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BORDO PAGINA
Lorenzo Mazzoni, Re-evolution 2.0

Tra la già assai ampia produzione di Lorenzo Mazzoni, focalizziamo “Il requiem di Valle Secca” (Tracce sdizioni, Pescara, 2005), romanzo breve di respiro simultaneamente apocalittico e dis-integrato (tra le diverse presentazioni ricordiamo per la cronaca l’anteprima a suo tempo da Feltrinelli con interventi di Filippo Landini, Andrea Amaducci e Paola Rossi).
L’autore, tra i (ancora) giovani più quotati della nuova scrittura italiana, recensito anche su Repubblica da Mazzucato, esplora la parola del (?) futuro attraverso l’archetipo della Città meccanizzata e ecologicamente implosa, sulla scia di certa antitradizione fantastica, da Salgari a Verne alla celebre utopia di Tommaso Moro, finanche sguardi più cyberpunk alla Philip Dick.
Ne derivano mosse letterarie e psicosociali assai critiche verso certo cosiddetto teconocapitalismo
incapace di concretizzare la promessa moderna, anzi condannato senza compromessi per le sue
strategie disumanizzanti verso gli umani e ormai avviato alla distruzione della biosfera.
La valle del silicio americana, capitale dell’alta tecnologia mondiale, annunciata da certi futurologi
come una nuova età dell’oro, qua – con riferimenti indiretti a certe città italiane – si rivela una valle
della morte dove mutanti zombie sopravvivono quasi per forza d’inerzia, manipolati da burocrati
senz’anima alla Adolf Eichmann. Ma il segno messaggio dell’autore non è solo, come accennato,
apocalittico e postpunk, Mazzoni gioca con interstizi e witz della scrittura, facendo fiorire scenari
desideranti possibili alternativi, appunto bisbigliati, quasi silenti batteri che ricompongono
clandestinamente l’anima perduta dei Poteri. E in tale cifra finale, l’autore evoca le previsioni
appunto paradossali dei vari Marcuse o Rifkin. Il sinapsismo nascente dopo Steve Jobs e la
società dopo il Web, potenziale Nuova liberazione rivoluzione evoluzione.
Ulteriormente sempre in progress, anche giustamente d’audience, sempre in chiave diversamente neoutopista-minimal, di Lorenzo Mazzoni segnaliamo, tra l’altro, anche e-book in “Usa, sinergie letterarie con l’Est Europa”, “Porno bloq. Rotocalco dalla Romania post post comunista
con Marco Belli (2009, La Carmelina); “Il sole sorge sul Vietnam (Mekongblues)”, con Tommy Graziani (2010, La Carmelina); “Nero Ferrarese” (Linea BN di Marco Belli ecc.) alla Fiera del Libro di Torino 2012; il sequel sullo sbirro anarchico Malatesta, “Termodistruzione di un koala. Malatesta. Indagini di uno sbirro anarchico” (Koi Press, 2013) e “Malatesta. Indagini di uno sbirro anarchico” (Momentum, 2011); per Stampa Alternativa (2011) “Haile Selassie I. Discorsi scelti 1930-1973”, singolare quasi biografia socioletteraria situazionista, e “Rasta Marley. Le radici del reggae” (2009). Non ultimo, come si può notare ulteriormente dal suo blog per il Fatto Quotidiano, Lorenzo Mazzoni non solo grande talento letterario, sempre in primo piano, anche operativamente, una scrittura diversamente saggistica, mai innocua, anzi socialmente neocorrosiva e perturbante.

* da Roby Guerra, “Dizionario della letteratura ferrarese contemporanea”, Este Ediiton-La Carmelina ebook 2012 [vedi].

“Con i certificati di credito fiscale l’Italia può rilanciare l’economia”

Oggi più che mai è doveroso trattare, all’interno del dibattito democratico e civile, delle nuove dinamiche economiche e delle problematiche correlate alle attuali politiche monetarie.
L’obiettivo è quello di eliminare il concetto, più volte ribadito nel corso dello studio delle dinamiche macroeconomiche, dell’asimmetria informativa, la condizione per cui nella società molti non sanno niente mentre pochi sanno tutto. Questa è la condizione ottimale per un sistema di potere che si autoalimenta proprio grazie all’ignoranza dell’opinione pubblica e alla durevolezza di un regime fondato sui luoghi comuni, in cui argomento di dibattito non sono analisi di dati e documenti ma chiacchiericcio riguardante frasi riportate per sentito dire e ‘gossip’ politico.

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Marco Cattaneo

A questo proposito abbiamo interpellato Marco Cattaneo, laureato in Economia aziendale (Bocconi 1985). Dal 1995 è consulente aziendale, gestisce fondi e rappresenta primari investitori internazionali in operazioni di ‘private equity’. Ha scritto alcuni libri su temi economici e cura i contenuti del blog Basta con l’Eurocrisi, dove è possibile leggere le sue analisi sull’attuale meccanismo economico europeo.

Non è facile oggi per i cittadini avere gli strumenti per comprendere le origini della crisi economica che ha investito l’Eurozona già da diversi anni. Molti analisti economici ed esponenti politici insistono nell’indicare il principale fattore della crisi economica negli sprechi che aumentano il debito pubblico e nella cattiva gestione dello Stato. Che lettura dà lei della situazione e di queste analisi?
Sulla qualità di gestione della spesa statale esistono molti aneddoti e molti luoghi comuni, su cui ci sarebbe parecchio da discutere. La singola maggiore voce di spesa pubblica in Italia è il sistema sanitario, che è considerato uno dei cinque più efficienti al mondo dall’Organizzazione mondiale della sanità. Possibile che tutto il resto del settore pubblico italiano sia una tale sciagura da renderlo la palla al piede dell’economia?
Il punto su cui riflettere, però, è che gli indicatori economici italiani si sono pesantemente e improvvisamente discostati, in peggio, da quelli (per esempio) del Regno unito a partire da metà 2011. La spesa pubblica italiana non è improvvisamente diventata meno efficiente in quel periodo: sono invece stati attuati forti incrementi di tassazione, mentre gli inglesi – dotati della loro moneta – continuavano, al contrario, a supportare la ripresa della loro economia.
Quanto al debito pubblico italiano, il 99% del problema non è relativo al suo livello, ma all’essere contratto in una moneta – l’euro – che per l’Italia è a tutti gli effetti una valuta straniera. L’austerità è stata imposta da Ue e Bce come condizione per garantire il debito pubblico: ma se il debito fosse rimasto in lire, non ci sarebbe mai stato un rischio d’insolvenza – una banca centrale nazionale è sempre in grado di garantire il rifinanziamento del debito in moneta propria. E in una fase di domanda depressa (conseguenza della crisi finanziaria mondiale del 2008, i cui effetti non erano ancora stati sanati) questo è possibile senza che inflazione e tassi d’interesse vadano fuori controllo.

La moneta è unita di misura dell’operosità in termini di quantità, qualità e valore. Prima dell’euro, la moneta era fondamentalmente gestita dallo Stato. Oggi l’euro, come da lei accennato, è gestito da una banca sostanzialmente privata che presta denaro agli stati a debito e con interessi. Quali conseguenze ha portato questo cambio strutturale ?
Uno Stato che emette la propria moneta è in grado di utilizzarla per attuare azioni di espansione della domanda – meno tasse, più spesa pubblica, più sostegni alla spesa privata – in modo da superare fasi di depressione della domanda conseguenti, per esempio, a crisi del mercato finanziario. Se la moneta deve invece essere presa a prestito, proprio nei periodi di difficoltà economica questo può risultare impossibile, o troppo oneroso. La crisi di molti paesi dell’Eurozona è in larga misura una risultante di questa situazione.

Quali effetti hanno avuto le manovre ‘di salvataggio’ attuate dalla Banca centrale europea, come il Quantitative easing (Qe), messo in campo da Draghi all’inizio del 2015, nel rivitalizzare l’economia reale dei paesi aderenti all’Eurozona?
Il Qe, che ha fatto seguito a una serie di azioni di garanzia dei debiti pubblici intraprese a partire dal 2012, ha prodotto due fenomeni: il calo dei tassi d’interesse pagati dagli stati, e l’indebolimento dell’euro, soprattutto rispetto al dollaro. Il calo dei tassi tuttavia non si è tradotto in una spinta al potere d’acquisto disponibile per aziende e cittadini, in quanto la Ue non ha smesso di richiedere azioni di riduzione dei deficit pubblici – che, in una situazione di economia depressa, implica di continuare a sottrarre risorse all’economia reale.
L’unico effetto positivo degno di nota è legato alla svalutazione dell’euro. Le aziende italiane che esportano nell’area del dollaro stanno traendone alcuni vantaggi. Siamo ben lontani, tuttavia, da quanto occorrerebbe per avviare un significativo recupero dei pesanti danni subiti dall’economia italiana dal 2008 in poi, anche perché metà del nostro interscambio estero si svolge all’interno dell’Eurozona.

Quali decisioni, secondo lei deve, prendere il governo italiano per dare un nuovo impulso all’economia nazionale e per far uscire il nostro Paese dalla spirale recessiva in cui è impantanato (meno lavoro, meno stipendi e meno consumi)?
Il governo italiano dovrebbe attuare azioni di espansione della domanda interna, e nello stesso tempo favorire il recupero di competitività delle aziende italiane, in primo luogo riducendo la tassazione e gli oneri accessori sui costi di lavoro. Questo è impedito dai trattati di funzionamento dell’eurosistema. In assenza di un accordo politico che porti alla loro revisione, il superamento della crisi richiede azioni unilaterali da parte dei Paesi in difficoltà. La rottura dell’euro, con uscita dal sistema di singoli Paesi, è uno scenario possibile, che presenta però forti complessità politiche e operative.

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La proposta di Cattaneo, frame da un video esplicativo

La via che personalmente sto sviluppando e promuovendo, insieme a un gruppo di economisti e ricercatori, è l’introduzione di Monete fiscali nazionali. Vari Paesi potrebbero introdurre Certificati di credito fiscale (Ccf), cioè titoli utilizzabili per pagare tasse e imposte future nel territorio dello stato emittente, e assegnarli gratuitamente a cittadini e aziende. Non sono debito perché lo stato emittente non è obbligato a rimborsarli; hanno un valore di mercato e possono anche essere utilizzati in transazioni dirette tra privati. Hanno quindi alcune caratteristiche della moneta – pur non essendo moneta ai sensi di legge – e ridarebbero ai singoli Stati le leve di politica economica oggi necessarie, da applicare in forme e misure differenziate in funzione delle esigenze specifiche di ogni Paese. L’azione espansiva prodotta dalla distribuzione di Ccf rilancia domanda, Pil, occupazione e gettito fiscale, il che evita il riformarsi di squilibri fiscali quando, in futuro, i Ccf arriveranno a scadenza.
E’ una strada che comporta una forte revisione dei meccanismi di funzionamento dell’eurosistema. Non è però deflagrante: l’euro continua a esistere come moneta circolante e come valuta di conto in tutta l’Eurozona. E si evitano quindi le grandi complicazioni connesse a un processo di rottura della moneta unica.

La vicenda greca sta evidenziando le criticità del sistema euro. Ritiene che queste dinamiche possano presto coinvolgere altri Paesi dell’Eurozona? Quale scenario ipotizza per Grecia e agli altri stati più deboli membri dell’Eurozona?
Il governo Tsipras, vinte le elezioni del 25 gennaio 2015, ha sottoposto alla Ue alcune proposte, per la verità ragionevoli e moderate (forse addirittura troppo, nel senso che rischiavano di essere insufficienti, a mio avviso). In pratica, una riduzione (rispetto alle richieste Ue) del surplus primario del bilancio pubblico e un riscadenziamento del piano di rimborso del debito.
La Ue ha però reagito con un atteggiamento di totale chiusura, non manifestando alcuna concreta disponibilità a rivedere le fallimentari politiche di austerità imposte alla Grecia da fine 2011 a inizio 2015.
Il governo Tsipras non vuole forzare l’uscita della Grecia dall’Eurozona. Dato questo presupposto, l’introduzione di una Moneta fiscale greca in affiancamento all’euro potrebbe essere la soluzione appropriata. La Grecia dovrebbe adottarla unilateralmente, senza “rompere” l’euro, e usarla per attuare le necessarie azioni di rilancio della propria economia. Sempre unilateralmente, dovrebbe sospendere i pagamenti delle rate di debito dei prossimi mesi, proponendo un nuovo piano di rientro con scadenze posposte (non necessariamente di molto).
Il pallino passerebbe nelle mani di Ue e Bce: che potrebbero reagire forzando la rottura, eventualità che sarebbe però – dal loro punto di vista – autolesionista. Oppure accettare il nuovo status quo, prendendo atto che consente l’avvio a soluzione della crisi greca. Va sottolineato che proprio il rilancio dell’economia è anche il presupposto per rimborsare, sia pure con scadenze allungate, una quota significativa e forse anche lo totalità del debito attuale. Teniamo conto che il debito non deve essere portato a zero ma reso sostenibile, in parte diminuendolo e in parte grazie al recupero del Pil. A quel punto diventa anche possibile rifinanziarlo.
Naturalmente tutto questo potrebbe preludere all’introduzione di Monete fiscali nazionali anche da parte di altri Paesi, ed essere il presupposto per, finalmente, risolvere in modo soddisfacente la crisi dell’Eurozona.

Marco Cattaneo è stato ospite di un incontro organizzato da Ferraraitalia, per leggere clicca qui.

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Professione blogger: tutti i segreti del mestiere

di Alice Magnani

Parlano di moda, cinema, design, enogastronomia e sono le più frizzanti del momento. Stiamo parlando delle blogger, ragazze che trovano nel web un modo per condividere le loro passioni o per trovarne sempre di nuove. Ne abbiamo intervistate tre per capire come funziona il loro mondo, la ‘dimensione blog’, da molti conosciuta ed esaltata e da qualcuno criticata. Ma partiamo dai fondamentali. Che cos’è un blog? La parola blog è costruita sui termini web-log che indicano un vero e proprio ‘diario in rete’, un particolare tipo di sito web in cui i contenuti sono visualizzati in forma cronologica. Un blog può essere gestito da uno o più blogger che pubblicano, più o meno periodicamente, contenuti multimediali, in forma testuale o in forma di post, molto simile all’articolo giornalistico.

“Con il mio blog riesco a far vivere tutte le mie passioni, mi ha fatto capire che tutto è raggiungibile” così Maria Andreucci ci racconta il suo blog, la sua avventura, “Italian cooking adventure”, iniziata quasi per caso nel 2010. Il pranzo domenicale in famiglia preparato con cura, la produzione del pane che inizia nel cuore della notte, l’asta del pesce, o ancora i curiosi personaggi dell’ex mercato coperto di Cesena, la sua città: queste le storie che la affascinavano e che decide di condividere nel web. Dunque, non solo cibo nel suo blog, ma vere e proprie storie legate ai personaggi che ci ruotano attorno, alla convivialità, e al territorio. “Racconto l’Italia tramite la lente del cibo” dice Maria, spiegando che la creazione del suo blog non è stata altro che una scusa per approfondire ciò che più le piace. Ad ispirarla i blog americani, che le hanno fatto capire il ruolo fondamentale della fotografia per raccontare un Paese, le sue storie e le sue curiosità. Poi Maria parte per Londra, un’esperienza unica per studiare l’altra sua grande passione: il cinema. Ed è proprio a Londra che capisce quanto gli stranieri per primi amino l’Italia e la sua gastronomia, e le possibilità che il suo blog può offrirle: inizia a tradurlo in inglese e il numero dei visitatori cresce; oggi è seguita da Regno Unito, Usa, Danimarca, Svezia, Norvegia e Giappone. “All’estero non esiste il concetto di famiglia riunita a tavola come c’è da noi, è per questo che quando parli di Italia ti si aprono tutte le porte. Non a caso, i maggiori imperi economici che parlano di cucina italiana si trovano all’estero” spiega Maria, che ci tiene a sottolineare come “il mio blog non è un ricettario, ma un panorama di avventure gastronomiche: ristoranti, cultura gastronomica popolare e tutto quello che c’è dietro il cibo”. “Un altro elemento da cui i lettori stranieri sono affascinati è il rapporto diretto con il produttore, che loro spesso non hanno- ci dice Maria- ma questo non significa che in Italia il mio blog non sia letto, perché anche gli italiani hanno iniziato a capire il valore che abbiamo a disposizione e a manifestare un po’ di sano orgoglio”. Al momento Italian cooking adventure riceve circa 200 visite al giorno facendosi conoscere in tutto il mondo, anche grazie alla diffusione nei social network come Facebook ed Instagram.
Ma qual è il ricavo economico dietro al blog?
“Per poter guadagnare tramite il blog sono entrata nei backstage dei ristoranti, ho studiato la preparazione dei menù, seguito il processo di preparazione dei prodotti delle singole aziende, fatto tour alla scoperta delle eccellenze del territorio. Ma il blog è stato, soprattutto, anche un punto di partenza per farmi conoscere e ha fatto si che io possa portare avanti collaborazioni di tipo continuative”.

Un caso da imitare quello di Maria, che tramite lo studio autonomo di saggi e riviste sull’enogastronomia e tanta voglia di imparare, è arrivata a collaborare con i migliori cuochi e a partecipare agli eventi icona del settore come la fiera ‘Cibus International Food Exhibition’ di Parma, ‘Identità golose’ a Milano o ancora il ‘Festival del cinema’ di Venezia per far conoscere l’Italia tramite “la lente del cibo”.

 

Un’altra storia quella di Valentina Veneziano che, con i suoi blog “Cabinarmadio” e “Valinapostit” , riesce a far convivere le sue più grandi passioni: moda, arredamento, decorazioni fai-da-te e ancora il cinema. Quando le chiediamo che cosa significa per lei il suo blog ci risponde “è come un magnifico quadro in una stanza semivuota, è ciò che mi dona il sorriso ogni giorno!”. Un entusiasmo tipico, il suo, delle persone che vivono coltivando i loro interessi e che non si annoiano mai. Valentina apre il suo blog “Cabinarmadio” nel 2012, dopo aver vinto il concorso come style blogger organizzato dalla rivista “Style.it”. Suggerimenti sui film da vedere nel tempo libero, proposte di outfit ispirati alle stagioni o alle tendenze, idee per regali, home-decor, profili Istagram da seguire: è questo ciò che Valentina ama condividere con le sue lettrici. “In Cabinarmadio mescolo quello che piace a me per prima e quello che credo possa piacere alle lettrici, i miei post non sono strettamente legati a ciò che va di moda – ci spiega Valentina, che sul blog si firma come ‘Valentinautoironica’ -, visto che cerco di non prendermi mai troppo sul serio”. Valinapostit, l’altro blog di Valentina, è invece più personale, con una grafica e colori scelti da lei. “Aprilo è stata una scelta personale, per poter scrivere tutto quello che voglio, è il mio grande esperimento personale” ci spiega. Un esperimento che osiamo definire vasto, vista la suddivisione in cinque tematiche, in cui Valentina condivide con i lettori pareri di moda, racconti dalla sua vita privata, testimonianze di viaggi, suggerimenti per la casa e di profili Instagram di tendenza. A leggerlo sembra di essere trascinati dentro al suo diario personale, come quello che alle adolescenti piace tanto scrivere, riempire di pensieri o scarabocchiare. Una grande passione per il british e per tutto ciò che è creativo caratterizza Valentina, che è sempre stata attirata dai blog stranieri di cucina, arredamento, mondo della moda, e da cui ha capito che le foto hanno un ruolo fondamentale per attirare e far partecipare il lettore. Il rapporto con i lettori è fondamentale infatti per crescere, per ispirarsi o ancora per essere criticati perché, soprattutto in fatto di moda, “è normale che non la pensiamo tutti allo stesso modo” spiega Valentina. E aggiunge ”E’ molto gratificante vedere come alcune persone ti seguano assiduamente e lo dimostrino tramite i commenti. Cerco sempre di rispondere a tutti, anche solo per avere un riscontro”. Un vero e proprio lavoro quello di una blogger, perché, oltre a rispondere ai commenti, bisogna sapere mantenere una certa frequenza nello scrivere i post. “Scrivere almeno una volta a settimana è d’obbligo, ma se ti piace quello che fai, viene naturale” ci dice Valentina. Per scrivere in un blog poi, come in tutti i mestieri, il tempo è maestro. È con il passare del tempo, infatti, che si impara il confronto con gli altri blogger, si prende ispirazione e si capisce cosa attrae di più i lettori, oltre a gestire argomenti fra loro diversi.

Ma quanto è alto il ricavo economico dietro il blog?
Valentina ci spiega come il suo blog non le dia un vero e proprio ricavo economico, quanto sia piuttosto un trampolino per farsi conoscere, per far vedere come scrive e per attivare collaborazioni con altre testate. “Gli unici ricavi economici che ottengo tramite il blog dipendono dai programmi di affiliazione con le case produttrici: se aumentano gli acquisti di un prodotto che pubblico sul mio blog, allora ottengo una minima percentuale della vendita. Ma per poter guadagnare in questo modo, gli acquisti dovrebbero arrivare a cifre enormi e, del resto, io non ho mai accettato di fare pubblicità in cambio di prodotti gratuiti” ci spiega Valentina.

Finora il blog è stato all’altezza delle tue aspettative?
“Certamente sì, anzi è andato oltre! Mi ha aiutato a migliorare il mio livello di scrittura, facendomi così collaborare con diverse riviste. Poi ho imparato ad usare i programmi di grafica e che cosa vuol dire stare dietro al marketing/digital”. Sono traguardi fai-da-te quelli che ha raggiunto Valentina e che, ogni volta, la rendono orgogliosa del percorso che ha fatto. Prendiamo ispirazione!

 

Dopo aver parlato di cucina e moda, è ora il turno della ‘dimensione casa’, perché di blog ne esistono veramente per tutti i gusti. E ne parliamo scoprendo Maria Vicini, autrice del blog “The Violet Wool”, nato l’11 gennaio 2012. Maria è una giovane blogger che mette tutte le sue energie nella ricerca delle nuove tendenze di interior design e home decor, per poi condividerle sul web. È con una dedica alla nipotina Viola, costante fonte di ispirazione, che nasce il suo blog “The Violet Wool”. “Stavo per trasferirmi a Parigi per studi quando ho saputo del lieto arrivo e, da quel giorno, non ho più smesso di pensare a Viola: è grazie a lei se ho aperto il mio blog e se lo arricchisco ogni giorno coltivando tutte le mie più grandi passioni” ci racconta Maria. Non solo interesse ma anche preparazione dietro il suo blog: Maria ha infatti studiato per due mesi a Londra alla Central Saint Martins College of Arts and Design, imparando i fondamentali di Design Project e Interior Styling. Studi che le hanno fatto capire come il mondo dell’interior fosse la sua più grande passione, che ancora oggi coltiva. Nel suo blog, che riceve dalle 600 alle 1000 visite al giorno, si ritrova tutto ciò che è inerente alla casa: tutorial, decorazioni, esempi di apparecchiature, arredamento. “Il blog richiede grande attenzione, mi impongo di scriverci più volte alla settimana e sono sempre alla ricerca di miglioramenti per la grafica e per la fotografia, che occupa gran parte dello spazio web. Senza dimenticarmi l’interazione con i lettori e l’attività sui social network come Facebook, Instagram e Pinterest, che donano visibilità e diffusione” ci racconta . Quindi un grande impegno dietro e un blog che cambia agli occhi dei lettori, soprattutto da quando Maria è stata scelta come lifestyle blogger dalla rivista “Grazia.it”.
E i guadagni?
Maria ci racconta come i suoi guadagni siano tutti derivanti da collaborazioni attivate tramite il blog, oltre che da collaborazioni esterne. “Il mio blog, oltre ad essere espressione delle mie passioni, si è rivelato un ottimo strumento per farmi conoscere” spiega.

[© www.lastefani.it]

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Fare un blog di successo, le mie semplici regole

Ai corsi che tengo e vari amici mi chiedono costantemente consigli su come fare un blog, ho ritenuto di scrivere queste quindici regole (più una) su quello che faccio io e che consiglio di fare a quelli che vogliono entrare in questo mondo.

Creare un blog non è difficile: ogni giorno ne nascono centinaia. Quello che risulta misterioso per molti blogger è come far risaltare il proprio blog in un contesto così concorrenziale. Ci sono molti tipi di blog, con caratteristiche a volte diametralmente opposte tra loro, ma esistono tecniche di acquisizione di visibilità che sono applicabili a quasi tutti i blog, indipendentemente dalla loro struttura.
A chi volesse provare a costruire un blog, senza ricorrere a nessuna consulenza professionale, propongo alcuni suggerimenti pratici utili sia a livello di marketing che di ottimizzazione:
Qualora si decida di utilizzare il dominio aziendale o un dominio già esistente, che contenga pagine già pubblicate, è meglio distinguerlo sia dal nome di dominio sia dalla directory già esistenti installando il blog:
a) in un sotto dominio, ad es. http://blog.nomedelsito.com
b) in una directory diversa, ad es. http://www.nomedelsito.com/blog/
Un ottimo software da utilizzare per la costruzione di un blog, che è anche il mio preferito, è WordPress. Alternative comunque valide sono Moveable Type e Joomla.
E’ importante personalizzare l’estetica del blog per rendervi riconoscibili (la scelta di template pre-costruiti è molto varia), ma per ottenere un risultato di qualità, è indispensabile la competenza di un grafico.
Di fondamentale importanza è stabilire le parole chiave con le quali si vuole che il blog venga individuato.

Ottimizzazione del blog

  • Devono essere inclusi i pulsanti per i social network, l’abbonamento Rss Feed, i social bookmarks per le pagine, il codice Html deve essere ottimizzato per il Seo (tag, title, Url del sito etc.). E’ bene sottolineare che molti dei template free o commerciali sono già ottimizzati in tal senso.
  • Bisogna stabilire o meglio individuare come parole chiave, termini o categorie coerenti con le aspettative di ricerca.
  • Bisogna abilitare il trackback automatico e la funzionalità ping (su WordPress è quasi di default)
  • Bisogna configurare un account Google per l’inclusione della sitemap e validarla (utilizzando Web Master Tools)
  • Identificare blog autorevoli, siti web, e hub per i collegamenti delle risorse in uscita e Blogroll (sembrerebbe che anche i link in uscita abbiano una motivazione importante nell’algoritmo di Google)
  • Correlare i post che andrete a pubblicare con vecchi articoli che trattano della stessa tematica
  • Attivare le statistiche per il monitoraggio del blog; Google analytics in questo è ottimo e affidabile.
  • Inviare le Url del Feed Rss ai maggiori aggregatori, meglio se attinenti all’argomento qualora ne esistessero.
  • Impegnarsi in una campagna permanente di link building, facendo molta attenzione a non creare scambi reciproci di link con altri siti o blog.
  • Cercare di diffondere un comunicato stampa che annunci il blog; può essere utile anche un comunicato stampa a pagamento a condizione che i siti che lo pubblicano si impegnino a mantenere i link (follow) al blog e abbiano buon Page rank e visibilità.
  • Scrivere regolarmente sul blog è di fondamentale importanza per qualsiasi blog. Quella che può variare è la frequenza con cui si scrive: sarà necessario scrivere 2-3 volte al giorno su un blog di notizie “generaliste”; basterà farlo 3-5 volte alla settimana se si tratta di un blog autorevole e su un argomento specifico, ma ogni messaggio deve avere caratteristiche di unicità ed un alto valore informativo. Non c’è il bisogno di scrivere cose lunghissime, una buona maggioranza degli utenti si ferma al titolo.
  • Monitorare i link in entrata, il traffico, i commenti e le citazioni del blog attraverso Google alerts.
  • Rispondere sempre ai commenti che si ricevono nel blog e ringraziare ogni volta che il blog viene “citato” in un altro blog.
  • Quando si citano notizie contenute in altri blog o quotidiani la fonte va sempre dichiarata con un link.
  • Le parole chiave devono essere usate nel titolo del post del blog e nel corpo dell’articolo; il collegamento a post precedenti deve essere fatto utilizzando i link di ancoraggio.
  • Utilizzare servizi di networking per connettersi e conoscere altri blogger, partecipare ad eventi, workshop, bar camp, etc.; se a questi ultimi piacciono i tuoi contenuti chiedere un link di rimando al tuo blog.
  • Intervistare altri blogger autorevoli del settore di appartenenza è un ottimo metodo per promuovere voi e il vostro sito: la credibilità aumenterà per associazione.

[© skande.com]

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Il Monte Blog

I sogni sono fantasmi non sempre coscienti, anzi quasi mai coscienti, sono irresponsabili, fanno quello che vogliono, appaiono, scompaiono, vanno, vengono come piace a loro e non alla mente che scelgono per il loro teatrino. Così avviene che di notte s’inseriscano, non chiamati, nei tuoi più reconditi pensieri e li sconvolgano. Stanotte per esempio, mi è arrivata dentro, nella testa dormiente, la signora Filomena, detta anche Filo, è una conoscente che abita dalle mie parti, ex maestra, donna acculturata, ama ancora la poesia di Leopardi e quella di Pascoli, spesso cita le odi più famose, quando incontra la Silvia, comune amica, non c’è volta che le reciti “Silvia rimembri ancora quel tempo di tua vita…”, citazione che termina immancabilmente con una risata di entrambe le donne, e un saluto cordiale.
Bene: tra me e la maestra Filomena non c’è alcuna ragione per cui lei si prenda l’ardire di occupare i miei pensieri notturni, eppure, questa notte eccola lì la Filomena. Eravamo in una valle tra montagne alte e ancora bianche di neve e lei, la Filomena, stava seduta ansante su un masso. Mi guardava smarrita. “Non ce la faccio”, disse. A far che cosa?, le chiesi. “A salire sul Monte Blog, mi sono arrampicata fino a escoriami le mani, ma niente da fare, sono arrivata vicina alla vetta, ma lì è comparso un signore con barba e capelli bianchi scompigliati che mi ha intimato di non fare altri passi, altrimenti mi avrebbe dato un calcio e ributtato a valle. Lei non può entrare nella nostra casa, mi ha detto quel signore maleducato, lei è troppo vecchia, mi ha detto, e non fa parte del nostro popolo. Io gli ho risposto che ognuno ha i suoi pensieri, le sue idee, le sue convinzioni, se non si è d’accordo basta confrontarsi e lui: ci sono io a pensare per voi valligiani, e noi soltanto, io e quelli che sono d’accordo con me, possiamo salire sul Monte Blog, da dove osserviamo, benediciamo, polemizziamo, giudichiamo e lei, cara signora non è in grado di capire, di parlare con noi che il dio della politica ha scelto come suoi rappresentanti in terra.
Così ha detto quel signore biancobarbuto, che poi ha urlato vada, vada dai suoi simili ignoranti. Ho cercato di ribattere “e la democrazia?”, gli ho chiesto e poi: se uno non ha i mezzi per salire al Blog, che deve fare? Quello che vuole, basta che stia lontano dai giovani che mi stanno attorno, quelli sono la democrazia, voi vecchi ignoranti, siete finiti, la democrazia, signora mia, è per pochi eletti… Proprio così mi ha detto quell’omaccio corpulento, non lo voglio più vedere, che debbo fare? Signora Filomena, le ho risposto, dia retta a me, non venga più nei miei sogni.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

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Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

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