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Trenitalia e coronavirus, Bargi (Lega E-R): “Distanziamento sociale e dpi, regole valgono solo per i privati mentre il pubblico se ne può fregare?”

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Da: Ufficio Stampa Lega Emilia-Romagna

“Viviamo in un Paese strano nel quale pare che le regole valgano solo per gli imprenditori privati, che rischiamo sanzioni e conseguenze penali, mentre le aziende pubbliche sarebbero libere di fare ciò che vogliono. Non è accettabile, ad esempio, la denuncia che ci è pervenuta nei giorni scorsi da un sindacato dei trasporti che ci ha inviato una lettera nella quale veniva stigmatizzato il fatto che Trenitalia Tper Scarl non stia adottando le dovute norme né rispettando le linee guida per le misure di contenimento durante la Fase 2 dell’emergenza Covid-19 per il trasporto pubblico ferroviario in Emilia Romagna”.

Così il consigliere regionale della Lega E-R, Stefano Bargi, che ha depositato un’interrogazione nella quale chiede alla Giunta “quali urgenti iniziative intenda adottare affinché Trenitalia Tper Scarl rispetti la normativa regionale e nazionale nella Fase 2 dell’emergenza Covid-19”.

La segnalazione riguarda in particolare la violazione dei contenuti del Decreto n. 74 del 30 aprile 2020 emanato dalla Regione Emilia Romagna al p. 17 lettera d, in merito alla predisposizione delle necessarie comunicazioni a bordo dei mezzi che indichino le corrette modalità di comportamento dell’utenza.

“La documentazione fotografica e video allegata alla lettera di denuncia del sindacato – spiega Bargi – dimostrerebbe che non è presente a bordo dei mezzi nessuna indicazione interna per i comportamenti e l’obbligo dei DPI individuali per l’utenza, nessuna cartellonistica esterna ed interna sulle porte per l’utilizzo in salita o discesa con le dovute istruzioni, e neppure la cartellonistica segnaposto per il distanziamento sociale dei passeggeri. Pertanto, o la Regione prenderà provvedimenti immediati oppure saremo di fronte all’ennesima dimostrazione che le regole valgono solo per qualcuno, ovvero gli imprenditori privati che rischiano multe e conseguenza penali, e che viviamo in uno Stato assolutista e arrogante” conclude il consigliere leghista.

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