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ConCreta

Passeggio per Comacchio, in un dopocena leggermente ventilato dopo assaggi leggeri e delicati di piatti di pesce di tradizione locale. Era parecchi anni che non passavo da qui e sono piacevolmente sorpresa dalla rinascita e dalla bellezza di questa curata cittadina di mare.

Ammiro gli scorci fra i canali, una piccola Venezia, ci sono tanti bar e ristoranti qua e là con persone sorridenti, finalmente. Superato l’ennesimo ponticello, vedo un negozio di ceramiche artigianali, è chiuso purtroppo la sera, ma la vetrina mi attira. È molto colorata, allegra e vivace, se pur piccola, una statuina di una coppia abbracciata persa in un bacio eterno mi piace davvero moltissimo. Il ti amo del vestito scritto in tutte le lingue è davvero originale, le braccia sono un tutt’uno, così come il contatto delle labbra. Tempo un paio di giorni e sarà mia.

Scoprirò una realtà molto interessante di cui oggi vi vorrei parlare: ConCreta, un piccolo laboratorio artigianale per la lavorazione della ceramica in cui prendono forma le idee di tante creazioni in ceramica, pezzi unici. C’è anche tanto territorio nelle creazioni: i Trepponti di Comacchio, il Delta, i fenicotteri rosa, la delicata signora che legge (versioni bellissime sia in azzurro che rosso). Ma non solo.

Oggetti per la casa, vasi, bomboniere, gadget per le festività, targhe, monili, statuette, tutto realizzato e dipinto a mano. Lo spazio per la personalizzazione è un forte incentivo a chiedere di realizzare un’opera d’arte (perché di questo si tratta) che possa impreziosire la propria casa fin dal benvenuto sull’uscio. Ogni piccola imperfezione rende quell’oggetto prescelto unico, un regalo vero per chi si ama. Pensato ad hoc.

Ma chi sono i preziosi e validi artisti? E qui la sorpresa più bella: persone con disabilità del CSO Dune di Sabbia con cui il laboratorio di ConCreta collabora. Dune di Sabbia è un Centro sociooccupazionale ubicato a Comacchio, che nel tempo diversificato le sue attività pensando progetti educativi per ciascuna delle persone con disabilità che lo frequentano, mirando al miglioramento della qualità della loro vita. Ospita persone adulte con disabilità intellettiva e/o fisica con autonomie espresse o potenziali, che possono essere incrementate o sviluppate attraverso percorsi personalizzati, incluse forme di apprendimento professionale in un contesto operativo protetto per molti aspetti simili agli ambienti di lavoro. Dune di sabbia crea la base, il punto di caduta su cui si formerà la duna successiva: un granello di sabbia alla volta… una nuova duna continua a crescere.

Dune di Sabbia e ConCreta sono gestiti da Girogirotondo, una Cooperativa sociale mista in ambiti A (servizi socioeducativi per l’infanzia, la famiglia, i giovani, le disabilità) e B (attività produttive e commerciali finalizzate all’integrazione sociale e all’inserimento professionale delle persone svantaggiate o in difficoltà), per coniugare l’aspetto lavorativo con quello del recupero sociale di persone svantaggiate, attraverso il lavoro come strumento idoneo al reinserimento nel normale tessuto sociale. Il tutto realizzato da un’equipe multidimensionale che progetta percorsi di crescita e inserimenti lavorativi per lo sviluppo del territorio e l’inclusione sociale di tutte le persone. Opera a Comacchio, Lagosanto, Codigoro, Mesola, Goro, Ostellato, Fiscaglia, Ferrara, Molinella e Tresigallo.

Sperimentare percorsi di crescita e inserimenti lavorativi come strumento idoneo all’inserimento (o al reinserimento) nel normale tessuto sociale è la sfida di questo laboratorio creativo. Nessuno escluso. Gli ingredienti? Il percorso dell’argilla grezza che diventa prezioso oggetto, la manualità operosa, l’ingegno, la fantasia, la creatività, la passione, l’entusiasmo, il fascino della decorazione a mano, la voglia di riscatto, la capacità di emergere. Il potere dell’arte e del colore.

ConCreta ha una sua pagina Facebook e Instagram

Punto vendita: Piazza Vincenzino Folegatti, 2, 44022 Comacchio

Telefono: 345 2692026 – Mail: info@concretacomacchio.it

 

viale carducci lido degli estensi

Ferma opposizione al taglio degli alberi di Viale Carducci al Lido degli Estensi

“Riqualificazione” di viale Carducci a Lido degli Estensi
Le associazioni ambientaliste  al fianco del Comitato contro l’abbattimento dei pini

In un periodo in cui sembra finalmente diffondersi la coscienza della necessità di una riconversione ecologica e del rispetto diffuso dell’ambiente, può sembrare incredibile che il progetto di “riqualificazione” del viale centrale di una nota località balneare parta dall’abbattimento di 47 alberi adulti, alberi in buona parte sopravvissuti alla furia della speculazione edilizia degli anni sessanta e settanta del Novecento. E’ ciò che sta per accadere al Lido degli Estensi, per volontà del Comune di Comacchio, dove inizieranno a giorni i lavori di “riqualificazione” di viale Carducci sulla base di un progetto che nasce vecchio, impostato su presupposti superati che ignorano le norme più elementari di rispetto dell’ambiente.

Eppure nel 2015 il Comune di Comacchio era partito col piede giusto con un concorso di idee per riqualificare il viale Carducci del quale risultò vincitore, nel 2016, un progetto impostato sul rispetto dei valori ambientali presenti nel luogo, anche secondo le indicazioni, è bene ricordarlo, dell’articolo 23 bis della normativa tecnica di attuazione del Piano Regolatore Generale, che risulta tuttora vigente, che inserisce il viale Carducci nelle “zone di salvaguardia di qualità urbana” .

In seguito il Comune, dopo un lungo periodo di gestazione, non conferì l’incarico di progettazione  al vincitore del concorso, come sarebbe stato giusto e logico aspettarsi, ma all’ACER-Azienda Casa Emilia Romagna di Ferrara che, nel dicembre 2018, presentò uno studio di fattibilità nella sostanza ancora rispettoso dei valori ambientali presenti nel luogo.

Nel 2019 venne poi commissionato ad ACER il progetto definitivo di riqualificazione del viale Carducci, che Acer subappaltò ad altro studio tecnico, che elaborò un nuovo progetto, diverso dai precedenti, che prevedeva, tra l’altro, il totale abbattimento di tutti gli alberi adulti, in buona parte pini marittimi, presenti sul viale. Occorre aggiungere che il percorso scelto dal Comune di Comacchio venne nell’aprile 2020 censurato da una delibera dell’ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione, interpellata nel merito dall’Ordine degli Architetti di Ferrara, e che pertanto il nuovo progetto era pesantemente viziato da aspetti di dubbia legittimità.

Sorprendente che la nuova amministrazione del Comune di Comacchio, subentrata alla precedente nell’autunno 2020, anziché annullare il progetto contestato e ripartire dai risultati del concorso, lo abbia fatto proprio emettendo, nell’estate 2021, un bando per la progettazione esecutiva,  vinto da nuovi progettisti che mantengono, forse peggiorandole, tutte le criticità del progetto precedente.

Tutto questo ha provocato la reazione e lo sdegno di molti cittadini che hanno dato vita al Comitato di Salvaguardia Civico Ambientale per cercare di evitare lo scempio dell’abbattimento degli alberi esistenti in viale Carducci e nel viale delle Querce, con iniziative, appelli e anche con esposti alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti, Comitato al quale le Associazioni che sottoscrivono il presente comunicato esprimono la propria solidarietà ed il proprio convinto appoggio.

E’ evidente che l’abbattimento delle piante adulte dei viali Carducci e delle Querce, attuato direttamente su iniziativa del Comune di Comacchio con lo scopo dichiarato di “riqualificare”, impedirà in futuro al Comune stesso di negare il permesso di abbattere piante adulte a chiunque ne farà richiesta per iniziative immobiliari volte a “riqualificare” immobili privati, con conseguenze devastanti per la residua qualità urbanistica dei lidi ferraresi già  fortemente compromessa, in passato, da politiche dissennate di espansione edilizia a scapito degli straordinari valori ambientali un tempo presenti  in modo diffuso nella nostra costa.

Le associazioni ambientaliste firmatarie:
Garden Club
Italia Nostra
Legambiente
Lipu
Naturalisti Ferraresi Amici del Delta
Rete Giustizia Climatica
WWF

DIARIO IN PUBBLICO
The magic L(a)ido

Mi avvicino con cautela all’ombrellone in attesa del passaggio mattutino. Sfilano compatti nonni ciabattanti seguiti da figli/figlie annoiati, minuziosamente tatuati si suppone fin nei precordi e infine loro, i bimbi, spesso accompagnati da morbidissimi pets che, affascinati, tentano entrambi di intrufolarsi nei campi di volley dove l’istruttore – occhiali a specchio – seccamente dirige e comanda le cento palline ai giovanissimi allievi. Talvolta, quando difficilmente siamo ancora in spiaggia, arrivano i campioncini che tirano palle-mazzate tra il compiacimento degli astanti. Dal lontanissimo mare arrivano affannati i pronipoti occupati tra piscine e bagni. Matteo ha scritto una storia al computer, Marco aspetta con ansia il permesso di recarsi a Spina dagli amici, il dolcissimo Luca è stato fatto custode del tesoretto (un euro al giorno individuale, 2 euro cassa comune). Leggo libri straordinari e non mi accorgo dei cambiamenti radicali, promessi, ma non attuati per ora dal Sindaco di Comacchio che manda in campo rombanti e puzzolenti camion dal 20 luglio a rifar strade e marciapiedi. Il termine ‘follia’ è quello che più in questi giorni occupa le pagine dei ‘giornaloni’, come s’esprime il ministro Salvini, e anche dei giornalini come testimonia questa testata con cui sono orgoglioso di collaborare. E Follia ovvero ‘Folie’ era stata denominata dall’amico Cervellati il suo progetto quando lo realizzò nel 1993. Scrive il Comune di Comacchio: “È con il 1993 infatti che il Comune di Comacchio commissiona all’architetto bolognese Pier Luigi Cervellati il progetto per una nuova immagine di viale Carducci-Lido degli Estensi”. Uno spazio ormai riconosciuto come centralità.

Nella relazione generale del 10 luglio 1993 si legge: “La proposta è quella di creare una strada con un inizio e una fine. Un’entrata che è anche un’uscita e viceversa, un’uscita che è anche un’entrata. Un punto di arrivo che è un punto di partenza”. Una dichiarazione che ripeteva (forse) quel tema del post-moderno in quel decennio di gran moda. Basti pensare alla ristrutturazione delle sale nobili del Castello Estense di Ferrara eseguita da Gae Aulenti a cui ho preso parte che aveva un termine di 5 anni e che ancora trascina l’invecchiata proposta nelle sale sempre più banali della dimora estense. Ora le riunioni del sindaco di Comacchio affrontano il restilyng con queste dichiarazioni che si leggono sul sito del Comune.

1. I lidi ferraresi hanno da sempre avuto la vocazione di attrazione per le famiglie: in particolare il Lido degli Estensi è particolarmente frequentato da famiglie con bambini e ragazzi;
2. Analizzando nello specifico i rapporti socioeconomici che si svolgono sulla costa, appaiono evidenti le forti relazioni che si svolgono fra Portogaribaldi, Lido degli Estensi e Lido di Spina. Rappresentano un bacino unitario in termini di tipologia di utenza, di vicinanza e di flussi quasi a formare una piccola città lineare;
3. Appare molto evidente, transitando sui luoghi del viale, una situazione di scarsa qualità urbana e di degrado degli arredi e delle pavimentazioni. Solo la presenza dei pini marittimi superstiti allevia questa percezione;
4. La struttura del viale, così come è oggi, non tiene conto dei flussi, dei percorsi e delle polarità già presenti all’interno del luogo; è comunque necessario immaginare la fruizione estiva del viale dove nella maggior parte della giornata vige la zona traffico limitato e i fruitori sono liberi di vivere gli spazi in libertà con la possibilità senza vincoli fisici di attraversare la strada da un capo all’altro.

L’analisi dei fabbisogni ha portato alla definizione degli obiettivi di progetto:

1. Pensare ad un luogo che sia soprattutto un sistema di relazioni e che consenta ampia vivibilità attraverso la progettazione di vaste aree pedonali, ciclabili, di piazze e slarghi arricchite di panchine, sedute ed altri utili ed indispensabili elementi di arredo;
2. Dare forza e formalizzare i flussi e i collegamenti fra Portogaribaldi, Lido degli Estensi e Lido di Spina;
3. Proporre un progetto dove la qualità urbana è data anche dalla qualità degli arredi e dei materiali;
4. Abbandonare la totale indefinizione dell’attuale pavimentazione privilegiando l’uso di texture e colori diversi che possano, psicologicamente, definire a terra i flussi ciclopedonali, carrabili, di piazza, di viale, di sosta;
5. Mantenere, soprattutto in occasione di eventi, quando il viale si trasforma in una piazza estiva completamente pedonalizzata, la libertà di poter attraversare lo spazio senza barriere fisiche e senza ostacoli.

Che vuol dire? Forse meno di quello che a suo tempo significava la incongruente proposta di Cervellati, seppur in linea col proprio tempo.
Mi si permetta di analizzare la prosa terrificante in cui si descrive il nulla (almeno per chi scrive) della proposta. Lasciando da parte la ‘vocazione familiare’, come si dovrebbe intendere il dispiegarsi della ‘città lineare’? Al punto 2 problematico appare coniugare le ‘forti relazioni’ con “un bacino unitario in termini di tipologia di utenza, di vicinanza e di flussi”. Si può, inoltre spigare che, “ transitando sui luoghi del viale”, si può essere alleviati dal degrado. Da chi? La risposta: “Dai pini marittimi”. Come se ancora non ce ne fossero assai più fitti in altri luoghi del Lido! Un capolavoro poi è rappresentato dall’asserzione al punto 4: “La struttura del viale, così come è oggi, non tiene conto dei flussi, dei percorsi e delle polarità già presenti all’interno del luogo; è comunque necessario immaginare la fruizione estiva del viale dove nella maggior parte della giornata vige la zona traffico limitato e i fruitori sono liberi di vivere gli spazi in libertà con la possibilità senza vincoli fisici di attraversare la strada da un capo all’altro.” Uno sconnesso e arruffato discorso. Non è questa suppongo e mi auguro la modalità con cui si strutturerà il nuovo viale. Comunque un fatto è necessario sottolineare nonostante le possibili migliorie: la bruttezza di gran parte degli edifici che costeggiano il viale, salvo rari casi, che lo rendono un vero luogo commerciale quale un possibile supermercato all’aperto.

E questa non è colpa dell’attuale amministrazione ma delle tante che si sono susseguite dalla fondazione del paese. Cosa si potrebbe auspicare? Comodità, pulizia, servizi che funzionano e soprattutto avversare l’incuria che lo sta trascinando sulla via di un non ritorno.

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