Tag: mostra fotografica

mostra-foto-la-notte-paura-feltrinelli

“La notte non fa più paura”, le foto delle riprese in mostra alla Feltrinelli

La notte non fa più paura” è un lungometraggio sul terremoto del 20 maggio 2012 che sconvolse l’Emilia. Le riprese, cominciate il 20 settembre del 2014, durarono solo 10 giorni, e ad immortalare quei momenti di set e backstage c’erano gli obiettivi di Enrique Olvera e Marco Caselli.

La mostra fotografica, inaugurata ieri alla libreria Feltrinelli di Ferrara, è stata pensata proprio in quei giorni: le riprese erano terminate da poco, il regista Marco Cassini, gli ideatori Stefano Muroni, Walter Cordopatri, Ilaria Battistella e Samuele Govoni organizzarono un incontro alla Feltrinelli per raccontare “a caldo” quei giorni frenetici fatti di poco riposo e molte riprese. L’allora direttrice Erika Cusinatti, ospitò con entusiasmo il giovane staff durante la giornata conclusiva di Internazionale: in tanti si fermarono in libreria per ascoltare quella storia fatta di passione e sacrificio. Fu proprio in quell’incontro di due anni fa che nacque l’idea della mostra che sarà visibile al pubblico fino al 3 maggio.

Clicca le immagini per ingrandirle.

mostra-foto-la-notte-paura-feltrinelli
mostra-foto-la-notte-paura-feltrinelli
mostra-foto-la-notte-paura-feltrinelli
mostra-foto-la-notte-paura-feltrinelli

“La notte non fa più paura”, attualmente in corsa al Valdarno Cinema Fedic e presentato lo scorso venerdì in anteprima nazionale a Teramo riscuotendo grande successo di pubblico (due proiezioni sold out e un tanto affetto dimostrato dalla gente in sala), “si racconta” attraverso le fotografie di Enrique Olvera e Marco Caselli in una mostra realizzata grazie al contributo del Cpa (Centro preformazione attoriale).

Il ghetto di Vilnius nelle fotografie di John Batho a Venezia

In occasione de “Il giorno della memoria” a Venezia è stata inaugurata ieri la mostra “Dalla Camera Oscura. Il Ghetto di Vilnius. Fotografie di John Batho” che sarà visitabile fino al 3 aprile 2016.

Quando nel 1941 Vilnius (Lituania) fu conquistata dai tedeschi, nella città vecchia vennero costruiti due ghetti per contenere la numerosa comunità ebraica residente. Gli abitanti del ghetto più piccolo furono uccisi o deportati già nell’inverno del 1941; il secondo ghetto – più grande – sopravvisse fino al 1943. Il primo settembre di quell’anno i residenti cercarono di ribellarsi all’oppressione nazista; il fallimento di questa ribellione portò alla distruzione dello stesso ghetto. La popolazione ebraica lituana prima della seconda guerra mondiale ammontava a circa 220.000 persone. Durante l’invasione tedesca del giugno 1941, 206.800 ebrei furono uccisi dai nazisti e dai loro collaboratori lituani.
Da questa gravità indicibile, ecco il lavoro in bianco e nero di John Batho (pioniere della fotografia a colori) da lui realizzato a Vilnius nel 1998 sul luogo del Ghetto. Le fotografie sono negativi stampati dove il Ghetto è deserto, in stato di reliquia. Si intravede una carrozzina, le cassette della posta, le tracce della vita come era. Il silenzio, la luce, la luce bianca ci fanno sentire il soffio della gente assente e la luce infinita brilla ancora sul luogo. Solo la fotografia, tornando alla matrice del negativo, ha potuto materializzare questa luce che John Batho ha visto nel Ghetto di Vilnius.

Con e nella stessa idea di luce, John Batho fotografa in Présents & Absents (1998) il passaggio delle persone di fronte ad una cabina della camera oscura. “Le persone sono posizionate di fronte ad una cabina della camera oscura, attrezzata di un vetro grande, coperto dal vapore. I modelli sono passanti, anonimi visitatori del Centro d’Arte Contemporanea della città. Questo dispositivo produce una silhouette, una sagoma, una forma fugace come appena abbozzata. […] La precisione della presa di vista, rende tangibile la presenza e la materia sullo schermo di vetro, e tutti i dettagli del velo di vapore.”
Come dice John Batho stesso: dietro un vetro annebbiato, le persone posano su un fondo bianco. Le loro sagome si sospendono nel passaggio fra opaco e trasparente. Loro compaiono come convocate dopo un tempo lontano. Le silhouettes, per la loro presenza tenuta, a meta cancellata, incarnano una identità alle volte individuale e universale. Con questo lavoro magistrale John Batho evoca dall’assenza, la presenza di un segno sempre indelebile nonostante i passaggi della vita.

Nel Campo del Ghetto Nuovo è presente dal 25 aprile 1980 “Il Monumento dell’Olocausto”, opera dell’artista lituano Arbit Blatas. Sempre dello stesso artista – nel Ghetto veneziano – è presente dal 19 settembre 1993 l’opera “L’ultimo treno”, a cura di Živa Kraus.

John Batho è nato in Normandia nel 1939. Dal 1961 si è dedicato alla fotografia ed ha esposto le sue opere in alcuni dei più importanti musei e gallerie del mondo.

Ikona Photo Gallery ha presentato John Batho con una prima mostra a Venezia nel 1983 (“La couleur et son lieu: Deauville, Venise, Burano”) e con una mostra antologica (“John Batho. Il colore e il suo luogo”) nel 1987 al Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari a Firenze. Presso i Magazzini del Sale, nel 1997, è stata proposta una personale intitolata “Venezia Vedute” e, nel 2006, la mostra: “Plages de couleurs”. Ikona Venezia nel 2007 ha presentato nuovamente “Venezia Vedute” nella sua sede in Campo del Ghetto Nuovo, e ancora ha dedicato spazio a quest’opera di Batho nell’ultima mostra “Venezia Immagine – fotografie di John Batho e Franco Fontana.

Luogo: Ikona Venezia
Curatori: Živa Kraus
Telefono per informazioni: +39 041 5289387
E-Mail info: ikonavenezia@ikonavenezia.com
Sito ufficiale: http://www.ikonavenezia.com

Dal comunicato stampa.

IMMAGINARIO
Minaccia d’abbandono.
La foto di oggi…

Fino al 10 maggio, il ristorante 381 Storie da gustare di piazzetta Corelli, espone la personale fotografica di Valerio Spisani. Il titolo, “Menace Ruine”, tradisce la passione musicale dell’autore ispirandosi ad un gruppo black metal canadese, ma suggerisce anche lo spirito dell’esposizione, un viaggio nell’ex distilleria abbandonata di via Luigi Turchi, uno dei tanti luoghi abbandonati che costellano la città.

“Chi potrebbe mai dire che gli spazi ritratti in questi scatti si trovano a pochi chilometri dal luogo in cui sono esposte, ovvero nell’immediata periferia di Ferrara, in quell’enorme sito abbandonato che è l’ex distilleria nei pressi di via Modena, sita tra i canali Burana e Boicelli? Le coordinate spazio-temporali di questi luoghi sono azzerate, tutto è abbandonato, silenzioso, morto, ma soffermandosi ad osservare le stanze e i corridoi e lasciando correre l’immaginazione si possono quasi sentire le voci e i passi di tutte le persone che ci sono passate, di tutti i lavoratori che hanno speso buona parte della loro vita a tenere svegli i macchinari di questo mastodontico luogo”.

OGGI – IMMAGINARIO FOTOGRAFIA

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic sulla foto per ingrandirla]

menace-ruine-mostra-fotografia-valerio-spisani
foto di Valerio Spisani

IMMAGINARIO
Gelosia a nudo.
La foto di oggi…

Inaugura oggi alle 18,30 presso la Porta Degli Angeli la mostra “GELOSIA”, con gli scatti di Giacomo Brini.

​L’esposizione fotografica sviluppa il tema della “Gelosia”, nel doppio significo posseduto dalla parola, ovvero sentimento ed elemento architettonico, attraverso il ritratto fotografico.
Le foto esposte sono i ritratti di tutte le persone che hanno risposto alla “CALL FOR GELOSIA” mettendosi a nudo davanti all’obiettivo fotografico, relazionandosi con il doppio significato della parola che dà il titolo alla mostra.

La mostra resterà visitabile fino al 06 maggio e prevede al suo interno anche due eventi in collaborazione con l’Associazione EVART che gestisce e organizza le attività della Porta Degli Angeli:

_18 aprile 2015_ RITRATTI ALLA PORTA: giornata in cui potersi far ritrarre da Brini all’interno della magnifica struttura
_19 aprile 2015_ WORKSHOP FOTOGRAFICO DI RITRATTO: con modella analizzando il ritratto in relazione allo spazio/ambiente della porta stessa e del contesto circostante

INFO
[t] +39 3200152974
[@] giacomo.brini@gmail.com
​www.giacomobrini.it​

OGGI – IMMAGINARIO FOTOGRAFIA

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic sulla foto per ingrandirla]

call-for-gelosia-giacomo-brini-mostra-fotografica-porta-degli-angeli-ferrara-immaginario
foto di Giacomo Brini

IL RITRATTO
Alessandro Duran: 50 anni leggeri e micidiali

Pum! La Leica ha compiuto cent’anni, il pugile Alessandro Duran ne sta per festeggiare la metà.
Cosa c’entra una macchina fotografica con un pugile? Volendo c’entra perché è proprio quella macchina lì che ha immortalato uno dei campioni-simbolo di questo sport, che è Cassius Clay, diventato famoso con il nome di Muhammad Alì. E il pugile in questione è Duran, nato a Ferrara il 5 febbraio 1965, che proprio un’immagine di Muhammad Alì tiene appesa nella palestra della società dove porta avanti questa disciplina insieme al fratello Massimiliano e, prima, già con il padre Juan Carlos. Perché Alessandro, nel pugilato, c’è dentro da quando è poco più che un bambino: prima come atleta, ora come allenatore e commentatore, ogni sabato su ItaliaUno.

palestra-alessandro-massimiliano-duran-pugile-pugilato-giorgia-mazzotti
Punchingball della Pugilistica padana-Vigor di Alessandro e Massimiliano Duran, a Ferrara

In comune, poi, la mitica macchina fotografica e il pugile hanno il piglio dimensionale. Compatta e micidiale, la Leica è la macchina fotografica che rivoluziona dimensioni e dinamicità della ripresa. E’ il suo inventore – Oscar Barnack – che supera la tecnica degli ingombranti apparecchi a lastre. Costruisce una camera con dentro solo un piccolo pezzo di materiale fotosensibile, che è il negativo, da ingrandire poi in camera oscura. Il primo prototipo, leggero e maneggevole, è messo a punto un secolo fa, poi prodotto dal 1925. Così l’obiettivo per la prima volta esce dagli studi, inizia lo scatto a mano libera: in strada, in guerra, sul ring. La caratteristica delle fotografie fatte con la Leica è che sono sempre lì, pronte a raccontare la vita in pieno svolgimento. Non a caso il nome della macchina fotografica è legato al famoso scatto di Robert Capa, del 1936, con il miliziano colpito a morte; alla guerra in Vietnam (Nick Ut, 1972); al bacio del marinaio per i festeggiamenti in piazza del V-day (Alfred Eisenstaedt, del 1945); ma anche al ritratto del pugno di Muhammad Alì fatto da Thomas Hoepker, del 1966.

leica-macchina-fotografica-centenario-mostra
Locandina della mostra per il centenario Leica: bacio in strada per il V-day, Mohammad Alì e operaio su un cantiere

Come quella macchina che ha fissato tanti momenti storici, pure Alessandro Duran fonda la sua forza su una dinamicità leggera e veloce. Campione di pugilato, vince il titolo italiano e poi il mondiale nella categoria di peso welter, che è quello che non può superare i 67 chili, rispetto ai 90 e passa dei pesi massimi. E ora, come allenatore, Alessandro porta sul ring Simona Galassi, campionessa donna della categoria dei pesi mosca, che vuol dire sotto i 51 chili. Ragazze, ragazzini, uomini corrono svelti e leggeri al Palapalestre di Ferrara durante gli allenamenti settimanali della Pugilistica padana-Vigor. Per alcuni è palestra, per altri è mestiere.

Tra pochi giorni Alessandro Duran – che ogni sabato commenta gli incontri di pugilato in tv – farà le sue riflessioni sportive in diretta dal palasport di Ferrara: sabato 7 febbraio a partire dalle 20. In palio il titolo intercontinentale maschile superwelter e il titolo europeo femminile pesi mosca con protagonisti rispettivamente i ferraresi Matano e la Galassi. Marcello Matano combatterà contro il finlandese Jussi Koivula per il titolo Intercontinentale pesi superwelter; Simona Galassi affronterà Loredana Piazza per il titolo europeo pesi mosca. Sul ring anche Mattia Musacchi (pesi piuma) e Marco Iuculano (pesi leggeri), al loro esordio da professionisti, e poi Maurizio Lovaglio e Rosario Guglielmo a disputarsi il titolo italiano pesi massimi leggeri.

Eccoli allora, pronti a scattare: leggerezza e mira, dinamicità e colpi micidiali. Auguri.

[clic su una foto per ingrandirla e vedere tutta la galleria]

alessandro-duran-pugile-pugilato-giorgia-mazzotti
Alessandro Duran nella palestra dove allena (foto Giorgia Mazzotti)
alessandro-duran-pugile-pugilato-giorgia-mazzotti
Alessandro Duran (foto Giorgia Mazzotti)
palestra-alessandro-massimiliano-duran-pugile-pugilato-giorgia-mazzotti
Punchingball (foto Giorgia Mazzotti)
simona-galassi-alessandro-duran-pugile-pugilato-giorgia-mazzotti
Simona Galassi e Alessandro Duran (foto Giorgia Mazzotti)
simona-galassi-pugile-pugilato-giorgia-mazzotti
La campionessa pugile Simona Galassi (foto Giorgia Mazzotti)
simona-galassi-pugile-pugilato-giorgia-mazzotti
Simona Galassi si prepara (foto Giorgia Mazzotti)
simona-galassi-pugile-pugilato-giorgia-mazzotti
Allenamento della Pugilistica padana-Vigor (foto Giorgia Mazzotti)
simona-galassi-pugile-pugilato-giorgia-mazzotti
Atleti in riscaldamento (foto Giorgia Mazzotti)
simona-galassi-pugile-pugilato-giorgia-mazzotti
Ragazzi, uomini e donne si allenano (foto Giorgia Mazzotti)
simona-galassi-pugile-pugilato-giorgia-mazzotti
Un altro scatto durante gli allenamenti (foto Giorgia Mazzotti)
simona-galassi-pugile-pugilato-giorgia-mazzotti
Allenamento a Ferrara (foto Giorgia Mazzotti)
pugilistica-padana-palapalestre-ferrara-guantoni-giorgia-mazzotti
Guantoni e accessori di protezione (foto Giorgia Mazzotti)

IMMAGINARIO
La città metafisica
La foto di oggi…

Un intero paese costruito come un quadro metafisico: è Tresigallo, una ventina di chilometri da Ferrara. A celebrare la bellezza e il sogno di un insieme di architetture ed edifici costruiti apposta per creare un’armonia urbana tutta nuova – su impulso di Edmondo Rossoni negli anni ’30 – è la mostra “Fotografie di armonie”. Oggi alle 18 all’Urban center Sogni, in via del Lavoro, la presentazione degli scatti dei soci del Fotoclub Ferrara. Fino a domenica 5 ottobre. (Giorgia Mazzotti)

OGGI – IMMAGINARIO BELLEZZA

Tresigallo-Fotoclub-Urban-center-sogni-mostra
Tresigallo come esempio architettonico omogeneo del sogno di una città nuova nella mostra del Fotoclub (foto di ANNA MARIA MANTOVANI)

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

[clic sulla foto per ingrandirla]

L’obiettivo del marziano

Lo guardavano come un marziano, lo guardavano da sotto i portici di piazza San Pietro, dove avevano trovato riparo dal temporale. Tutti a cercare di capire cosa ci faceva quell’uomo armato di macchina fotografica sotto la pioggia, cosa trovava di così interessante in quelle pozzanghere, che indagava chinandosi, girandovi attorno e scattando come fosse ispirato da visioni invisibili agli occhi altrui. Performance o follia? Né l’una nell’altra, bensì il lavoro di un artista fotografo, Adolfo Brunacci. Ha scattato 500 immagini, novanta delle quali raccolte in un libro da cui prende il nome la sua mostra “Rumon – all’inizio fu l’acqua’, in svolgimento dal 4 giugno al 4 luglio allo stadio Domiziano di Roma. I trenta scatti in esposizione sono un omaggio alla bellezza, un esercizio di stile sui riflessi restituiti dalla pioggia imprigionata nei tanti avvallamenti delle strade e dalle fontane romane. Alla fisarmonica di Daniele Mutino è stata affidata l’inaugurazione (alle 18.30 del 4 giugno), le note del compositore, diffuse in uno degli spazi archeologici ed espositivi tra i più suggestivi della città, collocato proprio sotto la più moderna piazza Navona, sono il preludio di un viaggio per immagini dalle quali emerge lo splendore eterno dell’Urbe sottolineato, a tratti, dai versi della poetessa Luci Zuvela.

brunacci
Il fotografo Adolfo Brunacci

Brunacci racconta una città senza tempo, cresciuta intorno all’acqua del Tevere, illuminata da una luce speciale, unica al mondo. “Ho fatto chilometri a piedi aspettato il momento giusto per cogliere tra la pioggia e le improvvise schiarite il lato estetico più affascinante. Dentro a una pozza c’è un mondo, c’è il viaggio di un viandante allo scoperta di Roma”, racconta Brunacci, toscano d’orgine romano d’adozione, abituato per anni a costruire in studio immagini che gli hanno fruttato l’etichetta di fotografo pittorealista – surrealista, definizioni coniate dalla critica specializzata per descriverne le opere. Ma è passato tanto tempo da allora e lui, chi lo conosce sa, è un artista ‘in progress’ e a piedi. Pronto a fare chilometri per carpire segreti on the road. “Da allora il mio modo di fotografare è cambiato, l’estetica resta l’obiettivo della ricerca, ma tutto si è spostato sulla strada – spiega – Un tempo fotografavo quello che pensavo, ora quello che vedo”. Per Brunacci, conosciuto nel mondo della foto ‘glam’ italiana e straniera, della pubblicità, per anni firma di punta di Playboy con una solida esperienza di graphic design e video clip, la macchina fotografica resta il mezzo per creare quello che il cuore, la mente e la cultura riescono a plasmare. Ieri come oggi.

“La mostra, tratta dal libro arricchito dalle poesie di Luci Zuvela, che hanno saputo richiamare la voce antica del Tevere e le sue leggende, racconta la parte migliore di Roma – spiega – Le buche, della cui mancata manutenzione i romani sono i primi a lamentarsi, assumono un significato diverso. Sono mondi a se stanti, da esplorare, da inquadrare e fermare in un gioco di luce e stati d’animo”. In poche parole, bisogna saper cercare la bellezza nei luoghi inaspettati. Roma è ricca di spunti, carica di contraddizioni, popolata dalle etnie più diverse, animata dalle più strane proposte e contemporaneamente stritolata tra nuove e vecchie povertà che, neanche a farlo apposta, vivono in strada. Il regno creativo di Adolfo Brunacci da tempo impegnato nel declinare i tanti volti di un progetto di cui “Rumon- all’inizio fu l’acqua” è il primo tassello. Di strada.

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi