Tag: lampi sublimi

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Paolo in festa.
La foto di oggi…

Il 29 giugno è il giorno in cui si celebrano i santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, dove oggi è grande festa per questo. Due apostoli e due personaggi diversi, che in questo giorno hanno fatto la stessa fine per ciò in cui credevano. Per questo Pietro e Paolo sono stati festeggiati come patroni nazionali fino a una quarantina di anni fa. Ferrara omaggia in particolar modo il santo Paolo, originario di Tarso, nella chiesa dedicata alla sua conversione, che è quella di piazzetta Schiatti. Definita il pantheon della città poiché ospita le sepolture di personaggi illustri della cultura ferrarese, la chiesa – inaccessibile da 9 anni – ha ispirato l’opera di Bastianino, protagonista della mostra “Lampi sublimi” in corso fino al 30 settembre alla Pinacoteca nazionale nel cortile di palazzo dei Diamanti, corso Ercole d’Este 21.

OGGI – IMMAGINARIO ARTE

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

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Il chiostro della chiesa di San Paolo a Ferrara (foto Meis web)
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Interno della chiesa di San Paolo a Ferrara, ora inaccessibile (foto Rione San Paolo)
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Particolare di un’opera di Bastianino per la chiesa di San Paolo (foto Pinacoteca nazionale)
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Mostra “Lampi sublimi” con l’opera di Bastianino in corso a Ferrara (foto Pinacoteca nazionale)

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Piazza sperduta.
La foto di oggi…

Una viuzza piccola, poco frequentata, sperduta in pieno centro cittadino. E’ la via dove – nel Cinquecento – abitava Bastianino. Sì, il pittore dei “Lampi sublimi” esposti in Pinacoteca, a Ferrara è cresciuto tra casa e bottega proprio qui, in una delle piazze più affascinanti e imbucate della città: la piazza intitolata ai fratelli Bartolucci, proprietà privata ma transitabile, scorciatoia che porta da via Boccaleone a via del Turco. E’ uno slargo ritagliato tra palazzi tanto maestosi quanto fatiscenti, a meno di cento metri da piazza Municipale. Una mini-Montmartre accanto alla chiesa di San Paolo, adesso inaccessibile, da dove provengono tante delle tele esposte e rivelate di questo pittore di un manierismo tutto padano, nebbioso, crepuscolare. Perché Bastianino, che all’anagrafe fa Sebastiano Filippi, nasce in una famiglia di pittori ed è lavorando alla bottega del padre Camillo, in questo pezzetto di città, che muove i primi passi, affiancato dal fratello Cesare. Fino a diventare il genio artistico “indiligente” ma così anticipatore di incerta modernità e drammatico romanticismo riscoperto dal critico e storico dell’arte Francesco Arcangeli e ora dalla mostra curata e voluta dalla direttrice della Pinacoteca nazionale, Anna Stanzani, prolungata fino al 31 maggio nelle sale interne e meno conosciute di palazzo dei Diamanti.

OGGI – IMMAGINARIO CITTADINO

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Piazzetta dei fratelli Bartolucci a Ferrara (foto Lauro Casoni sul portale Ferrara terra e acqua)
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La locandina della mostra con le opere di Bastianino in Pinacoteca
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Il Giudizio universale dipinto da Bastianino nel catino absidale del Duomo di Ferrara
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Opera di Sebastiano Filippi, detto Bastianino, in mostra a Ferrara

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Giudizio valpadano.
La foto di oggi…

Un Giudizio universale valpadano quello con cui Bastianino affresca l’abside del Duomo di Ferrara. È la sua versione tutta personale, carnale e un po’ nebulosa, del capolavoro di Michelangelo. Per ammirare l’opera – realizzata tra il 1577 e il 1581 – c’è oggi una speciale visita guidata, aperta a tutti in cattedrale. A raccontare il dipinto ci saranno lo storico dell’arte Andrea Emiliani, la direttrice della Pinacoteca cittadina Anna Stanzani e lo storico Gianni Venturi col direttore della Nuova Ferrara, Stefano Scansani. Un modo per conoscere più da vicino il lavoro di questo artista ferrarese della “grande maniera” che è Sebastiano Filippi, detto appunto il Bastianino, a cui è dedicata la mostra “Lampi Sublimi” fino al 15 marzo in Pinacoteca. A cura di Nuova Ferrara, Pinacoteca nazionale e Arcidiocesi di Ferrara e Comacchio, in Duomo alle 18.30.

OGGI – IMMAGINARIO ARTE

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Il Giudizio universale dipinto da Bastianino nel catino absidale del Duomo di Ferrara

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LA SEGNALAZIONE
Lampi di modernità:
ansie e insicurezze
del Bastianino

“Più ancora sorprende chi visiti (…) anche le chiese di Ferrara, l’incontro con Bastianino, quasi un William Blake del michelangiolismo italiano. I suoi titani cinerei e nebulosi, dipinti in quel gusto velato (…) diventeranno una volta , e speriamo sia presto, i beniamini di qualche giovane critico “.
Così Roberto Longhi introduceva nell’Officina ferrarese ( 1934) la personalità di Sebastiano Filippi detto il Bastianino (Ferrara 1528 /32 – 1602), ritenuto il maggior poeta del Manierismo italiano.
E di giovani e non più giovani storici dell’arte si avvalse la fortuna critica di questo pittore ferrarese, che dalla metà del Cinquecento si impegnò a dissolvere la sintassi figurativa tardoclassicista guardando al vecchio Michelangelo e a Tiziano.
Il Bastianino, infatti, trionfa in tutta la sua eroica diversità nelle pagine di Francesco Arcangeli (1963) in una monografia indimenticabile che, non solo è articolata in confronti e nuove attribuzioni, ma è opera di comprensione profonda di un artista coinvolto nelle inquietudini della Controriforma, di una città misteriosa avvolta nella nebbia e di un ducato avviato al declino.
Negli anni 80 e 90 del secolo scorso gli importanti studi di Jadranka Bentini e i successivi di Vittoria Romani aprono la strada alla dimensione storico – documentaria delle imprese di Bastianino, della sua famiglia e della sua équipe giungendo ad indagare i grandi cicli ad affersco del Castello Estense e della Palazzina Marfisa.
Oggi, a vent’anni di distanza, Lampi sublimi a Ferrara, curata da Anna Stanzani e dalla Soprintendenza Bsae di Bologna, nata dall’esigenza di condividere con la città l’opera di tutela, valorizzazione e salvataggio di opere d’arte e di edifici religiosi danneggiati dal terremoto del 2012 prosegue in quelle fondamentali indagini, rivolgendosi non solo agli addetti ai lavori ma a un più vasto pubblico. Perché Bastianino, ancora oggi, è un illustre sconosciuto per le generazioni che si accostano all’arte del passato con interesse un po’ sospettoso.
Ancorare la conoscenza della cultura figurativa ferrarese del secondo Cinquecento al restauro della Chiesa di San Paolo danneggiata dal terremoto, significa andare con la memoria e senso visivo alle analoghe vicende della riedificazione della chiesa dopo il tristemente noto terremoto del 1570. In quell’occasione Alberto Schiatti fu l’autore del nuovo progetto e nella fase del completamento decorativo furono all’opera lo Scarsellino (catino absidale) e Bastianino (pale d’altare).
Preceduto da testi figurativi contestualizzanti e da modelli giovanili di Battista Dosso e Camillo Filippi, il salto di sensibilità si fa subito evidente nella grande Circoncisione (1560 circa) per la Cattedrale (Ferrara Pinacoteca Nazionale), dove le michelangiolesche figure occupano l’intero spazio di una cappella illuminata con scenografica teatralità. La luce soffusa penetra dal fondo, si sofferma sulle vesti della Madonna e di Simeone per attardarsi sul primo piano prospettico con l’effetto virtuosistico di valorizzare la muscolosità michelangiolesca del portatore d’acqua e l’identità dei due committenti. Non siamo ancora alla decomposizione della materia pittorica o a quella pennellata sciolta che smaterializza i corpi come ci indica Gesù e il buon ladrone di Tiziano (1559 – 1563), opportunamente messo qui a confronto con la Resurrezione dalla chiesa di san Paolo che integra negli effetti fluorescenti e nelle vivissime cromie filamentose l’antica adesione ai modi romani, già evidente nel Giudizio del catino absidale della Cattedrale.
In un fondamentale convegno internazionale e nella conseguente mostra a Palazzo dei Diamanti nel 1997, relativo all’incidenza della sintassi poetica di Torquato Tasso sulla cultura figurativa tardo cinquecentesca (indimenticabile l’intervento di Andrea Emiliani) , a fondo era stato indagato il paragone tra luce e colori, elementi dominanti in Tiziano e “accelerazione luministica che dissolve la forma esterna delle figurazioni” in artisti come Tintoretto e Bastianino. Operando una sorta di demolizione della sintassi figurativa manierista attraverso la disgiunzione (la mostra infatti aveva come titolo I pittori del parlar disgiunto) la sintassi pittorica si rivelava costruita solo dalla luce che, come sottolineava Raimondi (1985) “introduce un’idea di visionarietà, di sogno visto da sveglio. I corpi si incastrano fra di loro e pesano come lastroni di macigno, angolosi e spaccati come in un quadro del Greco”. L’intesa tra il poeta Raimondi e il pittore Bastianino si incarna così nella monumentale Resurrezione della Chiesa di San Paolo, dove la luce liquida del Cristo glorioso teatralizza l’evento che sfuma solo nella luce, anzi nella velocità della luce .
La bella mostra della Pinacoteca non si conclude qui ma presenta altre importanti opere e altri importanti artisti ferraresi: tuttavia la sua rilevanza sta nel sottolineare la modernità di un artista drammatico, ansioso e in crisi di identità come è oggi ognuno di noi..

Lampi sublimi a Ferrara. Tra Michelangelo e Tiziano. Bastianino e il cantiere di San Paolo
Ferrara, Pinacoteca Nazionale del Palazzo dei Diamanti (fino al 15 marzo 2015)

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GLI AUGURI
Artifices di un sublime 2015

Gli auguri non bastano mai e noi di ferraraitalia ve ne facciamo di buoni… e tanti. Ma anche se sono tanti, cari e sinceri, non bastano ancora. Ci vuole da parte di ognuno la forza di raccoglierli tutti questi auguri e ‘trasfigurarli’. Occorre mettersi a pensare e a dargli una forma, a seconda delle proprie inclinazioni, e tradurli in azioni e gesti, in ‘lampi sublimi’, affinché accada realmente qualcosa di buono nella propria vita e nel mondo.
Sebastiano Filippi detto il Bastianino, di auguri probabilmente ne ricevette tanti, e seppe farne genialità. Alle indubbie potenzialità, all’esperienza e alla dedizione, si univa in lui l’intelligenza di collaborare con il padre Camillo e il fratello Cesare nell’officina di famiglia e, allo stesso tempo, di lasciarsi portare ‘altrove’ stabilendo un confronto con maestri quali Michelangelo e Tiziano. Solo così seppe fare cose meravigliose che, ancora oggi, ci inondano di luce, di magia… e felicità.

“[…] un artista appartato, che rifletteva lungo piste misteriose.”

E allora tanti auguri per un sublime 2015!

La mostra “Lampi sublimi. Tra Michelangelo e Tiziano, Bastianino e il cantiere di San Paolo”, è in corso alla Pinacoteca nazionale di Ferrara, Corso Ercole I d’Este 21, fino al 15 marzo.

Orari di apertura
– martedì e mercoledì 9.00-14.00
– da giovedì a domenica: ore 9.00-19.00
La biglietteria chiude mezz’ora prima dell’orario di chiusura del Museo.
Chiuso 25 dicembre, 1 gennaio (salvo apertura straordinaria, consultare la pagina news del sito della Pinacoteca vedi)

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Buona Natività.
La foto di oggi…

Oggi è Natale. Una festa anche per gli occhi con questo Gesù bambino, luminoso come un faro. E’ quello che irradia il suo chiarore nella “Natività notturna” di Bastianino, il pittore ferrarese cinquecentesco ri-svelato con la mostra della Pinacoteca di Ferrara. Il museo statale ha infatti appena inaugurato l’esposizione dedicata a questo artista un po’ misterioso. Le opere, monumentali e sorprendenti, per una volta arrivano da molto vicino: in gran parte dalla chiesa di San Paolo, chiusa dopo il terremoto del 2012. Quest’opera – però – è piccola, piccola. Un capolavoro di dimensioni ridotte, che tuttavia emana un messaggio di grande modernità. I contorni delle figure così sfumati e i colori scuri, quasi un tono su tono, lasciano spazio a un’emozione nuova, più interiore, fatta di calore, suggestione e intimità. Nella mostra “Lampi sublimi”, a cura di Anna Stanzani, in corso Ercole I d’Este 21 fino al 15 marzo. Orari: 9-14 martedì-mercoledì, 9-19 giovedì-domenica.

OGGI – IMMAGINARIO ARTE

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“Nattività notturna” di Bastianino, 1594-1599, Chiesa di San Paolo, Ferrara

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Lampi sublimi.
La foto di oggi…

“Lampi sublimi”: è la nuova mostra a Ferrara, in Pinacoteca. Le parole sono quelle usate da Roberto Longhi per descrivere l’esperienza che si prova davanti alle opere di Sebastiano Filippi, detto il Bastianino. I lampi sono quelli che si accendono – drammatici – sulle scene figurative oscure della controriforma. Ma i lampi evocano anche i movimenti di un pennello veloce, ispirato a Tiziano, e applicato all’umanità eroica di Michelangelo. “Sublime”, infine, sarebbe l’effetto emozionante che provoca la loro visione. Per provare a condividerla c’è questa mostra con le opere recuperate e restaurate dopo il terremoto. In corso Ercole I d’Este 21, chiuso il lunedì, fino al 15 marzo.

OGGI – IMMAGINARIO ARTE

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La locandina della mostra inaugurata il 13 dicembre 2014, fino a marzo 2015
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Particolare dell’opera del Bastianino alla Pinacoteca nazionale di Ferrara

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L’EVENTO
Michelangelo, Tiziano, Bastianino e la buona politica culturale

Sono diverse le ragioni per le quali “Lampi sublimi. Tra Michelangelo e Tiziano – Bastianino e il Cantiere di San Paolo”, la mostra alla Pinacoteca nazionale di Ferrara inaugurata questa mattina dal Ministro Franceschini, rappresenta un esempio di buona politica culturale.
Una di queste è che “Lampi sublimi” si può considerare idealmente il proseguimento di un percorso già iniziato con “Immagine e persuasione. Capolavori del Seicento dalle chiese di Ferrara”, organizzata a Palazzo Trotti-Costabili fra settembre 2013 e febbraio 2014 da Fondazione Ferrara Arte e Seminario Arcivescovile di Ferrara in collaborazione con l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e i Musei Civici di Arte Antica di Ferrara: per puntare l’attenzione dell’opinione pubblica sui danni causati al patrimonio ferrarese dal sisma 2012, la mostra proponeva una selezione di capolavori provenienti da alcune delle chiese inagibili.

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La locandina

Anche con “Lampi sublimi” ci si propone di sensibilizzare il pubblico riguardo la situazione della Chiesa carmelitana della Conversione di San Paolo, la cui vicenda sembra essere legata a doppio filo con gli eventi sismici: già il terremoto del 1570 l’aveva gravemente danneggiata e la sua ricostruzione era iniziata nel 1573 su progetto di Alberto Schiatti, all’apparato decorativo lavorarono Domenico Monio, Scarsellino e il Bastianino. Chiusa al pubblico ormai da molti anni, il sisma del 2012 non ha fatto che peggiorare la situazione dell’edificio, mettendo ancora più a rischio la conservazione dei dipinti al suo interno. Qui sta un altro elemento di valore di questa operazione: “Lampi sublimi” non è solo una mostra è “un salvataggio”, come l’ha definito oggi il Soprintendente per i beni storici, artistici ed etnoatropologici Luigi Ficacci: grazie a un finanziamento del Mibact si è potuto avviare il cantiere per il consolidamento delle parti pericolanti, la pulizia, la disinfestazione, la protezione delle parti inamovibili e la rimozione della maggior parte dei dipinti, depositati al Centro di raccolta e di primo intervento al Palazzo Ducale di Sassuolo e alla Pinacoteca Nazionale di Ferrara. È stata Anna Stanzani, da poco direttrice della Pinacoteca ferrarese, ad avere l’idea di non fare tutto questo lavoro in silenzio, ma di trasformarlo in una mostra per comunicare il patrimonio ferrarese e la sua attuale situazione ai cittadini estensi: un esempio concreto di quanto recupero e valorizzazione siano strettamente correlati.
Da ultimo, ma non meno importante, “Lampi sublimi” riporta l’attenzione sulla specificità dell’opera di Bastianino. Come ha spiegato Ficacci, “è difficile oggi avere la consapevolezza dell’importanza che poteva avere nel Cinquecento in una città come Ferrara il riferimento alla pittura romana di Michelangelo”: un atteggiamento “rivoluzionario, perché per ragioni culturali e politiche Ferrara aveva sempre guardato a Venezia”. Inoltre, quello di Bastianino è un michelangiolismo peculiare, diverso da quello nitido e scultoreo dei bolognesi, libero dalla forma chiusa, con il pennello che sente l’influenza di Tiziano e corre veloce per esprimere i sentimenti della coscienza.
“Lampi sublimi” è perciò un’esposizione interessante non solo per le opere in mostra e la chiave interpretativa che le lega, ma anche per tutto il lavoro che ha condotto alla sua realizzazione, un esempio di fattiva collaborazione fra istituzioni pubbliche e private – in mostra anche alcune opere della collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara – e a diversi livelli, territoriale e nazionale – come dimostrano per esempio i prestiti da parte della Galleria Estense di Modena e della Pinacoteca di Bologna, fra i quali un Tiziano. Ora però queste istituzioni hanno la responsabilità di portare avanti il percorso con una progettualità di lungo periodo che permetta ai cittadini ferraresi di comprendere il proprio patrimonio riappropriandosene. Non per niente il ministro Franceschini ha citato uno dei “paradossi” del nostro Paese in cui “abbiamo un know-how molto forte per la costruzione di mostre, parallelo a un indebolimento sul piano del patrimonio permanente”. Il messaggio è: riabituiamo i ferraresi e gli italiani a vedere la bellezza intorno a loro che non vedono più.

“Lampi sublimi. Tra Michelangelo e Tiziano – Bastianino e il Cantiere di San Paolo”,
13 dicembre 2015 – 15 marzo 2015, Pinacoteca Nazionale di Ferrara, Palazzo dei Diamanti
per info su orari e biglietti vedi il sito della Pinacoteca Nazionale di Ferrara [vedi]

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