Tag: ripartenza

SCUOLA FIRST: impressioni di settembre…
Anche Ferrara scende in piazza il 25 giugno

“Settembre poi verrà ma senza sole” sono le parole di una strofa di Settembre, una canzone di Peppino Gagliardi, famosa negli anni Settanta. Le stesse parole potrebbero essere adatte per definire la situazione che sta vivendo la nostra scuola pubblica; infatti, pur avendo la certezza che a settembre la scuola non ripartirà ‘normalmente’, gli amministratori nazionali e locali stanno lavorando con grande lentezza. assolutamente ‘al buio’ per preparare le condizioni per il rientro.
È evidente che a settembre la comunità scolastica ha un assoluto bisogno di ripartire in presenza: bambine, bambini, ragazze, ragazzi, insegnanti, lavoratori, lavoratrici e famiglie hanno resistito per tre mesi, materialmente e psicologicamente, per far fronte all’emergenza.

Dopo questo enorme sforzo collettivo, e quando ormai tutte le attività produttive del Paese sono già state riavviate, la scuola ha bisogno di ricominciare in presenza perché senza scuola non c’è politica, non c’è giustizia, non c’è uguaglianza, non c’è crescita umana e nemmeno economica.
Per quanto il problema della ripartenza sia complesso, io penso che non ci potrà mai essere una soluzione ‘lluminosa’ se non ci si avrà il tempo di lavorare seriamente, insieme, con tempi distesi, guidati dalla luce di un faro rappresentato dalla scuola in presenza.

È sotto gli occhi di tutti come il nostro non sia un Paese che investe sulla sua scuola per investire sul proprio futuro-. Io però speravo, ingenuamente, che in un momento così delicato si sarebbero unite le forze per reperire le idee e le risorse necessarie per mettere la scuola, intesa come ‘organo costituzionale’, in grado di poter esercitare la propria funzione. Invece, le priorità di questa classe politica sono altre: basta guardare alle risorse promesse ad Alitalia e FCA e confrontarle con quelle destinate alla scuola per accorgersi subito della sproporzione a sfavore del nostro sistema educativo.

Inoltre, dopo mesi di ‘scuola dell’assenza’, ancora oggi – nonostante la Commissione Tecnico Scientifica presieduta dal Professor Patrizio Bianchi abbia concluso i suoi lavori un mese fa – il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina non ha ancora emanato le linee guida indispensabili per far ripartire le scuole in presenza e in sicurezza.
Le anticipazioni relative a questo documento destano molta preoccupazione. Non sono infatti previste risorse straordinarie, né investimenti strutturali, né personale aggiuntivo. Non c’è nessun impegno per garantire una riapertura in sicurezza. Si parla di “riduzione del tempo scuola”, di didattica a distanza, di formazione sulle nuove tecnologie… e non è un caso che siano in uscita proprio le linee guida per la didattica digitale integrata e per la sua valutazione. Si rischia lo stravolgimento della scuola della Costituzione.

Non è quello che i genitori si aspettano.
Non è quello che gli insegnanti chiedono..
Non è quello che serve al mondo della scuola.
Non è quello di cui il Paese ha bisogno.

In un momento in cui occorreva unire gli sforzi per mettere la scuola al centro dell’agenda politica, in cabina di regia stanno lavorando al risparmio e in maniera raffazzonata per indirizzare la scuola verso un settembre di didattica a distanza, di spezzatini organizzativi senza logica e criterio, di tempi ridotti e di spazi democratici ristretti.

Wake me up when september ends (“Svegliami quando settembre finirà”) dei Green Day, una canzone di tutt’altro genere musicale rispetto a quella citata nell’incipit, interpreta bene il modo di vivere dei molti che si aspettano che una soluzione, prima o poi, cadrà dal cielo. Mi spiace ma credo che la scuola di tutti debba essere progettata insieme. E credo che nessuno meglio di chi vive la scuola quotidianamente, possa occuparsene con cognizione di causa portando avanti i sogni e i bisogni collettivi.

Un’altra scuola è possibile rispetto a quella che sembra uscire dalle linee guida del Ministro ma, ora come mai, è necessario che i genitori, gli insegnanti, gli educatori, il personale amministrativo, i dirigenti, i cittadini uniscano le proprie forze per chiedere che i Comuni e le Province trovino spazi per tutte le scuole di ogni ordine e grado, per reclamare risorse straordinarie, per avere personale docente e Ata adeguato alle esigenze della scuola, per assumere i docenti precari, per ottenere degli investimenti strutturali per l’edilizia scolastica, per avere una corretta prevenzione sanitaria, per pretendere di essere informati, per poter partecipare al progetto di ripartenza e per scrivere insieme le pagine di questo nuovo patto di corresponsabilità educativa.

Per questo, anche a Ferrara si è costituito il Coordinamento  “Priorità alla scuola”: un movimento formato da cittadini, genitori, insegnanti, educatori, operatori della scuola, professionisti che, come in altre 70 città italiane, porterà in piazza queste rivendicazioni. Per Ferrara la manifestazione, quindi l’appuntamento per tutti coloro che vogliono la scuola al primo posto (#scuolafirst), è il 25 giugno, in piazza Savonarola, alle ore 18,00.
Dopo avergliele “cantate”scendendo in piazza, avremo più forza e forse dovranno ascoltarci. Anche a Ferrara chiederemo impegni precisi ad amministratori pubblici e dirigenti scolastici. C’è in ballo la nostra scuola pubblica, un Bene Comune, un bene prezioso che oggi è in pericolo. Siamo in tanti, e siamo disposti a rimboccarci le maniche: settembre è vicinissimo e non c’è un minuto da perdere.

Comunque la pensiate, buona partecipazione alla manifestazione e alle iniziative successive.
Qui la pagina facebook di Ferrara: https://www.facebook.com/PasFerrara/ 
Qui la pagina nazionale: https://www.facebook.com/prioritaallascuola/
Qui la mail per segnalare il proprio interesse alle iniziative future: prioritaallascuolaferrara@gmail.com

RITORNA LA NOTTE ROSA:
dal 7 al 9 agosto a Comacchio e in tutta la Costa Romagnola

Ufficio Stampa Ascom Confcommercio – Comacchio 

La Notte Rosa si farà e verrà realizzata su tutta la Costa Romagnola (da Comacchio a Misano Adriatico come da tradizione) e relativi entroterra, centri urbani compresi.
Quando ? Nel secondo week end di agosto (7/8/9). A darne notizia Gianfranco Vitali, presidente di Ascom Confcommercio di Comacchio ma sopratutto in questo ambito coordinatore della cabina di regia di Destinazione Turistica Romagna:
“La Notte Rosa si farà – spiega Vitali – anzi sarà una vera e propria Pink Week perché gli eventi partiranno già da lunedì 3 agosto. Era necessario sopratutto in questo momento complesso per l’economia turistica anche del nostro territorio dare continuità ad un appuntamento importante per creare flussi di visitatori. Si tratterà di eventi diffusi sia nell’entroterra come sulle spiagge, insomma una Notte Rosa …soft allo scopo da un lato di salvaguardare la sicurezza ma dall’altro di richiamare turisti in un appuntamento entrato ormai stabilmente nell’immaginario collettivo. La Notte Rosa è uno stimolo in più”.
Una filosofia di piccoli eventi (cene romantiche al lume di candela….appuntamenti musicali più confidenziali, per fare solo due esempi…) che comunque permetteranno alla costa romagnola di promuoversi con entusiasmo e professionalità, con la madre di tutte le notti unendo sicurezza e divertimento. Un appuntamento che verrà lanciato come Pink Week a livello europeo (a breve saranno disponibili i programmi) e che testimonia la volontà di non rinunciare alla promozione in grande stile.

TERZO TEMPO
Fischio d’inizio: la SPAL ospita il Cagliari di Zenga

La ripresa del campionato di serie A è ormai alle porte. La SPAL ricomincia la sua lotta per non retrocedere contro il Cagliari di Walter Zenga, subentrato a Rolando Maran pochi giorni prima della sospensione del campionato.

La squadra arriva al match con la vittoria ottenuta a Parma, la seconda del 2020 dopo quella contro l’Atalanta a gennaio, entrambe le quali hanno visto andare a segno Andrea Petagna, giocatore che si sta rivelando sempre più decisivo per i colori biancoazzurri. L’ultimo successo dei sardi invece risale addirittura a dicembre: un pirotecnico 4 a 3 contro la Sampdoria dove il goal vittoria è stato segnato nei minuti di recupero da Alberto Cerri, ora in prestito proprio alla SPAL. Inutile dire che i tre punti servono di più alla squadra ferrarese, ma anche il Cagliari, dopo un inizio da prime della classe, si è stabilizzato nelle zone di metà classifica, ridimensionando i suoi obbiettivi di stagione puntando ad una salvezza tranquilla.

In serie A la SPAL contro il Cagliari non vince dalla stagione 1967-68, l’ultima prima del lungo periodo in  ‘purgatorio’, dove allo stadio Comunale di Ferrara (all’epoca Paolo Mazza era presidente della società biancozzaurra) il Cagliari si piegò ad un gol di Giovanni Brenna. La SPAL deve vincere sperando che la storia non si ripeta.

DA MILANO A FERRARA: RIPARTIAMO DALLA SCUOLA!
“Perché occuparsi della scuola significa occuparsi di tutto”

Pubblichiamo un brano della Lettera inviata ieri (10 giugno 2020) dal noto architetto Alfonso Femia al sindaco di Milano Claudio Sala. Anche noi come lui pensiamo che “occuparsi di scuola significa occuparsi di tutto: di individuo, di famiglia, di lavoro, di pubblico, di privato. Il luogo della scuola è fatto di dentro e fuori, è l’edificio e il quartiere, il percorso da casa, la condivisione, i momenti ludici, è consapevolezza urbana”. Anche qui a Ferrara pensiamo che, visto che vogliamo – dobbiamo – ripartire, occorre partire ‘con il piede giusto’. Cioè dalla Scuola Pubblica, da una scuola “di tutti e per tutti”. Dalla scuola della Costituzione e del “I care”. Da una scuola “diffusa” (ne scrive spesso su queste colonne Giovanni Fioravanti), da una scuola democratica, circolare, creativa (Mauro Presini, sempre su Ferraraitalia). Appena dopo l’estate vogliamo – dobbiamo – ripartire da una scuola della relazione, della vicinanza, della presenza, perché la didattica a distanza è stato l’unico modo (imperfetto ma necessario) per rispondere all’emergenza pandemia, ma non può diventare il modello, la regola, la prassi: la scusa per regalarci una scuola ancora più lontana.
Non da ieri, da alcuni decenni – quale sia stato il colore di governo – la nostra Scuola Pubblica (il personale docente e non docente, gli bambini e ragazzi di ogni ordine e grado, le famiglie) è stata abbandonata a se stessa. Edifici non a norma, giardini incolti, tavoli e sedie d’antiquariato. E soprattutto tagli su un personale insegnante pagato la metà della media europea, centinaia di migliaia di precari, e nessuna idea, visione, programma, finanziamento per fare della scuola quello che può e deve essere: un pilastro di una società e di una “città della conoscenza”. E’ ora di ripartire. Dopo, sarà troppo tardi.
(Effe Emme)

Spett.le Comune di MIlano
Alla cortese attenzione
del Sindaco Giuseppe Sala

Milano, 10 giugno 2020

Oggetto: FAR RIPARTIRE MILANO DALLA SCUOLA.

Riprendo quanto da Lei trasferito nella  comunicazione ai milanesi relativa allo stanziamento di 14 milioni di euro per impermeabilizzare le coperture e mettere in sicurezza le gronde di 50 scuole milanesi e alle dichiarazioni dell’assessore Paolo Limonta sulla necessità di affrontare adeguatamente, a misura di studenti e non di politica, la ripresa scolastica dopo la Covid.
Il mio obiettivo è quello di mettere in evidenza l’importanza degli spazi della scuola e di stimolare politica e Governo a mettere in campo iniziative che possano realmente adeguare i luoghi dell’educazione alla situazione contemporanea, alle esigenze delle nuove generazioni, con una visione ampia sul futuro. Penso che l’integrazione tra tutti gli attori competenti che “fanno scuola” sia il percorso più efficace per formulare progetti responsabili e  allocare coerentemente le risorse.
Questa iniziativa si propone come una Call to Action che non si finalizza solo sulla scuola, ma anche sulla qualità urbana, per il recupero della piccola scala di quartiere fino a coinvolgere la città intera.

Cosa significa occuparsi di scuola?
Comprimendo molto la complessità del contenuto, occuparsi di scuola significa occuparsi di tutto: di individuo, di famiglia, di lavoro, di pubblico, di privato. Il luogo della scuola è fatto di dentro e fuori, è l’edificio e il quartiere, il percorso da casa, la condivisione, i momenti ludici, è consapevolezza urbana.
La necessità di un’azione pubblica comune nasce dall’esigenza di considerare tutti gli aspetti, senza porre arbitrarie priorità, un’azione pubblica coordinata da una figura professionale con competenza specifica sui luoghi e sulla relazione tra essi, responsabile non solo per i luoghi, ma per l’abitare, il vivere degli individui e per questo generosa nella disponibilità a un dialogo permanente con interlocutori diversi e con la capacità di esprimere progettualità temporalmente dinamiche.
Mi farebbe piacere condividere, discutere e migliorare con lei questa iniziativa e trasformarla in un’azione comune di sensibilizzazione.
Grazie per l’attenzione che vorrà dedicarmi. Un cordiale saluto
Alfonso Femia

L’Emilia Romagna punta su agriturismi e fattorie didattiche.
Fondi per 2 milioni di euro per la ripartenza

Da: Regione Emilia Romagna

L’assessore Mammi: “Siamo a fianco degli imprenditori e dei lavoratori di un comparto economico importante per l’Emilia-Romagna e in costante crescita. Subito misure per spingere la ripartenza dopo il lockdown e garantire soggiorni in sicurezza a tutti gli ospiti delle strutture”

Risorse fresche per 1,9 milioni di euro e la proroga a fine settembre dei bandi del Programma di sviluppo rurale da 7 milioni di euro. L’Emilia-Romagna punta sulla ripartenza dei 1200 agriturismi e delle oltre 300 fattorie didattiche attivi da Piacenza a Rimini e dal mare alla montagna, con un finanziamento regionale “una tantum” da un milione e 900 mila euro per sostenere nella fase 2 e far ripartire, in vista della stagione estiva, un settore duramente colpito dal lockdown dovuto all’emergenza coronavirus.

Accanto all’impiego di nuove risorse e sempre per rafforzare un comparto economico importante per tutto il territorio regionale, è stata decisa anche la proroga a fine settembre della scadenza per partecipare ai bandi del Programma di sviluppo rurale (Psr): 7 milioni di euro di finanziamenti per favorire la riqualificazione e l’ampliamento delle strutture ricettive e di servizio degli agriturismi.
E per garantire soggiorni in sicurezza a ospiti e operatori, la Regione ha stilato un apposito protocollo condiviso con associazioni, sindacati ed enti locali, con le misure anti Covid da adottare per la riapertura.

Le nuove misure economiche insieme all’azione della Regione Emilia-Romagna a sostegno della riapertura di agriturismi e fattorie, sono state illustrate oggi dall’assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi, nel corso di una conferenza stampa, organizzata da Cia (Confederazione italiana agricoltori), con Cristiano Fini, presidente Cia Emilia Romagna e Massimo Bottura, presidente regionale dell’associazione agrituristica Turismo Verde.

“Quello degli agriturismi è un sistema molto importante per questa regione- spiega Mammi -. Solo l’anno scorso 160mila persone sono state ospiti di queste strutture con circa 450mila pernottamenti determinando un aumento complessivo del 6,8% dei soggiorni rispetto all’anno precedente. È un sistema in crescita fatto di aziende in grado di ospitare al meglio e in tutta sicurezza turisti dalla nostra regione, dall’Italia e speriamo presto anche dall’estero e grazie all’impegno di tutti ci sono le condizioni per ripartire in tranquillità”.
“Gli agriturismi- chiude l’assessore- sono soprattutto un luogo di cultura dove c’è l’incontro tra terra e tavola, tra produzione e trasformazione in cibi di eccellenza per cui siamo famosi nel mondo, in posti bellissimi capaci di offrire soggiorni e vacanze adatti a tutti”.

I numeri di agriturismi e fattorie
Sono 1197 le aziende agrituristiche attive in regione e 300 le fattorie didattiche. In 308 strutture si può solo dormire, in 332 solo ricevere i pasti, mentre in 525 sono disponibili entrambi i servizi. Inoltre, 596 strutture agrituristiche offrono la possibilità di svolgere almeno una tra attività sportive, ricreative, culturali, didattiche.

All’inizio del 2020, con l’approvazione della normativa di settore, si è dato l’avvio anche all’enoturismo, attività svolta da aziende agricole che coltivano vite o producono vino e che offrono la possibilità agli ospiti di visitare le loro vigne e cantine, conoscere gli strumenti di coltura e produzione, degustare ed acquistare il vino.

Venendo ai dati nel 2019 il settore è cresciuto del 2,7% (38 unità) per quanto riguarda gli agriturismi attivi rispetto all’anno precedente. Sono aumentati i soggiorni del 6,8% sul 2018 e sono 159.285 i turisti che hanno deciso di scegliere questa tipologia ricettiva con 439.773 pernottamenti e una permanenza media di quasi 3 notti. Un trend di crescita delle presenze superiore alla media di tutte le strutture ricettive, sia per il numero di turisti accolti (+6,8% contro un +1,2%), sia per tasso di permanenza, con un +3,9%, rispetto al totale delle strutture ricettive.

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