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Un castello stile luna park

Gentile Presidente Paron,

accolgo il suo invito, lanciato dalle pagine della cronaca cittadina, a pronunciarsi sulla scritta pubblicitaria apparsa sulle torri del Castello tinto a festa per le sagre natalizie. Dal fondo della memoria risale una filastrocca che noi bambini eravamo usi cantare nelle immancabili visite al monumento più famoso (ma sicuramente non il più bello) della nostra città: “Ma che bel castello marcondirondirondello / Ma che bel castè marcondirondirondà”…
Dove, misteri del caso, il refrain della filastrocca porta il nome dell’assessore alla cultura.
Rispetto all’attenzione a cui sono stati e forse saranno gli edifici più importanti della città estense, il Castello da secoli è sottoposto ad infiniti rimaneggiamenti e ‘stupri’ che lo hanno reso architettonicamente e artisticamente illeggibile. Un luogo da parata, direi, usato per tremende manifestazioni: dall’improvvido incendio, mai abbastanza deprecato, ai manti – più o meno – regali che indossa per ospitare mostre e rassegne, ben più attendibili in altri luoghi. Resta il segno/sogno del popolo ferrarese sempre affascinato dall’idea di entrare nel Castello.
Ma anche al cattivo gusto c’è un limite. E i lividi coloracci con cui lo si fascia conciandolo così per le feste superano ogni pretesa o lontano sospetto di buon gusto. Ricordo ancora l’entusiasmo che noi dell’équipe convocata da Gae Aulenti spendemmo per quella che mio avviso rimane il più importante tentativo di ‘rinnovare’ l’immagine del Castello (le vituperate piramidi di specchi per vedere i soffitti, paragonate da illustri critici d’arte a qualche escamotage degno di pensioni di terz’ordine della costa romagnola); poi s’arrivò a spostare a braccia i quadri per permettere la buffonata dell’incendio.
Che dire dunque della scritta e dei colori con cui s’ammanta il monumento? Boh! Niente di più tremendo di ciò che si fa e si farà del bel Castello dirondello.
Quindi esprimo tutta la mia – peraltro condivisa – preoccupazione riguardo all’intenzione della dottoressa Paron di trasformare il simbolo della città in un giochino buffo e colorato per soddisfare i bambini-spettatori che vogliono entrare nel ‘bel’ Castello.
Come mi disse un tempo un caro amico e illustre studioso ciò che manca a Ferrara è la competenza. La competenza di gestire i tesori che nonostante tutto abbiamo.

PER CERTI VERSI
La canzone del Principe /2


Ogni domenica Ferraraitalia ospita “Per certi versi”, angolo di poesia che presenta le liriche del professor Roberto Dall’Olio, all’interno della sezione “Sestante: letture e narrazioni per orientarsi”.

LA CANZONE DEL PRINCIPE (seconda parte)

felicissimo sonno
che giungi da Dio
dal fondo della quiete
appaghi la sete
di ogni bruciante pena
dammi la tua morte apparente
una radura di luce
felicissimo sonno
portami con te
alla fine delle cose
ignota all’intelletto
dove ogni fuoco terreno
si spegne
al soffio del buio
impenetrabile
felicissimo sonno
placa le voci
della morte data
*
Gesualdo tremava
nel suo canto
che si posava
su ogni cosa di lei
macigno d’ali
volava cadendo
cadeva volando
grifone giovane
inabile al volo
*
udiva i passi
della donna
amata
dentro il vetro
fuso
con la fiamma dell’amore
lacerato
dai rimorsi
*
sentiva il suo profumo
marcire nella memoria
salendo rancido
verso le meningi
e poi aprirsi
nei suoi occhi
in un’alba
di fiori
martiri dei prati
il mare gli succhiava
le pareti della mente
le onde
come mascelle
del destino
lo frantumavano
nei ricordi
che lo inseguivano
sul pentagramma
*
la stirpe gli imponeva
un’ altra donna
Eleonora
della città estense
un grande onore
un banchetto enorme
un palazzo per lui
la sua musica
avrebbe voluto morire
doveva vivere
*

Ferrara

vide la città ideale
dell’architetto che pensava
l’utopia
senza il tremore
che tutto disgrega
che getta il senno
nella follia
*
vide una corte seducente
vide Eleonora
ma vide anche Maria
fu festa e sfarzo
bevve molto
Gesualdo
poco mangiò
Maria
lo guardava
negli occhi dell’altra
sua sposa
*
sazio di vino
lo scrutavano incubi
di crollo lungo le mura
mentre sbandava tra le vie
una donna bellissima
lo traeva a sé
una maga forse
un inganno
appena sposato vacillava
gli uomini accanto
che lo scortavano
giacquero tutti
con la ninfa infida
dietro le mura
lui barcollava e sognava
non si fermò
vedeva sangue
lavare le strade
e seccare le sue vene
gli apparve il Tasso
che gli parlava di Armida…
furtiva una Lince
passava
*
tu sei una lince
che vive in pianura
sbocchi dai
giardini
scivoli tra le case
annusi l’aria
spiriti affini
cercando
dai la stura
alla tua leggenda
nella bruma oscura
dei tuoi segreti
a meno che
non mulini neve
la buriana
*
hai la tenerezza
dei felini
coi loro cuccioli
la dolcezza letale
nei giochi disarmati
da rifinire
sulla neve
hai la freddezza mortale
dei gatti
la cautela
di chi vede lontano
coi nervi accesi
dal tuo istinto
di fretta
e i gesti bianchi
per scomparire
*
A Ferrara
Gesualdo visse chiuso nelle stanze
del palazzo
dove la noia schifa
cercò armonie e versi
che lo tingessero
di bianco
sentì la luce
ormai lugubre
radergli la faccia
sanguinare il mento
*
il secolo voltava
tutto era caduco
tutto era marcio
la luce urinava
pece
*
era la notte
sgonfia di luce
Maria cadeva
sollevando la neve
in un nugolo di piume
lui lungo il fiume
vide
le imbiancate torri
Castore e Polluce
sentiva l’anima di lei
con un cenno
salire da uccello
le rotte
degli Alisei
nel cielo che pendeva
forse verso la luna
senza senno
*

EPILOGO

addio Ferrara
addio Eleonora
addio
matrimonio
senza amore
noioso e affetto
da insensata banalità
addio corte morente
nelle nebbie
Gesualdo partiva
spoglio dell’armatura lucente
*
tornava
alla sua luce
al suo elemento
al chiarore
dei monti ventosi
visse il suo enigma
udiva
tra le pietre
della sua terra
udiva ancora
di lei le voci
*
luci serene e chiare
forse in fondo al cuore
erano accese
quando
morte
colpì
il figlio suo
l’unico
dono
di Maria
*
nessuna voce
nessun suono
non disse più nulla
bevve solo il calice
dei Gesualdo
e il vento tacque
con lui

2/fine

cooperazione-impresa

VIDEOCONFERENZA
L’impresa cooperativa fra valori sociali e compatibilità di mercato

“Ma la coop sei veramente tu? Cooperazione e impresa ai tempi della collera”… Al provocatorio interrogativo posto da Ferraraitalia nel suo recente dibattito mensile “Chiavi di lettura”, ciclo in cui si mettono a confronto differenti opinioni nella cornice della biblioteca Ariostea, hanno risposto e sviluppato il ragionamento Andrea Benini presidente di Legacoop Estense, Vincenzo Tassinari docente all’Università di Bologna e autore del volume “Noi, le Coop rosse. Tra supermercati e riforme mancate”, Lucio Poma docente dell’Università di Ferrara e Luigi Cattani, ex sindacalista e consulente di impresa. Sergio Gessi, direttore di Ferraraitalia, ha coordinato il confronto.

Guarda la videoconferenza

L’APPUNTAMENTO
Cooperazione e impresa ai tempi della collera

​Un’identità ambivalente, in parte appannata dai compromessi con il mercato e dagli scandali, in parte orgogliosamente propugnata nella riaffermazione dei sui valore sociali e del suo significato autentico e profondo. Per la cooperazione, a tutti i livelli, non è una stagione facile. Questi anni di neoliberalismo imperante hanno generato rughe e cicatrici: modalità di gestione non sempre coerenti con la matrice mutualistica di cui le coop sono filiazione; contenziosi con i dipendenti e con i soci, pratiche di gestione talora disinvolte che scivolano sino a non infrequenti casi di corruzione con il coinvolgimento dei loro dirigenti, ultima in ordine cronologico la vicenda della bolognese Manutencoop gravata da ombre di tangenti. Ma la sprezzante etichetta “falce e carrello” ha il suo nobile risvolto nel prodigarsi leale di tanti cooperatori e cooperative che svolgono con ammirevole impegno e capacità la loro funzione sociale, mantenendo vivi nel mercato sani principi di corretta organizzazione ed emergendo anche nel terzo settore con la qualità dei servizi resi a sostegno del welfare.

Di questi temi ci occuperemo nel quarto appuntamento di Chiavi di lettura di giovedì 20 aprile, ciclo di dibattiti organizzati da Ferraraitalia che pongono a confronto differenti opinioni su questioni di attualità. Titolo: “Ma la coop sei veramente tu? Cooperazione e impresa ai tempi della collera”: una cornice provocatoria, dunque, per un dibattito senza pregiudizi né ipocrisie. Ospiti nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea per l’incontro che, come di consueto, inizierà alle 17, saranno Andrea Benini, presidente di Legacoop Estense, Vincenzo Tassinari, docente all’Università di Bologna, autore del volume “Noi, le Coop rosse. Tra supermercati e riforme mancate”.
Accanto a loro, nel contraddittorio, uno studioso di economia, esperto delle tematiche d’impresa quale è il professor Lucio Poma dell’Università di Ferrara, che soffermerà sulle compatibilità di sistema e i meccanismi della concorrenza; e un osservatore attento alle dinamiche del mondo del lavoro e alle attese del cittadino-consumatore, quale Luigi Cattani, con alle spalle esperienze in ambito sindacale e in di contesti di impresa. Coordinerà gli interventi il direttore di Ferraraitalia, Sergio Gessi.

L’Ariostea: uno scrigno della storia estense

di Francesca Ambrosecchia

È un luogo di grande ricchezza culturale ma anche storica. È la biblioteca più conosciuta della nostra città, la Biblioteca Ariostea. Situata in Via delle Scienze, la grande raccolta di libri e manuali viene ospitata all’interno del Palazzo Paradiso risalente al 1391 (di cui in foto compare il portone d’ingresso).
Nel corso della sua storia il palazzo venne destinato a tutte le facoltà universitarie (i corsi erano sicuramente inferiori a quelli presenti attualmente nel nostro ateneo) dal 1567, dopo che il cardinale Ippolito II d’Este decise di darlo in affitto al Magistrato dei Savi. Funge solo da biblioteca civica com’è attualmente dalla seconda metà del ‘700, periodo a cui risalgono anche il teatro anatomico e lo scalone d’onore che si possono visitare durante l’orario d’apertura.
Particolarmente celebre al suo interno è la tomba monumentale di Ludovico Ariosto, da cui la biblioteca prende il nome, ma anche la presenza di circa 650 diverse edizioni delle opere dell’autore.
Tutti noi ferraresi almeno una volta abbiamo varcato questo portone per consultare un libro, studiare o partecipare a conferenze e dibattiti all’interno della Sala Agnelli e scattando questa foto non ho potuto fare a meno di ricordare come poco meno di un anno fa questo portone, simbolo della cultura cittadina venne danneggiato da svariati atti vandalici. Ciò non ha permesso alla cultura e alla vita al suo interno di fermarsi e oggi, con il suo nuovo portone la biblioteca continua ad essere più attiva che mai.

Al centro l’individuo: Legacoop Estense traccia la rotta per coniugare impresa e progresso

Per costruire il futuro non bisogna restare soggiogati al passato, ma salvaguardare i valori positivi sfrondandoli dagli errori. Legacoop Estense intende progredire nel proprio percorso di impresa mantenendo l’individuo al centro del progetto economico, facendo perciò leva su principi quali associazionismo e cooperazione. Sono questi i cardini di una società che si cura del benessere diffuso delle persone e ragiona oltre i limiti perimetrali del territorio e delle convenienze. “Manteniamo la rotta” è l’impegno ribadito da una realtà aziendale di primissimo piano del nostro Paese, che proclama di voler operare (anche controcorrente) al di fuori della logica del mero economicismo.

Il 24 febbraio 2017 segna quindi una tappa significativa per Ferrara e per il futuro del suo territorio. E quello del Teatro “Nuovo” è apparso lo scenario lo scenario più adeguato per ospitare, dopo nemmeno un anno dalla sua fondazione, l’assemblea delle cooperative di Ferrara e Modena, che, nel rinnovarsi proclamano dunque fedeltà ai valori fondativi. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni e la bussola, emblema rappresentativo dell’evento, guida protagonisti e partecipanti verso il concetto di aggregazione, elemento necessario per mantenere “la rotta del cambiamento”.

Francesca Federzoni, Vicepresidente Legacoop Estense, introduce la storyline di questo progetto, descrivendo importanti risultati conseguiti in questi pochi mesi dalla nascita della fusione. Dal 6 marzo 2016 ad oggi il cambiamento è stato continuo, nata come progetto ora è una realtà, una famiglia allargata in un territorio allargato. Degni di nota sono la maggior presenza nel settore servizi alla persona e all’impresa, la presenza femminile media è salita al 40% e molto diversificata nei diversi settori e la stabilità del rapporto patrimonio netto e prestito associato. Nonostante gli investimenti quantificati in 4,5 milioni (nel 2015) in tirocini formativi, tra le note dolenti persiste una diminuzione d’investimento nella formazione, un trend che occorre invertire. Il concorso Bellacoopia è una valida innovazione che certifica il connubio tra cooperazione e sostenibilità con istruzione. Per quanto riguarda la questione ‘giovanile’, la presenza e partecipazione dei giovani è rappresentata da un segno ‘più’, sono infatti 11 le nuove cooperative costituite da essi, con alti profili di studio e che operano in settori innovativi. Oltre all’aumento della produzione del 17,2% sul biennio precedente e ad una riduzione dei costi pari al 11,1%, l’utile prodotto è stato dedicato al patrimonio.
La relazione di Andrea Benini, presidente Legacoop Estense, si apre con il saluto a Giuliano Grandi, presidente Agci e convinto promotore dell’Alleanza. Egli parla di crisi come: “un cambiamento strutturale, di come i soggetti meno colpiti siano le grandi aziende, chi lavora all’estero, ha innovato, chi ha elevato capitale umano e scarsa dipendenza finanziaria. Ma non tutti sono in queste condizioni a Ferrara e Modena. Territori di grande vitalità che in questi anni stanno affrontando situazioni difficili e lottano per mantenere il proprio status.” Continua identificando il disagio sociale dei lavoratori: “La nuova povertà diffusa. Alle persone in povertà estrema, si affiancano i cosiddetti working poors (persone che hanno un’occupazione, ma non riescono a condurre una vita dignitosa) e i giovani disoccupati che non arrivano a fine mese.” E la mancata risposta politica ai problemi: “Il paese non cresce abbastanza e il debito resta alto. La politica sembra avvitata in un conflitto permanente, che impedisce di affrontare i problemi reali e impostare strategie di lungo periodo. Il peso di tasse e burocrazia resta elevato nonostante gli importanti sforzi del precedente Governo.” Ma la finestra che si affaccia al futuro è spalancata e colma di opportunità da cogliere, iniziando da questa nuova associazione con cui sono stati superati i confini provinciali di Modena e Ferrara: “Abbiamo seguito le rotte che legano Ferrara e Modena. La manifattura, il marchio del Ducato Estense e la strada vera, sperando che arrivi presto, la Cispadana.”
L’Emilia-Romagna è la regione più performante d’Italia.” I primi risultati sono sotto gli occhi di tutti: “Abbiamo creato un’unica società di servizi, procedendo all’incorporazione di Lcs e Finpro. Oggi l’azione integrata di Legacoop Estense e di Finpro consente di fornire alle cooperative una gamma maggiore di servizi in termini di qualità e quantità. Si pensi a Sportello Consip a gare, Ufficio studi, Ufficio legale e legalità, Ufficio comunicazione. Stiamo progettando un servizio di “Sos false cooperative.”
Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara, solleva inizialmente alcune problematiche quotidiane che interessano Ferrara, la regione Emilia-Romagna e il paese: “La trasformazione costituzionale che è in atto nel nostro paese necessità della ricerca di un equilibrio. Crisi economica, crisi dei consumi e crisi del debito (Carife), in particolare quest’ultima registra un rapporto fisiologico tutt’altro che agevole, ha determinato un impoverimento ulteriore del nostro territorio.” In tempi come questi la risposta rappresentativa c’è stata: “L’amministrazione comunale ha registrato un taglio del nostro debito di 70 milioni. L’alleanza territoriale che abbiamo costruito è una soluzione notevole e proficua in ottica di rilancio del territorio a livello strategico.” E anche un’opportunità innovativa che può rendere molto competitivo il territorio rispetto agli altri competitor: “Pensiamo alle infrastrutture, che sono il motore delle nostre imprese, la cispadana risolve un problema che è di tutta l’Emilia-Romagna, agevola il sistema logistico.” Dello stesso avviso il sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli: “Parlo di competizione territoriale, invito le forze sociali e istituzionali a guardare oltre i confini amministrativi e valorizzare le relazioni, le sinergie. Strategie comuni e protocolli, che riguardano infrastrutture come la cispadana, non intesa solo come opera dei nostri territori, ma è un’opera strategica per dare futuro all’Emilia-Romagna. L’importanza di una infrastruttura che rivoluzionerà l’area centrale del sistema della regione.”
Martina Bagnoli, Direttrice Gallerie Estensi, illustra il rapporto Economia-Cultura, un’importantissima sinergia e fiore all’occhiello del nostro paese, sfatando il mito secondo il quale li vede agli antipodi: “Molto spesso negli ultimi anni si è parlato della cultura come vero motore trainante dell’economia italiana. Il Sole 24 ore ha quantificato circa 250 miliardi mossi, il 17% del Pil italiano. Questo non è solamente una peculiarità italiana, bensì anche in altri paesi dati significativi raccolti hanno confermato questo trend. Sottolinea: “Discorsi sul Pil e sugli introiti non possono essere l’unico fattore determinante per gli investimenti sulla cultura.”

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Tempo di gite scolastiche a Ferrara

La nostra città si presta particolarmente bene come mèta di gite scolastiche: centro storico ricco di arte e cultura; piazze, chiese e palazzi meravigliosi e, cosa non meno importante, praticamente tutto il visitabile si trova in zona pedonale.

Nelle pagine internet dell’Associazione guide turistiche di Ferrara e provincia, vengono offerti una trentina di percorsi [vedi], tutti molto interessanti e distinti per tipologia: si parte dalla Ferrara rinascimentale fino ad arrivare alla città bassaniana, dalla Ferrara “furiosa” dell’Ariosto a quella del ghetto ebraico e del cimitero degli ebrei (tappa inclusa quest’ultima nel giro delle Mura in bicicletta), dalla Ferrara monastica con la visita ai chiostri a quella delle architetture di Biagio Rossetti, ecc.

Forse anche ai nostri ragazzi farebbe bene una gita scolastica a Ferrara!

In foto: ragazzi in gita scolastica in Piazza Trento Trieste a Ferrara

Immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

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Carnevale estense in onore di Isabella d’Este, Lucrezia Borgia e Ludovico Ariosto

Lucrezia Borgia, di cui d’ora in ora / la beltà, la virtù, la fama onesta / e la fortuna crescerà, non meno / che giovin pianta in morbido terreno (Ludovico Ariosto, Orlando Furioso, canto XIII, 69-71 )

Secondo gli studi moderni, per lei e per lei sola si svolse nel febbraio del 1507 la prima recitazione nota del celeberrimo poema cavalleresco ancora in embrione, dalla viva voce dell’autore stesso: Ludovico Ariosto. Pertanto, alcuni dei momenti più significativi dell’edizione 2016 del Carnevale Rinascimentale di Ferrara avranno come protagonista l’illustrissima principessa estense, che – in un immaginario ritorno nella sua città natale nel febbraio del 1516 – tenterà di rintracciare il poeta reggiano al fine di farsi narrare la prosecuzione e l’epilogo degli “antiqui amori” e di quelle “audaci imprese” udite nove anni prima.

Da giovedì 4 a domenica 7 febbraio, la rievocazione storica del Carnevale Rinascimentale torna ad animare il centro storico, i palazzi della Corte Estense ed il Castello, occasione per partecipare ad una grande festa, con cortei in costume lungo le vie della città estense, danze, banchetti, concerti, spettacoli ed altre originali manifestazioni per ogni età.

Stimolati dalle iniziative programmate nel 2016 a Ferrara nell’ambito delle celebrazioni del quinto centenario della prima edizione dell’Orlando Furioso (22 aprile 1516), gli organizzatori si sono proposti di ricordare le atmosfere dei carnevali estensi attraverso la figura di una delle protagoniste femminili del Rinascimento italiano: Isabella d’Este (Ferrara, 1474 – Mantova, 1539), marchesa di Mantova, figlia del duca Ercole I e di Eleonora d’Aragona.

Il Castello ospiterà le seguenti iniziative inserite nel programma visionabile interamente sul sito www.carnevalerinascimentale.eu

Giovedì 4 febbraio 2016

Ore 10,30 – Ridotto del Teatro Comunale Claudio Abbado (Scalone d’Onore)
Inaugurazione del Carnevale Rinascimentale
Omaggio floreale a Isabella d’Este:allestimento di una composizione floreale in stile rinascimentale
Visitabile fino a domenica 7 febbraio
A cura del Garden Club di Ferrara. Si ringrazia per la collaborazione il Teatro Comunale Claudio Abbado

Ore 16,30 – Salone d’Onore di Palazzo Bonacossi, Via Cisterna del Follo 5
Isabella d’Este, Ludovico Ariosto e i carnevali estensi
Conferenza della Dott.ssa Marialucia Menegatti. Introduce Michele Pastore
A cura di Ferrariae Decus
Ingresso libero

Ore 18,00 – Cinema Boldini, Via Previati 18
Le grandi Dame di Casa d’Este
Regia di Diego Ronsisvalle
Proiezione ad ingresso gratuito
In collaborazione con Arci e Centro Audiovisivi del Comune di Ferrara

Venerdì 5 febbraio 2016
Ore 16.30 – Salone d’Onore di Palazzo Bonacossi, Via Cisterna del Follo 5
Beatrice sorella e rivale di Isabella d’Este nella espressione estetica del potere
Conferenza della Prof.ssa Gina Nalini Montanari, scrittrice. Introduce l’Arch. Valentina Modugno
In apertura accompagnamento musicale di Martina Sartori del Conservatorio di Musica G. Frescobaldi di Ferrara
Ingresso libero

Ore 18,00 – Cinema Boldini, Via Previati 18
Le Signorie Rinascimentali (Ulisse il piacere della scoperta – Rai3)
Proiezione ad ingresso gratuito
In collaborazione con Arci e Centro Audiovisivi del Comune di Ferrara

Ore 20.30 – Sagrestia della Basilica di San Giorgio, piazzale S. Giorgio 29
Sapori e profumi nell’antico borgo: Cena rinascimentale nella Sacrestia monumentale
Sapori e profumi di una cena rinascimentale nella sacrestia monumentale della basilica di San Giorgio
A cura della Contrada di San Giorgio
Informazioni: Cell 342 1897127

Ore 21.00 – Palazzo Muzzarelli Crema, Piano nobile Sala del Paesaggio, Via Cairoli 13
Festino della sera del giovedì grasso avanti cena in compagnia di … messer Ludovico
Accademia dello Spirito Santo: Irene Sitta, Chiara Rosignoli, Ginevra Campalani, Francesco Pinamonti, Domenico Urbinati, Roberto Cascio (Liuto), Daniele Cirelli (voce narrante)
Ingresso libero (limite massimo 60 persone)
A cura della contrada Rione Santo Spirito

Sabato 6 febbraio

Dalle ore 11.00 alle ore 22.00 – Via Coperta
La Contrada del Gusto del Rinascimento nella Via Coperta tra il Castello Estense e Palazzo Ducale.
Sosta gastronomica a cura della contrada di San Giorgio in collaborazione con l’Agriturismo Podere Misericordia, Agriturismo Le Occare, Azienda Vinicola Mattarelli e Birra dei Diamanti.

Ore 10.50- Piazza Castello, accanto al cannone (colubrina)
Scopri Ferrara: visita guidata al centro storico di Ferrara dalle 11.00 alle 13.00
Informazionii: Tel. 0532-210844 Fax 0532-471429 Cell. 333-6735373 (attivo fuori orario d’ufficio)
info@guideturistiche.fe.it
A cura dell’Associazione Guide Turistiche di Ferrara e Provincia

Ore 12.30- 15.00 – Palazzo Muzzarelli Crema,Via Cairoli 13
Alla corte di Lionello d’Este” – Pranzo a base di piatti tipici della cucina Estense con intrattenimenti di danze rinascimentali, recitazioni di alcuni brani dell’Orlando Furioso, vestizione del Cavalier in Armi
Per informazioni e prenotazioni, prezzi, sconti, possibilità di noleggio di costumi (cortigiani, nobili, dame, cavalieri, paggi) Tel. 320 1461322
info@borgosangiovanni.org
http://borgosangiovanni.org/carnevale-rinascimentale/
A cura della Contrada Borgo San Giovanni

Ore 15.00: Carnevale al Castello Estense
Pomeriggio in maschera tra indizi, giochi e indovinelli nelle sale della dimora estense. Per bambini dai 5 ai 10 anni
A cura di Itinerando – Informazioni e prenotazioni a: 0532 202003 – info@itinerando.it

Ore 15.30: Visita guidata teatrale al Castello Estense
L’arte incontra il teatro facendo rivivere personaggi e opere all’interno del Castello
A cura di Itinerando e TeatrOrtaet – Informazioni e prenotazioni a: 0532 202003 – info@itinerando.it

Ore 16.15 – Palazzo Ronchegalli – Rondinelli, Istituto San Vincenzo, Piazza Ariostea 10
Corteo storico della marchesa Isabella d’Este, accompagnata dal fratello duca Alfonso I e dai dignitari delle corti di Ferrara e Mantova. Da Piazza Ariostea (fronte stradale lato sud), via Palestro, via Bersaglieri del Po, via Canonica, Piazza Trento e Trieste e Piazza del Municipio

Ore 17.00 – Piazza del Municipio
Messer Ludovico, dove mai avete pigliato tante corbellerie?“: L’Orlando Furioso secondo il Cardinale Ippolito d’Este
Animazione teatrale in onore di Isabella d’Este, incentrata sull’esaltazione umoristica del non facile rapporto tra Ludovico Ariosto e l’Illustre cardinale estense, fratello della marchesa e dedicatario della prima edizione del Furioso (1516). A cura della Compagnia Teatro dei Stanchi di Ferrara

Ore 20.30 – Sala Imbarcadero 3:
Cena a corte nel Carnevale Rinascimentale
A cura di Adelaide Vicentini e Contrada Rione San Paolo
Prenotazione obbligatoria: cell. 347 0827128 o scrivere a: balloinmascherarinascimentale@gmail.com
Informazioni: www.facebook.com/cenaacortenelcarnevalerinascimentale

Ore 21.30
Festa in maschera a Palazzo. Intrattenimenti musicali e comico – cabarettistici di Paolo Franceschini e interpretazioni danzate proposte dalla Contrada di Borgo San Giovanni

Ore 23.00
Premiazione della coppia più bella di figuranti in costume tra i presenti

Ore 23.15
La Festa Cambia, con D.j FABIUS e la sua musica
Service fotografico per avere imn diretta le più belle foto in costume del ‘5oo

Per informazioni e prenotazioni, prezzi, sconti, possibilità di noleggio di costumi (cortigiani, nobili, dame, cavalieri, paggi). Tel: 320 1461322 – info@borgosangiovanni.org
http://borgosangiovanni.org/carnevale-rinascimentale/
A cura della Contrada Borgo San Giovanni

Domenica 7 febbraio

Musei Civici ad ingresso gratuito
Musei Statali ad ingresso gratuito

Ore 11.00 – Cortile: Per un ritratto di Isabella d’Este a Ferrara
Visita guidata della città con itinerario dedicato ad Isabella d’Este
A cura di Itinerando – Informazioni e prenotazioni a: 0532 202003 – info@itinerando.it

Dalle ore 11.00 alle ore 17.00 – Via Coperta: La Contrada del Gusto del Rinascimento nella Via Coperta tra il Castello Estense e Palazzo Ducale. Sosta gastronomica a cura della contrada di San Giorgio in collaborazione con il Ristorante Don Giovanni, Agriturismo Le Occare, Azienda Vinicola Mattarelli e Birra degli Estensi

Ore 12.30 – Sala Imbarcadero 3: Pranzo alla locanda rinascimentale
A cura di Adelaide Vicentini e Contrada Rione San Paolo
Prenotazione obbligatoria: cell. 347 0827128 o scrivere a: balloinmascherarinascimentale@gmail.com
Informazioni: www.facebook.com/cenaacortenelcarnevalerinascimentale

Ore 12.30 Sede della Contrada Rione San Benedetto, Corso Biagio Rossetti 5
Alla tavola di Sigismondo: pranzo con due servizi di credenza e tre servizi da cucina di ispirazione rinascimentale
Informazioni e prenotazioni: 348 5160626 – 340 9992577 – 338 1504631
http://www.facebook.com/contrada.s.benedetto/
A cura della Contrada di San Benedetto

Ore 15.30: Visita guidata teatrale al Castello Estense
L’arte incontra il teatro facendo rivivere personaggi e opere all’interno del Castello
A cura di Itinerando e TeatrOrtaet – Informazioni e prenotazioni a: 0532 202003 – info@itinerando.it

Ore 15,30 – Palazzo Ludovico il Moro – Museo Archeologico Nazionale, Via XX Settembre 122
I profumi e la cosmesi nella città di Spina
Visita guidata gratuita al Museo
A cura della Direzione del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara

Ore 15,30 e 17,30 – Palazzo Schifanoia, Via Scandiana 23 non accessibile a persone disabili
Carnevale a Palazzo “Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto …”
I versi dell’Orlando Furioso ci accompagneranno alla scoperta di un mondo magico e avventuroso, ricco di personaggi le cui immagini saranno oggetto di un laboratorio creativo
Per bambini dai 4 ai 12 anni Tel 328 4909350
A cura dei Musei Civici d’Arte Antica e Ass.ne Arte.NA

Ore 15.30 – Museo di Storia Naturale, Via Filippo De Pisis 24 accompagnatore, sale del piano terra
Naturalia et Mirabilia!
Nella camera delle meraviglie dove Isabella d’Este raccoglieva coralli, pietre dure dalle mille sfumature, corni d’alicorno, denti di liofante, artigli di grifo, talismani, bezoar…alla scoperta delle origini dei Musei. Gran finale con la divertente tombola sonora!
Per bambini dai 8 ai 12 anni
Prenotazioni al tel.0532 203381
dido.storianaturale@gmail.com
A cura della Sezione Didattica del Museo Civico di Storia Naturale e dell’Ass.ne Didò.

Ore 16.30 Pinacoteca Nazionale, Corso Ercole I d’Este 21
Il Carnevale e l’Ariosto
“Era a quel tempo ivi una selva antica” [Orlando furioso, 18, 192, 1]: il luogo del travestimento
Conferenza del Prof. Claudio Cazzola

Saluti e ringraziamenti a conclusione del Carnevale Rinascimentale 2016

Per informazioni sull’intero programma del Carnevale Rinascimentale:
Comune di Ferrara: 0532 419300 – info@carnevalerinascimentale.eu
IAT Ferrara: 0532 299303 – infotur@comune.fe.it

Dal sito carnevalerinascimentale.eu

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In particolare. Il Castello Estense

Un bizzarro gioco di riflessi e ombre ti sorprende al sole: i sostegni in travertino bianco si stagliano scuri sul cotto rosso, ombreggiandosi tra loro di taglio; l’ondulato movimento dell’acqua si riflette sul tutto, schiarendo a tratti le ombre. C’è movimento sui muri del Castello…

In foto: decorazioni in travertino di uno dei balconi del Castello Estense di Ferrara. La costruzione della fortezza cominciò il 29 settembre del 1385 e i lavori vennero affidati all’ingegnere di corte Bartolino da Novara. Era il giorno di San Michele ed al nome del santo arcangelo fu dedicato il futuro Castello. Con Ercole I d’Este ed Eleonora si operano molte nuove decorazioni, sia in esterno che in interno, ma soprattutto si realizzano importanti ampliamenti e trasformazioni lungo la direttrice che dal vecchio palazzo giunge alle sale vicine alla torre dei Leoni. Alfonso I che proseguì l’opera di ristrutturazione del castello-palazzo intrapresa dal padre e supportata dall’architetto di corte Biagio Rossetti. Successivamente, il figlio Ercole II seppe con raffinatezza e sensibilità proseguire l’opera di abbellimento del Castello già fortemente caratterizzato dal padre.


Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

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LA CURIOSITA’
Con #MuseumWeek il museo archeologico di Belriguardo fa vetrina su Twitter

Importanti reperti in ambra, tra i quali un anello con una scena complessa di eroti (o amorini), esemplare unico al mondo, un balsamario in onice, unico esemplare integro al mondo e degli interessanti pettini d’osso e di avorio, provenienti da una necropoli bizantina. Sono alcuni dei cimeli del Museo civico di Belriguardo. Dopo l’inaugurazione della rinnovata sezione archeologica, alla presenza del ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini (lo scorso 14 marzo), ora un’altra novità per questa bella realtà di Voghiera. Parliamo della partecipazione, con il proprio account Twitter @M_Belriguardo, a #MuseumWeek, un’occasione, per una settimana, dal 23 al 29 Marzo, di far conoscere al vasto pubblico di Twitter la realtà di Belriguardo, sia quella ufficiale sia quella meno conosciuta, da “dietro le quinte”.
Il museo si trova a Voghiera, all’interno della Delizia di Belriguardo, la residenza estiva degli Este. Al piano terra si trovano esposti i reperti delle 67 tombe scavate nella necropoli di Voghenza, mentre, al primo piano, sono esposti i reperti provenienti dal territorio di Voghiera. Il museo nasce dal vecchio ‘antiquarium’ che si trovava a Voghenza, vicino alla zona archeologica e fu poi trasferito, nel 1994, nell’attuale sede che, nel 2001, è diventato Museo civico. Nel torrione sono presenti alcune opere dell’artista locale Giuseppe Virgili (1884-1968), nella sezione arte moderna. Nella Sala della Vigna, l’unico salone affrescato rimasto degli oltre cento che c’erano nel Rinascimento, oltre agli affreschi di Gerolamo da Carpi, Benvenuto Tisi da Garofalo e dei fratelli Dossi, Battista e Dosso, sono esposti i reperti trovati in una fossa di scarico nel primo cortile di Belriguardo  [vedi].

Ma cosa significa per Belriguardo partecipare al #MuseumWeek 2015 dal 23 al 29 marzo 2015? Molto, come si vede anche dalla pagina facebook del museo [vedi]. Durante questo periodo, infatti, le istituzioni culturali e i musei di tutto il mondo sono invitati a celebrare la cultura su Twitter. Promossa da una dozzina di community manager di musei e istituzioni culturali francesi in collaborazione con i team di Twitter, la #MuseumWeek 2014 ha conquistato 630 musei di tutta Europa [vedi]. Per il 2015 ci si è dati un duplice obiettivo: dare un’eco mondiale a questo evento dedicato alla celebrazione dei musei e attirare un numero di visitatori ancora più ampio, in modo ludico e partecipativo. Ecco i principi di questa seconda edizione:

● 7 giorni, 7 temi da condividere con tutti i partecipanti di ogni parte del mondo;
● ogni tema può essere esteso ai campi in cui sono specializzate le istituzioni (arte, scienza, storia);
● nei giorni feriali i vari temi incoraggeranno la comunicazione online, mentre nel week-end si darà maggiore risalto alla partecipazione attiva dei visitatori in loco;
● saranno promosse interazioni fra istituzioni, incluse quelle estere, e con il pubblico in visita.

Nei giorni scorsi si è fattoscoprire al pubblico la vita quotidiana delle istituzioni, il “dietro le quinte” ( #secretsMW); lo si è invitato a condividere i ricordi che hanno della loro visita al museo, ad esempio attraverso un oggetto (foto, magnete, libro, cartolina) o un incontro / momento che hanno lasciato il segno (#souvenirsMW); si è raccontata la storia dell’edificio, dei suoi giardini e dei suoi luoghi emblematici (#architectureMW); si è invitato il pubblico a catturare, intorno a sé, contenuti correlati alle specializzazioni delle istituzioni (#inspirationMW)

Domani, venerdì (#familyMW) si presenta ciò che offre l’istituzione per rendere una visita un’esperienza indimenticabile.

Sabato (#favMW)
S’incoraggiamo i visitatori a condividere, con foto o video, ciò che hanno amato di più del museo.

Domenica (#poseMW)
S’invitano i visitatori a considerare il museo come un set e a mettersi al centro della scena. Pose, selfie, … il pubblico occuperà lo spazio a modo suo.

Per le istituzioni che vogliono iscriversi (Belriguardo lo ha già fatto): andare sul sito del MuseumWeek2015 [vedi] e invitare, perché no, altre istituzioni a seguire il proprio esempio, ritwittando @MuseumWeek. Noi lettori, invece, seguiamo e (ri)twittiamo tutti Belriguardo! Forza!

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IMMAGINARIO
Casa Garofalo c’è.
La foto di oggi…

Mese in chiusura con i lavori completati per Casa Garofalo. Il pittore della corte estense Benvenuto Tisi da Garofolo è chiamato il Garofalo perché originario del piccolo paese che porta questo nome vicino a Canaro di Rovigo, a 17 chilometri da Ferrara. In questo dicembre sono stati completati i lavori di recupero. “E ora la casa – assicura il sindaco di Canaro, Nicola Garbellini – ospiterà il museo virtuale di Benvenuto Tisi. In più ci sarà un’opera originale che tutti potranno ammirare”. Attesa per l’inaugurazione dell’abitazione restaurata.

OGGI – IMMAGINARIO ARTE

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Casa natale di Benvenuto Tisi a Garofalo di Canaro, tra Ferrara e Rovigo (foto di Daniele Cirelli)

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic sulla foto per ingrandirla]

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LA PROPOSTA
Pensare in grande: riscopriamo il canale Panfilio per cambiare faccia al centro storico

Il castello di Ferrara è un quadrilatero con sole due facce, quella che guarda il corso Martiri e l’altra rivolta a piazza Savonarola. Gli altri due lati sono di scorrimento, sostanzialmente invisibili perché non adeguatamente valorizzati. Il prospetto che sta fra viale Cavour e corso Giovecca è sacrificato al transito automobilistico, mentre come un retrobottega è stato sempre trattato il fronte che guarda i “giardini della Standa” (tutti continuano a chiamarli così perché nessuno ha mai saputo il loro nome, che è stato recentemente cambiato in “20 e 29 maggio 2012” in memoria del terremoto).

Bene, anzi: male. La città Unesco è tale per il carattere dell’impianto urbanistico del suo centro storico e vanta alcune perle famose nel mondo: il palazzo dei Diamanti, corso Ercole d’Este (definita da Byron la strada più bella d’Europa), il duomo, palazzo Schifanoia, le vie medievali, le mura. Fra i monumenti eccelle il castello Estense. Possibile non si possa fare nulla per meglio esaltarne i pregi?
Proprio in questi giorni il deputato Alessandro Bratti ha rilanciato l’idea di chiudere l’asse Cavour-Giovecca fra l’intersezione con via Spadari (palazzo delle poste) e quella con via Bersaglieri del Po. Rendere pedonali quei 500 metri di strada darebbe un nuovo volto alla città e nuova vita all’area monumentale. Ferrara, che con Perugia ebbe per prima l’intuizione e la forza di impedire alle auto l’ingresso in centro all’inizio degli anni Settanta, deve ritrovare quello slancio e quel coraggio di scommettere su se stessa.

Ma si potrebbe fare ancora di più. Sotto viale Cavour, scorre l’antico canale Panfilio, che fino all’Ottocento conferiva al centro di Ferrara un carattere “veneziano”, con acqua e ponticelli di attraversamento. Fu creato artificialmente e progressivamente ampliato fra la fine del Cinquecento e la metà del 1600, e tombato nel 1880. Riportarlo alla luce si può!
Non è un’idea folle, è un progetto grandioso che rilancia l’ambizione di una città che nel Rinascimento fu riconosciuta capitale artistica e culturale d’Europa e che nei secoli seguenti è andata progressivamente spegnendosi, per pigrizia intellettuale, facendosi provincia di se stessa e di un provincialismo senz’anima e senza ambizioni.

In uno slancio neorinascimentale, lanciarono questa proposta anni fa lo scrittore Roberto Pazzi e lo storico dell’arte Ranieri Varese. Nonostante la loro fama e la riconosciuta autorevolezza furono sostanzialmente irrisi come sognatori fuori tempo. Invece quell’idea fu seriamente considerata e ripresa dallo stimatissimo architetto Carlo Bassi, che in un prezioso documento del 2004, dal titolo “Come sogno Ferrara fra 10 anni” (raccolta di opinioni promossa dall’associazione il Pane e le Rose), scrisse: “Demolirei viale Cavour per ritrovare il canale Panfilio. La vecchia idea di Ranieri Varese e Roberto Pazzi bocciata come una inutile fantasia di mezza estate ritengo invece che sia di grande attualità per dare un senso a questo viale ʹumbertinoʹ così estraneo, nella sua dimensione, allo spirito della città”.
In realtà non sarebbe neppure necessario smantellare la via, già basterebbe riaprire la parte di controviale fra il palazzo delle poste e il castello per conferire a quel tratto stradale, che è preludio ai tesori antichi, la funzione di suggestiva porta di accesso alle meraviglie della città estense.

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osservatorio globale

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