Tag: matisse

DIARIO IN PUBBLICO
Non è triste Venezia ma Ferrara

Come ribolle la patria materna! E Ferrara, ormai spesso e solo ‘Ferara’, diventa la città più problematica dell’Emilia-Romagna. Per non farmi mancare nulla mi trascino a Venezia per partecipare a Ca’ Foscari al convegno dannunziano rimandato di un mese per l’acqua alta. Accompagnata da una cara amica con cui ho lavorato decenni, faticosamente m’arrampico sul ponte di Calatrava e lungo le calli m’addentro nella città che nulla o nessuno saprà strapparmi dal cuore. Le mie esitazioni fisiche e psichiche sembrano quasi una difesa alla valanga dei ricordi che s’abbattono impietosi per riaprire ferite e malinconie e ravvivare soprattutto quello che mi aveva sempre coinvolto della città acquatica. Ricordo allora il quadro di Matisse Calme, luxe et volupté tratto da L’Invitation au voyage, la sublime poesia di Baudelaire nella raccolta dei Fleurs du Mal. Ma anche Morte a Venezia, la novella di Thomas Mann e ancora, Com’è triste Venezia la canzone di Charles Aznavour. La mia spietata nostalgia veneziana di cui mi sono nutrito per una vita intera trova alla fine un sicuro rifugio a Malcanton la (brutta) sede in tanta bellezza di Cà Foscari, E ritrovo amici carissimi tra i quali Marzio Mutterle, con cui parlerò, il compagno fido di tante esperienze compresa la prima e la più importante: quella che ci portò ad essere ‘pavesini’ non biscotti ma fedeli allievi di Cesarito, il ‘nostro’ Pavese.
E accanto a lui amiche e amici del temps d’antan.
Inesorabilmente nella discussione s’affaccia (e come non avrebbe potuto accadere?) il rapporto tra Bassani e d’Annunzio che già il libro coordinato da Portia Prebys e da me indicava chiaramente nello stesso titolo, Vivere è scrivere. E il particolare dannunzianesimo dello scrittore ferrarese, mediato anche dalla fedeltà a quello che considero il più grande poeta del secolo breve, Eugenio Montale, si arricchisce di un altro importante tassello. E’ ben conosciuta la passione di Bassani per il poema dantesco che conosceva e recitava quasi tutto a memoria ma una fonte sicura mi conferma che lo scrittore ferrarese recitava tra amici, sempre a memoria, una splendida e rara poesia di d’Annunzio: I camelli della raccolta di Alcyone. Eccoli i pazienti animali rappresentati nella tenuta pisana, che faticano e nello stesso tempo evidenziano la loro estraneità al mondo in cui sono stati condotti per lavorare. Il loro lento adattarsi diventa emblema di una condizione esistenziale che è cosi vicina metaforicamente al mondo dell’autore del Romanzo di Ferrara.
Si passa poi a commentare un testo, quello di Laura Melosi che pubblica sulla scorta dell’archivio Olschki un libro straordinario, D’Annunzio e l’edizione 1911 della ‘Commedia’.
Alla fine ci si scambiano abbracci metaforici e reali tra amici riuniti da una comune passione.
Il ritorno alla realtà ferrarese rende ancor più acuta la nostalgia di quei momenti. Si spalancano imbarazzanti crepe nella nuova gestione della città. A Piazza Pulita, il programma di tv7 condotto da Formigli, scoppia il caso Solaroli, vicecapogruppo della Lega che offre a una troppo – secondo lui – invadente membro della giunta leghista, Anna Ferraresi, uno scambio tra una sua dimissione dal consiglio a un lavoro ben pagato che l’avrebbe vista alla guida del trenino che percorre la città come illustratrice dei luoghi artistici che il mezzo toccava. Se il fatto sostenuto fosse dimostrato vero sarebbe un gravissimo atto di prevaricazione. E di questo si dice nella telefonata erano al corrente e il sindaco e il vice sindaco. Non voglio continuare a ricordare le tristezze di Ferrara che sembra continuino anche nel fatto quasi inaudito della mancanza all’inaugurazione della Mostra donata dal Presidente della Repubblica Mattarella al Meis delle massime autorità dell’amministrazione cittadina. Almeno così commenta un membro della minoranza presente all’inaugurazione.
Allora si può cantare Com’è triste Ferrara?

Matisse e don Patruno, oggi…

da: Maria Cristina Nascosi Sandri

Son passati nove anni ormai dalla scomparsa di don Franco Patruno, una delle poche eccellenze intellettuali della ferraresità degli ultimi decenni, avvenuta nel mese di gennaio di 9 anni fa.
Figura indimenticabile, eppure non ricordata mai quanto sarebbe giusto, è comunque facilmente associabile nel ricordo – almeno di chi scrive – ad alcuni grandi della pittura di cui volle occuparsi, molte volte nella vita.
E così accade che anche la mostra aperta da poco a palazzo Chiablese di Torino, ‘Matisse e il suo tempo’, riporti alla memoria alcuni scritti di don Franco ed in particolare quelli sulla religiosità di Matisse e di Chagall pubblicati in un preziosissimo manualetto di molti anni fa, Chagall e Matisse: due templi della spiritualità in Provenza, edito da Book , in cui descriveva da par suo le sublimi opere matissiane racchiuse nella Chapelle du Rosaire, la Cappella Matisse a Vence, in Provenza, raro esempio di arte totale e mono-autoriale.
La mostra di Torino è curata da Cécile Debray del Centre Pompidou di Parigi, il catalogo pure è a cura sua, pubblicato da 24 ore Cultura e sarà in parete fino al 15 maggio 2016: sarebbe stata particolarmente grata a Patruno – conoscendolo – perché il suo fil rouge descrive una sorta di ‘spirito del tempo’, quello che unisce Matisse e gli altri artisti e che coinvolge momenti finora poco studiati, come il Modernismo degli anni Quaranta e Cinquanta.
Racconta, infatti, del legame tra il pittore ed altri pittori suoi contemporanei.
Esposte nelle sale torinesi cinquanta opere di Matisse (quadri, sculture e le 20 tavole «Jazz» realizzate con la tecnica dello stampino) e 47 altri artisti, tra cui Modigliani, Severini, Mirò, Gris, Dufy, Le Corbusier, Masson e Braque.

A proposito del lavoro per Jazz, Matisse ebbe a dire:
Ho realizzato queste pagine di scrittura per pacificare le reazioni simultanee delle mie improvvisazioni cromatiche e ritmiche, pagine a formare come un ‘fondo sonoro’…

Alcune tra le venti tavole del testo di Jazz erano state esposte e presentate ad Artelibro di Bologna, nel settembre del 2012, nell’edizione in fac-simile della Electa: lo splendido libro di Henri Matisse è, senza dubbio, il più bel libro d’artista pubblicato nel corso del Novecento.
Uscito nel 1947 da Tériade, raffinato editore d’arte parigino ( lo stesso della rivista Verve ), fu stampato in tiratura limitata, solo 250 copie. Quelle oggi ancora in circolazione, in alcuni musei e presso collezionisti privati, hanno un inestimabile valore di mercato.

Maurizio-Camerani-Matisse-Mlb-gallery-Ferrara

IMMAGINARIO
Dialoghi d’arte
La foto di oggi…

La mano di una delle odalische dipinte da Matisse esce dai quadri colorati che erano in mostra a Palazzo dei Diamanti e crea nuove suggestioni. Il videoartista Maurizio Camerani rimescola carte e temi del maestro fauve e ti può fare pensare persino alla Creazione di Michelangelo, che dalla Cappella Sistina si riverbera sugli ultimi smartphone. Filmati e sagome create a matita da Camerani sono nella Mlb home-gallery, la galleria-abitazione di Maria Livia Brunelli. Sulla stessa via del celebre museo coperto dai blocchi appuntiti di marmo, ma a pochi passi dal castello, in corso Ercole d’Este 3. Fino a domenica, ore 15-19.

OGGI – IMMAGINARIO BELLEZZA

Maurizio-Camerani-Matisse-Mlb-gallery-Ferrara
Una delle opere di Maurizio Camerani alla Mlb gallery ispirate a quelle di Henry Matisse viste a Palazzo dei Diamanti di Ferrara

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic sulla foto per ingrandirla]

 

maurizio-camerani-lola-bonora-oceano-pesci-fluttuanti-Mlb-Maria-Livia-Brunelli-home-gallery-Ferrara

Le suggestioni di Camerani: ombre d’artista all’ombra di Matisse

Ombre all’ombra di Matisse. Sono quelle tracciate da Maurizio Camerani, scultore e video artista, che con le sue opere dialoga con i quadri del maestro fauve francese. L’allestimento è alla Mlb home-gallery di Ferrara, che si trova lungo la stessa, bella via di Palazzo dei Diamanti dove è allestita l’esposizione di Henri Matisse: sul corso Ercole d’Este, ma una manciata di numeri civici più in su, vicino al castello del centro cittadino.

Una visita alla galleria-abitazione di Maria Livia Brunelli è un’opportunità per entrare in confidenza con l’arte minimale di Camerani, ma anche con quella ricca e variopinta di Matisse. In uno spazio che è familiare e intimo, ogni dettaglio richiama la fusione tra l’arte e la vita che è intorno. Come le piccole sagome in pasta frolla a forma di pesci, di mani e di piedi, create per il buffet da Laura Saetti: un abbraccio tra arte e materia quotidiana che – in questo caso – si può fare proprio, assaporare, masticare, digerire.

Pesci-rossi-Matisse-Maurizio-Camerani-vernissage-buffet-Mlb-home-gallery-Ferrara
I “Pesci rossi” di Matisse, di Camerani e del buffet

Affascinato dai momenti sospesi e dalle suggestioni che coglie nei quadri del pittore , Camerani riprende elementi delle sue stesse video-installazioni degli anni ’80 e li affianca a dettagli ricorrenti dei quadri di Matisse. Ogni opera è un assemblaggio che mette insieme un fotogramma dei suoi video con alcuni particolari matissiani, catturati sotto forma di ombra. Ecco allora il segno della matita morbida su carta, che va a comporre il riflesso che può lasciare una figura: la silhouette di un piede con la cavigliera da odalisca; la sagoma di una tazzina rovesciata; un tamburello; una rosa e una lucertola; le mani di una danzatrice; pesci rossi; foglie lobate di una pianta di filodendro che evoca vecchi appartamenti borghesi. Sono ombre, dunque, riflessi che proprio di riflessione parlano e alla riflessione portano.

Odalisca-Matisse-Maurizio Camerani-Mlb-home-gallery-Ferrara
Odalisca di Matisse e opere di Camerani alla Mlb

Nella casa-galleria al primo piano del palazzo è aperto un catalogo dell’opera di Henri Matisse. Camerani indica su una pagina la riproduzione del quadro dell’odalisca addormentata con accanto una tazzina capovolta e una scacchiera. E si chiede: “Cosa sarà successo in quella stanza? Si sono amati? Hanno litigato?”. Un particolare che esce da quell’opera, così piena di colori da sopraffarci, per diventare protagonista in punta di matita sopra un foglio di carta montato su telaio. La riduzione al bianco e nero diventa un percorso di indagine, interrogazione, insinuazione di un mistero.

In un video la sagoma rossastra di una danzatrice si muove come nel celebre olio su tela intitolato “La danza” e dipinto da Matisse in varie versioni nel primo decennio del ’900. La didascalia spiega: “Aurora si muove con la sua ombra, la rincorre, la tocca, la tira verso di sè, poi la lascia libera di fluttuare”.

Danza-Matisse-Maurizio-Camerani-Mlb-home-gallery-Ferrara
La Danza di Matisse e di Camerani

In un’altra opera le sagome dei pesci riprodotte con la matita sulla carta sono come ombre create dalla luce sulla parete dietro a un acquario, con le dimensioni degli animali che variano, rimpicciolite o ingrandite mentre navigano nell’acqua a causa dell’effetto ottico del vetro e delle luci. La suggestione è completata dalla presenza di tre pesciolini veri, che nuotano in una sfera di vetro a ricordare i “Pesci rossi” dipinti da Matisse all’interno di altre stanze, vicino ad altre finestre, in momenti e luoghi passati. “La tecnica esecutiva della matita – racconta Camerani – è un intreccio di segni, che mi costringe a un tempo lungo di permanenza sull’opera. E’ quasi un mantra, un tempo riflessivo e si collega alla mia matrice minimalista nell’ambito dell’arte”. Un mantra che riporta qui e adesso l’epoca fauve della Francia d’inizio Novecento, la rivisita in chiave moderna, la spoglia e la rinnova.

La mostra “Maurizio Camerani Atelier Matisse” in corso Ercole I d’Este 3 è aperta fino al 14 settembre; fino al 29 giugno è visitabile ogni sabato e domenica dalle 15 alle 19 con ingresso libero anche senza appuntamento. Negli altri giorni info allo 346 7953757 o sul sito della galleria (www.mlbgallery.com.)

Camerani-artista

IMMAGINARIO
le opere di Camerani
alla Mlb home gallery

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura.

Camerani-artista
Maurizio Camerani alla Mlb home gallery (foto di Giorgia Mazzotti)
Camerani-artista
Maurizio Camerani alla Mlb home gallery (foto di Giorgia Mazzotti)
Camerani-artista
Maurizio Camerani alla Mlb home gallery (foto di Giorgia Mazzotti)
Camerani-artista
Maurizio Camerani alla Mlb home gallery (foto di Giorgia Mazzotti)
Camerani-artista
Maurizio Camerani alla Mlb home gallery (foto di Giorgia Mazzotti)
Camerani-artista
Maurizio Camerani alla Mlb home gallery (foto di Giorgia Mazzotti)
Camerani-artista
Maurizio Camerani alla Mlb home gallery (foto di Giorgia Mazzotti)

 

 

Ombre all’ombra di Matisse dell’artista Maurizio Camerani alla Mlb home gallery
Inaugurazione con cibo ispirato alle opere d’arte di Camerani, che riecheggiano a loro volta elementi della produzione artistica di Henri Matisse ai tempi delle video installazioni degli anni ’80
da sabato 10 maggio (fino al 14 settembre in via Ercole d’Este 3)

(fotoservizio di Giorgia Mazzotti) clicca le immagini per ingrandirle

Icaro-Palazzo-Diamanti-Ferrara-Dialogo-inventato-con-Matisse-Mustafa-Sabbagh

Ferrara mostra anche l’anti-Matisse: Mustafa Sabbagh

I quadri pieni di gialli, rossi e blu squillanti dominano le sale di Palazzo dei Diamanti, in corso Ercole d’Este 21, e intanto, qualche manciata di numeri civici più in là, va in scena l’anti-Matisse. Nella stessa via rinascimentale di Ferrara, bella e acciottolata, si trova infatti la galleria-abitazione di Maria Livia Brunelli, dove è in mostra il lavoro di Mustafa Sabbagh in contrapposizione con il maestro “fauve” francese. Come ormai consueto la Mlb-home gallery propone un artista assolutamente contemporaneo in abbinamento al protagonista delle grandi mostre di Ferrara Arte.

Nato in Giordania, cresciuto professionalmente a Londra al fianco di Richard Avedon e diventato famoso come fotografo sui set delle griffe più importanti, Sabbagh ha da tempo elaborato una sua personale estetica. Il risultato delle sue riflessioni è nelle fotografie che lo hanno reso famoso, scavando e rivoluzionando quelle immagini stereotipate. La sua arte si contrappone all’ossessione per la bellezza univoca del mondo della moda e alla rigidità dei suoi canoni. Sulle sue stampe fotografiche i corpi vengono esibiti sì, ma nella loro cruda nudità e i tessuti e le stoffe, stringono le carni, le avvolgono e le mascherano, anziché addobbarle e abbellirle.

Mustafa-Sabbagh-Ferrara-Palazzo-Diamanti-Dialogo-inventato-Matisse
La scultura “Nudo seduto” di Matisse a confronto con la stampa fotografica di Mustafa Sabbagh in mostra a Ferrara

Mustafa, che ha fatto di Ferrara la sua città adottiva, spiega: “Dopo anni che lavoravo per riviste di moda, ho voluto cercare la verità fuori dal modello imposto, che è quello di una bellezza che ispira attrazione immediata, ma irraggiungibile, e che quindi crea anche un senso di disagio”. Lui, che è nato e cresciuto in Medio Oriente, osserva che il burka può essere proprio là dove crediamo sia stato strappato via. “Il nudo totale è il burka – dice – un burka moderno, fatto della necessità di essere ricchi, belli, taglia 42”. Il travestimento diventa allora uno strumento per liberare i corpi. Sabbagh racconta: “Ho iniziato a ragionare su questa idea e ho riflettuto sul fatto che oggi una forma di travestimento è il lattice, il reggiseno, la chat, un sito porno. La maschera può diventare uno strumento per liberarsi dalle maschere quotidiane imposte da consumismo, loghi, genere sessuale. La maschera elimina la superficie e può portare all’essenza del genere umano”.

Lusso-con-burka-Mustafa-Sabbagh-Mlb-home-gallery-Ferrara
Il dittico “Lusso con burka” di Mustafa Sabbagh alla Mlb home gallery di Ferrara

Lo stesso tipo di ricerca fatto sulla moda per scardinarne i pilastri, Sabbagh lo applica alle opere di un maestro dell’arte moderna come Henry Matisse. E il risultato è in mostra nella home gallery che si trova all’altro capo della via di Palazzo dei Diamanti, in corso Ercole d’Este 3. Figure e volti completamente coperti di nero su fondo nero o nudi bianchicci su fondo chiaro compongono le installazioni di stampe lambda opache su carta fotografica applicata su alluminio. “Ho tolto il colore che domina le composizioni di Matisse, ho coperto o lasciato nascosti i volti – conclude Mustafa – e poi mi sono accorto che un mio modello aveva la stessa posa di un suo disegno e la modella era distesa come una delle sue sculture”. L’idea di bello, quindi, resta lì, anche quando si cerca di superarla e schiacciarla. E rivela le insospettabili affinità che, un secolo dopo, legano l’artista fauve francese e il fotografo di moda e artista contemporaneo.

Icaro-Palazzo-Diamanti-Ferrara-Dialogo-inventato-con-Matisse-Mustafa-Sabbagh
“Icaro” di Matisse in mostra a Palazzo dei Diamanti e un’opera del “Dialogo inventato con Matisse” di Sabbagh

Burka moderni, un dialogo inventato con Matisse. Fino al 4 maggio alla Mlb home gallery di corso Ercole d’Este 3, a Ferrara. Sabato e domenica ore 15-19, gli altri giorni su appuntamento al 346 7953757.

Matisse-Ferrara-Palazzo-Diamanti-Giovane-donna-in-bianco

Faccia a faccia con Matisse a palazzo dei Diamanti

Giovane donna in bianco, sfondo rosso” è il simbolo della mostra di Henri Matisse a Ferrara. E chi entra a palazzo dei Diamanti – dove è esposta fino al 15 giugno – quella ragazza potrà vederla muoversi, ridere e poi impressionare, pennellata dopo pennellata, la tela che è appesa lì. Abito candido, capelli sciolti e una risata spensierata, la fanciulla si lascia cadere sulla poltrona della casa-studio del pittore fauve. Grazie a un filmato in bianco e nero ci si ritrova, a distanza di tre quarti di secolo, nel preciso momento in cui Matisse è faccia a faccia con la sua modella. Barba, occhiali e completo grigio, l’artista, che in quel momento ha già 77 anni, traccia con poche linee decise gli occhi di lei, rapide pennellate per i capelli ondulati, un’unica linea per naso e sopracciglia.

Quello con la “giovane donna in bianco” è solo uno tra i tanti incontri che la rassegna d’arte, curata da Isabelle Monod-Fontaine, offre al visitatore. Le sale ferraresi raccolgono la produzione di Matisse e la ripropongono in ordine cronologico, dal debutto più accademico della stanza d’ingresso fino ai collage fatti con carta colorata e ritagliata (gouaches découpées) degli ultimi anni. Ma ogni volta il racconto della carriera di uno degli artisti che ha cambiato il corso dell’arte del Novecento, procede come un dialogo tra le figure impresse in quadri, disegni, sculture.

I primi lavori esposti sono il “Nudo in piedi” fatto a carboncino nel 1900 con la tecnica più tradizionale del ritratto dal vero; a poca distanza c’è il “Nudo in piedi” dipinto a olio su tela un anno dopo, dove già il tratto naturalistico si addensa in macchie di colore quasi impressionistiche. Pochi passi ed è “Madeleine II”, una scultura di bronzo del 1903, dove la materia è un accumulo di ombre, una massa lavorata a piccoli tocchi che conferiscono al metallo scuro la luminosità di dense pennellate, una forma semplificata ma di volume armonico. Il dialogo ricomincia tra le teste dei ritratti: quello su tela della bambina “Nono Lebasque” (1908), dominato dai colori brillanti di abito verde, sfondo blu e giallo sbiancato del viso, ha la leggibilità dei disegni infantili e si confronta con la semplificazione delle forme del mezzo busto in bronzo intitolato “Jeanette III” (1911) con le ciocche dei capelli riassunte in quattro masse di materia, le orbite degli occhi che diventano due cavità accentuate, le guance rese in un paio di volumi rotondi. Parlano tra loro le tele dallo sfondo rosato dove Matisse prova e riprova una composizione di figure intere, “Nudo seduto” (1909), con il caschetto di capelli della modella che d’improvviso può dialogare con quello di una visitatrice ferma ad osservarla. Nell’ultima delle sale queste figure raggiungono la massima sintesi nelle gouaches di cartoncino colorato o nei disegni a inchiostro su carta, come quello di “Acrobata” realizzato da Matisse nell’ultima fase di attività (1952). Poche pennellate sicure, che spingono la figura fino ai limiti dell’astrattismo.

Chiusura nel vivace bookshop, dove l’esplosione di colori di Matisse prende la forma di poster, libri, quaderni dedicati alla sua opera, ma che sembra contaminare anche tutti gli oggetti di design, le borse, la bigiotteria e la fotografia di cucina creativa in esposizione tra banchi e scaffali. I canoni estetici del grande rivale di Picasso sono dunque ancora attuali: il dialogo continua.

Link alla sezione IMMAGINARIO – Anteprima di Matisse

Matisse-PalDiamanti-NudoSeduto1909

IMMAGINARIO
Anteprima
di Matisse

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città e i suoi abitanti.

Dialogo tra le opere di Matisse. A Palazzo dei Diamanti di Ferrara fino al 15 giugno (foto di Giorgia Mazzotti) – clicca sull’immagine per ingrandirla

Matisse-Palazzo-Diamanti-Ferrara-Odalisca1926e27-scultura-Grande-nudo
La scultura di Matisse con il “Grande nudo seduto”, 1922-29, si confronta con le sue tele intitolate “Odalisca” del 1926 e del ’27 e con il disegno del “Nudo seduto”, 1925
Matisse a Palazzo dei Diamanti, la responsabile dei servizi educativi Chiara Vorrasi davanti al quadro-simbolo della mstra intitolato "Giovane donna in bianco, sfondo rosso", 1946
La responsabile dei servizi educativi della mostra dedicata a Matisse, Chiara Vorrasi, davanti al quadro-simbolo della mostra: “Giovane donna in bianco, sfondo rosso”, 1946
Matisse-Palazzo-Diamanti-gouaches-découpées
La serie di gouaches découpées di Matisse, 1947
Matisse PalazzoDiamanti-Ferrara- IlRiflesso1935 con visitatrice+Isabelle Monod-Fontaine
L’opera “Il riflesso” di Matisse del 1935 si riflette nello sguardo della curatrice della mostra di Palazzo dei Diamanti, Isabelle Monod-Fontaine, a destra insieme a una visitatrice
Matisse-Palazzo-Diamanti-Ferrara-NonoLebasque1908-e-scultura-Jeanette1911
Il ritratto su tela “Nono Lebasque” di Matisse, 1908, dialoga con la scultura intitolata “Jeanette”, 1911, a Palazzo dei Diamanti
Matisse-PalDiamanti-bookshop
Matisse e la figura a Palazzo dei Diamanti, il bookshop

 

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi