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LA RIFLESSIONE
Un uomo che avrei voluto conoscere

È difficile ricordare qualcuno che non abbiamo conosciuto e che è divenuto un mito proprio per il silenzio di cui ha saputo circondarsi. Rigoroso nel non rilasciare interviste e disponibile a parlare con le persone che lo incontravano per strada, Michele Ferrero era un uomo di un altro tempo. L’applauso che lo ha salutato ad Alba esprime l’autenticità di sentimenti che vengono da lontano e si sono tramandati in forma di storie.
Ciò che le persone pensavano di lui lo capivi parlando con gli autisti, lungo il tragitto che da Asti conduce ad Alba, tra colline morbide, dopo che ogni traccia delle strade trafficate era stata abbandonata e sembrava lontana. Raccontavano piccoli aneddoti per dire del signor Michele: contadini entrati negli anni cinquanta nella fabbrica della Nutella, che non volevano separarsi dalla loro terra e ricevevano un permesso speciale nella stagione del raccolto delle nocciole; persone che gli erano grate per l’aiuto ricevuto anche direttamente e non solo attraverso le opere di beneficienza, raccontavano che ogni domenica andava in una chiesa diversa per poter distribuire equamente il suo obolo. E poi ricordavano quella volta dell’alluvione, quando gli operai erano andati tutti di mattina prestissimo con stivali e pale per ripulire la fabbrica dal fango. Esempio di come non vi sia bisogno di coordinamento se le scelte sono condivise. E in azienda io, affascinata e curiosa chiedevo ancora: mi raccontavano che il Signor Michele assaggiava di persona la mitica Nutella per verificare che fosse tutto “giusto”, che progettava e pensava a nuovi prodotti che replicassero il successo dei tanti che avevano fatto la storia del cibo che si mangia “per piacere”.
Io raccontavo che con gli Ovetti avevo allevato mia figlia: gli Ovetti erano il gesto dell’incontro, lo spazio di un sorriso per recuperare il contatto dopo l’assenza. Gli Ovetti hanno accompagnato il ritorno a casa di molte generazioni di genitori: per questo hanno mantenuto il carattere di archetipo della sorpresa, persino ora che di giochi ce ne sono tanti.
Mi affascinava, tra l’altro, il fatto che lui, un uomo anziano, mantenesse l’ostinata religione del lavoro e forse era lo stesso sentimento di ammirazione che legava le persone nel racconto di lui. Mi dispiace non averlo conosciuto di persona Michele Ferrero, non leggerò la biografia che molti avrebbero voluto scrivere e a cui lui, schivo, si è sempre sottratto; ma proprio per questo non posso sottrarmi al desiderio di scrivere questo breve pensiero. E se l’autorevolezza e la visibilità possano essere espressione di un lavoro tenace e silenzioso? Mi sembra questa la domanda che ci lascia.

Maura Franchi è laureata in Sociologia e in Scienze dell’educazione. Vive tra Ferrara e Parma, dove insegna Sociologia dei consumi. Studia le scelte di consumo e i mutamenti socio-culturali connessi alla rete e ai social network.
maura.franchi@gmail.com

ACCORDI
Ferrero rocker.
Il brano di oggi…

Ogni giorno un brano intonato a ciò che la giornata prospetta selezionato e commentato dalla redazione di Radio Strike.

[per ascoltarlo cliccare sul titolo]

Half Japanese – Put some sugar on it

Sarò scemo e non ho certo problemi ad ammetterlo ma fra le tante cose che mi hanno fatto riflettere in questi primi mesi del 2015, la scomparsa del signor Nutella spicca nera come la N su quel celebre barattolo.
Se negli anni ’70 Lou Reed ha avuto il coraggio di dire che nella nostra epoca le persone sono costrette ad appoggiarsi a sostanze psicotrope solo per sembrare almeno vagamente umane, beh… il signor Nutella è andato oltre.
Quest’uomo non solo ha anticipato di brutto Lou Reed ma ha fatto di più.
E’ vero, fu suo padre a spianargli la strada con i primi prototipi ma il Signor Michele Ferrero, per primo, capì che esisteva una grossa fetta di persone dedita alla barbarie più pura: sventrare biscotti e/o sventrare merendine per mangiarne solo il ripieno.
Non so come possa aver ricevuto quest’epifania in tempi non sospetti.
Forse con il suo cane da piccolo? Quante volte, dividendo un panino con un cane, ci siamo accorti che lo schifava privo di interesse saltando come un pazzo per avere solo del salame e/o qualunque altra cosa fosse fra il pane?
Chissà. Magari Michele Ferrero non ha mai avuto un cane e la sua era solo frustrazione covata per anni alla vista dei minuscoli incarti di stagnola contenenti quella che all’epoca si chiamava ancora “pasta Gianduja”.
Forse era “solo” la sua indole e in questo caso il signor Nutella ha fatto quello che ogni essere umano dovrebbe essere in grado di perseguire nel mondo libero: onorare la propria indole.
Però non si è limitato a questo. Ha magnanimamente pensato anche a noi dedicando la sua intera esistenza a questo sogno: un recipiente intero SOLO DI RIPIENO, venduto a prezzi ragionevoli e in formati adatti alle esigenze di ognuno di noi.
Sento dunque il bisogno di rendere omaggio a questo gigante con una canzone che mi ha consolato innumerevoli volte, proprio come il sogno a cui ha dedicato la Sua vita.

un barattolo di Nutella
l’album Greatest Hits degli Half Japanese

Selezione e commento di Andrea Pavanello, ex DoAs TheBirds, musicista, dj, pasticcione, capo della Seitan! Records e autore di “Carta Bianca” in onda su Radio Strike a orari reperibili in giorni reperibili SOLO consultando il calendario patafisico. Xoxo <3 Radio Strike è un progetto per una radio web libera, aperta ed autogestita che dia voce a chi ne ha meno. La web radio, nel nostro mondo sempre più mediatizzato, diventa uno strumento di grande potenza espressiva, raggiungendo immediatamente chiunque abbia una connessione internet.
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