Tag: tommaso foti

Un giorno tra la destra ferrarese

Non avrei mai creduto di commentare un evento come quello di domenica scorsa a Ferrara. Non avrei mai creduto non perché non si potesse realizzare, ma non pensavo potesse riportare un successo del genere in una città che, appunto, era rossa. Ma andiamo con ordine. Nell’ampio spazio coperto  di Sala Borsar è andata in scena la “Festa del tricolore”, un evento che tornava a Ferrara dopo molti anni, organizzata da Fratelli d’Italia, e che ha visto come protagonista assoluta della giornata proprio il presidente del partito, Giorgia Meloni. La giornata è stata divisa in tre momenti.

Già durante il primo atto ho avuto modo di scoprire che a Ferrara, al contrario di quanto si possa pensare, la destra è forte ed ha le caratteristiche che mancano in questo momento alla sinistra per vincere, una su tutte l’unità. E proprio sul tema dell’alleanza nel centrodestra si è focalizzata la discussione tra Alan Fabbri, Mauro Malaguti e Paola Peruffo, tutti ospiti del senatore Alberto Balboni, in qualità di padrone di casa. Tutti  i partecipanti hanno dedicato il primo intervento a tastare il terreno e a lanciare segnali in vista delle elezioni della prossima primavera. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, hanno passato quasi un’ora a complimentarsi vicendevolmente e a sottolineare come, ora più che mai, la destra sia compatta e unita anche a Ferrara. Una coesione che andava pubblicamente mostrata a livello locale – circa duecento gli ascoltatori –  e rimarcata anche davanti agli alleati nel governo giallo-verde. Infatti, lo stesso Balboni ha lanciato verso il Movimento 5 Stelle un appello-avvertimento: “Noi siamo disponibili ad un cammino insieme, purché ci siano obiettivi comuni”. Mancava, però, sul palco qualcuno che potesse raccogliere e rispondere a queste parole.

In sostanza, la prima tranche della festa del tricolore è stata una specie di braccio di ferro per stabilire chi merita e a chi spetterà la leadership nella corsa delle prossime amministrative, che verosimilmente però vedrà il Carroccio guidare la coalizione ed esprimere il candidato sindaco. Mauro Malaguti (Fratelli d’Italia) non ha però risparmiato una frecciatina all’indirizzo della Lega: “Siamo un piccolo partito di coerenza”, alludendo alla coerenza tradita da Salvini colpevole di aver abbandonato il patto siglato dal Centrodestra per andare al governo con un’alleanza sui generis con i pentastellati. Altra parola d’ordine della giornata è stata “cambiamento”, invocato a più riprese da tutti i convenuti,  perché “dopo 70 anni di guida di sinistra della città, l’alternanza al vertice sarebbe segno di democrazia”. Questo messaggio, lanciato in una città dove, appunto, il tessuto di centro sinistra è ancora molto forte, serve a far apparire il voto per il centrodestra come un gesto per salvaguardare la democrazia e riuscire a far cambiare rotta ad una realtà come Ferrara che, sono parole di Alan Fabbri, “ha bisogno di un nuovo respiro”.

In pratica le manovre della prima ora, tra molti convenevoli e qualche stoccata, sono servite ad ogni esponente politico a cercare di scoprire le carte degli altri due partiti potenziali alleati e, soprattutto, a dimostrare quanto forte sia l’alleanza di centrodestra in città. Operazione  che, almeno agli occhi del numeroso pubblico, sembra riuscita.

Il secondo blocco di interventi ha visto come protagonisti Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato, Gianluca Vinci, coordinatore regionale della Lega e Tommaso Foti, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia. Anche qui la scelta di fondo è stata ostentare la coesione nelle differenze, come hanno detto gli ospiti. La particolarità di questo dibattito, dal titolo “C’erano una volta le regioni rosse” è stata la presenza del giornalista Stefano Lolli nelle vesti di intervistatore insieme ad un collega. Proprio Lolli, giornalista del Resto del Carlino, era stato di recente protagonista di una piccola ma significativa vicenda, avvenuta quando, durante una diretta social insieme all’assessore Modonesi,  si ironizzava su una manifestazione nella quale le associazioni Gad Sicura ed Insorgenti riaccendevano i riflettori sul caso “Siberiana”. La particolarità sta proprio nel fatto che proprio gli Insorgenti sono stati tra gli invitati della Festa del Tricolore –  infatti la parte conclusiva era riservata alla visione del loro film “Mi chiamo Ida”  – e non sono mancati i mugugni all’insegna del moderatore Lolli per la sua presunta “vicinanza” con l’amministrazione targata Pd. Dopo questo siparietto, è arrivato il turno dell’ospite d’onore della giornata. Alle ore 17 e 50 infatti è arrivata Giorgia Meloni. L’accoglienza  è stata quella delle grandi occasioni e il suo intervento è stato interrotto più volte dagli applausi. Da notare, però, che il suo arrivo ed il suo discorso ha visto la ‘scomparsa’ dei rappresentanti, tra il pubblico, degli altri due partiti del centrodestra. Aspetto da non sottovalutare.

La Meloni, come prevedibile, si è soffermata a lungo sul tema dell’immigrazione, o meglio, dell’islamizzazione che stiamo vivendo, non mancando di far riferimento al quartiere Gad e alle nuove mafie tra cui quella nigeriana. Stoccate a Macron sulla gestione dei migranti e colpe date ai cugini d’oltralpe per aver causato la crisi libica con le conseguenti ondate migratorie. Anche da lei frecciate alla Lega, accusando più  volte Salvini di incoerenza e invitandolo a tornare con chi gli ha consentito di andare al governo, mentre sui grillini è stata molto chiara: “I 5 Stelle non sono sulla nostra stessa linea. Spero ci sia un governo di patrioti di destra”. Anche sulla famiglia ha tenuto a dire la sua sul calo demografico e sullo Stato che deve aiutare le giovani coppie. In poche parole, tutto ciò che da lei ci si aspettava. Doveva essere un’intervista con il giornalista Alessandro Giuli, ma in realtà è stato un vero e proprio comizio nel quale la Meloni ha rimarcato più volte il ruolo fondamentale di Fratelli d’Italia: “Noi non abbiamo mai abbandonato il centrodestra, al contrario degli altri. Siamo i detentori di alcuni valori e proprio per questa nostra coerenza ci spetterebbe un ruolo primario”.

Questo il riassunto di una giornata molto particolare, vissuta da estraneo non essendo io  affine alle posizioni e alle politiche della destra, ma che ha lasciato un segno profondo. Sarà per l’accoglienza calorosa riservata alla leader di un piccolo partito in una città dove a governare è sempre stata la sinistra. Sarà perché quest’ultima, la sinistra al governo cittadino, ha totalmente mancato di far sentire la propria voce. Non un comunicato, non una contromanifestazione. Un silenzio assordante rotto solo dalla sezione ferrarese del Partito Comunista Italiano, che nelle parole del segretario Kiwan Kiwan, ha condannato l’autorizzazione da parte del Comune di questa festa perché “Ferrara è simbolo della lotta partigiana e della Resistenza e non dovrebbe accogliere manifestazioni di partiti che con le loro scelte di campo e azioni politiche si rifacciano all’ideologia fascista”.

Questo ‘esame’, al di fuori del Gad dove a regnare ormai è la Lega, ha funzionato. La destra si è dimostrata compatta, unita e, per alcuni versi, moderata. Moderazione dimostrata proprio con quella parola ripetuta da tutti gli ospiti come un mantra, “alternanza”. Alternanza che, salvo grandi sconvolgimenti, sembra alle porte, visto un PD sempre più allo sbando e in calo nei sondaggi. Le parole di Balboni sono significative: “Non avrei mai creduto di poter vincere a Ferrara con il sistema maggioritario. Ci sono cose che ci dividono, ma dobbiamo investire su ciò che ci unisce”. E questo investimento sembra già aver dato i primi frutti. Nel frattempo si aspetta l’altra parte, ancora troppo impegnata nel capire chi sia più a sinistra degli altri

Balboni, Lodi e Fabbri
La prima discussione tra Fabbri, Malaguti, Peruffo e Balboni
Momenti della festa
In sostegno dei marò
Il consigliere di FI Matteo Fornasini
Momenti della festa
Gli Insorgenti
Momenti della festa
La seconda discussione
Sul palco i giornalisti, tra cui Stefano Lolli e i politici Vinci, Foti e Bernini
Foti e Bernini
La copertina del film “Mi chiamo Ida”
L’arrivo di Giorgia Meloni
L’arrivo di Giorgia Meloni
L’arrivo di Giorgia Meloni
Interviste alla Meloni
Interviste alla Meloni
Interviste alla Meloni
Una panoramica sul pubblico
Balboni e Meloni
Il palco durante l’intervento di Giorgia Meloni con Alberto Balboni e Alessandro Giuli
Il palco durante l’intervento di Giorgia Meloni con Alberto Balboni e Alessandro Giuli
Il palco durante l’intervento di Giorgia Meloni con Alberto Balboni e Alessandro Giuli
Il ritorno alla sua auto di Giorgia Meloni

Foto di Valerio Pazzi

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi