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da: BookTribu

Con un’ambientazione all’epoca dei corsari, ma tutta al femminile, esce il 12 giugno Iris’ Faith e il diamante, edizioni BookTribu, di Stefania Magnano.

Nel mar dei Caraibi, un equipaggio di piratesse sfida pericoli, ma anche difende diritti. Nelle pieghe del romanzo ambientato nel 1717, si trovano temi di stretta attualità come l’uguaglianza di diritti fra uomo e donna e la tenace ostinazione nel proteggerli. Con Iris’ Faith e il diamante continua la storia della ciurma di piratesse che aveva già conquistato il pubblico di lettori con il loro sogno di liberare le donne oppresse dagli uomini e punire quegli stessi uomini. In questa nuova avventura, vengono illuminati alcuni retroscena della vita dei personaggi e della missione dell’equipaggio, attraverso gli occhi, che ancora non riescono a spiegarsi fino in fondo la violenza del mondo pirata, del mite protagonista, il dottor Blake. Libertà e violenza, luci e ombre, dolore e piacere si alterneranno per tutta la lettura, non priva di colpi di scena.

Stefania Magnano ha l’abilità di concepire una trama avvincente e originale, portando alla luce le sofferenze e il desiderio di riscatto di donne che scelgono la pirateria come via di affermazione, vittime divenute carnefici, per poi rischiare di non trovare via di uscita dalla violenza che hanno subito e che ora, per scelta, alimentano. Stefania Magnano, tuttavia, non perde mai i punti di riferimento della giustizia per cui il lettore si immerge in una storia sapendo che l’autrice veglia su di lui e sulle proprie protagoniste: in alcun modo si corre il pericolo che venga confusa la netta distinzione tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e sul tema universale del rispetto dell’altro. E sarà proprio il rispetto a riportare l’amore anche nel cuore più duro che mai avrebbe scommesso sul suo ritorno.

“A tutti piacciono le storie di pirati – chiosa l’autrice – non c’è niente di meglio che evadere dalla realtà per stare un po’ sul ‘mondo di legno’, andare all’avventura e vivere seguendo soltanto le proprie regole e i propri desideri, ma se nella storia i pirati fossero tutte donne, sarebbe altrettanto bella?”

Stefania Magnano, avvocato per professione e scrittrice per passione, vive e lavora a Siracusa. Iris’ Faith e il diamante fa seguito al romanzo Una donna a bordo porta male vincitore del premio romanzo d’avventura nell’ambito del quarto concorso letterario nazionale per opere inedite di BookTribu.

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Riceviamo e pubblichiamo


PAESE REALE

di Piermaria Romani

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Pescando un pesce d’oro
5 titoli evergreen dall’archivio di 50.000 titoli  di Periscopio

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
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Francesco Monini
direttore responsabile


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