Tag: torrione

Sono arrivate le rondini

“Sono arrivate le rondini”. E’ un messaggino che arriva dal mare. A spedirlo è la madre di Eleonora Sole Travagli, responsabile dell’ufficio stampa del Jazzclub Ferrara, nel torrione lungo le mura della città estense. Eleonora racconta come quelle ospiti abituali tornano “a disporsi ordinate sul filo del telefono che sorvola il giardino della mia casa al mare e, come pettegole comari pigolanti, attendono l’apertura del garage per riappropriarsi dei nidi abbandonati lo scorso settembre”. Ogni anno – dice  – pensiamo di buttarli giù, quei nidi, prima del loro arrivo, pensiamo che sia magari il caso di tenere la serranda chiusa per non farle entrare perché, si sa, sporcano parecchio. Ma alla fine capitolano; coprono di teli auto e scaffali e lasciano che accada. “Lo spettacolo che riservano dalla primavera alla fine dell’estate – assicura lei, che è nata e cresciuta a Lido di Spina – ripaga la fatica di pulire e tenere in ordine: acrobatiche evoluzioni aeree, la nascita dei piccoli, le prime lezioni di volo, il loro canto allegro e i balzi audaci di Gegè (il nostro gatto) che vorrebbe mangiarsele tutte”. Buona ripresa di vita, allora, in questa giornata di uova che simbolicamente si schiudono.

OGGI – IMMAGINARIO NATURA

Ogni giorno immagini rappresentative di Ferrara in tutti i suoi molteplici aspetti, in tutte le sue varie sfaccettature. Foto o video di vita quotidiana, di ordinaria e straordinaria umanità, che raccontano la città, i suoi abitanti, le sue vicende, il paesaggio, la natura…

NOTA A MARGINE
Jazz club col botto: il primato con le note della Mahler orchestra

Il Jazz club Ferrara premiato come migliore d’Italia e il riconoscimento del JazzIt Award che va al suo direttore artistico, Francesco Bettini. Un pubblico fedele e competente, composto da circa 3mila soci. Una settantina di serate per la stagione 2014-2015, molte delle quali co-prodotte con FerraraMusica, Bologna jazz festival e Crossroads-jazz e altro in Emilia-Romagna. Lunedì sera dedicati al nuovo jazz italiano e alle jam session (Happy go lucky local); venerdì sera fatti di proposte gastronomiche accompagnate da percorsi di ascolto guidato delle più svariate tradizioni musicali (Somethin’else). Mancava solo un momento simbolico a fare da finale e colonna sonora a tutte queste cose. Una piccola parentesi capace di amalgamare il meglio della musica, della professionalità e della passione: quella che ha messo insieme il Jazz club Ferrara e FerraraMusica. L’eredità di Claudio Abbado e la volontà di tenere vivo amore e gusto per tutto ciò che è bello da ascoltare, concerto dopo concerto, stagione dopo stagione. Una serata-simbolo che porta a conclusione e riassume lo spirito e la bellezza del cartellone del migliore jazz club italiano, quello racchiuso tante volte nella nebbia dentro al bastione rinascimentale posto a guardia delle Mura orientali cittadine. Una serata fatta di musica classica, jazz e contemporanea insieme. Torrione di San Giovanni e associazione creata nel 1989 da Claudio Abbado con il supporto del Comune di Ferrara. E’ successo al Jazz club, lunedì 20 aprile, con i solisti della Mahler chamber orchestra e della Chamber orchestra of Europe. Lo mostrano le immagini realizzate da Stefano Pavani per il concerto fatto in collaborazione con FerraraMusica. Alle note Chiara Tonelli, flauto; Chiara Santi, fagotto; Laura Ruiz Ferreres, fagotto; Wolfgang Bauer, tromba; Matthew Sadler, tromba; Stefan Stadtfeld, tromba; Andreas Klein, trombone; Mark Hampson, trombone. Una sinfonia di talenti, di impegno e – per una volta – di riconosciuto successo. Grazie.

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Mahler Chamber Orchestra soloists al Jazz club Ferrara (foto Stefano Pavani)
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Mahler Chamber Orchestra soloists al Jazz club Ferrara (foto Stefano Pavani)
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Mahler Chamber Orchestra soloists al Jazz club Ferrara 2015 (foto Stefano Pavani)
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Mahler Chamber Orchestra soloists al Jazz club Ferrara 2015 (foto Stefano Pavani)
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Mahler Chamber Orchestra soloists al Jazz club Ferrara 2015 (foto Stefano Pavani)
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Mahler Chamber Orchestra soloists al Jazz club Ferrara 2015 (foto Stefano Pavani)
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Mahler Chamber Orchestra soloists al Jazz club Ferrara 2015 (foto Stefano Pavani)
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Mahler Chamber Orchestra soloists al Jazz club Ferrara 2015 (foto Stefano Pavani)
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Mahler Chamber Orchestra soloists al Jazz club Ferrara 2015 (foto Stefano Pavani)
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Mahler Chamber Orchestra soloists al Jazz club Ferrara 2015 (foto Stefano Pavani)
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Mahler Chamber Orchestra soloists al Jazz club Ferrara 2015 (foto Stefano Pavani)
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Mahler Chamber Orchestra soloists al Jazz club Ferrara 2015 (foto Stefano Pavani)

Music awards, Ferrara stella italiana del jazz. Il direttore racconta il club

Ferrara stella del jazz. Sì, il Torrione di San Giovanni con il suo calendario di concerti buca la fascinosa nebbia che l’avvolge nel suo avamposto sulle mura estensi e finisce per brillare – forte e chiaro – nel panorama nazionale. “Ferrara incoronata capitale del jazz; e le grandi città stanno a guardare”, titola niente meno che l’Huffington Post, il quotidiano online che ripropone le principali novità provenienti dalle testate nazionali e locali. Il riconoscimento al jazz club cittadino arriva da “Jazz It”, la rivista di settore che ogni anno assegna i “Jazz It Awards” in base al voto dei lettori. E’ un po’ l’Oscar di questo genere musicale con i voti che quest’anno superano i 13mila. Come la statuetta fa per quello che riguarda il cinema, anche questo riconoscimento è modulato su vari aspetti: sala e locale, direttore artistico, musicisti e artisti.

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Torrione nella nebbia (foto Eleonora Sole Travagli)
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I Jazz It Awards per la programmazione 2014

E Ferrara, con il suo jazz club, si porta a casa una tripletta di premi. Si aggiudica quello del migliore jazz club italiano con ben 1.113 voti, che lo mettono in testa a concorrenti del calibro dei romani 28 DiVino Jazz e Alexanderplatz con uno stacco di quasi trecento voti già rispetto al secondo classificato. Si aggiudica il primato per il direttore artistico, nella persona di Francesco Bettini, che riesce a inerpicarsi fin sulla vetta sopra a nomi come quello di Paolo Fresu per il “Time in jazz”, Carlo Pagnotta che dirige addirittura “Umbria jazz”, Mario Ciampà del “Roma jazz festival” e Sergio Gimigliano di “Peperoncino jazz festival”. E si aggiudica il top alle tastiere con Alfonso Santimone, musicista nato a Ferrara, al pianoforte anche l’altra settimana a dare il suo contributo alla “splendida foresta di suoni” di Camera Lirica e pronto a chiudere la programmazione giovedì 30 aprile in occasione della Giornata internazionale Unesco del jazz con il concerto serale intitolato “Song Improvisations”.

Il Jazz club Ferrara fa man bassa di riconoscimenti con un calendario di serate musicali programmate anno dopo anno con costanza, cura, continuità, alternanza di nomi big e giovani di talento, suoni classici e innovazione. Il Jazz It Award premia il club cittadino per il quarto anno consecutivo. La novità di questa edizione è il podio assegnato a Francesco Bettini come direttore artistico, che in silenziosa iperattività lavora da tempo, sorridente e cinetico, discreto e immancabilmente presente. A lui, dunque, il compito di raccontare un po’ il segreto di tanto successo.

Francesco Bettini, iI Jazz club ferrarese è attivo da quanti anni? Come e da chi nasce l’idea di fare qui a Ferrara questo tipo di manifestazione?
“La storia del Jazz club Ferrara affonda le radici nella metà degli anni ’70 fino all’apertura del Torrione, poco più di quindici anni fa. La direzione artistica era di Alessandro Mistri che da entusiasta e competente appassionato, ha permesso alla città di essere sempre vivace sul piano della proposta jazzistica. Alessandro e i molti soci, che negli anni lo hanno affiancato, hanno prodotto festival e rassegne di prima eccellenza portando a Ferrara e Comacchio i più grandi nomi della storia del jazz. Il Torrione, grazie alle caratteristiche ibride – a metà strada tra un teatro di piccole dimensioni e un locale – ha imposto che l’attività associativa divenisse continuativa ed era pertanto necessario uno sforzo e un impiego di risorse superiore al passato. Così io mi resi disponibile come volontario ad aiutare Alessandro nello svolgere compiti più che altro logistici. Mi sono ritrovato a coprire praticamente tutti i ruoli della filiera, dapprima come fonico e segretario, poi addirittura come ufficio stampa, fino ad affiancarmi alla direzione artistica. Per i primi anni ho lavorato a quattro mani con Alessandro Mistri acquisendo sempre maggiore esperienza, fino a quando, progressivamente, ho finito per svolgere questo compito in autonomia, direi almeno da cinque anni”.

Classe 1975, una laurea in Conservazione dei beni culturali. Ma quale percorso e formazione fa diventare un direttore artistico da Jazz Award, Francesco?
“Nell’arco degli ultimi quindici anni ho fatto veramente tutte le esperienze connaturate alla produzione del jazz in Italia: dal segretario all’ufficio stampa, dal road manager al fonico, dal booking al direttore e consulente artistico. Tutto ciò mi ha permesso di sviluppare una visione a 360 gradi. Questo mi consente di avere a che fare con i musicisti e i colleghi di settore dialogandoci non solo dalla mia prospettiva, ma anche dalla loro. Quando diventi parte integrante di un sistema è naturale che la rete delle amicizie e delle collaborazioni si estenda con una sorta di crescita geometrica. Credo e spero di essere riuscito professionalmente e umanamente a interagire proficuamente su un terreno comune con tutti i singoli soggetti”.

Quali sono le linee guida che segue, Bettini, nel mettere insieme il cartellone? Gusto, istinto, strategia, mix calibrato di elementi diversi?
“Tendo a diversificare il più possibile, raramente agisco d’istinto e mi impegno a non influenzare eccessivamente con il mio gusto personale il quadro complessivo delle proposte. Ma, soprattutto, cerco di privilegiare la qualità e la sincerità della musica, che promuoviamo al di là delle barriere di genere”.

I grandi nomi sono diventati anche un po’ presenze amiche o il rapporto tra calendario e artisti passa soprattutto attraverso manager e prestigio acquisito?
“Non ho solamente condiviso i concerti e il lavoro con moltissimi musicisti italiani, europei e statunitensi. Talvolta giornate intere, tournée di più settimane, persino vacanze. Ho sempre voluto che i rapporti non si limitassero all’ambito professionale. Cerco di instaurare un sano e sacrosanto desiderio di divertirsi assieme. Ciò non significa che il rapporto con i management non sia fondamentale, spesso anche in condizioni di confidenza assoluta con i musicisti è giusto e necessario che sia il manager l’interlocutore migliore per definire gli aspetti correlati al business”.

Come commenta questo riconoscimento così gratificante per un direttore artistico, ma anche per il club?
“Trattandosi di una votazione libera dei lettori, pertanto operata soprattutto da appassionati e musicisti e solo in minima parte da critici, è possibile che la preferenza sia da addebitarsi prevalentemente a caratteristiche legate alla simpatia e alla condivisione della nostra attività e dei fini della stessa, piuttosto che all’aspetto più prettamente connesso con la competenza e le scelte artistiche. Credo inoltre che, pur essendo rivolto al sottoscritto, sia in realtà una preferenza determinata dal lavoro collettivo delle associazioni che si avvalgono della mia professionalità e che, oltretutto, si tratti di una somma delle capacità espresse sia dall’associazione culturale Jazz club Ferrara sia dal Bologna jazz festival”.

Ferrara in vetta anche rispetto a città come Roma, Torino, Palermo. Non male…
“Un dato sicuramente rilevante è che JazzIt ha un prevalente romano-centrico e nonostante ciò la scelta dei lettori si è orientata su attività che si svolgono in provincia, segno che la capacità di attrarre interesse e consenso è possibile anche in realtà più ‘periferiche’ e che si possa avere visibilità su scala nazionale se i contenuti che si esprimono sono di eccellenza.
Non dimentichiamoci che fare l’operatore culturale in piccoli centri è sicuramente un’operazione più snella, risultando più semplice creare sinergie con altri soggetti e interfacciandosi con meno filtri e maggiore facilità di comunicazione diretta anche con le istituzioni”.

Quanto sono importanti le istituzioni in tutto ciò?
“L’Emilia-Romagna e la città di Ferrara sono da sempre attente alle politiche culturali e, nella stragrande maggioranza dei casi, gli interlocutori che si sono avvicendati ai vertici delle istituzioni hanno dimostrato di comprendere il valore delle nostre proposte e si sono impegnati a sostenerle con grande entusiasmo. I contributi erogati dagli enti coprono il 25% del budget necessario per il raggiungimento del pareggio di bilancio. Quindi il quadro finanziario si regge in piedi prevalentemente grazie all’autofinanziamento. Sebbene oggi attrarre investitori privati sia difficilissimo, siamo sempre riusciti – fidelizzando il nostro pubblico e in sostanza educandolo a un ascolto vario e diversificato – a tenere alto e fortemente differenziato il livello delle proposte artistiche e a proporre concerti e seminari che molto raramente strizzano l’occhio all’aspetto commerciabile dando priorità all’originalità e all’attualità dei progetti”.

Il futuro, ora, come si prospetta?
“Speriamo di poter continuare in questa direzione che sembra premiare il nostro lavoro, la nostra competenza, la nostra passione e soprattutto, in senso più ampio: la musica!”.

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Francesco Bettini, direttore artistico del Jazz club Ferrara (foto Giorgia Mazzotti)
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Francesco Bettini, direttore artistico del Jazz club Ferrara (foto Giorgia Mazzotti)
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Francesco Bettini, direttore artistico del Jazz club Ferrara (foto Giorgia Mazzotti)
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Il programma nelle mani di Eleonora Sole Travagli, addetta stampa (foto Giorgia Mazzotti)
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Il Jazz club Ferrara, interno del Torrione di San Giovanni (foto Giorgia Mazzotti)

IMMAGINARIO
Pasquetta jazz.
La foto di oggi…

Pasquetta musicale al Jazz club Ferrara. Stasera si festeggia il lunedì dell’angelo con una formazione che mette insieme il jazz, la classica e un po’ di sperimentazione. In scena i Fresh Frozen per un’edizione speciale di “Happy go lucky local”, la serata dedicata ai progetti più interessanti del panorama jazzistico nazionale, aperta da un aperitivo a buffet. Il sassofonista Achille Succi, affiancato da Christopher Culpo al pianoforte e Glauco Benedetti alla tuba, sarà anticipato dalla funkeggiante selezione musicale di Willygroove dj, in trasferta al Torrione dagli studi di Radio Città Fujiko.

Nell’attesa è bello guardarsi il reportage di uno degli ultimi concerti del locale, che vanta una delle programmazioni di maggior qualità a livello nazionale. Ospite a fine marzo del Jazz Club Ferrara un esplosivo Joey DeFrancesco. Il leader dell’organo Hammond è stato affiancato da Dan Wilson alla chitarra e Jason Brown alla batteria con un’incursione di Carlo Atti al sax per un repertorio che ha spaziato dal swing al rhythm and blues fino al funky. Gli scatti sono tutti di Stefano Pavani.

Stasera ingresso a offerta libera, sempre per i soci dei circoli Endas nel Torrione di San Giovanni, Rampari di Belfiore 167. Musica e aperitivo a partire dalle 20, concerto alle 21.30, jam session alle 23.

OGGI – IMMAGINARIO MUSICA

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Joey DeFrancesco al sax per il Jazz club Ferrara (foto Stefano Pavani)
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Joey DeFrancesco (foto Stefano Pavani)
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Joey DeFrancesco trio al Jazz club Ferrara (foto Stefano Pavani)
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Joey De Francesco (foto Stefano Pavani)
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Joey DeFrancesco trio al Jazz club Ferrara (foto Stefano Pavani)
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Joey DeFrancesco trio al Jazz club Ferrara (foto Stefano Pavani)
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Joey DeFrancesco trio al Jazz club Ferrara (foto Stefano Pavani)
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Jason Brown alla batteria nel trio di Joey DeFrancesco (foto Stefano Pavani)
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Joey De Francesco all’organo (foto Stefano Pavani)
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Dan Wilson alla chitarra nel trio di Joey DeFrancesco (foto Stefano Pavani)
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Dan Wilson alla chitarra nel trio di Joey DeFrancesco (foto Stefano Pavani)
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Il contributo di Carlo Atti al sax per il trio di Joey DeFrancesco (foto Stefano Pavani)
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Jason Brown alla batteria nel trio di Joey DeFrancesco (foto Stefano Pavani)
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Joey De Francesco (foto Stefano Pavani)
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Joey De Francesco (foto Stefano Pavani)
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Joey DeFrancesco all’organo Hammond (foto Stefano Pavani)

 

IMMAGINARIO
Glocal Jazz.
La foto di oggi…

Questa sera alle 21,30 al Jazz Club di Ferrara, presso il Torrione San Giovanni, via Rampari di Belfiore, 167, si esibirà un musicista ferrarese conosciuto in tutto il mondo: Francesco Bigoni. Nato a Ferrara, ora si è trasferito a Copenhagen per amore e per lavoro, ma continua a girare il mondo suonando con i più importanti nomi della scena jazz: Enrico Rava, Gianluca Petrella, Stefano Battaglia, Greg Cohen e Jim Black.

Oggi sarà in scena di nuovo nella sua città con sax e clarinetto con il progetto On Dog, fondato e diretto assieme a Mark Solborg. Il gruppo annovera tra le sue fila musicisti italiani, danesi e lussemburghesi ben noti per il loro approccio creativo ai linguaggi contemporanei. Dal punto di vista compositivo, On Dog e’ essenzialmente uno studio sulla polifonia ed il contrappunto che consente ai cinque musicisti, tutti eccellenti compositori, di confrontarsi con complesse partiture estese.

Per maggiori informazioni, qui il sito del Jazz Club di Ferrara.

Qui il sito di Francesco Bigoni.

OGGI – IMMAGINARIO MUSICA

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Francesco Bigoni (foto di Ilaria Costanzo)
Francesco Bigoni (foto di Ilaria Costanzo)
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L’occhio di periscopio

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