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Titoli di studio: ingegneri ed economisti i più richiesti in Provincia, anche se l’esperienza rimane il requisito indispensabile

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Tempo di lettura: 3 minuti

da: ufficio stampa Cciaa di Ferrara

Una impresa ferrarese su due assume per conoscenza diretta del candidato

Laurea e diploma restano la carta migliore per assicurarsi un posto di lavoro anche nel 2014, ma cresce l’interesse delle imprese ferraresi per chi ha scelto un percorso di formazione professionale e – indipendentemente dal titolo di studio – per candidati in possesso di un’esperienza lavorativa pregressa. È quanto mostrano le previsioni di assunzione formulate dalle imprese dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi, registrate dalla Camera di commercio di Ferrara sulla base del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro.
Secondo l’Ente di Largo Castello, inoltre, farsi conoscere (e apprezzare) e saper scrivere un bel curriculum vale molto di più di qualsiasi altra strada per trovare un lavoro. Ben di più, ad esempio, di quanto possa fare il suggerimento fornito da conoscenti comuni.
“Per ridare prospettive di occupazione ai nostri giovani – ha sottolineato il presidente della Camera di commercio, Paolo Govoni – c’è bisogno di una strategia complessiva. Oltre a cambiare le regole della scuola, serve un cambiamento culturale nelle famiglie e nella società sul valore formativo del lavoro in impresa e sull’importanza dell’educazione all’imprenditorialità. Le imprese – ha aggiunto Govoni – esprimono una forte richiesta per un dialogo strutturale tra sistema produttivo e mondo della formazione. Il titolo di studio oggi non basta più: chi assume chiede un’esperienza diretta del mondo del lavoro, acquisita già durante gli anni della scuola. Per questo i percorsi di alternanza scuola-lavoro non devono più essere l’eccezione ma la regola per i nostri ragazzi”.
A Ferrara, nei primi sei mesi di quest’anno, quasi una azienda su due ha effettuato un’assunzione per conoscenza diretta del candidato, magari avvenuta nell’ambito di un precedente periodo di lavoro o di stage, con una crescita sensibile di questa modalità di individuazione del personale rispetto a qualche anno fa; nel 2009 ad essa ricorreva poco meno del 25% delle imprese. La seconda modalità di selezione è quella legata alle banche dati aziendali, dove vengono conservati i curriculum dei candidati: ad esse fanno riferimento circa il 28% delle aziende. Si è ridotta, invece, la rilevanza della segnalazione da parte di conoscenti e fornitori: se tre anni fa la utilizzava un’impresa su cinque, ad essa ha fatto ricorso poco meno del 9% delle aziende.
La conoscenza diretta, dunque, resta il canale di assunzione preferito per le imprese di minori dimensioni, soprattutto del settore industriale. Le banche date aziendali rappresentano invece il canale preferito dalle imprese che superano i 50 dipendenti, che ricorrono a questa modalità di selezione in oltre il 52% dei casi. Le segnalazioni di conoscenti o fornitori dell’azienda, in sensibile calo rispetto allo scorso anno, sono state utilizzate prevalentemente dalla imprese con meno di 9 dipendenti. Si riduce, infine, il numero delle imprese che hanno utilizzato i quotidiani e la stampa specializzata per selezionare il proprio personale. A dimostrazione ulteriore che trovare lavoro passa sempre di più attraverso la conquista della fiducia nelle proprie capacità.

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