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“Trasporto ferroviario che risente delle condizioni economiche del paese?”

Tempo di lettura: 3 minuti

Da: Bergamini Fabio

TRENITALIA, FABIO BERGAMINI (LEGA ER) E FRANCESCO CARITA’ (FERRARA CAMBIA): «TRASPORTO FERROVIARIO CHE RISENTE DELLE CONDIZIONI ECONOMICHE DEL PAESE? ATTENZIONE A COGLIERE LA RIPRESA, RIPRISTINANDO LE CORSE AD ALTA VELOCITA’ ATTUALMENTE SOSPESE»

FERRARA, 26 GEN. La Regione ha risposto all’interrogazione della Lega, in merito alla riduzione dei treni ad alta velocità in transito da Ferrara. Da viale Aldo Moro si riferisce di una tipologia di trasporto “a mercato”, «in cui l’azienda si assume il rischio di impresa e di sostenibilità economica», spiegano il consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini, primo firmatario dell’interrogazione inviata all’assessore ai Trasporti, Andrea Corsini, e Francesco Carità (Ferrara Cambia) che ha portato all’attenzione il problema a livello locale. «Il transito di treni ad alta velocità per Ferrara, secondo quanto ci è stato spiegavo, viene calibrato in base alla “situazione in generale del Paese”. Tuttavia – rincarano Bergamini e Carità – riteniamo che il servizio debba poter essere potenziato ascoltando le esigenze dei territori». Ha convinto a metà, insomma, la risposta arrivata dall’assessore Corsini. «Si parla genericamente di una “Fase 2”, peraltro iniziata da un pezzo, in cui gradualmente si vorrebbe riportare l’offerta dei collegamenti ad alta velocità al 77% del periodo pre-Covid». Rimane un dato, e cioè la riduzione del 32% delle corse ad alta velocità garantite da Trenitalia, che si sono ridotte “solo” fino al 27% ad inizio gennaio, con quattro “Frecce” attualmente in transito da Ferrara: due da e per Roma, ed altrettante di collegamento con Lecce. Sarebbe, invece, stato spiegato con un incastro fatto di anticipi d’orario e deviazione di linea sulla rotta Adriatica il “caso” degli Intercity: gli Ic 584-5 e Ic 588-9 Roma-Trieste-Roma, deviati via Foligno e Falconara, non sono stati cancellati ma anticipati di un paio d’ore (8,54-8,56, invece delle 10,40-10,42) per quanto riguarda il passaggio da Ferrara. Mentre l’Ic 588-9, per fare un altro esempio, partirebbe 12 minuti prima da Roma, ma raggiungerebbe Ferrara un’ora dopo (le 16,34-16,36, anziché le 15,11-15,13). «Ci associamo all’appello dei comitati di pendolari – è la conclusione di Bergamini e Carità – nella loro richiesta alla Regione di fare il possibile per il ripristino di alcuni convogli, che riteniamo fondamentali in un momento in cui è importante garantire il distanziamento sociale e la sicurezza dei passeggeri».

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