmente riprodotto nel nostro “Il Futuro del Villaggio”, Liberty House, 1991), come sottolineato recentemente dallo stesso Antonio Saccoccio, promotore contemporaneo con il sottoscritto del futurismo (si veda “Marinetti 70. Sintesi della critica futurista“, Armando editore, 2015, a nostra cura , tra gli autori G. B. Guerri, E, Crispolti, G. Antonucci, G. Di Genova, M. Duranti, G. Carpi e altri).
E sempre in quegli anni, non a caso a Ferrara, fu lanciata dallo stesso Nello Quilici con Italo Balbo, il Corriere Padano, oggi assai meno, con il senno di poi, un foglio di regime che un esempio della complessità stessa della fu rivoluzione/dittatura fascista. Quotidiano che coagulò all’epoca la migliore intellighenzia letteraria nazionale, fascista culturale o meno. Sul fascismo anche come Cultura, non solo Regime, si vedano i diversi volumi del celebre storico insospettabile Emilio Gentile oltre al ben noto Renzo De Felice; sul futurismo storico anche tecno anarchico di sinistra, si veda Riccardo Campa, sociologo della scienza, autore di “Trattato di filosofia futurista“, Avanguardia 21, 2012.
Più nello specifico, Alberto Squarcia da diversi anni si occupa, in Italia e all’estero del futurismo, come collezionista e animatore culturale e artista d’avanguardia, mail art e video, azioni performative, curatore di Porta degli Angeli, ecc. Nel 2009 partecipò inoltre a Futurismo Live, centenario convegno video svoltosi a Ferrara, curato dal sottoscritto con l’associazione Ferrara Video e Arte di Vitaliano Teti, segnalato poi in “Il Futuro del futurismo-palco e retropalco” (Rai due) di F. Cappa, tra le principali celebrazioni [vedi].
Renzo Orsini, critico d’arte e curatore di eventi, collaborazioni anche internazionali, stesso è stato protagonista nel 2007 nella stessa anteprima del Centenario, mostra al Bar Tiffany, “Futurismo Renaissance“, a cura sempre del sottoscritto: nell’omonimo video, sua l’ampia nota critica, video poi proiettato a Roma a un festival del Cinema indipendente a cora di Consequenze, sempre nel 2007 [vedi]. Arianna Fornasari è storica d’arte e scrittrice, autrice di una recente biografia documentaristica sul noto scultore novecentesco Giuseppe Virgili. Sul piano storico pubblicistico, infine, il principale esperto sul futurismo ferrarese, è certamente il critico d’arte Lucio Scardino, con diverse mostre su artisti specifici che hanno almeno attraversato il futurismo storico, non ultimo con il suo libro “Elettriche linee estensi. Piccolo dizionario del futurismo ferrarese” (Liberty House, 1995) [vedi]. Oltre, naturalmente a varie celebrazioni su Corrado Govoni, negli anni ’80, un noto convegno, ricordiamo i contributi di Antonio Caggiano e nel 1996 per il trentennale il volume poetico, tributo contemporaneo a cura del sottoscritto e della rivista Poeticamente di Lamberto Donegà, “Elettriche Poesie” (Librit edizioni, nel volume gli stessi Riccardo Roversi e Marco Tani).

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