Tag: Francesco De Gregori

Io non esisto

racconto di Patrizia Benetti

Mi sento così strana. Prima avevo un gran freddo.
Adesso invece il mio corpo è avvolto da un gradevole tepore.
Che meraviglia!
Le mie preoccupazioni, le mie ansie, l’angoscia, tutto sparisce all’improvviso come in un sogno. Mi lascio andare a questo gradevole languore che mi trascina via con sé. Mi sento debole e felice.
Sono dentro un tunnel di luce viva, quasi accecante che mi vuole rapire.
È un’energia nuova, spossante ma gradevole, non so come spiegare.
Ora tutta la vita mi scorre davanti agli occhi come un irrefrenabile turbinio di immagini, di emozioni, di attimi che scivolano via lentamente.
Sono una cicciona, un essere sgraziato e informe.
Le risate dei miei coetanei non mi toccano. Non rideranno più di questo pachiderma.
Oggi è domenica e ho cucinato io. Per me una pasta speciale, diversa dalle altre.
I miei genitori mi hanno fatto i complimenti. Sono stata brava.
Quindi ho ingoiato il mio scuro pastone intriso di veleno e sono crollata.
Mi dispiace tanto. A loro lascio il mio cuore.
Sto uscendo dal tunnel. No, mi sbagliavo: è un bozzolo.
Il mio desiderio si è avverato. Ora volo con ali di farfalla.

La donna cannone (Francesco De Gregori, 1978)

INSOLITE NOTE
“Spiegazioni improbabili” di Massimiliano Cranchi: nuovo album e concerto a Ferrara

‘Spiegazioni improbabili’ è il quarto album di Massimiliano Cranchi e della sua band, un viaggio lungo sette canzoni con scelte, passaggi, incontri e scontri di vita. La presentazione ufficiale avverrà a Ferrara il 15 marzo alle ore 21.00, presso la Sala Estense, in occasione del concerto di Cranchi e la sua band.
Il disco di Cranchi si lega alla tradizione della canzone d’autore italiana, evidenza rivelata sin dalle prime battute di ‘Spiegazioni improbabili sul metodo’, che cita Francesco De Gregori, proseguendo per strade dove si incrociano, tra gli altri, Francesco Guccini, Paolo Conte.
Il punto più alto del disco è raggiunto da ‘Anna’, un brano eseguito con la brava Valentina Curti, un ritratto tormentato tra pazzia e slanci amorosi. Consapevolezza e rimpianto alimentano un amore vero nascosto in un nome, un abbraccio platonico a se stessi e a chi non ci appartiene.
Massimiliano frequenta Ferrara, la città che ama i cantautori, come le rassegne organizzate dall’associazione ‘Aspettando Godot’, che recentemente ha riportato tra il pubblico artisti quali: Renzo Zenobi, Mario Castelnuovo, Flavio Giurato, i musici di Claudio Lolli e di Francesco Guccini.

La copertina di Spiegazioni improbabili

‘Spiegazioni improbabili’ è il nuovo disco di Massimilano Cranchi o della Cranchi band?
Il progetto si è sempre chiamato Cranchi, ho iniziato a scrivere canzoni voce e chitarra tenendole chiuse in un cassetto, è stato merito – o colpa se vuoi – di Marco Degli Esposti che mi ha convinto e spinto a portarle fuori. I dischi escono a mio nome ma sono suonati pensati e arrangiati da una band. Diciamo che questo disco è più ‘solista’ degli altri perché le canzoni parlano della mia storia personale, tutto qua.
Ora a dir la verità ‘Cranchi’ non so più cosa sia… Io, Io e Marco, una band? L’importante è suonare e continuare a scrivere. Tra parentesi, in ‘Non canto per cantare’ tre canzoni sono state scritte interamente da Marco (testo e musica).

Rispetto al tuo lavoro precedente, ‘Non canto per cantare’ (2015), il nuovo album ha un carattere più autoriale…
‘Non canto per cantare’ è nato come disco corale, David Merighi era appena entrato nella band e avevamo voglia di suonare e creare assieme questo disco che poi ha dato molte soddisfazioni, come il tour in Cile.
Spiegazioni improbabili nasce da una mia esigenza, quella di raccontarmi e trovare delle certezze, naturalmente non ne ho trovate…
Mi sono messo in studio con Marco Malavasi (sonic design studio) e abbiamo cercando di differenziare molto le canzoni con l’obiettivo di trovare per ognuna di esse arrangiamenti e strumenti adatti. Il disco non è suonato solo dalla band ma da molti altri musicisti, tra cui i bimbi della scuola elementare di Sermide che fanno i cori di l’amore è un treno.

I Cranchi

Quali ‘Spiegazioni improbabili’ legano le sette storie che raccontano: la tua città, la donna di vetro, la fatica del gregario, macchinisti impazziti e vari aspetti dell’amore…
Spiegazioni improbabili sul metodo, la prima canzone del disco, intro e collante di tutte le altre. Un viaggio onirico e metaforico che prova goffamente a spiegare come nascono le mie canzoni. ‘La donna di Vetro’ cita De Gregori, il macchinista Guccini e il gregario Paolo Conte, mi hai scoperto…

‘Anna’ è uno dei brani più intensi dell’album, dietro si cela Bertha Pappenheim, scrittrice austriaca divisa tra spazzacamini che corrono nel cervello e impulsi amorosi, impreziosito da Valentina Curti…
‘Anna’ è anche il nome di mia sorella… Ho voluto mantenere la ‘presenza femminile’ che ci accompagna in tutti i dischi: Marta Poltronieri per ‘Caramelle Cinesi’, Francesca Amati per ‘Volevamo uccidere il re’, Maria Roveran in ‘Non canto per cantare’ e ora Valentina. Il tema di ‘Anna O’ mi è molto caro, questa è la seconda canzone che le dedico. La prima, ‘Anna O’, appunto, si trova in ‘Caramelle cinesi’. Probabilmente mi affascina questo amore intellettuale mai consumato, questa catarsi a cui Breuer inizialmente non diede importanza, non solo per Bertha ma per la storia futura della psichiatria. Forse perché simbolo dell’amore non ricambiato per antonomasia. La canzone si sviluppa in un botta-risposta alla fine di una seduta psicanalitica, in cui Breuer, accortosi del ‘pericolo’ dell’innamoramento di Bertha prova a prenderne le distanze, senza riuscire razionalmente a controbattere le frasi appassionate della sua paziente. Penso che anche lui ne fosse innamorato ma troppo rigido per ammetterlo e poi le canzoni non si spiegano… ne potrebbero venir fuori solo spiegazioni improbabili…

Massimiliano Cranchi

Tu hai vissuto e frequenti Ferrara, che rapporto ha la città con gli artisti?
Ne approfitto per ringraziare Pino Calautti di Aspettando Godot, fa un lavoro incredibile per portare il cantautorato di qualità a Ferrara. La città dovrebbe aiutarlo di più! Pino è il vero servizio pubblico. Sempre a proposito di Aspettando Godot, vorrei anche salutare il grande Claudio Lolli, spero un giorno di poterci passare una serata assieme.
A Ferrara abbiamo un grande pubblico e vorrei ringraziarli tutti e dire che vi aspettiamo il 15 marzo in Sala Estense, poi non so dire quali siano i rapporti tra la città e i suoi artisti, anche perché io son straniero. Mi son sempre considerato mantovano in realtà, Ferrara mi ha adottato e ho passato gran parte della mia vita in questa città, è stato un rapporto di amore e odio. Ultimamente andiamo d’accordo.

Massimiliano Cranchi

Una domanda a Pino Calautti, dell’Associazione Aspettando Godot
Parlando di Cranchi e della sua band abbiamo affermato che Ferrara ama i cantautori…
Cranchi Band è sicuramente una gran bella nuova realtà, hanno aperto con successo alcune nostre manifestazioni. L’associazione Aspettando Godot opera da alcuni anni a tutela culturale della storica canzone d’autore italiana, spesso con grandi sacrifici e non sempre con aiuti istituzionali. Ha realizzato molti concerti su tutto il territorio con il cantautore bolognese Claudio Lolli. È organizzatrice della rassegna “Storica e Nuova Canzone d’Autore” di Ferrara, la cui ultima edizione 2016 ha beneficiato del patrocinio del Ministero dei Beni Culturali. Aspettando Godot organizza anche la “Rassegna d’Autore e d’Amore” di Bordighera (patrocinio e sostegno Siae per l’edizione 2016). In pochi anni di attività ha portato in concerto artisti importanti come Eugenio Finardi, Alberto Fortis, Nada, Eugenio Bennato e diversi altri. Alle nostre manifestazioni partecipano appassionati provenienti da tutta Italia.

Fotografie in esterno: Marilena Pellegatti
Foto interno teatro: Davide Rampionesi

Anna – Video ufficiale

GERMOGLI
700 di noi.
L’aforisma di oggi…

Una quotidiana pillola di saggezza o una perla di ironia per iniziare bene la giornata…

DE_GREGORI700 morti, 49 superstiti (forse). Persone morte all’inseguimento di una speranza. Erano vite. Donne. Uomini. Bambini. Ci somigliano. Siamo anche noi.

Ieri notte sono morti 700 di noi. A stento ce ne ricorderemo domani.

“La Storia siamo noi / siamo noi queste onde nel mare / questo rumore che rompe il silenzio / questo silenzio così dura da raccontare” (una citazione da La storia siamo noi, Francesco De Gregori)

ACCORDI
La storia…
Il brano di oggi…

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Ogni giorno un brano intonato a ciò che la giornata prospetta.

[per ascoltarlo cliccare sul titolo]

Fiorella Mannoia e Francesco De Gregori – La storia

Auguri a due pilastri della musica italiana: compiono oggi gli anni Fiorella_cover_album_quadrata_mediaFiorella Mannoia e Francesco De Gregori. Per entrambi passano gli anni ma non diminuiscono i successi, come dimostrano i due dischi di platino recentemente ottenuti per i rispettivi ultimi album, usciti lo scorso autunno. Omaggiamo questi due grandi artisti con un loro duetto sulle note de “La storia”, di qualche anno fa.

ACCORDI
Riguardarsi.
Il brano musicale di oggi

Ogni giorno un brano intonato a ciò che la giornata prospetta…

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Francesco De Gregori

Un grande cantautore ha riguardato le sue canzoni, rinnovandosi. Un grande classico rivisitato che ci fa dire che, a volte, rivedere le proprie idee è segno di cultura e maturità.

(per ascoltarlo cliccare sul titolo)

Francesco De Gregori, La donna cannone

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L’INTERVISTA
Renzo Zenobi, l’Aviatore che vola sulle note delle canzoni

Renzo Zenobi, come scrive Pino Stillo nella biografia inserita nel libro “Canzoni sulle pagine”, è un protagonista atipico del filone della canzone d’autore italiana. Con un linguaggio a volte sofisticato, altre volte semplice, ma sempre finemente poetico, è riuscito a imporsi come un delicato inventore di atmosfere liriche e musicali, in anni in cui le ‘mode’ indicavano prevalentemente tutt’altre direzioni.

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‘Canzoni sulle pagine’, il libro con tutti i testi di Renzo Zenobi e un cd di inediti

Come è iniziata la sua carriera?
Tutto è cominciato quando Edoardo De Angelis mi chiese di suonare la chitarra nel disco di De Gregori “Alice”. Da quel momento Francesco mi portò al Folkstudio e in seguito anche alla Rca, dove mi fecero un contratto per incidere dischi. Con la Rca ho inciso 7 Lp e naturalmente 7 singoli, com’era d’uso in quegli anni.

Recentemente lei si è esibito alla Sala Estense, com’è stato accolto dal pubblico ferrarese?
Il pubblico di Ferrara ha gradito le canzoni e devo dire che sicuramente doveva essere già preparato a gradirle; la serata, infatti, comprendeva anche l’esibizione di Massimo Bubola dunque chi è venuto ad ascoltarci sapeva benissimo a cosa andava incontro. Aggiungo che il pubblico di Ferrara, che comprendeva anche gente mai vista ai miei concerti, si è dimostrato molto affettuoso verso di me e anche i giornalisti locali che voglio ora, da qui, ringraziare.

“Silvia” è dedicata a Silvia Draghi, com’è nata questa bella canzone?
La canzone “Silvia” prende spunto da un week end trascorso a Firenze presso Silvia Draghi che avevo conosciuto tramite amici comuni, lei all’epoca cantava canzoni folk, una sorta di stornelli toscani, ma la canzone è una costruzione trasfigurata che dalla realtà passa alla fantasia.

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Renzo Zenobi in un momento di relax

Sono passati più di 40 anni da “Silvia”, com’è cambiato il suo pubblico?
Il pubblico che viene ad ascoltarmi è sempre lo stesso, cioè gente che rispecchia i propri pensieri e le proprie sensazioni nelle mie canzoni. Alcune persone sono proprio le stesse di tanti anni fa, altri sono giovani ma con lo stesso sentimento. Ricevo però, a volte, e-mail di giovani che vogliono discutere con me delle mie canzoni e spesso ricordano “Silvia”, che avranno sicuramente ascoltato su qualche vecchio disco dei genitori o degli zii: la cosa mi fa piacere.

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Renzo Zenobi, ha suonato la chitarra nell’album “Alice” di Francesco De Gregori

Il Folkstudio e il Cenacolo Rca, erano punti di aggregazione della creatività?
Il Folkstudio sì. Era un punto di aggregazione in cui tutti erano liberi di fare ascoltare le proprie invenzioni e, infatti, la domenica pomeriggio bastava dare il tuo nome ed eri messo in scaletta e cantavi la tua canzone. Se la gente reagiva bene, potevi tornare altrimenti…
il Cenacolo no. Era un posto della Rca in cui si facevano i provini dei dischi o le prove dei tour. C’erano vari studi con un registratore e prenotandoti potevi provare le tue canzoni e le musiche, almeno per noi cantautori, gli altri provavano ciò che creavano in base al loro mestiere. A pranzo poi arrivavano, a volte, i capi dalla Rca e si mangiava tutti insieme, si mangiava benone!

Ennio Melis è stato un grande manager per la discografia e un punto di riferimento per gli artisti, che ricordo ha di lui?
Si direi che Melis è stato uno dei più ispirati direttori di case discografiche. Lui sceglieva seguendo il proprio gusto più che il mercato e questo al 90% lo ripagava in pieno. È questo suo modo di fare che ricordo con grande stima e affetto, perché certo mi riporta a un tempo e a uomini ormai difficili da trovare.

Il direttore della Rca non riusciva a spiegarsi perché il pubblico non la seguisse come riteneva che lei meritasse, ha mai sofferto di questo?
No perché, nonostante io vendessi forse meno dischi degli altri, comunque facevo parte di quella grande squadra e questo non mi faceva sentire solo e neppure meno importante.

“Telefono elettronico” ci riporta a Lucio Dalla, cos’ha rappresentato per lei il cantautore bolognese?
Lucio per me è stato dapprima un grande amico e poi un grande professionista da cui si poteva soltanto imparare. Imparare tanti modi diversi di affrontare la registrazione di un disco, dunque quando scrissi le canzoni di “Telefono Elettronico” e lui le lesse decidemmo insieme che fosse lui a farne l’arrangiamento e la produzione.

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Renzo Zenobi prosegue la sua attività live

Lei, Piero Ciampi, De Angelis e Nada avete cantato insieme in alcuni concerti e registrato uno special tv…
Furono le prime date che io feci per la Rca: eravamo io, Nada, De Angelis e Ciampi in un teatro qui di Roma, se non ricordo male era il Teatro dei satiri. Ricordo che Piero qualche volta recitava delle sue poesie e che Nada cantava le canzoni che lui aveva scritto per lei. Da quell’esperienza credo che poi nacque il desiderio di Nada di incidere la mia canzone “Giornate di tenera attesa”. Una canzone che lei cantò magnificamente.
Lo special fu organizzato dopo i concerti, con Paolo Conte. Registrammo questa trasmissione per la Rai a Torino che si chiamava “Tre Uomini e una Donna”. Cioè Nada, Paolo Conte, Piero Ciampi e Renzo Zenobi: cantavamo dal vero e la trasmissione credo sia andata in onda alle due di notte in agosto! Pochi l’hanno vista e ancor di meno la ricordano.

“Bandierine” è l’album della sua collaborazione con Morricone, il brano “E ancora le dirai ti voglio bene” lo troviamo anche nel suo ultimo cd…
A me era sempre piaciuto il modo di arrangiare di Ennio Morricone e quando scrissi “Bandierine”, facemmo con Melis il tentativo di proporglielo e a lui le canzoni sono piaciute e accettò di realizzarle. Il disco non passò mai per radio o tv ma secondo me è stato ed è un bel disco. Ho deciso di inserire “E ancora le dirai ti voglio bene”, brano di quell’album, nel mio nuovo cd perché credo sia una delle mie canzoni più belle, senz’altro fra le mie preferite, che se caso mai questo nuovo album dovesse capitare in mano di chi non conosce il mio passato musicale ritengo sia giusto ne venga a conoscenza.

Quando usci “Proiettili d’argento”, Dalla fece un gesto inusuale, scrisse alle radio chiedendo di prestare attenzione al suo nuovo lavoro…
Come dicevo prima Lucio era un grande amico, dunque a lui piacque molto la canzone “E noi piccoli piccoli” così decise di scrivere una lettera alle radio per chiedere, se non altro, di ascoltare il disco che gli era stato mandato. Ricordo con grande nostalgia che Lucio ascoltava questa canzone anche negli anni successivi e sulle sue note spesso mi chiamava per salutarmi: prima dai telefoni fissi, poi da quelli elettronici …

“Il ritratto” apre il nuovo cd, è da ritenersi il manifesto di quest’ultimo lavoro?
“Il Ritratto” a me piace abbastanza, specialmente l’arrangiamento, e mi sembrava giusto aprire il cd con questo brano. In effetti, le canzoni sono un po’ dei ritratti dunque quale pezzo migliore per iniziare e per presentare un album?

“… stiamo come due caffè che aspettano sul tavolino, freddi perché è tardi ormai, tragici perché tu non arriverai…” rendere semplici figure e situazioni complesse è poesia?
Non ne ho idea! Non è il mio mestiere quello di critico ma spesso capita di leggere nelle poesie queste trasfigurazioni della realtà quotidiana come le intende lei. Non so dirle effettivamente se quei versi della mia canzone sono poesia, in fondo non sta a chi scrive giudicarlo, posso però dire che io scrivo e musico e se la poesia è solo scrittura, come ci hanno abituato a scuola, tragga lei la risposta…

Lei, che è un “Aviatore”, ci presta un sogno per volare via?
Io credo che tutta la vita sia fatta di sogni e di mete da raggiungere. I sogni, infatti, secondo alcuni ci indicano le mete che vogliamo raggiungere, poi sta alle persone tenerseli ben stretti e farsi portare fino allo scalo, magari da un volo che ci accompagna solo fino a casa!

Si ringraziano Renzo Zenobi e Pino Stillo per la gentile collaborazione.

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