Home > IL QUOTIDIANO > Taruffi (Er Coraggiosa): “Agire con tempestività. Zona rossa, ristori, smartworking anche nel privato e sospensione dei brevetti per i vaccini”

Taruffi (Er Coraggiosa): “Agire con tempestività. Zona rossa, ristori, smartworking anche nel privato e sospensione dei brevetti per i vaccini”

Tempo di lettura: 2 minuti

 

da; ufficio stampa Emilia Romagna Coraggiosa

“Visti gli ulteriori dati presentati questa mattina in Commissione Sanità dall’Assessore Donini, mi pare chiaro sia il momento di agire con decisione e tempestività”.
Per il capogruppo di Emilia-Romagna Coraggiosa Igor Taruffi, “il dilagare della nuova variante inglese, l’innalzamento della curva epidemiologica e le conseguenti percentuali di saturazione dei posti letto ordinari (39%) e di posti di terapia intensiva (31%) indicano la necessità di applicare all’intera regione le misure previste dalla zona rossa. Perché la decisione della cabina di regia nazionale arriverà venerdì e partirebbe solo la prossima settimana quindi in ritardo rispetto alle nostre esigenze.
Per questo è necessaria la decisione della Regione ed è fondamentale che il Governo, già nel prossimo Consiglio dei Ministri, disponga tramite Decreto i ristori e i congedi parentali, applicabili anche alle decisioni prese in emergenza dalle Regioni.
I dati indicano chiaramente che i luoghi di contagio sono famiglie, scuole, incontri tra amici.
Ma anche e soprattutto i luoghi di lavoro: per questo credo sia necessario intervenire su tutti gli ambiti,
quindi imponendo lo smartworking anche per il settore privato, salvo impossibilità che dovrà però essere motivata.

La situazione è preoccupante ma non è minimamente paragonabile a marzo 2020.
Oggi abbiamo un’arma straordinaria come i vaccini.
Un bene comune salva-vita che sarà centrale per i mesi a venire.
Crediamo sia giunto il momento che la Conferenza delle Regioni sollevi al Governo la questione sospensione dei brevetti per i vaccini affinché l’esecutivo ponga il tema alla Commissione U.E.
Ci aspettano settimane molto difficili. Ma sappiamo che esiste una prospettiva. Se tra 5/6 settimane avremo vaccinato le persone più fragili ed esposte (l’85% dei decessi è stato registrato tra gli over 75 anni), potremo affrontare il contrasto al virus con misure differenti.
Ora però serve una stretta”.

Commenta

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi