Tag: biologica

E adesso a Ferrara la spesa arriva a casa in bicicletta

Era da anni nei sogni dei ferraresi, tutti ne sentivano l’esigenza ma nessuno era riuscito a realizzarlo prima d’ora. Avete presente le cassette di frutta e verdura biologica consegnati a domicilio? Oppure la possibilità di ordinare online anche uova, farina, riso e pasta e poter ritirare la spesa in vari punti della città, a vostra scelta e nell’orario che vi fa più comodo? Ora non è più un sogno grazie a Biosociale.it.

consegna-biosociale-bicicletta
Consegna della spesa in bicicletta, attraverso Piazza Duomo (Ferrara)

Biosociale.it è un sito e-commerce che vi permette di ordinare prodotti coltivati con metodo biologico da produttori locali del Basso ferrarese e distribuiti grazie al coinvolgimento di persone a rischio di esclusione sociale. Infatti Biosociale non è solo e-commerce ma è prima di tutto un progetto di agricoltura biologica e di agricoltura sociale, una filiera corta di piccoli produttori e cooperative sociali di Ferrara.

Per ordinare la tua spesa vai sul sito www.biosociale.it e ordina i prodotti che preferisci entro martedì sera. Potrai ricevere il tuo ordine a casa il venerdì e o ritirarlo il sabato nei punti di ritiro elencati di seguito.

La consegna a domicilio avviene in bicicletta!

PUNTI DI RITIRO E ORARI:

La consegna a domicilio è il venerdì dalle 13,00 alle 19,00.

La consegna a Ferrara è il sabato dalle 8,30 alle 15,00 e dalle 18,30 alle 20,00 nei seguenti punti di ritiro:

Bar Diamante
sabato 8,00 – 13,00
corso Biagio Rossetti, 22/a

Ristorante-Bar 381
sabato 11,30 – 15,00 e 18:30 – 20:00
piazzetta Corelli, 24

Bar Ristoro Navarra
sabato: 9,00 – 13,00
Istituto Agrario Navarra
via Conca, 77 Malborghetto di Boara

La consegna a Comacchio, Fiscaglia, Codigoro e Mesola è il venerdì ore 15,00 -17,00 e il sabato ore 9,00 -13,00… e dalla prossima settimana anche a Bondeno.

Fiscaglia
Agriturismo San Marco
In Via Colombara, 3
venerdì 15,00 – 19,00 e sabato 9,00 – 13,00

Codigoro
La via del Volano Room&Breakfast
via Lenin, 27 e 29
località Valcesura
venerdì solo su chiamata e sabato 9,00 – 13,00

Comacchio
Agriturismo Valle Rillo
Strada Capodistria, 8
venerdì 15,00 – 17,00 e sabato 9,30 – 13,00

Mesola
Az. Agricola Ca’ Vecia
via Nuova Corriera, 166
località Bosco Mesola
venerdì 15,00 – 19,00 e sabato 9,00 – 13,00

Bondeno
Sfuso e Bio
Via Edmondo De Amicis 5/E

Per saperne di più clicca qui.

ACCORDI
L’evoluzione.
Il brano di oggi…

darwinOgni giorno un brano intonato a ciò che la giornata prospetta.

[per ascoltarlo cliccare sul titolo]

Banco Del Mutuo Soccorso – L’evoluzione

Scompariva oggi, nel 1882, Charles Darwin, padre delle teoria evoluzionista. Il gruppo italiano Banco del Mutuo Soccorso gli dedicò un importante album nel 1972 intitolato Darwin!, tra le cui canzoni spicca L’evoluzione, letteralmente la narrazione musicale della storia dell’evoluzione biologica, dalla nascita della terra alla morte dell’uomo, in 14 minuti di progressioni di tastiere.

ECOLOGICAMENTE
Favola sull’acqua

C’era una volta in un posto lontano un’isola che aveva un nome, ma che tutti chiamavano isola felice. Si viveva bene, le persone erano felici e la natura era meravigliosa. Si coltivavano piante profumate che creavano una atmosfera magica e i frutti allietavano le loro tavole.
Stavano bene e non esistevano malattie gravi. Le vitamine e l’alimentazione in genere li aiutavano a vivere in salute. La grande fortuna era anche che la distanza dalla terra ferma che impediva a molti di spostarsi, quindi la popolazione poteva realizzare progetti che aiutavano tutti e favorivano il benessere generale. Il sole e il mare facevano il resto.
Anche quando si presentò un periodo di caldo insistente, seppero reagire con grande intelligenza. Modificarono le coltivazioni e i sistemi di irrigazione (a goccia) e iniziarono a preservare la natura con coltivazioni integrate biologiche. Anzi iniziarono anche importanti tecniche di riuso dell’acqua.
Però, un anno, la stagione calda diventò torrida e le nuvole tardavano a tornare. Mancavano le periodiche piogge e i fiumi iniziarono a ridursi fino a seccarsi. Gli abitanti iniziarono a preoccuparsi di questa situazione critica. La siccità era diventato il problema da risolvere. Mancava l’acqua. Ormai era diventato un problema grave e per la prima volta si resero conto di quanto l’acqua fosse importante. Non sapevano più come fare se non tentare di trovare nel sottoterra delle falde e dei pozzi che, in passato lontano erano stati utilizzati dai loro nonni, ma che da molto tempo avevano abbandonato preferendo il sistema naturale delle sorgenti e un ciclo idrico integrato efficiente.
Purtroppo le falde non si trovarono più e i pozzi erano tutti secchi. Fortunatamente con le trivelle un giorno fecero una importante scoperta: trovarono il petrolio. Fecero festa per una settimana intera. Erano diventati tutti ricchi e così iniziarono a sviluppare tecnologie e consumi come non avevano mai fatto. Sembrava che si potessero avverare tutti i loro sogni. Costruirono grandi case e nacquero nuove fabbriche. Realizzarono opere gigantesche per il divertimento ma anche per il consumo. Nuove ciminiere nacquero più degli alberi. Il clima pian piano peggiorava e l’aria diventava sempre più secca, anzi inquinata. L’acqua fu sostituita con meravigliose bevande che potevano soddisfare i gusti di tutti, Coca-Cola, birre, succhi, vini e liquori, insomma nulla mancava a tutte le voglie di ogni età. Anche l’igiene non era un problema data la grande quantità di creme e soluzioni igieniche di tipo farmacologico. Bastava comprare e navi cariche di prodotti arrivavano da tutte le parti del mondo. Era passato un anno. Arrivarono però anche le prime malattie sia intestinali sia della pelle.
La loro felicità cominciava a risentire della mancanza di qualcosa. Ci misero del tempo a capire che a loro mancava l’acqua. Divenne un periodo difficile. Avevano tutto quello che potevano comprare, ma non avevano l’acqua. Sentivano la mancanza della pioggia, della doccia, dei giochi in strada con le secchiate che tradizionalmente facevano gli anni precedenti a ferragosto. La situazione peggiorava in modo drammatico. Poi però, come succede in ogni favola che si rispetti, un giorno di settembre videro delle nuvole lontane che il vento portava rapidamente verso di loro. Si stava avvicinando un grosso temporale che, invece di allarmare tutti, li fece uscire in strada per guardare questo meraviglioso spettacolo che avevano dimenticato.
Piovve per 20 giorni, ma nessuno si lamentò. Anzi si preoccuparono quando vi furono tre giorni di sole. Subito dopo ricominciò la pioggia e per tutto ottobre continuo così tanto che i fiumi ripresero i loro corsi e le piante ricominciarono a ricostruire la loro vita. Era bello vedere la natura germogliare. La primavera successiva fu la più bella che gli abitanti avessero mai avuto. Ritornò la felicità di un tempo e tutti compresero quanto i loro futili desideri di consumi eccessivi non valessero quanto la gioia di avere fresca acqua da bere alla fonte. Capirono l’importanza dell’acqua.

resistenti-natura

LA STORIA
Resistenti per natura, altroché Doc e radical chic

Non c’è niente di più bello di una vigna ben zappata, ben legata, con le foglie giuste e quell’odore della terra cotta dal sole d’agosto. Una vigna ben lavorata è come un fisico sano, un corpo che vive, che ha il suo respiro e il suo sudore.” (La luna e i falò, Cesare Pavese)

“Io non faccio vino naturale, io faccio vino e basta”: questa frase di Stefano, che aiuta la compagna Giovanna a portare avanti l’azienda vinicola “La Pacina” fra le colline del Chianti senese – sua da cinque generazioni – potrebbe riassumere da sola il documentario “Resistenza naturale” di Jonathan Nossiter, vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino nel 2014. Come le parole di Giovanna ci dicono cosa sia per loro l’agricoltura: “Voglio che sia la terra a parlare, questo non è il mio vino è il vino di Pacina”. Quel saper fare, quell’aver cura e pazienza, quella vita ciclica che segue le stagioni, per loro non è un modo di produrre, ma il modo di produrre vino.

resistenti-natura
La locandina

Stefano e Giovanna nel 2009 hanno deciso di uscire dalle denominazioni di origine Doc e Docg perché secondo loro non costituiscono più il simbolo di un marchio di qualità, ma sono ormai associate al concetto di produzione industriale e standardizzata, completamente slegata dal patrimonio artigianale. Come loro hanno fatto Corrado e Valeria, bocconiani viticoltori marchigiani, e un altro Stefano, questa volta piemontese che giustamente si chiede come possano le caratteristiche di un vino Doc essere le stesse per quello prodotto nella sua azienda biodinamica al confine con la Liguria, dove l’aria sa di mar Tirreno, e per quello prodotto da Corrado a 700 km di distanza, nelle Marche che si affacciamo sull’Adriatico. L’agricoltura non può garantire degli standard come una produzione industriale perché il prodotto varia di anno in anno: in un’estate secca in cui i grappoli sono arsi dal sole, come si potrà avere un bianco dal colore “giallo paglierino tendente al verde?”, si chiede Corrado gustandosi un buon calice dalle sfumature dorate all’ombra di un enorme fico insieme agli altri produttori riuniti da Nossiter. Si può spiegare ai consumatori di oggi che se un frutto o un ortaggio sono lucidi e perfetti come quelli finti che si usano come soprammobili, probabilmente hanno i loro stessi principi nutritivi e le loro medesime proprietà organolettiche? “Bisogna cambiare il concetto di alimento”, dichiara Stefano, “se è ciò che ci dà la convivialità e la gioia di vivere, non può essere uguale ovunque”.
Qui non si parla, o non si parla solo, di biologico che oggi rimanda subito al mondo radical chic e per il quale bisogna richiedere (e pagare) una certificazione, a quell’idea fintamente bucolica della campagna alla ‘Mulino bianco’, che non fa altro che trasportare in un casolare ritinteggiato le abitudini, i ritmi e i consumi della città. Si tratta di “rivendicare una tradizione per innovare” per tentare di far coincidere o quanto meno di conciliare tempi biologici e tempi storici. Elena, che ha ereditato la sua azienda nei colli piacentini, si sente la mera custode delle sue vigne di più di 90 anni: “il mio ruolo è preservare il vigneto per i miei nipoti”. Questa è la responsabilità che sente e questo è il motivo per cui fin dall’inizio ha rifiutato l’agricoltura tradizionale per quella biologica. Lo Stefano piemontese spiega così la filosofia di questi rivoluzionari tradizionalisti: “la vera agricoltura è ricostruire ogni giorno l’equilibrio rotto facendo agricoltura”. “Resitenza naturale” parla di una cultura e di una storia sociale che stiamo perdendo, sempre che non sia troppo tardi: le lucciole sono già scomparse da tempo in molti luoghi e per molte persone.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi