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Tra leggende e spot, ecco qua Babbo Natale…

di Lorenzo Bissi

Sorride guardando verso il pubblico, con la pancia fieramente in fuori, i guanti e il cappello infilati nella cintura. Barba lunga, bianchissima. Si sta riposando, e ha un bicchiere contenente una bevanda di color marrone: la scritta dietro dice tutto. Si tratta di una delle prime raffigurazioni di Babbo Natale per come lo conosciamo tutti noi, grandi e piccoli, nata dalla mano del disegnatore americano Haddon Sundblom, ingaggiato dalla Coca-cola per dare forma ad una immagine universale del vecchio.
Ma la storia di questo personaggio ha radici molto più antiche.
Santa Claus è infatti San Nicola, Vescovo di Mira, in Turchia, durante l’Impero di Costantino. Si narra che un giorno, entrato in una locanda, e servitigli dal locandiere pezzi di carne di tre bambini che aveva fatto a pezzi, Nicola fosse riuscito a svelare il delitto e resuscitare i tre bambini: da qui San Nicola come protettore dei bambini.
E la sua barba bianchissima? Il suo spirito di giudice autorevole, che premia i buoni e ammonisce i cattivi? Tutto ciò non si deve che alla figura di Odino, capo degli dei della mitologia nordica, raffigurato con una lunga barba bianca, seduto sul trono e circondato da animali, a cui era stato assimilato Santa Claus dalle popolazioni del nord Europa in particolare.
E dopo un salto non da poco nel tempo, ecco che ci troviamo davanti il Babbo Natale della Coca-cola. E se il natale è una festa che mette in primo piano la filantropia, la bontà d’animo, la felicità, è un po’ triste il pensiero che uno degli emblemi del Natale sia il frutto di una delle più grandi multinazionali del mondo…

Oui, je suis une Bouchard, je sui le tourdéforse

E così siamo arrivati all’ultima settimana.
Quest’anno inizia in tromba magna (cit.) con Santo Stefano per poi finire con San Silvestro, petardi tutta la settimana.
L’altra settimana un amico mi ha raccontato di quando, sul palco, disse delle “stronzate giovanili” sul Santo Natale e questa cosa mi ha mandato un po’ in palla.
Non ho ancora capito come mi sono sentito, se giovanissimo o vecchissimo – perché più vado avanti con gli anni e più faccio fatica con il temibile dominio delle feste.
Ma mica per Gesù, Gesù è sempre nel mio cuore, lui e il suo carico di ritrattistica, best seller, fan club sparsi per il mondo, mesi di stipendio attesi con fervore per giorni e subito polverizzati in poche ore.
Ma è soprattutto una cosa di Gesù che mi resta sempre nel cuore: quel suo essere così incline all’incazzatura.
Non ce la potrò mai avere con quel Buon Cristo, è impossibile.
Un bambino prodigio con una spiccata tendenza al rompere i maroni che si trasforma poi in teenager che fa preoccupare i genitori che poi si trasorma in uno splendido trentenne che gira per la Palestina con la sua gang facendo incazzare pezzi da 90 come “il popolo eletto” (dal popolo stesso) e “l’impero che non ha mai avuto fine” (cit.) quindi complimentoni.
A tutti, allo splendido trentenne, alla sua gang, al popolo eletto ma un po’ meno all’impero che non ha mai avuto fine.
Insomma, ognuno la può vedere come vuole sulla religione ma quel tipo lì aveva senz’altro dei numeri.
In più continua a generare complotti e altre robe varie a distanza di anni, ce n’è proprio per tutti.
Uno non può neanche dire “se non ci fosse bisognerebbe inventarlo” perché stai sicuro che si alza in piedi un altro che ti risponde “ma infatti l’hanno inventato blah blah blah l’ho letto non su un libro ma su più libri”.
Proprio come quel tipo che si alzò in piedi blaterando quando quel mio amico disse le sue “stronzate giovanili” sul Sant.mo Natale.
Poi il nostro uomo generato e non creato ha generato tutti questi qua con la “S” prima del nome quindi il dibattito è garantito al limone.
E infatti a anche qua si potrebbe alzare in piedi un tipo – probabilmente lo stesso di prima – che parte con la filippica sui santi.
Ma cosa posso fare io?
Niente.
Ci siamo dentro tutti, persino gli atei perché poi si alzerà pure il tipo che te la mena con “le radici pagane delle feste” come un Marcello Pera al contrario.
Ed è qui che casca l’asino, cioè io: pera.
Questi sono i giorni in cui penso e penso e mi convinco sempre di più che forse ha ragione quel proverbio là, “una pera al giorno toglie il medico di torno”.
Via, a letto e buone feste a tutti, io dormo.
Ma purtroppo quella roba è illegale, costosa e fa male quindi non ne vale la pena, prevale il buon senso e uno si sottomette per forza a questo tour de force che per me diventa in realtà un “turd-de-forse”.
Domande di qua, domande di là, vieni qua, vieni là e la mia risposta è sempre un vago, indolente, anche sbadigliato “forse”.
E come direbbe qualcuno sì, “I am a turd”, e me ne vanto.
Ma sono trent’anni che non me ne salto una di ‘ste menate quindi forse non sono così stronzo.
Il mondo civilizzato anzi, “il mondo libero” chiede questo biglietto e tutti rispondiamo come Totò.
Quindi anche quest’anno eccoci qua col nostro bel biglietto per una settimana di fuoco che presto si trasformerà nella prima domenica di un anno nuovo di zecca.
Francamente non capisco ma condivido e allora condividerò con chi sta leggendo questo pezzo che forse – a parte il chiarissimo titolo e la menata su San Silvestro – non capisco fino in fondo.
Ma condivido di brutto, soprattutto quel “AAAAWWWW YEAAAAAAAHHHH” che parte senza motivo dopo soli dieci secondi.
Quella è proprio una cosa che condivido dal profondo del cuore.
E quindi più o meno dal cuore: buone feste.
Possiate Voi gestirvele meglio di come riesco io.
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Blue Öyster Cultv “Dominance and Submission” (Secret Treaties – 1974)

Solidali a Capodanno… solidali tutto l’anno?

Ecco che si avvicina uno dei momenti più attesi dell’anno, non solo dai bambini, ma anche da qualche adulto particolarmente sensibile alla magia di questo periodo. Ebbene sì, il Natale è alle porte e anche quest’anno la città di Ferrara si sta preparando al meglio per accogliere i numerosi turisti e per esaudire i desideri e le aspettative della comunità.
“A Natale si è tutti più buoni” dicono… e se nell’intento è riuscito pure Scrooge (protagonista del celebre romanzo di Dickens “A Christmas Carol”) Ferrara non vuole certamente essere da meno! Per questo si mette in gioco con nuove proposte che mirano alla solidarietà.
Il vecchio albero in vetro di Murano quest’anno non potrà essere presente, ma rimarrà il suo ricordo negli addobbi che riempiranno il nuovo albero. Saranno proprio questi addobbi ad esser venduti a fine manifestazione e il ricavato verrà devoluto all’Emporio Solidale “Il Mantello”.
Il countdown inizierà sabato 19 novembre con l’accensione delle luminarie che percorreranno il centro storico e le vie della città e quest’aria di festa durerà fino a domenica 8 gennaio.
A parlare delle svariate iniziative sono stati gli organizzatori Riccardo Cavicchi, Alessandro Pasetti e Mauro Spadoni alla conferenza stampa di lunedì 24 ottobre.
La città offrirà numerose iniziative. Spettacoli, concerti, cene e fontane danzanti sono solo alcune delle proposte di quest’inverno. Proposte, che verranno estese anche al quartiere Giardino.
Ricordando le trentamila persone dell’anno scorso, uno degli eventi dal quale ci si aspetta la maggior affluenza sarà l’incendio del castello allo scoccare dell’anno nuovo. Lo spettacolo pirotecnico ormai consolidato da anni continuerà ad essere uno dei fiori all’occhiello della città. La festa proseguirà fino alle 3 di notte in compagnia con Dj Set.
“Anno nuovo, vita nuova” e, tra proposte d’iniziativa solidale, e festa “col botto” in piazza si saluterà questo 2016 per dare il benvenuto a un nuovo anno, carico di aspettative, speranze e… solidarietà.

Spal, la festa è qui!

È fatta! Il sogno si è davvero avverato. Dopo una stagione fantastica e un’attesa durata 23 anni, la Spal è finalmente ritornata in Serie B! Una cavalcata inarrestabile quella dei ragazzi di mister Semplici, un campionato dominato e oggi vinto davanti a 9000 persone con tre giornate d’anticipo. La grande festa può davvero avere inizio!

Segui tutti gli aggiornamenti su lospallino.com

Leggi il commento di Enrico Testa.

Di seguito le foto della grande avventura biancazzurra (foto di Geppy Toglia su gentile concessione de Lo Spallino)

Foto di Geppy Toglia per gentilo concessione di Lo Spallino

Festeggia con Lipu alla scoperta di oasi e riserve naturali

Se volete fare un tuffo nella natura incontaminata, magari con i vostri bambini, rallentare almeno per qualche ora il ritmo delle giornate dense di impegni, la Lipu ha una proposta che fa per voi: domenica 24 aprile, la Lipu apre le sue oasi e riserve in 23 “paradisi della natura” italiani, dove si potrà assistere alla liberazione di animali selvatici curati nei centri recupero e osservare la nidificazione degli aironi.

All’Oasi Isola Bianca di Ferrara, una delle più antiche isole fluviali del fiume Po, oltre a godere della pace e della bellezza del luogo, potete trovare ben 92 specie vegetali, 76 specie di uccelli, molte specie di mammiferi, di insetti, anfibi e rettili. Per quanto riguarda la flora sono presenti la farnia, il gelso, la robinia, il pioppo bianco, il pioppo nero, l’olmo, il salice bianco. Tra gli uccelli, il picchio rosso maggiore, che è il simbolo dell’oasi e il raro picchio verde. Tra i mammiferi, sono presenti soprattutto micro-mammiferi, roditori e insettivori. Fra gli anfibi: la rana verde, la rana agile, la raganella, il rospo e il rospo smeraldino. Fra i rettili: la biscia dal collare, il ramarro, la lucertola campestre. Vivono qui inoltre diverse testuggini palustri.

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Oasi Isola Bianca di Ferrara

L’Isola Bianca: sembra che l’isola fosse già esistente al tempo degli Estensi (1400-1500), che la usavano per le feste estive all’aperto. Oggi l’Isola Bianca è un Oasi di protezione faunistica della Provincia di Ferrara e affidata in gestione alla Lipu. Istituita nel 1991, l’Oasi comprendeva allora solamente l’isola (circa 40 ettari). Negli anni successivi sono stati aggiunti terreni golenali fino ad arrivare agli attuali 360 ettari.

Indicazioni stradali per raggiungere l’Isola Bianca: In auto e autobus: l’isola si trova sul fiume Po, tra Pontelagoscuro e Francolino, al limite nord del Parco Urbano. Si può raggiungere in auto o in autobus (numero 11), partendo da Pontelagoscuro e proseguendo per via Ricostruzione verso est; circa 300 metri dopo il sottopassaggio ferroviario si arriva al Centro Visite. In bicicletta: da Ferrara in direzione nord lungo la ciclabile FE 203, svoltando poi a sinistra in direzione Bondeno, si giunge nell’area dell’Oasi naturalistica Isola Bianca, che si affaccia su sul Percorso cicloturistico Destra Po e il Grande anello d’acqua del Burana.

Immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

“San Giorgio… in Paradiso”, in Ariostea si festeggia sulle ali della fantasia

San Giorgio e il drago, Orlando e Brigliadoro, Ruggero e l’Ippogrifo, Astolfo e Rabicano… Tanti personaggi, tante storie da narrare e tanti libri sulle cui ali volare.

Sabato 23 aprile c’è “San Giorgio… in Paradiso”: in occasione della Giornata mondiale del libro e della Festa del patrono, la Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara sarà aperta tutto il giorno con un intenso programma di iniziative, tra cui la visita guidata alla mostra documentaria“1516-2016. Furioso da Cinque secoli, ancora Orlando, per sempre Ariosto”, esibizione della Banda filarmonica comunale Ludovico Ariosto di Ferrara, narrazione animata per bambini la “Mio cugino Astolfo” e letture dall’Orlando furioso.

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La locandina

San Giorgio… in Paradiso
Sabato 23 aprile dalle ore 9,30 alle 19
Biblioteca Ariostea – Via delle Scienze, 17 (Palazzo Paradiso) – 44121 Ferrara, Italia
Apertura straordinaria della Biblioteca Comunale Ariostea

Programma:
ore 9.30 e ore 15, Mirna Bonazza e Arianna Chendi illustreranno la mostra documentaria “1516-2016. Furioso da Cinque secoli, ancora Orlando, per sempre Ariosto”;
ore 11 in Sala Agnelli presentazione del libro “La banda musicale nella tradizione italiana e ferrarese” curato dalla Banda Filarmonica Comunale Ludovico Ariosto di Ferrara.
Interverranno il vice sindaco Massimo Maisto e il prof. Claudio Cazzola.
Seguirà breve esibizione musicale.
ore 16 in giardino “Mio cugino Astolfo” con Marcello Brondi. Narrazione animata per bambini e ragazzi. A seguire merenda offerta dagli Amici della Biblioteca Ariostea e… letture in libertà.
ore 17,30 Ivano Marescotti legge brani tratti dall’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, nell’ambito della rassegna “Voci d’autore. Iniziative nelle biblioteche dell’Emilia-Romagna” a cura dell’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna.

Saranno disponibili inoltre i servizi di lettura e prestito libri (solo a scaffale aperto), le sale studio e il giardino e sarà possibile visitare Palazzo Paradiso, grazie anche alla gentile collaborazione dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea.

A cura del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara
Info: Angela Ammirati 0532 418218 ammirati.ariostea@edu.comune.fe.it

Immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

 

IMMAGINARIO
Preparativi.
La foto di oggi…

Una coppia di venditori di caldarroste ha aperto la saracinesca del garage e approfitta del sole di novembre per preparare la vendita del giorno di festa: il carretto, fornito di bilancia, pentolone e tavolino, è parcheggiato in fondo alla stanza e i due incidono pazientemente i frutti autunnali che venderanno ai passanti dalla loro postazione di via Garibaldi.

In foto: via Vignatagliata, i proprietari del carretto di via Garibaldi nel proprio garage.

Immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

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San Martino.
La foto di oggi…

La ricorrenza della morte di san Martino si festeggia in tutta Europa l’11 novembre, sebbene questa non sia la data della sua morte, ma quella della sua sepoltura. In Italia il culto del santo è legato alla cosiddetta estate di san Martino, tante le feste popolari che hanno luogo in questo periodo e tipica è la preparazione di dolci a seconda delle regioni.

A San Martino di Ferrara si festeggia con la tipica sagra di San Martino in Castagna con caldarroste, mistuchine, tamplun e, nello stand riscaldato, gustosi piatti della tradizione.

Luogo: San Martino (Ferrara) – Sagrato della chiesa
Date: 6, 7, 8, 11, 12, 13, 14, 15 novembre
Orari: stand dalle 16.00; ristorante dalle ore 19.00

Info sagra: tel. 0532 712741 – 339 4320732

IMMAGINARIO
Accendiamo il ricordo.
La foto di oggi…

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi.

Un papavero, una rosa o un tulipano, ogni tipo di fiore o ghirlanda di verde simbolizza i nostri defunti e i caduti delle guerre che vivono nel nostro ricordo… accendiamolo.

Agenda delle manifestazioni programmate in occasione della giornata dedicata alla Commemorazione dei defunti (lunedì 2 novembre) e della Festa dell’Unità Nazionale, Giornata delle Forze Armate (mercoledì 4 novembre).

Lunedì 2 novembre – Commemorazione dei defunti
Alle 10, al tempio di San Cristoforo della Certosa di Ferrara messa in suffragio dei caduti di tutte le guerre celebrata dall’arcivescovo di Ferrara e Comacchio Mons. Luigi Negri; alle 11 deposizione, con onori militari, di corone d’alloro al Famedio dei caduti in guerra e al Sacello dei caduti per la libertà.

Mercoledì 4 novembre – Festa dell’Unità nazionale, Giornata delle Forze armate
Alle 10.25 in piazza Cattedrale si svolgerà l’alzabandiera; alle 10.30 in piazza Trento Trieste deposizione di una corona d’alloro alla Torre della Vittoria seguita dalla lettura del messaggio del Capo dello Stato da parte del generale D.A. Giovanni Fantuzzi (comandante del COA). Le celebrazioni proseguiranno quindi con gli interventi di un rappresentante della consulta degli studenti e del sindaco del Comune di Ferrara e presidente della Provincia di Ferrara Tiziano Tagliani; alle 17.20 ammainabandiera.

LA CURIOSITA’
Fenomenologia di Halloween

Che cos’è Halloween, la storia della festa pagana, le radici celtiche, l’Irlanda, le migrazioni nel nuovo continente lo spiegheranno le insegnanti ai ragazzi nell’ora di inglese. Nell’universo adulto di questa festa c’è ben altro, l’esperienza del fenomeno della notte delle streghe, superati i 20 anni, è una cosa diversa. Dopo la crisi delle zucche ferraresi intagliate e marcite in 48 ore, gli strani gadgets anni ’80, le orde di ragazzini urlanti che bussano alle porte di ignari condomini per chiedere “dolcetto o scherzetto??” e ragnatele decorative a casa degli amici, Halloween si affaccia sui media… ed è subito festa.

Lo hanno battuto le agenzie e non possiamo ignorarlo: Halloween 2015 avrà il suo asteroide, soprannominato Spooky (spettrale) perché questa pietruzza galattica si avvicinerà a 480.000 km dalla Terra sabato 31 ottobre. Spooky sarà visibile anche dall’Italia, nella zona della Cintura di Orione, intorno alle 18, tenendo presente però che sarà basso sull’orizzonte, che nel cielo ci sarà la luna in fase calante e che i lumini delle zucche creeranno un peggioramento dell’inquinamento luminoso nelle città. Scoperto il 10 ottobre 2015 dal telescopio Pan-Starrs-1 del Panoramic Survey Telescope and Rapid Response System, il suo nome ufficiale è 2015 TB145, ha un diametro di circa 500 metri e sarà individuabile dall’Italia con un telescopio anche di piccole dimensioni.
Dopo i banali anatemi e le minacce di scomunica da parte di parroci di mezza Italia per chi festeggerà Halloween, in provincia di Napoli, invece, la notte delle streghe verrà trasformata in una veglia di preghiera contro “la festa delle tenebre”, come pare abbia la abbia definita un parroco di Portici. Secondo quanto riporta il quotidiano “il Mattino”, don Gianluca – questo il nome del promotore della manifestazione – ha spiegato anche che  la sera di venerdì 30 presso la sua parrocchia si terrà un evento speciale dedicato ai bambini: è stato chiesto alle famiglie dei partecipanti che i piccoli siano vestiti da santi e, al momento, Giovanni Paolo II, Francesco d’Assisi, san Pietro apostolo sembrerebbero i costumi più gettonati, anche se sono attesi molti San Ciro, santo protettore del Comune in questione.
Per gli amanti della festa scegliere un costume adeguato per i party più cool non è e non sarà mai un problema, dalla classica infermiera sexy sgozzata al sempreverde Freddy Krueger c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma dagli Usa – che sono da sempre forieri delle più incredibili mode – arriva il dicktat trendy dell’anno: bisogna mascherare anche i propri animali domestici. Che si tratti di un cane, di un gatto o di un criceto non conta: non sarà Halloween se Fido non avrà il suo costume apposito, prestando attenzione “Perché i costumi devono essere divertenti per noi ma soprattutto comodi e sicuri per loro”, come ammonisce il settimanale Vanity Fair.
Passiamo alle immancabili zucche intagliate. Inutile provare a fare le facce di Jack o’ Lantern con quelle ferraresi, servono quelle di una qualità specifica e c’è chi ne ha fatto un business rilevante, come raccontato su Repubblica.it qualche giorno fa. Parliamo dell’ imprenditore Marco Bianchi, ventiseienne della provincia di Rimini, che coltiva 180 tipi di zucche, la maggior parte delle quali vengono vendute in rete ed esportate negli Stati Uniti. Da non credere. Ma non è tutto oro ciò che zucca: a Peschiera del Garda la Guardia di Finanza ha sequestrato un carico di accessori per i travestimenti di Halloween non conformi alle regole della comunità europea e fra questi decine di cucurbitacee, come riportato dall’Arena.it, perché non contrassegnate dal bollino CE. Una menzione speciale va però a tutti gli agricoltori e i piccoli commercianti di verdura che in questi giorni stanno tentando di fare pubblicità alle zucche da intagliare: in tempi di vacche magre ci si inventa di tutto e le grafie distorte della parola Halloween non si contano più. La più applaudita resta sicuramente quella delle “Zucche di aulin” (foto tratta da facebook).
Attenzione: la giornata di Halloween si sovrappone all’ultima giornata di Expo e l’organizzazione ricorda che non sarà possibile l’accesso ai visitatori travestiti, nemmeno se intendono partecipare ad Expo by night, la festa di chiusura.
Infine, facciamo un salto nel vile materialismo dei nostri tempi: secondo le stime del Codacons quest’anno la spesa complessiva che gli italiani sosterranno tra serate a tema nei locali, travestimenti, decorazioni e gadget, si aggirerà sui 306 milioni di euro, in aumento rispetto al 2014 (+2%) e coinvolgerà circa 10 milioni di persone. Fatti due conti la spesa media sarà di quasi 31 euro a persona; di questi, a quanto pare, due terzi saranno investiti in iniziative per i bambini e ragazzi. Codacons dice anche che tutto questo rappresenta solo la metà di quello che si spenderà negli Usa, come se questa precisazione potesse in qualche modo sollevarci dai sensi di colpa di paese in crisi economica.
Ma cosa attira gli adulti italiani di questa festa che non sa di cibo, non ha odori, non riconosce ricordi di musiche e non evoca ricordi di bambino? Lo scrittore e sceneggiatore Stephen King scriveva che “Halloween è il giorno in cui ci si ricorda che viviamo in un piccolo angolo di luce circondati dall’oscurità di ciò che non conosciamo. Un piccolo giro al di fuori della percezione abituata a vedere solo un certo percorso, una piccola occhiata verso quell’oscurità.”, riferendosi essenzialmente ai suoi concittadini americani. E noi? Sarà mica che siamo diventati davvero un popolo di santi, poeti e festeggiatori?

LA RIFLESSIONE
L’eclissi della politica dalla Festa del Pd

Inutile stare a rileggere tutto il programma. Di iniziative politiche, nel calendario di eventi che sabato riempiva l’intera ultima pagina pubblicitaria della Nuova Ferrara, proprio non c’è ombra. Eppure “Festissima” è la festa del Partito Democratico. Di quello di Portomaggiore, nel caso specifico. Ma nemmeno setacciando i ‘post’ inseriti sulla pagina Facebook del locale Pd si riesce trovare traccia di incontri o dibattiti su temi di attualità.

Festissima è incominciata sabato 1 agosto. Per promuoverla, a partire dal 21 luglio, sul canale ‘social’ sono stati pubblicati dieci annunci. Si fa riferimento a “ristorante coperto e climatizzato, pizzeria con forno a legna, piadineria artigianale, caffetteria-gelateria, tombola, orchestre”. Si segnalano “l’estrazione dei tomboloni”, i “trofei di briscola e di burraco”, ma la politica resta un’emerita sconosciuta. Un’estranea totale…

Leggendo il dettagliato programma di Festisima apparso sul giornale, avevamo escluso la possibilità che a un festival di partito davvero non si organizzasse neppure un evento di natura politica e avevamo ipotizzato che per promuovere la manifestazione si fosse ritenuto più appropriato indicare (solamente) gli appuntamenti gastronomici, quelli ludici, musicali, ritenendo forse che le persone – anche alla festa del Pd – vadano più che altro per divertirsi e per svagarsi. Già così lo scenario ci era parso desolante. Invece è addirittura peggio. Non è una strategia di marketing comunicativo, quella adottata, basata sulla diffusa convinzione che ciò che ha a che fare con il dibattito politico e sociale non attragga e anzi risulti respingente. Il fatto è un altro. A verifiche fatte scopriamo che gli incontri politici non sono stati celati, tenuti in secondo piano, nascosti per… pudore: non ci sono proprio.

Portomaggiore, oltretutto, non è una località qualsiasi. E’ il Comune amministrato dal sindaco Nicola Minarelli, che nei mesi scorsi è stato l’unico esponente del partito a sfidare Luigi Vitellio nella corsa (persa) alla segreteria provinciale. Ci si sarebbe atteso un po’ di fervore. E allora, per provare a capire, ci siamo rivolti a entrambi. Nessuno dei due però ha condiviso il nostro sconcerto.

Il segretario non si scompone: “Festissima è sempre stata così – commenta pacatamente Vitellio – Ogni festa ha il suo format, noi rispettiamo le scelte”. Dunque non c’è un’indicazione di programmazione generale? E qual è allora la differenza fra una festa del vostro partito e quella organizzata da un privato o da un qualsiasi altro soggetto? “L’organizzazione è curata dai volontari del Pd, lavorano tutto l’anno su temi politici, è anche lecito che in piena estate si concedano un paio di settimane di stacco”.

Spiega il sindaco Minarelli: “Abbiamo tentato per diversi anni di recuperare spazio per l’iniziativa politica. Ma agosto è un mese particolare e si fa fatica a trovare non dico il vip ma la persona che possa portare la discussione su temi di natura generale. Quindi abbiamo virato su un ‘core business’ fatto di intrattenimento e svago”.

Sarà. Ma a noi questo svagato Pd lascia perplessi assai.

 

GERMOGLI
Finalmente libera.
L’aforisma di oggi

Per la prima volta, tutte le giunte dei Castelli (distretti amministrativi) della Repubblica di San Marino, hanno deciso di celebrare la ricorrenza del 28 luglio, 72° anniversario della liberazione dal regime fascista e, dal 2013, anche Festa della Libertà della nostra Repubblica.

Nelson Mandela
Nelson Mandela

“Lasciate che la libertà regni. Il sole non tramonterà mai su una così gloriosa conquista umana.” (Nelson Mandela)

 

GERMOGLI
Sante donne.
L’aforisma di oggi

Auguri a tutte le Anna. Si festeggia oggi sant’Anna, protettrice delle partorienti, delle madri e delle donne.

sante-donne
Erica Jong, scrittrice, saggista e poetessa statunitense.

“Nessuno stato è così simile alla pazzia da un lato, e al divino dall’altro, quanto l’essere incinta. La madre è raddoppiata, poi divisa a metà e mai più sarà intera.” (Erica Jong)

 

liberté

GERMOGLI
Liberté, égalité, fraternité.
L’aforisma di oggi

Il 14 Luglio 1789, il popolo parigino conquistò la Bastiglia, carcere destinato ai prigionieri per crimini politici, simbolo dell’oppressione monarchica. Tale evento, che diede il via alla celebre Rivoluzione, è una ricorrenza ancora oggi molto sentita dal popolo francese. Così, ogni anno, da allora, tutto il paese ricorda e festeggia “Liberté, égalité, fraternité”.

Nelson Mandela
Nelson Mandela

Lasciate che la libertà regni. Il sole non tramonterà mai su una così gloriosa conquista umana. (Nelson Mandela)

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la giornata…

ACCORDI
Festa della Repubblica.
Il brano di oggi…

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Ivano Fossati

Ogni giorno un brano intonato a ciò che la giornata prospetta…

(per ascoltarlo cliccare sul titolo)

Ivano Fossati – Una notte in Italia

“È una notte in Italia che vedi
questo taglio di luna
freddo come una lama qualunque
e grande come la nostra fortuna
la fortuna di vivere adesso
questo tempo sbandato
questa notte che corre
e il futuro che arriva
chissà se ha fiato.”

Sì, chissà se ha fiato il futuro di questa Italia che ci canta Ivano Fossati, nonostante i tempi, i problemi, le crisi; nonostante le ingiustizie, le divisioni, le ineguaglianze; nonostante ci dimentichiamo tutti troppe volte di quanto l’Italia abbia dato al mondo, ma soprattutto di quanto ancora ha da dare. Proprio per questo, oggi più che mai, buona Festa della Repubblica e… Viva l’Italia!

NOTA A MARGINE
Al Doro ‘il buon vicinato’ esiste già

Personalmente credo che la maggior parte delle depressioni abbiano radici nella solitudine, ma la comunità medica preferisce parlare di depressione piuttosto che di solitudine. È più facile liberarci del problema dando una diagnosi e una scatola di farmaci. Perché se cominciassimo a parlare di solitudine, sapremmo, per certo, che non ci sono farmaci. Non c’è industria medica che tenga, basta l’amore umano.” (Hunter Patch Adams)

Sabato scorso arrivo nel viale alberato fra gli alloggi di via Medini, in zona Doro, mentre stanno terminando i preparativi per il secondo appuntamento di “Porte A.per.Te”, progetto per lo stimolo alla coesione sociale nato nell’ambito di Community Lab, un percorso di partecipazione attiva dei cittadini per la ricerca di nuove politiche locali. Dopo la camminata di quartiere del 21 aprile scorso, l’appuntamento di sabato è “Un’occasione DORO”, una festa di quartiere promossa dal Comune di Ferrara in collaborazione con la Cooperativa di abitanti il Castello, la Cooperativa Sociale Camelot, il Teatro Nucleo e l’Associazione Casa e Lavoro.
Non ci vuole molto tempo per capire che qui le pratiche di buon vicinato sono già una realtà: gli abitanti in pratica si conoscono quasi tutti e sono già dei provetti organizzatori di quelle che fino a non troppo tempo fa si sono chiamate cene sociali. Non aspettavano altro che l’occasione buona per…far festa appunto. In più, proprio grazie alla camminata di quartiere, è stata coinvolta la vicina scuola d’infanzia Guido Rossa. “Abbiamo due sezioni comunali e una statale per un totale di 75 bimbi”, mi spiegano le maestre Patrizia e Manuela. Per l’occasione hanno organizzato un mercatino con giochi e oggetti raccolti anche grazie all’interessamento delle mamme. Tutto il ricavato di sabato è destinato all’acquisto di materiale per la scuola stessa, mentre “l’invenduto verrà donato alla parrocchia del quartiere”.

festa-quartiere-doroCentro nevralgico dei festeggiamenti non potevano che essere l’angolo buffet e, giusto accanto, il barbecue per l’immancabile grigliata di carne. Gli addetti alla cottura sono la signora Tina, Franco, il presidente della Cooperativa di abitanti a proprietà indivisa il Castello che gestisce questi alloggi, e Saverio, che si è trasferito qui da Reggio Calabria 37 anni fa ed è stato consigliere della Cooperativa per 20 anni, “ora largo ai giovani” scherza.
Poco più in là c’è lo spazio karaoke, con un impianto audio di tutto rispetto, gestito dal signor Filippo che ha preparato un medley di successi italiani e non dagli anni ’50 a oggi. Nella cooperativa da più di 25 anni, è lui a tenere i corsi di informatica di base per i suoi vicini di casa. Tra una canzone e un’altra una signora si ferma a chiacchierare con me, ci tiene che io riporti tutta la sua soddisfazione per questa iniziativa: “Servirebbero più occasioni di incontro come questa, oggigiorno la gente non fa che correre di qua e di là. Io ogni tanto mi chiedo: si corre così tanto, ma per andare dove? Cosa rincorrono?”
Lì accanto gli organizzatori hanno montato la “Tenda della memoria”, dove chi vuole può portare un oggetto o raccontare un proprio ricordo del quartiere e di come è cambiato in questi anni, contribuendo così al progetto di narrazione della propria storia collettiva. Osservo le foto di quando ancora la zona era un grande cantiere e, dato che non c’era ancora la chiesa, le funzioni religiose, le comunioni e le cresime si svolgevano sotto una grande tensostruttura. Intanto ascolto la storia di Linda e Giuseppe, arrivati da Terracina nel 1982: “quando sono venuta ad abitare qui – racconta Linda – ho realizzato uno dei miei sogni, mi sono comprata una cucina nuova. È quella che uso ancora oggi!”

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Ma la memoria storica di via Medini è Peppino, portiere di calcio, finanziere e maratoneta, arrivato “nel maggio del 1977 su una 127 con la sua famiglia e due o tre valigie”. In due parole, senza star tanto lì a filosofeggiare, mi riassume perfettamente il senso di questo pomeriggio. “Mio nonno mi diceva sempre: dai con tutte e due le mani e chiedi con una sola. Bisogna dare per avere. Oggi si pensa che il rapporto con i vicini è una perdita di tempo, per me no: se una signora mi chiama perché ha bisogno di cambiare una lampadina, lascio il pranzo e vado ad aiutarla”.
Finalmente riesco a distrarre per un attimo Franco dall’importantissimo compito di addetto alla griglia e mi faccio spiegare meglio cos’è la cooperativa di abitanti a proprietà indivisa il Castello. “La cooperativa esiste dagli anni Settanta e da allora costruiamo alloggi con finanziamenti prima statali e ora regionali, che vengono assegnati con bandi che contengono determinate caratteristiche, per esempio negli ultimi si faceva riferimento soprattutto al risparmio energetico”. La quota associativa è di circa 50 euro, ma vengono richiesti determinati requisiti, come “il non possedere una proprietà abitativa nel comune in cui si fa richiesta o il non superare un determinato reddito annuo”. La prenotazione e l’effettiva assegnazione di un alloggio avvengono a fronte di un investimento che “serve per integrare i fondi regionali per la costruzione di nuovi alloggi e la manutenzione e il rinnovo di quelli già esistenti”. “L’assegnazione però non ha scadenza e se l’assegnatario decide di andarsene gli viene restituita la quota che ha investito per entrare, come avviene in tutte le altre cooperative”, sottolinea Franco. Nelle cooperative a proprietà indivisa, rimanendo la proprietà degli immobili nel patrimonio della cooperativa stessa, le spese condominiali costituiscono una parte integrante della gestione degli immobili, con la conseguenza che nell’importo del canone di godimento dovuto dai Soci, una sorta di affitto mensile, vengono ricomprese anche le suddette spese condominiali. Inoltre nella cooperativa il Castello “i consumi vengono contabilizzati al singolo utente, quindi chi consuma meno paga meno”.
L’elemento distintivo è che, trattandosi di una cooperativa, deve e vuole perseguire uno scopo mutualistico: soddisfare in modo prevalente i bisogni dei soci ai quali vengono assegnati gli alloggi a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle di mercato. Ecco perché ultimamente i giovani stanno tornando a interessarsi a questa modalità di trovare casa: l’affitto qui va dai 150 euro, per i monolocali, ai 350 euro per gli appartamenti più grandi.

festa-quartiere-doroNel frattempo il tavolo dell’aperitivo si sta riempiendo di cose da mangiare e di bottiglie da bere: c’è chi ha fatto la pizza, chi torte salate e dolci, qualcun altro arriva con snack e salatini già pronti, fragole fresche o bibite e coca cola, perché è tornato tardi da lavoro e non ha fatto in tempo a cucinare, ma nessuno ha voluto rinunciare a portare qualcosa. Si passa il tempo parlando del più e del meno e ascoltando le zirudèle e le barzellette di Gastone. C’è anche chi partecipa a modo suo, osservando un po’ perplesso dalla propria finestra questa stranissima riunione di condominio in cui le uniche urla che si sentono sono quelle dei bimbi che si rincorrono fra gli alberi.

Link correlati:
Pagina Facebook del progetto Porte A.per.Te [vedi].
La camminata di quartiere del 21 aprile [vedi].

L’EVENTO
La festa è in strada: grande successo per via de’ Romei

Grande successo ieri sera per la festa di via de’ Romei. Tante persone che non si sono fatte intimidire dall’aria ancora umida e fredda e dagli accenni di pioggia, si sono riversate nella via del centro che ha proposto uno street party all’insegna della creatività. Negozianti, artigiani, ristoratori, galleristi, baristi, dj, pittori, residenti hanno messo in strada i loro banchi e offerto alcune ore di piacevole intrattenimento sotto le stelle. Alle 22,30 la parrucchiera stava ancora facendo la messa in piega ad una cliente e i bambini stavano giocando a nascondino nel riconquistato vicolo Mozzo Tegola. Una bella esprienza che vi avevamo raccontato qui [leggi] e che probabilmente si ripeterà in giugno e poi a settembre.
Il 12 giugno, ha anticipato uno degli ideatori dell’iniziativa Massimiliano De Giovanni, il tema sarà quello enogastronomico e il titolo: Brew Street Market, la festa dei sapori in via de’ Romei. Una parte importante l’avrà il pub Il Molo che da anni seleziona le migliori birre del Regno Unito.

Nell’attesa vi riproponiamo alcuni momenti suggestivi attraverso gli scatti del Gruppo Igers Ferrara, immancabile, come ad ogni evento.

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LA CURIOSITA’
Spettacolo Togo, canti e danze afro in piazza per il neo dr. Kombate

Un flash mob improvvisato in piazza Trento Trieste, per festeggiare la laurea di Kombate, un ragazzo del Togo che vive e studia a Ferrara. Lui e i suoi amici hanno cominciato a danzare e cantare formando un corteo che si è mosso per le vie del centro al ritmo di musica afro e si è snodato dall’Università, attraverso via Mazzini fino al duomo. La musica si è profusa per tutto il centro storico, incuriosendo e rallegrando i passanti. Molti si sono fermati a guardare lo ‘spettacolo’ en plein air che ha ravvivato la già pur bellissima giornata. Un modo elegante, allegro e genuino di festeggiare all’aperto il neo-laureato, senza per forza imbrattare muri e lanciare uova e scadere in comportamenti talvolta volgari o in sciocche tiritere, come spesso accade.

GERMOGLI
Filastrocche.
L’aforisma di oggi…

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la giornata…

Celebriamo la tradizione, aspettando la festa che si porta via tutte le altre.

“La Befana vien di notte
Con le scarpe tutte rotte
Col vestito alla romana (o in altra versione: col cappello alla romana)
Viva, Viva La Befana!”
(Filastrocca Tradizionale)

LA RICORRENZA
Ode alla pasta,
nel mondo si festeggia

Il 25 ottobre, si festeggia la giornata mondiale della pasta, simbolo dell’Italia, ma anche di ritrovo tra amici e in famiglia, di pranzo della domenica. Parte delle nostre radici.
L’amiamo, la prepariamo, la compriamo, la mangiamo, l’abbiamo mangiata in tutti i modi, vista in tutti i film, con i nostri Totò, Peppino, Alberto, Sofia, Marcello e Aldo.

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Sofia Loren

C’è chi dice che furono gli arabi del deserto i primi a essiccare la pasta per garantirne una lunga conservazione, poiché nelle loro peregrinazioni non avevano sufficiente acqua per prepararla ogni giorno (dando così vita ai cilindretti di pasta forati in mezzo per permettere una rapida essiccazione). Chi sostiene questa tesi, si basa sul più antico libro di cucina di ‘Ibn ‘al Mibrad (del IX secolo), in cui appare un piatto molto comune tra le tribù beduine e berbere, ancor oggi conosciuto in Siria e in Libano: si tratta della rista, maccheroni essiccati conditi in vario modo, consumati soprattutto con le lenticchie. La rishta che ho conosciuto io, sono le leggere (e buonissime) tagliatelle cotte al vapore dell’Algeria o della Libia, qui accompagnate da agnello, ceci e cipolle. Gustoso.
Qualcun altro, e soprattutto la tradizione, attribuisce a Marco Polo, l’introduzione della pasta in Italia, di rientro da un viaggio nella misteriosa, ricca e lontana Cina. Tuttavia, molti documenti rivelano l’esistenza della pasta in Italia prima del viaggio del celebre veneziano. Tra questi, un testo del 1154, una sorta di guida turistica dove il geografo arabo Al-Idrin menziona un “cibo di farina in forma di fili” chiamato triyah che si preparava a Palermo. Un’altra testimonianza risale a un testo del 1244, una sorta di certificato in cui un medico di Bergamo assicura guarigione al suo paziente a patto che non si cibi, tra gli altri alimenti, nemmeno di pasta. Interessante.
Nel 1279, poi, in un documento del notaio Ugolino Scarpa, si trova la parola “macaronis”. La confusione intorno al termine dura fino al ‘700, quando i napoletani se ne appropriano definitivamente e i maccheroni diventarono il loro vero manifesto: cibo semplice per i poveri ma di regale qualità, quasi a voler sottolineare la supremazia della grande fantasia dei poveri che acquistano così una profonda dignità. Fantastico.
Goethe, nel suo Viaggio in Italia, quando arriva a Girgenti racconta: “Non essendoci alberghi di sorta, una brava famiglia ci ha alloggiati in casa propria (…). Una portiera verde ci separava con tutto il nostro bagaglio dai padroni di casa, affaccendati nello stanzone a preparare maccheroni, e maccheroni della pasta più fine, più bianca e più minuta. Questa pasta si paga al più caro prezzo, quando, dopo aver presa forma di tubetti, vien attorta su se stessa dalle affusolate dita delle ragazze, in modo da assumere forma di chiocciole. Ci siamo seduti accanto a quelle graziose creature, ci siamo fatti spiegare le varie operazioni e apprendemmo così che quella specie di pasta si fa del frumento migliore e più duro, detto “grano forte”. Stupefacente.

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Totò alle prese con una bella spaghettata

La pasta non entrò subito nelle mense dei ricchi, anche perché veniva mangiata con le mani (cosa che avviene ancora oggi in molti paesi del Nord Africa). Poi, all’inizio del XVIII secolo il napoletano Gennaro Spadaccini, ciambellano di corte, utilizzò una forchetta a 4 punte. Da allora la pasta entrò negli ambienti aristocratici e iniziò a fare il giro del mondo. Miracoloso.
Oggi la pasta è adattata, cambiata, colorata, levigata, lavorata e, infine, festeggiata. Si trova in cima alla piramide alimentare come alimento completo, appagante, semplice da preparare, economico, allegro e salutare. Unico.
Anche il grande Aldo Fabrizi s’interrogava sulle sue origini, ecco cosa scriveva…

Chi sarà stato?
Ho letto cento libri de cucina.
de storia, d’arte, e nun ce nè uno solo
che citi co’ la Pasta er Pastarolo
che unì pe’ primo l’acqua e la farina.

Credevo fosse una creazione latina,
invece poi, m’ha detto l’orzarolo,
che l’ha portata a Roma Marco Polo
un giorno che tornava dalla Cina.

Pe’ me st’affare de la Cina è strano,
chissà se fu inventata da un cinese
o la venneva là un napoletano.

Sapessimo chi è, sia pure tardi,
bisognerebbe faje… a ‘gni paese
più monumenti a lui che a Garibardi.

(Aldo Fabrizi, “Ricette e considerazioni in versi”)

Buona festa della pasta, allora. E buon appetito. A tutti voi, vicini e lontani.

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